Vedere il mio ragazzo nascosto, mi aveva imbestialito, la paura di essere sverginata da quel focoso amante, era diventata quasi una vendetta verso quel bastardo che di nascosto si masturbava.
Pensavo a quante volte mi aveva chiesto il culo e a quante volte gli avevo detto di no.
La mia vendetta sarebbe stata perfetta, avrei dato a Mahid, quello che lui agognava da sempre, il problema reale, in quel momento, era che avevo visto le fattezze di Mahid, il suo sesso mi avrebbe spaccata in due se non riuscivo a calmarlo, era ovvio che lui stava pensando di sodomizzarmi senza neanche usare qualche lubrificante che mi aiutasse a riceverlo.
Guardai un ultima volta quel bastardo del mio ragazzo nascosto in camera, e decisi;
Cominciai ad alzare il sedere verso la sua verga dura e dondolai i fianchi, poi, assumendo una voce calda e sensuale;
- Ti prego Mahid, voglio farlo anche io, adesso ti desidero anche dietro, ma vai in cucina e prendi l’oilo, almeno sarà meno doloroso…
Vidi Mahid che pensava al da farsi, poi, con una mano, scivolò tra le mie cosce bagnate, entrò e cominciò a penetrarmi deciso;
- Il lubrificante ce l’hai in mezzo alle gambe!
E così dicendo, senza tanti riguardi, sentii le sue dita uscire dalla mia vagina umida e spingere contro il mio orifizio stretto;
- Ahi…
Solo una piccola esclamazione a difendere il mio onore, il dito stava insinuandosi deciso, anticipando quello che sarebbe successo.
Cercai di rilassarmi, ma per quanto facessi, mi tornava in mente quel suo cazzo esagerato, quando sentii togliere le dita, capii che era ora;
- Mahib, ti prego, fai piano, ho paura…
- Rilassati donna, è una cosa normale, devi solo abituarti!
Così dicendo, appoggiò il glande al mio stretto foro e cominciò a spingere deciso.
Alla prima spinta, sentendo la cappella farsi strada, urlai e cercai di scappare via da quella posizione, ma Mahib, aveva anticipato la mia mossa, si era messo con le gambe contro le mie e le mani, spingevano sulla schiena bloccandomi al divano, per quanto cercasso di spingerlo via con le gambe, l’unico effetto che ottenni, fu quello che spinse ancora più deciso.
Ebbi la sensazione di essere squartata, cominciai a piangere e a urlare;
- Sei un bastardo! Ti odio.
Stranamente, le mie parole erano rivolte al mio fidanzato, che guardavo dimenarsi l’uccello come un forsennato.
Mahib, una volta entrato, aveva spostato le mani sui fianchi e m’incitava;
- Muovi il culo donna, fammi sentire quanto ti piace!!
- Ma a me non piace! Mi stai facendo male un casino!
Per tutta risposta, Mahib, mi diede uno schiaffo deciso sulle natiche;
- Muovi il culo e fammi godere!
/>
Ormai ero rassegnata e demoralizzata, sentivo le palle di Mahib sbattere contro i glutei, avevo capito che era tutto dentro, ma quando lo faceva scivolare quasi fino alla fine e poi spingeva di nuovo, mi sembrava di essere di nuovo sverginata.
Mahib, continuò a entrare e uscire per quindici minuti: io non smisi mai di urlare e piangere, alla fine soddisfatto, mi riempì del suo seme, dandomi un ultima stoccata micidiale, che mi fece quasi svenire per il dolore.
Avevo coronato il mio desiderio segreto, provare un uomo nero, ma nella mia immagine, il sesso era consenziente e appagante, mentre adesso, in quel momento, mi sentivo umiliata e violentata.
Mahid, mi cadde addosso, respirava a fatica, il bruciore provato, era mortificante, cercavo di espellere quel suo sesso semirigido e sentivo che il dolore rimaneva fortissimo;
- Ti prego Mahid, esci fuori, non ne posso più…
Mahid, mi prese le tette e le strinse forte, facendomi gemere ancora;
- Dovrai abituarti donna, perché a me piace anche farlo così!
Finalmente mi lasciò libera di muovermi, mi alzai a fatica, mi sentivo sporca e lacera, pensai che non sarei più riuscita ad andare in bagno normalmente, mi odiai per le mie voglie e odiai ancora di più quel bastardo del mio ragazzo, che aveva goduto di quella situazione senza mai intervenire, cercai di camminare verso il bagno per rinfrescarmi, ma dovetti mettermi a sedere.
Piansi, mentre Mahib si rivestiva, mi sentivo una deficiente;
- Donna, non piangere, hai fatto contento il tuo uomo, dovresti essere orgogliosa!
Capii in quel momento che nella sua cultura, quello che mi aveva fatto era per lui una dimostrazione d’amore.
Lo vidi uscire, come prima avevo visto uscire il mio ragazzo di nascosto.
Rimasi inerte per minuti, ad aspettare che il dolore svanisse, poi, andai in bagno a rinfrescare i miei peccati.
Esausta mi buttai sul letto, ripensando a tutto quello accaduto, ero nauseata e schifata di me stessa.
Un ora dopo sentii suonare al campanello, era il mio ragazzo: lo feci entrare e gli dissi che era tutto finito, che non volevo più rivederlo; lui mi disse di perdonarlo, ma io in quel momento non potevo perdonare.
Lo cacciai via e andai a dormire.
Alla mattina dopo, alle nove, suonarono alla porta: un mazzo di fiori stupendi, aprii la lettera;
- E’ un onore averti avuta in quel modo, saprò ripagarti in mille modi per il tuo atto d’amore, stasera Passo a prenderti per andare a cena. Mahid.
Annusai quei fiori, pensai al profumo acre della pelle di Mahib, sorrisi felice e immaginai a cosa mettermi addosso per farlo eccitare…
Dedicato a Mamphis bo e la sua ragazza Francesca
Per opinioni
Fantasypervoi