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Belle de jour: ricattata ma...

           di woland

 Scritto il 21.11.2007    |    Visualizzazioni: 19.910  |    Votazione 6.1:

(seguito di “Belle de jour: il Commenda”)

La signora Betty era entrata in un ménage abbastanza appagante, con Bob che la scopava almeno settimanalmente ed il Commendatore che, invece, la convocava in quel famoso appartamentino per incularsela in tutta tranquillità ogni volta che ne aveva possibilità e voglia, cioè spesso (vedi “Belle de jour: il Commenda”).
Non l'aveva mai chiavata, in effetti, ma non c'era proprio da far reclamo da parte della signora che non disdegnava più quella pratica, ammesso che per lei fosse mai stato così, magari all'inizio: tanto più se la cosa era condotta da un porco tanto esperto in materia. Del resto, contento lui…
C'era infine il marito, sempre ignaro e cornuto, che, di tanto in tanto, se la faceva pure lui, anzi da un po' di tempo con frequenza maggiore, forse perché, in maniera inconsapevole, apprezzava anche lui i miglioramenti, per così dire tecnici, delle abilità amatorie di lei. Ultimo ma non ultimo!
La Betty, comunque, aveva sempre voglia, una voglia addirittura crescente con l'intensificarsi delle sue performances: aveva addirittura cominciato a guardarsi intorno, con discrezione e un po' d'inquietudine, alla ricerca di qualche altro maschio interessante con il quale riempire i momenti di ozio forzato.
Non era però molto portata alla selezione di pretendenti, né ancora abbastanza disinibita, anche se aveva l'impressione che gli uomini, o almeno alcuni tra loro, sembrassero avvertire in qualche modo l'enorme carica di sensualità che la caratterizzava.
In un certo senso fu il destino a darle una mano, in forma del tutto imprevista.
Infatti, un bel giorno ricevette una telefonata dal portiere del palazzo dell'appartamentino dove era solita prenderlo nel culo, il quale le chiese di vederla con urgenza perché c'era un problema da risolvere.
Di più non volle dirle, nonostante che lei insistesse allarmata. Si trattava comunque d'una questione delicata ed era meglio che ne fosse informata, prima ancora del Commenda…
Come fu come non fu, la signora concordò infine un appuntamento per il giorno dopo e, andando dall'uomo, fu accolta con molta gentilezza e invitata a recarsi con lui nel miniappartamento già teatro delle sue torbide prestazioni.
Entrati che furono, il portiere le consegnò una busta pregandola di guardare dentro perché c'erano cose di suo interesse.
Si trattava di una serie di foto e, come la Betty ci posò sopra uno sguardo, diventò tutta rossa e si sentì sprofondare la terra sotto i piedi: erano foto pornografiche, un po' artigianali, perché vi si poteva vedere una donna che veniva sodomizzata da un uomo maturo e corpacciuto che la cavalcava alla pecorina o carponi sul letto o ancora impalata a cosce aperte sopra di lui, quando era seduto sul letto…
Senz'ombra di dubbio quella donna era la signora
Betty e l'uomo corpacciuto il Commendatore!
Dunque, si trattava di un ricatto: quel viscido individuo che l'aveva attirata in quella trappola, il portiere dello stabile, non era altri che un ricattatore o l'intermediario d'un ricattattore.
Ma qual era il prezzo del suo silenzio, quanto avrebbe preteso? La signora si sentiva in difficoltà, la testa le girava… Riusciva tuttavia a pensare che il Commendatore avrebbe potuto contribuire, se non proprio farsi carico di tutto, come pure sarebbe stato giusto!
Ma no, non si trattava di questo, perché, arrivati a parlare del costo dell'operazione, il portiere chiarì che lui non aveva grosse pretese, solo qualche mancia e, magari…
Magari cosa?
Magari se la signora fosse stata gentile con lui, si fosse dimostrata carina, non avrebbe voluto addirittura nulla. In cambio dei favori di lei…
La signora Betty era un po' indignata, ma poi mica tanto considerato che così la questione si poteva risolvere in termini ragionevoli, si sarebbe potuto discutere…
Il portiere le fece vedere da dove erano state prese le fotografie: si trattava di un armadio con falso specchio, piazzato proprio di fronte al lettone!
Le volte che Betty s'era ancora più eccitata nell'osservarsi di sfuggita nello specchio mentre lo prendeva nel culo, c'era qualcuno (il portiere?) di là dell'anta con la specchiera che la stava guardando, la stava riprendendo, magari si stava masturbando…
Doveva essere successo proprio così, accidenti! Ed ora bisognava pagare…
Il portiere non era certo bellissimo, ma nemmeno da buttare via, in fondo… La signora cercò di prendere tempo, un po' indecisa: non si sarebbe potuto rinviare? Ad un altro giorno, magari l'indomani?
Ma l'uomo non voleva sentire ragioni, forse temendo che lei si dileguasse e, in qualche modo, riuscisse a sfuggirgli: quindi si oppose fermamente a rimandare, meglio togliersi il pensiero subito no?
Mentre discutevano e la signora andava sempre più riducendo i suoi tentennamenti, egli la prese delicatamente per la vita e la spinse dolcemente verso il letto. Quando le ginocchia di lei urtarono il bordo del materasso, provò a baciarla.
“Eh no! Baci nisba!” disse perentoria, ma tacque quando lui cominciò a tastarle il bel sedere.
Non disse più nulla nemmeno quando lui la fece sedere sul letto: le restò in piedi davanti e la signora, a questo punto, lo guardò slacciarsi i pantaloni e mandare dentro una mano a pescarsi il cazzo dentro le mutande.
Lo tirò fuori: era in erezione non completa ma senza dubbio non era male, tutt'altro...
L'uomo guidò il suo affare contro le sensuali labbra di lei, un po' impacciato ma deciso, spingendole contro la testa per la nuca. Ci strusciò contro la cappella calda e rossa, odorosa di maschio...
Lei stentava a reagire e riuscì solo a sporgere quasi impercettibilmente la bocca per dei bacetti forzati e meccanici, così lui la dovette prendere per il mento per indurla a schiudere le labbra…
La bocca si aprì lentamente ed il cazzo ci fu spinto dentro, contro la lingua...
Fu allora che la signora sembrò decidersi davvero e d'improvviso iniziò attivamente il pompino, prendendo a succhiare l'arnese in punta, slinguandolo tutto. La sua apparente riottosità iniziale fece ben presto posto ad una partecipazione vogliosa e sfrenata, man mano che sentiva il cazzo crescere ancora e ancora, sprofondarle nel palato, penetrarla in gola…
Proprio un bel cazzo, niente da dire! Nerboruto e consistente…
Il portiere non le venne in bocca, ma ad un certo punto sottrasse il suo affare alle attenzioni di lei (che era ormai chiaramente partita, tanto da avere iniziato a masturbarsi freneticamente) e sollevandola in piedi la fece girare e poi piegare a novanta gradi sopra il letto. Le tirò su la gonna arrotondandogliela intorno alla vita, le abbassò con uno strattone il perizoma:
“Ora mi darai il tuo culo favoloso, bellezza! Proprio come hai fatto tante volte, qui, con il panzone! Vedrai che ti piacerà ancora di più… prenderlo lì da me!”
“No… aspetta! Mettimi un po' di crema e infilati un preservativo, dai!”
“Ma che crema e crema e che preservativo e preservativo! Poi non ce l'ho!”
“Beh… ce l'ho io… Te lo prendo…”
La Betty si rialzò, con il bel culo scoperto. Si sfilò il perizoma lanciandolo sul letto, restando in autoreggenti ed tirò fuori dalla borsetta un profilattico, estraendolo subito dalla bustina.
Aveva voglia, adesso, e si sentiva tutta bagnata…
Gli stese il preservativo: “Spogliati, dai! Facciamo le cose con comodo…”
Cominciò a farlo lei per prima, mentre il portiere, arrapatissimo, l'imitava.
“E poi… perché non mi scopi? Il culo te lo darò dopo, sai… mica scappo!” disse con semplicità.
L'uomo ora era completamente nudo, tranne che per i calzini, e mentre lei si stendeva, prese da sopra il materasso il suo minuscolo perizoma, lo odorò a fondo e poi c'infilò dentro la testa per metterselo intorno al collo, come una collana, un trofeo.
Si dispose anche lui sul letto e mandò due dita ad esplorarle la passera bagnata, tra le cosce spalancate, mentre si infilava il preservativo… Di lì a poco, la signora Betty gli montò sopra e si diresse il cazzo in fica, con sicurezza, prendendo dentro fino ai coglioni e cominciando subito dopo a muoversi in altalena per saziarlo del suo sesso…
Senza fretta, con cadenza rallentata lo cavalcava, frullandogli l'uccello con una fica già fradicia e vibrante, con ritmo e voglia crescenti… Ansimava, mentre le sue belle tette ballonzolavano dritte davanti agli occhi del maschio, al ritmo della scopata…
“Ficcami un dito in culo, dai!” lo implorò d'improvviso.
“Farò di meglio…” ribatté lui e prendendola per la vita la sollevò quel tanto da tirar fuori l'uccello, per poi dirigerlo sull'oggetto principale dei suoi desideri.
Aiutato da lei, che si allargava al massimo le chiappe, il cazzo, con il preservativo lubrificato anche dagli umori della fica appena abbandonata, scivolò dentro il culetto piuttosto agevolmente, venendone inghiottito fino alle palle…
La cavalcata ricominciò più selvaggia di prima, con mugolii scomposti della femmina che s'agitava come un'invasata, impalandosi sull'uccello e intanto sgrillettandosi il clitoride davanti. Mugolava di piacere, la Betty, e collaborava con tutta se stessa, lasciando che, dopo un po', il maschio si sfilasse pure dal secondo buco ormai tutto aperto e privo di resistenza e la mettesse supina sul letto per cominciare di nuovo a scoparla, standole sopra e spalancandole completamente le cosce. Poi la inculò ancora, con una serie di profondissime affondate, senza spostarla… e di ritorno in fica… nel culo, in fica, in culo, e dai dai dai dai!
Alla fine l'uomo crollò in una sborrata colossale e, sotto di lui, la troia gridò senza freni, godendo per l'ennesima volta.
Aveva trovato un nuovo amante, una vera fortuna… Per quanto tempo l'avrebbe soddisfatta? Non lo sapeva, né se lo chiedeva. L'unica cosa era intanto prendere tutto il piacere che poteva e, quel pomeriggio, non si concesse sconti di sorta.
Ora aveva messo su una buona scuderia di stalloni, che si sarebbe potuta ulteriormente allargare, a suo piacimento, con calma, selezionando le new entries.
Ci sarebbe stato da divertirsi, durante i provini.
Sarebbe stata attenta e vigile! Ma non troppo con la puzza sotto il naso, si capisce...

Quella sera la signora Betty tornò a casa, un po' più soddisfatta del solito, ne aveva preso abbastanza.
Si sentiva piena di buoni propositi.

(continua)


Votazione del Racconto: 6.1
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