Erano finalmente arrivate le tanto sospirate vacanze. Io e Greta eravamo in fibrillazione da settimane. Bagagli e valige pronte.
Ci aspettavano due meravigliose settimane a Corfu', isola della Grecia, non distante dall'Italia. Sospirate anche perche' l'anno prima, in agosto, essendo prossimi al matrimonio fissato ai primi di settembre, avevamo passato il mese di ferie ad arredare la casa.
Ah, mi sono dimenticato di presentarci, piacere.... Giulio 28 anni, 1,85, fisico magro asciutto, moro, playmaker da sempre ed appossionatissimo di basket, giocato anche ad alti livelli.
Greta, 24 anni, bionda, magra, 1,70, bel culo, occhi verdi, seno piccolo.
Avevamo prenotato le nostre vacanze all'agenzia di viaggi insieme a Francesca e Claudio, amici di compagnia da una vita.
Francesca coetanea di Greta e' stata sua compagna di scuola sia alle medie che al liceo, amica del cuore, non a caso e' stata la nostra testimone alle nozze nello scorso settembre.
Claudio, il suo ragazzo, e' un architetto di Milano, noi siamo di Desio, sono ormai insieme da circa 3 anni e presto hanno in progetto anche loro di sposarsi.
Desio sembra essere decisamente una citta' propizia al turismo, al sesso e al divertimento...non trovate?
Con Francesca e Claudio c'e' un'ottimo feeling, usciamo spesso insieme il sabato sera, e siamo sempre abitudinari anche nei nostri viaggi.
Francesca e' una ragazza solare, simpatica, fra parentesi anche molto carina, ha due stupendi occhi azzurri, capelli lunghi castani, piccolina, circa 1,60, seno prosperoso e sodo, culetto divino tipo quello che Crepax disegnava per Valentina.
Claudio invece e' un ragazzone tipo studente inglese di Oxford, capelli corti biondi alla militare, occhialetti da intellettuale, fisico da atleta, essendo tutt'ora un ottimo canoista.
A Corfu' troviamo un tempo stupendo, quel caldo secco gradevolissimo, delle spiagge favolose, un mare trasparente e cristallino.
Noleggiamo un'auto e ci proponiamo di visitare ogni giorno una spiaggia diversa per poter vedere il piu' possibile dell'isola.
Siamo soliti partire prestino dall'albergo alla mattina per le nove al massimo e fare ritorno solo in serata per la cena.
Abbiamo entrambi una bella camera matrimoniale con vista mare e le due camere sono una attaccata all'altra.
Al quarto giorno di vacanza, gia' abbastanza scuri per l'abbronzatura e sempre piu' entusiasti delle nostre vacanze decidiamo che all'indomani la nostra meta sarebbe stata la spiaggia di Mirtiotissia.
Questo su consiglio del cameriere dell'albergo che ridacchiando ci aveva consigliato questa spiaggia.
Scoprimmo all'indomani il perche' di quel suo ridacchiare, si trattava di una spiaggia per nudisti.
Arrivando di buon'ora, fummo fra i primi a frequentarla, poi piano piano si riempi' di gente e constatammo che eravamo decisamente una "minoranza" con addosso i costumi.
Fu Claudio a prendere la decisione di uniformarci all'usanza della spiaggia e cosi', pur con qualche
iniziale imbarazzo eccoci poco dopo tutti e quattro belli nudi con tante parti del corpo belle bianche, prima nascoste dal costume.
Fu un'esperienza che segno' l'andamento delle future giornate.
Devo ammettere che vedere mia moglie nuda alla vista di tutti mi creava un po' di disagio, per contro spesso e volentieri mi cadeva l'occhio sulla fessurina e sulle tette di Francesca, che della cosa se n'era accorta e mi volgeva qualche sguardo strano.
Passammo l'intera giornata cosi', a mostrarci senza veli e la cosa non penso abbia fatto dispiacere a nessuno. Era un'esperienza nuova, piacevole ed intrigante.
Se avevo qualche scrupolo per le mie occhiare rivolte a Francesca, mi sembrava di capire che anche Claudio non disdegnasse di osservare il triangolino biondo in mezzo alle gambe di Greta e la cosa mi faceva abbastanza incazzare.
Devo confessare la mia secolare gelosia.
Arrivo' sera e tornammo in albergo, l'atmosfera in auto era pero' stranamente diversa, frizzante, c'era tantissima voglia di scherzare su quello successo oggi e si sprecavano le battute sui seni delle ragazze, sulla misura del pene di Claudio che era decisamente maggiore del mio. Ma stavamo parlando di misure eccezionali, difatti non vennero a mancare le battute sulla ricettivita' di Francesca a prendere quelle "doti" dal suo uomo.
Una cosa pero' mi era rimasta in mente e non riuscivo a toglierla dalla stessa.
Il bel corpo di Francesca era diventato come un chiodo fisso per me; forse aver sempre avuto Greta (ormai da 5 anni) e non aver avuto altre donne all'infuori di lei, aveva stuzzicato in me qualche desiderio represso di desiderare dell'altro. E anche a cena la sera cercavo il suo sguardo, quasi volessi trasmetterle questo sentimento.
Rimasi di stucco e nello stesso tempo piacevolmente meravigliato quando nel salutarci per andare a nanna Francesca mi dispenso' un sorriso ambiguo accompagnato da un piccolo bacio. Ma forse me l'ero immaginato...chissa?
So solo che quella notte io e Greta scopammo con intensita', lei ebbe diversi orgasmi e io nel montarla mi immaginavo fosse Francesca.
Il giorno dopo i discorsi tornarono sull'esperienza del giorno prima, feci notare a Greta degli sguardi di Caludio e Greta a sua volta mi bacchetto' dicendomi che si era accorta di certe occhiate fra me e Francesca.
Durante tutto il giorno poi notai che Greta e Francesca rimasero a parlottare a lungo, molto a lungo e la cosa mi insospetti' alquanto.
Cenammo come al solito in albergo. Ogni sera era abitudine dell'organizzazione offrire uno svago ai suoi clienti e quella sera c'era il ballo.
Balli di tutti i tipi, da quello greco sulle note del sirtaki, alla disco e per finire la serata (ormai nottata) ai classici lenti.
Furono Greta e Francesca di proporre a me e Claudio di mischiare le coppie, lo dissero ridendo e cosi' capii dei loro discorsi di oggi.
Eccomi dunque abbracciato a Francesca nella quasi oscurita' della sala, a ballare insieme a lei un lento molto romantico.
Era brava Francesca a ballare e sapeva muoversi bene, le chiesi come mai di questa idea di scambiarci i partner e lei con molta malizia mi disse che cambiare ogni tanto fa bene.
e mentre me lo diceva la sentii stringersi piu' forte a me.
Confesso che la desideravo da morire, ma ero pur sempre il marito di Greta, che nel frattempo era avvinghiata fra le braccia di Claudio qualche metro piu' in la' sempre nell'oscurita' della sala. Impacciato come non mai, pensavo solo al momento attuale che pure mi gratificava, all'avere fra le braccia Francesca e al muovermi assecondando il suo corpo al ritmo della dolce melodia della musica.
Se non fosse perche' mi prendereste in giro leggendomi, cari lettori, potrei anche confessarvi che mi ero innamorato di lei, che mi stavo prendendo una cotta come un sedicenne ai suoi primi amori.
Francesca accortasi di questo mi sussurro' all'orecchio qualcosa; all'inizio non capii ma quando me lo ripetette sentii il sangue scorermi sino al cervello.
Mi aveva chiesto di passare la notte con lei e di non preoccuparmi perche' anche Greta lo avrebbe fatto con Claudio.
Non pensai al momento alla mia solita gelosia, per niente ma soltanto al fatto che avrei avuto Francesca.
Le avvicinai le labbra e la baciai con passione. Lei inizio' subito a slinguettarmi con voglia.
Smettemmo di ballare, ognuno per conto suo e ci ritirammo nelle nostre camere, o meglio io in quella di Francesca e Claudio e Greta nella nostra.
Chiudemmo la porta a chiave, mentre nella camera accanto si sentiva distintamente l'acqua della doccia e il ridere di due persone.
Anche mia moglie Greta non aveva perso tempo a interpretare il corso degli eventi.
Incredibile come la voglia di trasgredire abbia catturato quattro normalissime persone... rifletteteci gente.
Spogliai Francesca che si fece palpare e toccare ovunque. Mi pareva quasi una a digiuno di sesso dalla voglia che emanava.
Che attizzamento, avevo il mio cazzo che scoppiava da quanto era diventato duro e di marmo.
Tutto il sangue e gli ormoni nei paraggi erano confluiti nel mio membro.
Mi spogliai anch'io e presa in braccio Francesca, che era piccolina e leggera la portai sotto la doccia.
La insaponai, giocando con il suo corpo, provava piacere quando le passavo le mie mani fra le gambe o fra i seni.
Ci risciaqquammo e dopo esserci asciugati ci distendemmo nel letto.
Francesca mi guardo' e mi chiese, quasi supplicandomi, di non resistere piu' e di voler essere solo chiavata.
Io che gia' pensavo a come lavorarla, a come leccarla, a come tastarla; ebbi un impulso e una voglia ancora maggiore alla sua richiesta.
Mi calai sopra di lei che aveva allargato le gambe e la baciai. Francesca, appena le fui sopra, afferro' il mio cazzo con la mano e se lo porto' in figa. Aveva decisamente voglia e solo voglia di essere chiavata. E io non desideravo altro che possederla.
Sentivo il mio cazzo scivolare nella sua fessura e colmarla sino in fondo. Aveva una fighetta stretta, Francesca gia' all'inizio inizio' a gemere di piacere, poi man mano che le affondavo dentro la figa dei colpi sempre piu' forti, i gemiti lasciarono spazio a delle grida e alle urla di godimento.
Il tutto era come un incitamento a farla godere e difatti avevo iniziato a chiavarla veramente bene, affondandole il cazzo sino in fondo e ritmandolo bene i tempi delle penetrazioni. Bello era anche sentire il rumore dei nostri corpi che si urtavano ad ogni colpo.
Greta era propensa a urlare solo nel raggiungimento dell'orgasmo, mentre invece Francesca accompagnava tutta la scopata con urla, gemiti e apprezzamenti.
Verrebbe voglia di paragonarla ad una troia da letto, ma era anche dolce e nello stesso tempo femmina e amante.... che mix di donna favolosa.
Mentre stavo pompandola mi alzai sulle braccia per prenderla meglio, notai in quel momento il raggiungimento dell'orgasmo da parte di Francesca, prima che dicesse di essere venuta avevo visto il bianco dei suoi occhi. Aveva talmente goduto, quasi da svenire.
Mi precedette di qualche secondo, avevo ormai il mio seme caldo pronto a sprizzare fuori dall'asta, cercai di uscire dalla figa di Francesca non sapendo quali precauzioni prendesse. Fu lei a chiudermi la fuga cingendomi con le gambe un cappio attorno a lei. Mi voleva tutto dentro di se. Mi adagiai sul suo seno dove sentii il cuore batterle forte, molto forte.
Ero completamente dentro di lei e le avevo irrorato di sperma il suo utero. Un corpo solo, con la migliore amica di mia moglie.
Eravamo stanchi, ma felici, innamorati entrambi di quella situazione.
Francesca tiro' fuori dal minibar da bere, prima di ricominciare.
Eravamo talmente presi l'uno dall'altra che ci eravamo dimenticati totalmente della realta' della situazione a riportarci sulla terra dei mugolii di piacere arrivare dalla stanza accanto.
Erano Greta e Claudio. Francesca mi fece cenno di andare con lei sul balcone, era comunicante con l'altra camera e bastava scavalcare un murettino abbastanza basso per accedervi.
Con complicita' la segui, in silenzio.
Mia moglie e Claudio avevano lasciato la porta balcone della camera socchiusa e si poteva scorgere dentro. Francesca mi prese la mano e me la strinse mentre entrambi spiavamo i ns. coniugi che stavano scopando. Greta era a quattro zampe sul lettone con la schiena curva, offrendo a Claudio la visione del suo bel culo e della sua fregna. Non aveva nessun timore, anzi invitava Claudio a fotterla.
Claudio che gia' l'aveva trombata ora giocava con la figa di Greta, si divertiva ad infilarglielo e a toglierglielo, alternando colpi secchi ed affondate isolate.
Ci piaceva vedere i nostri consorti scopare fra loro. Francesca mi bacio' e mi strinse forte il cazzo fra le mani, se avessimo potuto avremmo voluto rifare l'amore li'.
Greta apprezzava enormemente il cazzo di Claudio, abituata alla mia verga abbastanza normale sui 20-22 cm, non le sembrava vero poter assaggiare un bastone notevolmente piu' grosso.
Continuava a dire a Claudio di farle male, di spaccarla, di romperla.
Mai l'avevo vista cosi' infoiata.
Greta stette in quella posizione alla pecorina, volutamente. Nella sua vita era arrivata la prima volta per un rapporto anale.
Io lo avevo sempre cercato, ma lei aveva sempre respinto la mia richiesta, per mille motivi.
Ma adesso era giunto il momento.
probabilmente aver preso un cazzone di quelle dimensioni nella figa le aveva aumentato talmente il desiderio che desiderava essere inculata per la prima volta.
Claudio, vedendola sempre a quattro zampe e con quel culetto in posizione le chiese se mai l'avesse preso nel culo.
Greta rispose esaudientemente, dicendogli che sarebbe stata la prima volta stasera.
Che non vedeva l'ora e che desiderava che lui l'aiutasse perche' aveva si voglia e tanta ma anche paura di quell'uccello di oltre trenta centimetri grosso come una bottiglietta di acqua minerale.
Claudio le lubrifico' di saliva l'orifizio poi le appoggio' il suo glande e piano piano inizio' a penetrarla. Fece con la massima accortezza possibile, per non farle male.
quando pero' la cappella entro' e scivolo' totalmente dentro l'ano di Greta, mia moglie' ebbe come una fitta e grido' di dolore. Aveva talmente male che cerco' di ritrasi ma non vi riusci' essendo impalata da quell'arnese enorme.
Claudio si fermo', attese qualche attimo che il dolore a Greta svanisse. Greta non riusci' a trattenere le lacrime dal forte dolore che provava.
Claudio la coccolo' carezzandole i biondi capelli, le asciugo' le lacrime e le sorrise, sempre con il suo glande immerso ormai nel culo di lei.
Dopo un paio di minuti, il dolore si era affievolito, rimaneva sempre la grande voglia di Greta di essere sfondata nel culetto. Per questo aveva concesso il suo culo vergine a Claudio (o meglio al grande cazzo di Claudio) alla soglia dei 24 anni.
Io e Francesca avevamo assistito in silenzio alla scena, Francesca moriva dalla voglia di essere anche lei protagonista attiva di quella lussuria pero' per rispetto alla loro intimita' l'unica cosa che riusciva a fare era afferrare e stringere il mio cazzo fra le sue mani.
E la cosa devo dire mi procurava piacevoli sensazioni.
Intanto Claudio aveva ormai affondato interamente il suo membro dentro il culo di Greta, anzi gia' iniziava a stantuffarlo dentro e fuori. Impressionante come un bastone cosi' grosso fosse potuto svanire dentro un culetto cosi' minuto. Greta stavo provando sensazioni nuove ed insaziabili. Avevo detto che era solita urlare di piacere solo all'approssimarsi dell'orgasmo, ora con il cazzo dentro le sue viscere era un vulcano in eruzione.
Gridava, fregandosene del silenzio, gridava che stava godendo, che era bello, che le piaceva, che si sentiva dilaniata, che mai aveva goduto cosi'. E la cosa mi fece pensare a come una persona non raggiunga mai il massimo e che c'e' sempre spazio per tutto.
Quando vedemmo Claudio afferrarle i seni e appoggiarsi su di lei, capimmo che l'aveva riempita del suo seme.
Che visione di due corpi incastrati l'uno, nell'altro.
Passo' qualche istante e Claudio le sfilo' il cazzo da dentro, Francesca mi fece cenno e tornammo in camera nostra, facemmo entrambi a tempo a vedere fuoriuscire dal buchetto di Greta il bianco sperma del compagno di Francesca.
Avevamo ancora una settimana di vacanza.
Ed era cominciata una storia fantastica.
Se interessera' agli amici lettori vi raccontero' cosa e' successo dopo;
perche' dovete sapere che anche Francesca non aveva mai avuto rapporti anali e che enssuno di noi quattro aveva fatto l'amore... in quattro...
e che in ogni donna c'e' sempre una componente lesbo... che a scopare dimenticandosi la pillola si puo' anche rimanere in cinta... che...
basta, il tutto alla prossima...