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tradimenti


Al Cinema

           di paola28

 Scritto il 15.01.2009    |    Visualizzazioni: 54.355  |    Votazione 8.3:

Questo racconto è un fatto reale vissuto da una mia amica che come me si chiama Paola. Me l’ha fatto leggere e mi è piaciuto. L’ho convinta a pubblicarlo e lei ha voluto che fossi io a farlo. Sono lieta di accontentarla e chiunque volesse saperne di più è pregato/a di usare la mail che si trova alla fine del racconto in modo da mettersi in contatto diretto con l’interessata.

Sono molto imbarazzata a scrivere la mia storia, forse perchè io stessa non credevo che potesse mai accadere a me, donna matura, ho 48 anni, ed un marito con il quale abbiamo già festeggiato le nozze d'argento in un clima di serenità e normalità assoluta. Circa quattro anni addietro, cominciava un periodo di ... stasi nel rapporto di coppia, dovuto alla consuetudine della vita quotidiana ed anche ad un periodo di stanchezza fisica scaturita dagli impegni di famiglia e dallo stress ordinario del lavoro e quant'altro, cosa che superammo dopo circa un anno con la ripresa dei nostri spazi di coppia, visto che i nostri figli diventavano sempre più autonomi e ci lasciavano liberi di vivere la nostra vita.
Premetto che ... non ho mai accettato le richieste esplicite di mio marito di mettermi al centro delle attenzioni con un altro uomo tra di noi e non ho mai voluto che mi prendesse il culo perchè lo ritengo molto doloroso e poco piacevole, ma tralasciamo questo e passiamo oltre.
Una sera, dopo essere stati in pizzeria, per concludere la serata abbiamo deciso di andare a vedere un film. Lo spettacolo sarebbe iniziato a minuti, quindi entriamo e dopo avere osservato la sala, prendiamo posto in una delle ultime file dove c'erano tanti posti liberi.
Si spengono le luci, passano le proiezioni di pubblicità e finalmente inizia la proiezione del film.
Sembra un segnale convenuto perché in pochi minuti i posti che prima erano vuoti vengono tutti occupati da spettatori arrivati al momento.
Al mio fianco destro, sedette un uomo sui quaranta/quarantacinque anni. Ero tutta presa dalla proiezione de film quando percepii qualcosa che mi sfiorava la gamba. Mi metto all’erta e ho la certezza che è il dorso della mano del mio vicino che sfiora la mia coscia. D'istinto abbasso la mano destra e respingo decisamente quella di quell'uomo sconosciuto.
Pensai di essere riuscita nell'intendo. Mi ero di nuovo immersa nella visione che nuovamente la mano di quello si posò in maniera più decisa sul mio ginocchio. Cercai nuovamente di farlo desistere ma questa volta, malgrado i miei ripetuti tentativi di fargli scostare la mano, non sono riuscita nel mio intento.
Non gradivo quella mano sulle mie ginocchia. Mi faceva
stare male sia per la presenza di mio marito e sia perchè non ero convinta di lasciar fare a quell'uomo le sue bravate verso una donna che era andata al cinema esclusivamente perché voleva gustarsi la proiezione del film. Inoltre mi dava decisamente fastidio l'idea di farmi toccare in questo modo da uno sconosciuto.
Rendendomi conto che non riuscivo a levare quella mano indiscreta e non volendo creare un putiferio dicendolo a mio marito (che era molto preso dal film) finì che accettai e lascia che quella mano, fino ad allora ferma, sostasse sulle mie ginocchia.
Però la sosta durò poco. Infatti qualche minuto dopo le dita cominciarono un lento ma deciso movimento. Lentamente carezzando l'interno del mio ginocchio e spostandosi pian pianino un pochino più sopra verso la coscia riuscirono a raggiungere il bordo superiore delle mie autoreggenti ed entrare a contatto diretto con la pelle.
Istintivamente serrai le cosce e bloccai il movimento della mano. L'effetto procurato non fu di certo quello che mi aspettavo ovvero di bloccare la mano, ma al contrario, avvertii uno stato di eccitazione particolare. Stavo stringendo tra le cosce una mano sconosciuta che si era presa cura del mio corpo femmineo insinuandosi tra le mie riservatezze.
Le dita continuavano il morbido massaggio e dentro di me qualche cosa di strano iniziava a succedere. Cominciavo a sentire uno strano calore, un formicolio nella testa e nella colonna vertebrale, mi sentivo strana, un brivido mi percorse tutta, sentivo i capezzoli indurirsi e pressare sulla stoffa del reggiseno ed allora, senza che me ne rendessi conto, allentai la presa e le gambe si aprirono senza esitazione lasciando spazio a quella mano tanto curiosa di conoscere i miei angoli privati.
In un attimo le dita arrivarono là dove volevano: a contatto con la mia passera che non era insensibile. Dapprima iniziarono a carezzarla da sopra le mutandine già bagnate dei miei umori, poi, fattisi più arditi, iniziarono a farsi strada incuneandosi sotto l'elastico delle mutandine per arrivare all'ambito traguardo. In pochi secondi le dita presero il sopravvento e iniziarono a scorrere tra le labbra della mia femminilità. Sentivo il caldo e deciso contatto con l'interno della mia figa ed uno stato di eccitazione sempre più grande si impadroniva di me.
Dopo alcuni passaggi tra le grandi labbra, ecco che un dito penetra deciso nella mia figa già abbondantemente bagnata e d'improvviso una quantità imprecisata di umori attraversano il mio corpo per trovare sfogo nella cavità del piacere. Era un orgasmo che mi sembrò interminabile. L'uomo avvertì lo stato di goduria e intensificò il movimento dentro di me aumentando anche il numero di dita che diventarono prima due e poco dopo tre. Il mio orgasmo non ebbe fine. Fu un continuo trasbordare di umori come l'acqua che sgorga da un rubinetto aperto. Per circa dieci o quindici minuti fu un susseguirsi di orgasmi e, pur non volendo, mi arresi all'invito, che ricevetti con la sua mano, di portare la mia tra le sue gambe a tastare il suo stato di eccitazione.
Accarezzavo da sopra i pantaloni quel pezzo di muscolo duro che desiderava di essere strapazzato. Allora lo cavai fuori e iniziai a segarlo con decisione ricevendone pure un buon piacere. Mi fermai solamente quando un'abbondante fiotto di sperma andò ad inzuppare la stoffa che lo stava coprendo non risparmiando di inumidire anche la mia mano che stava al di fuori.
Finito il film uscimmo dal cinema con mio marito. Recandoci a casa sembrava che nulla fosse accaduto ma nella mia mente qualche cosa era cambiato. Non riuscivo a smettere di pensare a quella mano che tanto godimento mi aveva donato ed a quel cazzo sconosciuto che ho solamente toccato ma che pur maneggiandolo dall'esterno ero riuscita a fare venire.
Da quel giorno vedo il sesso in maniera diverso da come lo avevo sempre inteso. Questo è quel che ricordo di quella sera di circa due anni addietro. Dopo quella volta, altre esperienze me le sono cercata per tentare di recuperare il tempo perduto.

Paola Mom

Chi desiderasse chiarimenti sul racconto la mia mail è: mompilieri4@virgilio.it



Votazione del Racconto: 8.3
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Commenti per Al Cinema:


Tano28, singoli Campania il 14.01.2012 alle 08:47:29 ha scritto:

Molto bello....complimenti....





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