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L'amica del cuore

           di luca_ricercatore

 Scritto il 16.12.2009    |    Visualizzazioni: 9.765  |    Votazione 6.5:

“Che palle “ pensai quando Elena mi disse che per quel fine settimana al mare ci avrebbe raggiunto la sua amica del cuore.
Sonia era una sua ex collega di lavoro e si erano ritrovate in quanto si era separata dal marito ed era ritornata a vivere nel nostro paese; non era una brutta donna ma aveva la caratteristica di non smettere mai di parlare.
Pensai che Sonia avrebbe potuto darci una mano con nostro figlio regalandoci così qualche ora di intimità.
Lei arrivo di sabato pomeriggio, andammo in spiaggia e non potei non constatare che aveva un bel corpo e che guardava con piacere i maschi in costume vicino al nostro ombrellone.
La sera decidemmo di andare a mangiare fuori e ci accomodammo ad un tavolo grande, mettendo il bimbo a capotavola le due amiche da un lato ed io dall’altro quasi nel centro avendo alla mia sinistra le cose del bambino.
Sonia cominciò a parlare quasi senza fermarsi ed io per distrarmi cominciai a giocare con mio figlio, fino a quando fece cadere sotto il tavolo il suo pupazzetto preferito.
Così misi la testa sotto il tavolo ed ovviamente diedi una sbirciatina alle gambe delle donne e con mia grande sorpresa vidi che Sonia non aveva le mutandine ed aveva allargato le gambe e mostrandomi la sua passera, una strisciolina di pelo castano.
Mi alzai e colsi lo sguardo furbetto di Sonia che ovviamente aveva fatto apposta e compiaciuta ricominciò a parlare. Non fu l’unica volta che sbirciai la sua fica ed ad ogni occhiata scorgevo nuovi particolari.
Inutile dire che ero molto eccitato ed ero molto sicuro che pure Sonia lo fosse; pensavo allora a come fare per poterla coinvolgere in una mega scopata, magari con Elena che finalmente provava una sua esperienza lesbo, ma pensavo anche a leccare quella bella patatina mentre mia moglie mi succhiava l’uccello; inoltre l’abbigliamento molto sexi e provocante delle ragazze che incontravo per la strada, (eravamo in piena estate di sabato in località turistica) non facevano che crescere in me il desiderio di sesso.
Una volta a casa messo a letto nostro figlio, Sonia si congedò ed io ed Elena andammo nella nostra camera ed una volta chiusa la porta gli mostrai il mio cazzo in tiro e chiesi ad Elena di fare l’amore.
“Eh questo l’effetto che ti fa Sonia” mi disse ridendo. “Può essere“ risposi e stavo quasi per confessare quello che mi aveva portato a quell’eccitazione quando mi disse “Ho voglia anch’io stasera. Ma facciamolo piano“. “Perché hai paura che Sonia ci senta?” e dentro di me pensavo che sarebbe stato magnifico che sentendo il nostri gemiti la nostra amica si precipitasse in camera e si
fosse unita a noi.
“Non è per lei, è per il bambino. Se si sveglia dobbiamo smettere e non mi ma stasera di essere interrotta.“
Nonostante i buoni propositi più tentavamo di farlo in silenzio e più ci sembrava fare rumore :Elena mi fece uno dei suoi gustosi pompini infilando il mio cazzo fino in gola; io la ricambia leccandole la sua passera ben umida e quando cominciai a chiavarla con forza le dissi “Magari Sonia ci stà ascoltando e vorrebbe partecipare” lei mi rispose “Lasciala che ascolti e che si tocchi …un cazzo come il tuo se lo sogna.”
Passammo buona parte della notte a scopare e l’indomani ci svegliammo particolarmente sereni, e dopo colazione andammo in spiaggia. Restammo tranquilli fino alle undici quando mia moglie complice una brezza fresca decise di riportare nostro figlio in casa e mi lasciò con Sonia con l’idea di fare comunque un bagno.
Quando uscimmo dall’acqua, Sonia prese un asciugamano e se lo avvolse attorno, mentre io mi sedetti sullo sdraio passandomi l’asciugamano sul volto e sul petto. Quando rivolsi lo sguardo verso Sonia vidi che si era abbassata la parte superiore del costume intero che indossava e si asciugava le tette. Rimasi li a guardare quei capezzoli rossi leggermente induriti dall’acqua di mare e dal venticello fresco che arrivava.
“Senti mi tieni l’asciugamano?” e cosi facendo mi poggio i due lembi del panno ed io per andare meglio mi alzai in piedi facendo da paravento col mio corpo. Si guardò velocemente in giro e disse “Beh insomma ieri sera me l’hai già vista eppoi non è tanto diversa da quella di tua moglie” e con una mossa veloce si abbasso anche la parte inferiore del costume e rimase nuda davanti a me.
Il mio cazzo dentro i boxer si induri all’istante e la cosa non sfuggi a lei che ridendo disse “ Ti è diventato duro adesso oppure c’è lo hai cosi da ieri sera? Elena non è riuscita a sgonfiarlo?”
Mi levo dalle mani i lembi che tenevo e si avvolse nell’asciugamano e si sdraio lasciandomi col cazzo durissimo tra le gambe. Il tutto si era svolto in pochi secondi e non avevo potuto praticamente dire niente. “Vieni e sdraiati qui.” Mi disse facendomi sedere al suo posto nel lettino. Aspetto che i lettini di fianco fossero liberi e mi mise sopra un asciugamano. Poi la sua mano sali verso i boxer e sintii prendere il cazzo e commento “Che bel cazzo duro. Vediamo se è di mio gradimento.“
“Ieri sera ti avrei scopato” gli dissi “ e ti avrei volentieri messo in mezzo a me ed a Elena”
“Ti piacerebbe farmi godere come ha goduto la tua troia ieri sera vero?” “Più in là c’è una pineta. Quando Elena dorme col bambino andiamo giù e vediamo quanto maschio sei.”
Nel frattempo gli venni tra le mani e lei commento “Mamma mia quanta fretta.”
Con me li sdraiato indosso una copricostume e mi disse “Ora io salgo. Tu riprenditi. Preparati per dopo”. Durante il pranzo ero particolarmente nervoso, il pensiero che Sonia sotto quel copricostume verde era completamente nuda e del nostro appuntamento in pineta mi avevano fatto diventare il mio cazzo di marmo.
Così’ quando Elena mi disse di restare con mio figlio a riposare pensai che il piano sarebbe andato avanti a gonfie vele. Io e Sonia scendemmo insieme ed andammo direttamente verso la pineta. Erano circa le due il caldo era opprimente e le persone erano più intente a riparsi dal sole che a guardare due persone che si appartavano. Appena entrati nella pineta, Sonia mi infilo la mano nei boxer e prese in mano il mio uccello che sembrava enorme da tanto era gonfio. Trovato il posto giusto si alzo il vestitino si accovaccio e fece una bella pisciata. Io rimasi li a guardarla, poi si alzò si avvicinò a me e mi ordinò “Leccamela” e cosi presi a leccare la sua passera e l’odore della pioggerellina dorata appena fatta mi faceva eccitare di più. Si giro poi di schiena e mi offri il suo culo e con molta gioia li infilai prima la cappella poi lentamente anche il resto del cazzo dentro. Lei godeva ed i miei movimenti erano lenti e precisi e con una mano le toccavo la fregna che era completamente fradicia. Le mie dita le entravano nella figa che si allargava a dismisura. Tolsi con una mossa veloce il cazzo dal culo e con la stessa rapidità cominciai a chiavarla. Lei continuava a godere ed io tentai di resistere il più a lungo possibile ma fu tutto inutile. Estrassi il cazzo e venni seminando lo sperma per terra. Lei delicatamente lo prese fra le mani e lo puli dai residui dello sperma. Pensavo che fosse finito invece lei lo riprese in bocca e comincio a succhiare e leccarlo; il cazzo divenne duro di nuovo e venni una seconda volta questa volta in bocca di lei.
Esausto mi rivestii ed andammo verso la spiaggia. Lei si mise il costume ed aspettammo li l’arrivo del resto della famiglia. La sera quando ci salutammo ed io rimasi col bambino mentre mia moglie l’accompagno alla macchina. Al ritorno mi disse “So che è una chiacchierona e su che ti pesa quello che stò per dirti, ma se le ho detto che vuole passare a trovarci ancora… ne saremmo felici” “Beh – dissi io - mi chiedi un sacrificio ma lo faro volentieri”.





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