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La Svolta

           di Paola28

 Scritto il 05.02.2009    |    Visualizzazioni: 27.108  |    Votazione 7.7:

Questo racconto, come il precedente “Al Cinema” è un fatto reale vissuto da una mia amica che come me si chiama Paola. Me l’ha fatto leggere e mi è piaciuto. L’ho convinta a pubblicarlo e lei ha voluto, ancora una volta, che fossi io a farlo. Sono lieta di accontentarla e chiunque volesse saperne di più è pregato/a di usare la mail che si trova alla fine del racconto in modo da mettersi in contatto diretto con l’interessata.

Sono trascorsi alcuni mesi da quella sera al cinema e il ricordo comincia a scemare. Un pomeriggio estivo sono nella veranda di casa mia intenta a stirare la biancheria che ho appena ritirata.
Poiché la giornata è molto calda, proprio un caldo afoso, sono leggermente discinta. Indosso un pantaloncino leggerissimo ed un toppino, il reggiseno non riuscendo a sopportarlo non l’ho levato.
Mio marito è seduto ad un tavolo poco distante da me con tante carte da esaminare e consultare. Suona il citofono. Mio marito corre ad aprire dicendomi che aspettava Aldo (il suo collaboratore di lavoro), venuto per discutere alcune cose lavorative.
Rimango a stirare mentre i due uomini confabulano su come portare avanti i progetti e come realizzarli.
Dopo circa 15 minuti di chiacchiere tra loro, mio marito mi chiede se posso preparare dei drink freddi per rinfrescare le loro gole. In un attimo, sistemo il ferro da stiro al suo posto, e mi avvio in cucina a prendere il necessario per i drink che preparo sul tavolo dove sono seduti loro due. Mi adopero a miscelare la bevanda e non mi rendo conto che la scollatura del leggero top offre ad Aldo, che si trova di fronte a me, una visuale quasi completa del mio seno. Essendo senza reggiseno, accaldata dall'effetto “calura” dell'estate e dai vapori del ferro da stiro, le mie tette sono resi lucidi dal sudore.
Appena mi rendo conto del suo sguardo che non si stacca dal mio seno, provo un certo imbarazzo. Mi sento penetrata nel mio intimo. Quello sguardo insistente quasi mi pressa contro, mi sembra di avere fisicamente i suoi occhi dentro la scollatura e frugano alla ricerca dei capezzoli che essendo già duri sono ben visibili. Un brivido percorre il corpo mentre un rigagnolo di umori sento scendere nella vulva. Servo da bere e torno alle mie faccende. Riprendo a stirare per finire il mio compito e non perdo, però, l’occasione per sbirciare i movimenti di Aldo. Questo non solo non stacca lo sguardo dal mio corpo anzi noto che con la mano si massaggia l’attrezzo da sopra i pantaloncini. Questo movimento conferma che quello scambio di sguardi e l'esplorazione del mio
seno, non è passato inosservato.
La situazione mi procura uno stato di confusione misto tra eccitazione (per quello che suscito su Aldo) e imbarazzo (per la presenza di mio marito). Nondimeno non faccio nulla per nascondere le mie grazie allo sguardo di Aldo perché mi sovviene una certa eccitazione che mi porta in breve alla consapevolezza di essere tutta bagnata sotto. Insomma la cosa mi piace e il percepire la leggera stoffa delle mutandine zuppa dei miei umori mi da una carica erotica che mi porta, in breve, ad uno stato leggermente confusionale. Anche i miei movimenti diventano alquanto sconnessi. Mi trovo a strofinarmi le cosce l'una contro l'altra, come a volere comprimere, in maniera particolare, la vulva che mi sta procurando un piacere impensato.
Quanto desidero la mano di un uomo tra le cosce in questo momento, Dio solo lo sa.
Ad un tratto Aldo mi chiede: oggi c'è troppo caldo, posso avere, per piacere, un'altro drink? Senza esitare abbandono la postazione e mi dirigo a preparare ancora da bere. Sento mio marito che dice: approfitto dell'interruzione per andare in bagno.
Spinta da un impulso inconsueto, incosciamente mi posiziono meglio davanti ad Aldo e gli offro una visibilità più ampia e completa del mio seno. Provo piacere a mostrarmi, la situazione mi eccita e senza pormi problemi inizio un movimento provocatorio che ondulando un pochino le spalle, fa in modo che il seno non resta fermo. Il risultato è quello che riporto in seguito.
Pochi minuti dopo finisco di stirare e ripongo gli attrezzi. Raccolta la biancheria e mi avvio in casa per riporla al proprio posto. Sono nel bagno per riporre gli asciugami ( bagno confinante con la veranda) quando sento la voce di Aldo che dice a mio marito di voler usare il bagno. Mio marito gli indica dove è. Mi adopero per uscire in fretta, prima che possa arrivare Aldo ma non faccio in tempo. L'incontro avviene nell'antibagno, un posto stretto dove non si può fare a meno di strusciarsi l'un con l'altro per passare. Mi giro verso la lavabiancheria posta nella parete opposta a quella dove c'è il lavamani e tento di passare offrendo le spalle ad Aldo che è rimasto lì in attesa che io passi davanti a lui. Lo spazio ristretto fa il resto. Per passare non posso fare a meno di entrare in contatto con il corpo di Aldo. Quando ciò avviene, il suo arnese già in tiro, l'ho sento premere nel culo e allora il mio corpo inizia a fremere. Sono tutta eccitata, sento le gambe cedere, il pensiero torna a mio marito che si trova a pochi passi e potrebbe sentire ogni piccolo rumore o suono. Voglio levarmi da questa situazione uscendo da quel luogo ed evitare di concedere ad Aldo la possibilità di mettermi le mani addosso, ma i muscoli delle gambe non rispondono. Pur avendo mandato il comando alle gambe di muoversi per andare via, loro rimangono immobili. Penso che mio marito può sentire ogni parola e ogni rumore. Questa cosa, ad un tempo mi preoccupa ma contemporaneamente mi stuzzica particolarmente. L'eccitazione sale a mille. Le mani di Aldo in un attimo mi cingono i fianchi e lentamente salgono da sotto il mio top alla conquista del mio seno.
Ogni suo movimento mi procura piacere, sento la passera in fiamme e che si bagna sempre di più. Ora le sue mani mi palpano il seno e poi passano a stringere i capezzoli durissimi che sembrano vogliano scoppiare. La sua bocca è sul mio collo e mi bacia e lecca senza sosta. Sento le sue mani che lasciano il seno e tornano sui miei fianchi. Repentinamente ed in un sol colpo afferrano l'elastico dei miei pantaloncini e delle mutandine insieme che scivolano in basso a contatto con i miei piedi. Inaspettatamente, all'orecchio mi sussurra: “sei una bellissima puttana e voglio scoparti adesso!”.
Non riesco più a controllare i miei movimenti tanto sono eccitata. In un baleno anche i suoi pantaloncini seguono i miei sul pavimento. Ora il suo caldo "fiordo" che viene fuori e va a contatto con il mio culo mi fa avere un sussulto. Eccolo! "penso tra me e me" adesso me lo ficca dentro. Desidero quel cazzo dentro di me più di ogni altra cosa. Sento le sue mani arrivarmi davanti, proprio li, all'inguine per aprirmi le gambe che non oppongono resistenza e in un sol colpo la verga si infila dentro le mie viscere. Stringo le chiappe e la fica con tutta la forza che mi rimane per sentire forte il contatto e tenermi dentro quel pezzo di muscolo che fino ad allora avevo solo immaginato e che adesso mi sta trapanando per il mio ed il suo piacere.
Ad ogni colpo che Aldo affonda io rispondo con un gemito soffuso pregandolo di fare ancora più forte. Mi chino più che posso per facilitargli il movimento e lo prego di colpirmi con tutta la sua forza anche a costo di farmi male, è quello che voglio. Lui risponde: bene, e mi dà dei colpi bene assestati che mi procurano un orgasmo che non finisce più. È tutto un insieme, una esplosione di succhi che si incrociano dentro di me riempiendomi di goduria. Mi inonda con una esplosione di sperma che non riesco a contenere tutta dentro la fica, mista al frutto del mio interminabile ed incontenibile orgasmo.
Mi alzo e mi appiccico alla sua bocca per scambiarci un focoso bacio. Dopo mi prende la testa e la spinge in basso invitandomi a ripulire il suo meraviglioso cazzo che è adornato di sborra. Lo prendo in bocca e con alcuni colpi di lingua lo ripulisco, è con molto dispiacere che stacco la bocca da quel trofeo per rialzarmi i pantaloncini e correre al riparo di eventuali sorprese che possano arrivare da mio marito.
Arrivata al piano di sopra vado in camera da letto, mi siedo sul bordo e cerco di riordinare le idee. Non ci riesco. Il pensiero era sempre fisso sul meraviglioso cazzo che poco prima mi ha trapanato ed ho anche assaporato in bocca per qualche minuto. In me rimane il desiderio di voler leccare ancora il cazzo di Aldo. La voglia è tanta che infilo le dita nella fica e raccolgo quel che rimane del nettare depositatomi dentro per portamelo tra le labbra e continuare a gustarlo. Lo trovo buonissimo come non mi era mai successo prima. Guardarmi allo specchio mentre infilo le dita nella figa per raccogliere la sborra e poi portarmele in bocca per gustare il nettare, mi fa eccitare sempre di più, mi sento troia insaziabile e comincio a masturbarmi pensando a tutto quello che ho consumato pochi minuti prima.

Ripenso anche alle parole che disse Aldo: sei una bellissima puttana e voglio scoparti adesso! Al rimembrarle mi eccito ancora di più, mi sento veramente puttana. Dopo un intenso orgasmo finalmente ho la sensazione di essermi appagata. Mi appresto a fare una doccia fredda ristoratrice. Mi asciugo e indossai un abitino leggero e senza niente sotto. Scendo al piano terra a raggiungere i due uomini che avevo lasciato poco prima. Mi presento a loro con le mani tra i capelli, ancora bagnati, simulando di volerli mettere a posto ed elogiando le benefiche capacità di una doccia fredda. Non immagino che la posa assunta in quel modo possa suscitare l'interesse dei due maschi in maniera così evidente.
Mio marito esclama: Cazzo! ... Ti sapevo molto bella, ma... vista così, sei ... più bella di Venere! Aldo, sornionamente sorridendo, aggiunge: approvo quanto dice tuo marito.
Per calmare un pochino i bollenti spiriti e riportare la cosa alla normalità dico: siete solo degli adulatori da strapazzo, pensate di illudere una povera vecchietta con le vostre cianfrusaglie senza riuscire a concludere nulla, scoppio in una sonora risata coinvolgendo anche loro e mi allontano raggiungendo il soggiorno. Aldo ha già in mano alcune carte e si è alzato per andare via. Salutando, mi stringe la mano con una forza particolare senza farmi male ma che dice tutto, si complimenta per l'ottimo drink che avevo preparato prima e, spudoratamente chiede se può passare a bere un'altro drink anche nei giorni seguenti. Inutile dire che la domanda ha un doppio senso.
Mio marito, inconscio del doppio senso della domanda, risponde che, potrà deliziarsi di quella bevanda tutte le volte che la sua gola lo desidera. Aldo saluta dicendo: grazie, passerò di qua a consumare il drink.
La sera durante la cena, ho gli occhi di mio marito addosso. Non smette di fare complimenti per come mi ero vestita, eppure quel vestitino lo possiedo da un pezzo, e per come mi trova attraente.

Io dal canto mio, faccio di tutto per evidenziare le mie forme e le mie movenze tendono a stuzzicare la sua fantasia erotica, ho il desiderio di portarmelo a letto il più presto possibile. Ho ancora addosso la voglia di essere scopata come una cagna in calore e non riesco a tenerla a freno. Sento un forte prurito nella zona pelvica che evidenzia la mia bramosia di essere ardentemente scopata.
Lo scopo lo raggiungo subito dopo cena. Mentre sparecchio la tavola la mano di mio marito si insinua sotto il vestito e prende a carezzarmi le cosce. Non aspettavo altro, stringo le cosce imprigionandogli la mano ma nel contempo mi piego e lo bacio ardentemente sulla bocca.
La sua mano raggiunge il mio inguine e accarezzandomi lentamente la figa mi dice: Grandissima troia! Sei senza mutandine e tutta bagnata, vieni a letto che ti voglio fottere come ti meriti!
In un attimo siamo in camera e il mio vestitino impiega un niente a scivolare a terra. Mi spinge delicatamente sul lettone, mi apre le gambe e si tuffa tra le cosce e inizia ad annaspare la mia figa con la lingua per oltre un quarto d'ora. Me la godo tutta, lui che lecca ed io che godendo a ripetizione inondo la passera affinché lui possa trovare di che nutrirsi. Però, mentre lui fa di tutto per farmi estasiare io immagino che a leccarmi sia Aldo e che quel cazzo che avevo lasciato prima stesse tornando per godermelo a pieno. Godo sempre di più. Poi lui mi fa girare a pecorina e mi è dentro in un sol colpo.
Comincia così la danza del cazzo in figa, con colpi sempre più forti e ritmati, fino a quando mi esplode dentro tutta la sua sborra con intensi fiotti che mi riempiono tutta. Ci addormentammo così esausti e contenti.
Il giorno seguente, Aldo si fa sentire telefonicamente chiedendo se può passare da casa mia per un drink. La mia vita cominci ad avere una svolta.
Da quella volta altre vicende sono accadute ecco perchè ho voluto titolare questo racconto "La Svolta".

Paola Mom

Chi desiderasse chiarimenti sul racconto la mia mail è: mompilieri4@virgilio.it



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