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La voglia nascosta di Francesca ( parte secon

           di fantasy1959

 Scritto il 27.07.2009    |    Visualizzazioni: 14.492  |    Votazione 5.4:

Quella sera ho dovuto accontentare anche il mio ragazzo, non ne avevo voglia e onestamente, dopo il cazzo di Mahid, l’ho sentito anche poco: ho dovuto fingere per accelerare i tempi e soprattutto, per non addormentarmi mentre mi prendeva.
Pensavo a Mahid, mentre mi scopava e questo, mi faceva innervosire, mi rendevo conto che quel ragazzo di colore, mi era entrato nel sangue come un veleno e, che la cura, era tra le sue gambe: mi aveva completamente sfinita e aperta come mai nessuno, il suo sesso era esagerato, eppure, non facevo altro che pensare a quello.
Le sue parole e il suo modo di fare, mi avevano fatto capire quanto valesse poco la donna dalle loro parti, ma a me quel suo modo irriverente, mi aveva completamente mandato fuori di testa.
Finsi un orgasmo per liberarmi del mio ragazzo sperando se ne andasse, invece lui mi sorprese;
- Francesca, visto che i tuoi stanno fuori qualche giorno e io sono libero, sto qui qualche giorno, sei D’accordo?
Mi era appena venuto dentro e sembrava un gattino da proteggere, non ebbi il coraggio di dire niente e con la testa feci cenno di si.
Il giorno dopo, alzandomi dal letto, trovai un suo biglietto;
“Sei sempre splendida, grazie delle chiavi, ci vediamo più tardi.”
Sapevo i suoi orari di lavoro, quindi, chiamai in ufficio e mi presi un paio di giorni liberi, poi, mi misi una gonna e una camicetta e uscii, sperando di incontrare Mahid.
La mia delusione fu totale nel non trovarlo, passai decine di volte davanti alla sua porta sperando uscisse o mi sentisse, ma niente da fare, così, mi rassegnai a restare sola fino alla sera.
Presi le scale e salii per tornare nel mio appartamento, quando sentii aprire il portone del palazzo e riconobbi la sua risata.
Il cuore accellerò subito mettendomi in agitazione e io tornai subito indietro facendo finta di passare per caso, lo vidi arrivare con i suoi amici, i quali, mi spogliarono con gli occhi; lui ebbe un lampo di ferocia ne gli occhi;
- Vai a casa donna!
Divenni tutta rossa a quelle parole, ero imbambolata, mi sentivo una bambina mortificata e abbassando gli occhi, mi avviai alle scale cominciando a a salirle, arrivata alla porta, mi sentii prendere i seni da dietro;
- Apri questo cazzo di porta che ti devo spiegare alcune cose!
Sentivo il suo fiato sul collo, il suo sesso spingeva contro la mia gonna, accarezzando le mie natiche.
- Ti prego Mahib, non qui, non adesso…
Ma le mie parole, erano leggeri lamenti, come una gatta in calore, aprii la porta eccitata;
Appena rinchiusa, Mahib mi prese per il collo;
- Tu sei la
mia donna da ieri, non ti permettere più di vestirti come una troia senza il mio permesso, soprattutto davanti ai miei amici!!
Si guardò attorno, vide la scrivania vecchia nell’angolo della sala e mi portò al suo fianco, mi lasciò il collo e mi baciò con una passione disperata, sentivo il suo odore di maschio entrarmi nella testa.
Con una mano buttò per terra tutto quello che era sopra la scrivania e alzandomi come un fuscello, mi appoggiò sopra.
Guardavo i suoi muscoli, il suo sudore e in un attimo mi ritrovai completamente bagnaata, lui, spinse il palmo sopra la gonna, poi scivolò sotto e stringendomi la vulva, disse;
- Evidentemente ieri non ti è bastato, sono stato troppo dolce con te!!
- Ti prego Mahid, non mi trattare male - ero terrorizzata e eccitata nello stesso tempo per quella frase.
Ormai la situazione era degenerata, con un gesto deciso, Mahid mi strappò le mutandine e portandomi al bordo della scrivania si abbassò i calzoni mostrando il suo sesso duro e teso;
- Allarga le gambe!
Quelle parole, invece di terrorizzarmi, ebbero l’effetto di eccitarmi a dismisura, lo guardavo inebriata, mentre appoggiava il suo sesso, poi, entrò deciso facendomi urlare, mi sembrò, come la sera prima, di essere squartata; per quanto fossi bagnata, le mie pareti erano ancora strette;
- Piano, ti prego, fai piano…
Cercai di stringermi al suo collo con le braccia per evitare di farmi male contro la parete
Avevo le lacrime a gli occhi per il dolore e nello stesso tempo lo stringevo a me: lui mi guardava, scrutava ogni mio movimento e mi scopava come se fossi l’ultima delle troie, quel pensiero mi fece esplodere in un orgasmo pazzesco.
Guardavo lo specchio dietro di lui, vedevo le sue natiche sode, impazzivo nel seguire i suoi movimenti, ogni volta che lo vedevo stringere i glutei sapevo che stava per entrarmi fino in fondo alla vagina e questo, mi ubriacava di piacere, guardavo le sue mani sulle mie cosce, me le allargava al massimo, immaginavo cosa sentisse e vedesse.
Una ragazza bianca in suo potere! Doveva essere una sensazione altamente eccitante.
Dolore e piacere si univano dentro il mio corpo, ero completamente sudata e sentivo la mia voce flebile;
- Basta ti prego…mi stai spaccando, abbi pietà
Ma Mahib aveva capito che i miei No erano di facciata, per salvare il mio onore.
Mi scopò per quindici minuti sulla scrivania, non sentivo più le cosce e la mia vagina, era tutto un bruciore, alla fine, senza venire, uscì da me;
- Vai sul divano donna!
Ero annichilita e offesa che non fosse venuto, obbedii e tremando per la fiacca dovuta alla scopata, mi avviai sul divano, mi misi a sedere e aspettai gli eventi, lui si mise davanti a me con le mani sui fianchi, il suo cazzo svettava come un Dio del sesso;
- Sai cosa fare!
Non disse altro, non ce ne era bisogno, mi avvicinai a lui e lo guardai come se mi avesse fatto il più bel regalo del mondo, comincia a giocare con la cappella e cercai per quello che era possibile, di farlo entrare tra le mie labbra, gli presi le palle e le accarezzai come avessi tra le mani il gioiello più prezioso e, piano, cercai di portarlo al godimento.
Dopo cinque minuti, ero stravolta, avevo fatto di tutto per farlo venire, ma lui imperterrito, mi guardava soddisfatto, ma non veniva; cominciò a piegarsi e a spingere il bacino contro le mie labbra, mi sentivo soffocare, ma non volevo cedere, volevo averlo nella mia bocca, sentire il suo sperma, le sue mani scesero sul mio sedere e cominciarono ad accarezzarlo, si insinuò tra le mie natiche e come se tutto fosse normale, con un dito mi forzò la stretta parete.
Mi irrigidii subito sentendo le sue parole;
- Adesso girati! È ora che ti comporti come le donne nere, voglio godere nel tuo culo!
- No! Questo no! Non l’ho mai fatto e tu sei troppo grosso per me.
Uno schiaffo improvviso, inaspettato, un piacere incredibile tra le cosce a quel contatto, stavo reagendo come mai mi sarei aspettata;
- Non voglio…non mi piace.
- Girati donna.
Fece per alzare la mano e schiaffeggiarmi ancora, avevo ancora la gonna addosso e anche il piccolo perizoma fradicio, era a lato, piano, mi girai e mi mise con la pancia sopra il divano, stando con le gambe appoggiate al tappeto.
In quel momento, guardando lo specchio, rimasi allibita, vidi il mio ragazzo nella camera a fianco che si stava masturbando guardando noi due; quello stronzo si stava gustando, la scena come in un film porno e, invece di intervenire, lasciava fare …

continua




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