Il primo sito di Annunci erotici italiano, scambio coppie, racconti ed esibizionismo.       Siamo 252.206        Ora online 3.577
Entra




Torna all'indice dei Racconti Erotici tradimenti

tradimenti


La collega (La fidanzata del figlio)

           di dolphin35

 Scritto il 03.06.2011    |    Visualizzazioni: 79.888  |    Votazione 8.6:

Nei giorni seguenti il nostro rapporto, Carla era diventata più taciturna tra lo stupore generale di tutti dato che era sempre quella che teneva banco in tutte le discussioni. Solo io potevo intuire il perché di quei silenzi. Così un giorno che Carla doveva andare a fare una ricerca in archivio la seguii e una volta dentro si arrabbiò con me dicendo che l’avevo trattata come una puttana, che mi ero completamente sbagliato sul suo conto, che dovevo più scherzare con lei etc etc….. non so come ma per tutta risposta le dissi che lei era la mia puttana e nel frattempo le infilai la mano sotto la gonna palpandoli violentemente il pube al di sopra delle mutandine, cercò di divincolarsi e respingermi, ma quando l’attirai a me e le infilai tutta la mia lingua in bocca strizzandogli contemporaneamente le tette si lasciò andare; era evidente che gli piaceva essere sottomessa.
Prima di uscire gli dissi che volevo incontrarla nuovamente con più calma, mi disse che ero pazzo che lei non voleva più. Nei giorni seguenti continuava a fare finta di niente, mentre io invece gli lanciavo sempre degli sguardi carichi di libidine e quelle rarissime volte che incrociava il mio sguardo gli mandavo dei chiari messaggi con la lingua. Finchè un giorno mi disse che il pomeriggio sarebbe stata sola in casa dato che il marito era fuori città per lavoro e il figlio diciassettenne (lo aveva avuto quando pure lei aveva 17 anni) era pure lui fuori città perché impegnato in una partita di basket e sarebbe rientrato solo verso le 22. Non me lo feci ripetere due volte e così finito l’orario di lavoro mi precipitai a casa sua. Non appena entrai in casa iniziai a baciarla e a palpeggiarla in ogni dove poi andammo in camera ed iniziai a spogliarla volendo che rimanesse in reggiseno e mutandine. Poi le spinsi la testa verso il basso così capi che lo doveva prendere in bocca cosa che questa volta fece senza protestare. Dopo che me lo ebbe ciucciato a lungo la feci sedere sul letto e mi inginocchiai davanti a lei iniziando a leccarla, iniziò a mugolare e allora la feci sdraiare ancora un po’ in modo che potesse leggermente alzare il sedere e così iniziai ad infilargli il medio dentro il suo buchetto, come al solito reagì a questa intrusione, ma io iniziai a succhiargli con violenza il clitoride cosicché smise subito di protestare e si lasciò infilare prima uno e poi due diti nel sedere. Era arrivato il momento, la feci mettere bocconi lei capì cosa volevo fare e cercò di divincolarsi supplicandomi che avrebbe fatto tutto ma il sedere no aveva troppa paura,
queste sue parole non fecero altro che eccitarmi maggiormente, la bloccai con il mio peso sulle gambe ed inizia a sculacciarla tra i sui lamenti dopo un po’ eccitato al massimo gli allargai il sedere feci cadere della saliva sul buchetto ed infilai due dita dentro tanto per lubrificare un po’ a quel punto mi chiese almeno di fare piano, ma io volevo possederla con violenza così prima infilai piano la cappella dentro, poi con un colpo solo glielo sbattei dentro fino alle palle. Emise un grido appena soffocato dai miei diti che gli stavo mettendo in bocca. Il suo sedere era strettissimo così che anche io sentii del dolore, ma l’eccitazione era troppa e così iniziai a stantuffarla con maggior vigore. Intanto le sue grida di dolore si erano trasformate in lamenti di godimento ed io accortomi di essere vicino all’orgasmo la feci girare e una volta infilato il cazzo nuovamente in bocca, gli scaricai tutta la mia sborra in gola.
Alla fine era stravolta, la baciai e gli dissi:
“Cosi’ adesso non potrai più dire che sei una tradizionalista“

Al lavoro le cose procedevamo come al solito, anche se non perdevo occasione per cercare di toccarle il culo o il seno o magari quando eravamo proprio in qualche posto in disparte infilargli la mia mano tra le coscie. Era un periodo in cui ero sempre arrapato, mi sarei scopato tutte quelle che mi capitavano a tiro (sempre che fossero carine). Dato che suo figlio, Francesco, era un po’ scarso in matematica mi chiese se potevo dargli qualche ripetizione, così si decise che il lunedì e il mercoledì dopo il lavoro sarei andato a casa loro per impartire queste ripetizioni. Tutto era calcolato, in quei giorni lui aveva gli allenamenti e quindi non sarebbe stato di ritorno a casa prima delle 18.30, il marito era fuori tutta la settimana per lavoro, e così noi avevamo circa un’ora di tempo per fare sesso. Una volta, mentre eravamo sul più bello suonò improvvisamente il campanello di casa, era la fidanzatina del figlio che era venuta per aspettarlo a casa. Ci rivestimmo in fretta e così quando lei entrò in casa eravamo accaldati, ma ricomposti.
La fidanzatina, Valentina così si chiamava, era un gran pezzo di gnocca, bionda alta circa 1.70 due tettine a punta, un culetto alto e sodo, e un visino da troietta.
Mentre stavo dando ripetizioni al ragazzo, Valentina si era accomodata sul divano proprio davanti a me. Aveva una gonnellina corta e accavallava sistematicamente le gambe mi mostrandomi buona parte delle coscie e alle volte potevo anche intravedere le sue minuscole mutandine rosa.
Spesso i nostri sguardi si incrociavano e notavo nei sui occhi una certa libidine. Verso le 19.15 Valentina salutò e andò via lasciando in me un po’ di tristezza, dato che la visione delle sue coscie non mi dispiaceva affatto. Dopo pochi minuti suonò nuovamente dicendo che il suo motorino non partiva e chiedendomi se potevo riaccompagnarla a casa. Accettai senza però mostrare la mia contentezza, avrei potuto sbirciare per qualche altro minuto quelle stupende gambe.
Una volta in macchina si accomodò in modo che buona parte delle coscie fossero scoperte e subito mi chiese perché durante la ripetizione più di una volta mi aveva sorpreso a guardargli le gambe. Con molta semplicità gli dissi le avevo guardate perché molto belle e lei mi rispose “solo belle? Senti anche come sono morbide” e mi prese la mano destra posandosela sulla sua gamba sinistra. A quel punto iniziai a salire con la mano verso la sua fighetta e lei appiatti ancora di più la sua schiena sul seggiolino alzando contemporaneamente il bacino in modo da agevolarmi il più possibile il compito. Gli chiesi a che ora sarebbe dovuta rientrare a casa e lei ripose che i suoi genitori che avevano un negozio in centro prima delle 20.30 non rientravano mai e quindi poteva benissimo rientrare alle 20.15. Il tempo non era molto, così decisi di andare in un posto appartato non molto lontano da casa sua. Appena ci fummo fermati, ripresi da dove avevo lasciato e cioè a palpargli le gambe fino a raggiungere le sue mutandine qui’ mi soffermai e gli chiesi se potevo proseguire, lei mi rispose di si. Gli spostai leggermente le mutandine ed iniziai a fargli un lento ditalino, era bagnatissima, gli chiesi cosa faceva con il suo ragazzo e con la voce sempre più affannata mi rispose che facevano l’amore completo e sesso orale, continuai con le domande, mi eccitava sapere fin dove si era spinta con il suo ragazzo, così mi disse che pur facendo sesso orale non aveva mai volute che Francesco gli venisse in bocca. Quando poi con l’altra mano gli toccai il buchetto del sedere chiedendogli se li’ lo aveva mai preso, con gli occhi un po’ fuori dalle orbite mi rispose “no li mai!” e di rimando gli dissi “peccato non sai cosa ti perdi”. Ormai era vicino all’orgasmo, cosi’ spinsi completamente indietro il seggiolino dell’auto e mi inginocchiai davanti a lei iniziando a leccargli la fighetta durai poco perchè ben preso con dei gridolini strozzati raggiunse l’orgasmo. A quel punto era arrivato il momento che anche lei si desse da fare, il cazzo mi scoppiava nei pantaloni feci in modo che me lo prendesse in bocca e mentre lei si dava da fare con la sua splendida bocca carnosa, io le sollevai la gonnellina mettendogli in mostra un sedere da favola appena fasciato dalle sue minuscole mutandine che ben presto gli tolsi. Iniziai così a masturbarla nuovamente nella fighetta, però ogni tanto uscivo e andavo a toccargli il suo buchettino anche se, a quei contatti, lei cercava di sottrarsi muovendo il suo culetto un po’ a destra un po’ a sinistra. Pero’ era una cosa che mi arrapava tantissimo e così mi insalivai bene il dito e poi inizia a fare sempre più pressione sul suo sfintere e nonostante i suoi tentativi di sottrarsi, ben preso riuscii a penetrare dentro tra i suoi mugolii di dolore che pero’ presto si trasformarono in mugolii di piacere. Ero vicino all’orgasmo così gli dissi “ricordati che io non sono Francesco, con me devi ingoiare tutto fino alla fine” mentre con la mano gli spingevo sempre più giu la sua testa. Quando esplosi nella sua bocca, ingoio tutto fino alla fine.
La riaccompagnai a casa e lei mi disse “spero che ci si possa incontrare nuovamente…“;
era davvero una gran bella troietta.

L’occasione di rivedere Valentina si presentò dopo circa una settimana. Fu la mia collega Carla, nonché mamma di Francesco il fidanzato di Valentina, a chiedermi se potevo dare delle ripetizioni anche a quest’ultima. Non feci trasparire il mio entusiasmo, anzi gli dissi che per suo figlio avevo fatto un favore personale a lei, però non so se avevo il tempo necessario da dedicare anche ad altri allievi, così gli dissi che ci avrei pensato,;lei comunque mi dette il numero di cellulare di Valentina dicendomi che così una volta deciso l’avrei potuta chiamare direttamente.
La settimana dopo, con il cazzo che mi scoppiava nei pantaloni al sol pensiero di rivederla, chiamai Valentina dicendoli che avrei potuto darle qualche ripetizione e decidemmo che la sera stessa ci saremmo potuti vedere. Mi diede l’indirizzo di una casa che i suoi genitori affittavano per il solo periodo estivo, “così nessuno ci disturba” fu il commento di Valentina.
Puntuale alle 18 arrivai all’indirizzo datomi, suonai e subito venne ad aprirmi Valentina. era più bella del solito, minigonna di jeans e top bianco da cui si evidenziavano due capezzoli già ritti, il che voleva dire che non portava il reggiseno. Mi diede subito un bacio sulla bocca e io ne approfittai per attirarla a me in modo che sentisse subito la mia erezione mentre con le mani le alzai la minigonna ed iniziai a palparle il sedere, che era ritto e sodo proprio come piaceva a me. In quel preciso momento decisi che quella sera quel bel culetto doveva essere completamente mio.
Dopo qualche minuto mi prese per mano e mi portò in camera, iniziammo subito a spogliarci presi da un vortice di libidine incredibile, inizia a baciarla sul collo, e poi scesi piano piano, sulle tette, sulla pancia e poi inizia a baciargli e leccargli l’interno delle coscie, lei si stava eccitando sempre di più, con le mani cercava di spingermi la testa verso la sua fighetta, ma io volevo farla aspettare ancora un pò, il suo corpo sembrava attraversato da scosse i suoi gemiti stavano aumentando di intesità, passai a leccarli la fighetta e in breve raggiunse l’orgasmo, nonostante questo continuai a leccarla ancora per un po’ dopodiché le feci raccogliere le ginocchia all’altezza del petto e in quella posizione con un colpo secco la penetrai fino in fondo e nonostante fosse già lubrificata, da come strabuzzò gli occhi, sono certo che provò un po’ di dolore. Subito comunque iniziò ad incitarmi e a muovere il bacino verso l’alto, quando mi accorsi che stavo per venire uscii e gli sborrai sulla pancia e sulle tette e poi con le dita raccolsi la mia sborra e gliele feci leccare.
Era veramente bella, sdraiata sul letto tutta nuda, stravolta per gli orgasmi appena raggiunti. Il solo guardarla mi provocò una immediata erezione, iniziai a toccarle nuovamente le tette e a masturbarla, poi con le mani le presi la testa e la indirizzai verso il mio cazzo. Iniziò a farmi un pompino da favola, me lo leccava tutto e poi se lo faceva sparire dentro la bocca. Mentre lei era impegnata a ciucciarmi il cazzo, cominciai a palparle il sedere e lentamente iniziai ad inserirgli il medio nel suo buchetto, però si irrigidì e non mi riusciva penetrare più di tanto. Mi inumidii il dito con la saliva e riprovai nuovamente a forzargli lo sfintere, ma Valentina continuava ad irrigidirsi fino a quando smise di ciucciarmi il cazzo e disse che si lasciava fare tutto, ma nel culo non ce lo voleva prendere, aveva troppa paura. Questa sua rezione mi fece arrapare ancora di più, la rigirai a pancia sotto raccolsi la saliva sul mio dito e una volta allargatole il sedere iniziai a forzarglielo con il dito stesso. Subito inizio ad agitarsi dicendomi di smettere subito, cercò di divincolarsi ma subito la bloccai nuovamente gli allargai il sedere con le mani e puntai direttamente il mio cazzo verso il suo buchetto, iniziai a penetrala mentre lei continuava a dirmi di non farlo tra i singhiozzi, ma questo suo rifiuto non faceva altro che aumentare la mia eccitazione. Finalmente,tra le sue grida di dolore, riuscii a far penetrare il glande ormai lo sfintere si era dilatato così con un altro colpo secco la inculai definitivamente fino a che le palle non mi toccarono il suo sedere. L’agguantai bene per i fianchi e cominciai ad andare in su e in giù tra i lamenti e i singhiozzi di Valentina, poi dal respiro affannoso capii che la cosa cominciava a piacergli. Continuai a incularla per altri dieci minuti mentre con le mani gli stuzzicavo il clitoride e nel frattempo mi accorsi che stava godendo come non mai. Ormai anche io ero vicino al godimento così sfilai fuori l’uccello dal suo culo e una volta fatto girare Valentina sulla schiena glielo infilai in bocca fino a che con una esplosione interminabile, riversai tutta la mia sborra nella sua gola.
Era distrutta, mi disse che ero un porco, ma che gli era piaciuto tantissimo.

scrivete a mirabilius1@hotmail.it


Votazione del Racconto: 8.6
Ti è piaciuto??? SI NO


Disclaimer! © Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.



Commenti per La collega (La fidanzata del figlio):





Per lasciare un commento fai il login o unisciti a noi, è gratis!

SexBox




Sex Extra