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Il trasloco con la suocera

           di joseph80

 Scritto il 08.03.2010    |    Visualizzazioni: 24.983  |    Votazione 6.6:

Ciao mi chiamo Peppe e ho quasi 30 anni. Ho sempre avuto un’attrazione per le donne più grandi ma finora non sono andato oltre i 4-5 anni di differenza.
Anzi, attualmente sto con una ragazza, con la quale sto benissimo, che ha 3 anni meno di me; ma una delle cose migliori di Silvia è sicuramente sua madre.
La cara suocera (o quasi) ha 57 anni, sfoggia uno splendido paio di occhi celesti e fisicamente non dimostra neanche lontanamente la sua età.
Ho avuto la fortuna di vederla in bikini (si a 57 anni indossa il bikini e se lo può permettere): le rughe sono pochissime e non stonano comunque con i suoi lineamenti, la maledizione della cellulite e dei chili in più sembra non averla mai colpita, non è sfatta e cadente (alcune lo sono già quando hanno 10 anni di meno) , ha un seno “giusto”, un culo incredibile e le gambe sono quasi perfette.
Inutile dire che è oggetto delle mie fantasie da tempo e sono quasi sicuro che più volte mi abbia sgamato a guardarle il culo o le gambe.
Tempo fa mi trovavo a casa loro per aiutarli con il trasloco nella casa nuova ed eravamo solo io, Silvia e lei perché il padre era fuori città per lavoro.
Ovviamente mi toccavano tutti i lavori pesanti, tra spostare scatoloni e montare mobili e non pensavo minimamente che quel giorno avrei potuto spassarmela con la mia ragazza, figuriamoci immaginare quello che sarebbe successo.
Poco prima dell’ora di pranzo la suocera mi chiama per spostare le ultime cose prima di mangiarci qualcosa, lei era vestita con vestitino scuro, tipo canotta che scendeva fino a poco sopra il ginocchio ma che quando saliva e scendeva le scale scopriva le gambe e mostrava quella pelle ancora meravigliosa.
Mi chinai per prendere lo scatolone che mi aveva indicato quando mi disse “Aspetta, fammi controllare se è quello che penso”, si abbassò davanti a me per aprire la scatola e mi sfiorò il viso con la sua fronte e sentì il suo odore, fantasticai per un secondo e notai che la troia non sono non aveva reggiseno ma il suo vestitino si era abbassato mostrando un seno non grande ma così poco segnato dal tempo da farmi rimanere imbambolato a guardarlo.
Lei se ne accorse, mi fissò per un secondo con un’espressione tra lo stupito, l’imbarazzato ma anche il soddisfatto per aver attirato un ragazzo con quasi la metà dei suoi anni.
Abbassò lo sguardo, arrossì leggermente e fece aderire la maglietta al petto con una mano mentre, con lo sguardo basso e con un filo di voce disse : “Ma la smetti?”, io quasi senza pensare risposi “Vorrei smetterla ma
varrebbe la pena andare avanti”.
Lei avvampò, girò le spalle e andò nell’altra stanza; un brivido corse lungo la mia schiena e le gambe quasi mi cedettero quando lei urlò: “Silviaaaaa”.
Silvia arrivò di corsa ed io già mi stavo preparando a chissà quale inferno e figura di merda, ma le intenzioni erano tutt’altre: “E’ quasi ora di pranzo e mi sono ricordata solo adesso che non abbiamo praticamente nulla da offrire a questo ragazzo. Vorrei evitare che ci mollasse proprio adesso che siamo a metà dell’opera…” si girò e mi sogghignò.
Io ero quasi impietrito e non risposi per non far capire che ero raggelato.
Silvia uscì di corsa e considerando che abitavano in una zona periferica e poco servita, la madre mi disse: “Ci metterà almeno 45 minuti”.
Detto questo si diresse verso le scale e salì, rimasi un minuto immobile ancora incredulo, poi feci un respiro e la seguì.
Era in camera da letto, mi dava le spalle, era scalza e poggiava un ginocchio sull’angolo del suo letto, mi avvicinai, lei girò la testa per guardarmi con la coda dell’occhio, la strinsi contro il mio petto, avevo una mano sul suo seno ed una sulla pancia che si abbassò fino al pube e la spinsi contro il mio.
Il culo era sodo come lo immaginavo e sbatte’ contro il mio cazzo già durissimo, con l’altra mano sentì il suo cuore impazzito, il suo respiro affannoso ed un leggero tremore di tutto il corpo.
La strinsi e le bacia il collo, lei fece un sospiro ed un gemito, infilai la mano sotto il vestito e le strinsi il seno, giocherellai un po’ con il capezzolo e con l’altra mano tirai su il vestito sotto, accarezzai una coscia dalla pelle splendida.
Lei mi passò una mano sulla testa, abbassai entrambe le mie mani e la presi per i fianchi stringendola a me, alzai il vestito e lei si piegò leggermente in avanti, aveva un paio di slip neri di pizzo, non proprio un perizoma ma erano strette e una metà si era infilata tra le chiappe, le diedi uno schiaffo sulla parte scoperta: “e queste?? Non ti vergogni alla tua età?”.
“No, non mi vergogno, anzi, ti ho beccato più volte che mi guardavi il culo e questa cosa mi ha spinta a mettermi cose come queste”.
Si girò e mi baciò, sentivo la sua lingua insinuarsi e le mani scesero giù, mi tolsero la tuta che avevo e mi afferrò l’uccello, strinse forte con la sua mano piccola mentre le infilavo le mani sotto le mutandine e le stringevo forte il culo.
“Non mi spogliare, ricordati che mia figlia deve tornare.” Dopo aver detto così si sedette sul letto e mi prese il cazzo in bocca, questa mossa mi fece irrigidire, il cazzo mi diventò di marmo e lei inizio a insalivarlo per bene, io la presi per la testa ed iniziai a scoparle la bocca, spingendo la cappella fin dentro la gola.
Poi la rialzai di peso, la girai e le misi una mano sotto le mutandine, era un lago, “Allora ti eccita succhiare?”.
“Oh, siii, in vita mia ho visto solo il cazzo di mio marito che in confronto al tuo non è granchè”. Le spinsi le dita nella fica infuocata, due, tre dita ed allargai la vulva, lei urlò e mi strinse la mano.
La spinsi contro il letto e la spinsi a mettersi a pecora, abbassai gli slip e allargai con i pollici quel culo senza tempo e le labbra pelose, puntai il cazzo e spinsi forte mentre con una mano le afferravo una spalla per reggerla mentre il mio pube sbatteva rumorosamente contro di lei.
“AAAAAHHH… oddio che cazzo meraviglioso sii” ù”ti piace così?” ”si continua ti pregooo”.
Avevamo preso il ritmo, il suo culo che mi sbatteva contro era incredibile, le presi le spalle con entrambe le mani, tiravo fuori il cazzo quasi completamente per poi spingerlo dentro sempre più forte, lei urlava, ma tanto non ci sentiva nessuno.
Ad un certo momento si lascio cadere, rimase con il culo per aria e venne rumorosamente ed abbondantemente, tanto da far gioccolare un po’ dei suoi umori sul letto.
Rimase ferma alcuni secondi.
“Io non sono ancora venuto” le dissi; lei si girò esausta e quasi impaurita da questa cosa, a quel punto mi siedo sul letto e poggio le mie mani indietro, lasciando la mia asta dritta ed ancora insoddisfatta. Lei è scompigliata, sudata, ha il viso in fiamme e lo sguardo allucinato ma capisce quello che voglio: si toglie le mutande completamente, mi scavalca con una gamba e si impala lentamente sul mio cazzo.
Io ricomincio a scoparla piano, mentre le abbasso la canotta ed inizio a succhiarle i capezzoli, con le mani le afferro i fianchi, e inizio ad aumentare il ritmo.
“Oh cazzo…sei più duro di prima…ti sento in golaaaa”… “se pensi che questo mi faccia fare con calma ti sbagli”… rimetto le mani sul letto e mi do delle spinte col bacino così forti da farla sollevare un po’ e ritornare giù con forza.
E’ talmente bagnata che questo movimento provoca un osceno rumore del nostro pube ”Ti prego vieni…non ce la faccio più…vieni, vienimi dentroooo”.
Punto le mani, sollevo il bacino e lancio un urlo prolungato, lei viene insieme a me quasi con violenza, le inondo la fica di sperma mentre mi stringe forte a se…rimaniamo così per almeno 5 minuti, immobili, non abbiamo il coraggio di guardarci.
Lei si stacca da me con alcuni lamenti e smorfie di dolore, è distrutta!
C’è un odore di sesso quasi nauseabondo nella stanza, lei va in bagno senza guardarmi, dopo un minuto vedo un braccio dietro la porta che mi lancia un asciugamano…rimango interdetto temendo di averla messa in crisi, subito dopo si affaccia dietro la porta e sghignazzando mi dice: “Apri la finestra e datti una pulita, devi finirmi il trasloco se vuoi anche la seconda rata.”

Per commenti e pareri josephb80@virgilio.it


Votazione del Racconto: 6.6
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