Marina la mia grandiosa amante
L’amore e la passione sono sentimenti che difficilmente si possono controllare nè reprimere definitivamente. Di questo me ne sono reso conto e come esporrò di seguito mi hanno tormentato per ben 9 anni costringendomi in fine a prendere una decisione risolutiva.
Sono un uomo di 59 anni sposato a seconde nozze da 25 anni con una donna che a sua volta rimasta vedova aveva una figlia di 10 anni.
A quel tempo avevo 34 anni e la mia nuova consorte 32; a differenza della mia prima naufragata esperienza matrimoniale, il nuovo matrimonio mi aveva dato fiducia nell’avvenire confortandomi con una encomiabile dolcezza e amore.
Sua figlia Marina trascorso un breve periodo iniziale di disagio e assestamento iniziò a dimostrarmi un certo affetto che negli anni si è sempre più consolidato. Infatti all’età di 15 anni quando ormai era una bella e attraente ragazza mi resi conto che il suo affetto sconfinava in qualche cosa di diverso. Ero oggetto di sue infinite attenzioni, il suo atteggiamento diventava sempre più provocatorio, notavo una sottile e continua seduzione alla quale quotidianamente ero soggetto.
Non per vantarmi ne per autodefinirmi un superuomo devo dire che essendo ben messo fisicamente ho sempre riscosso un ottimo successo con le donne. In ogni caso mai mi sarei aspettato che una ragazza di 15 anni trovasse interesse per me che ne avevo 39 inoltre essendo il marito di sua madre.
Senza rendermene conto mi trovai coinvolto in una situazione imbarazzante, Marina era la mia ombra, l’avevo continuamente al mio fianco, si strusciava su di me, mi copriva di bacini e carezze, mi mostrava le sue meravigliose cosce sdraiandosi sul divano di fronte a me, al mattino entrava nel bagno indossando solo le mutandine mentre mi rasavo costringendomi ad ammirare il suo superbo seno. Tutto questo mi aveva portato in una situazione insostenibile, ero ormai talmente preso dalla sua folgorante bellezza che la desideravo spasmodicamente.
Infatti irrimediabilmente successe che durante l’assenza della madre che andò a trovare il padre malato per un fine settimana Marina fece di tutto trascinandomi definitivamente in un vortice senza fine.
Quel sabato accompagnai mia moglie alla stazione di Milano e al mio ritorno trovai Marina nel salotto e al mio rientro mi abbracciò stringendomi forte facendo aderire il suo corpo al mio dicendomi che mi aspettava con ansia. Sopraffatto da questo incredibile slancio rimasi allibito e nello stesso tempo eccitato nel percepire il suo seno sodo sul mio petto e il bacino che aderiva contro il mio pene. Quando si staccò da me la osservai e mi resi conto che era semplicemente incantevole, indossava una minigonna nera che metteva in
risalto due cosce ben tornite, una camicetta color panna che senza reggiseno magnificava un seno spettacoloso, i suoi lunghi capelli ramati leggermente mossi contornavano il viso nel quale splendevano due grandi occhi grigi piuttosto distanti tra loro, le labbra carnose che erano un invito ad essere baciate; insomma una vera dea, una irresistibile e attraente creatura alla quale era impossibile sottrarsi.
Le feci i complimenti per l’abbigliamento e mi sedetti sul divano, Marina senza nessun timore reverenziale si sedette di traverso sulle mie gambe abbracciandomi e iniziò a baciarmi sulle guance
avvicinandosi sempre più alla mia bocca. Ero impietrito e disorientato, percepivo la sua bocca che si avvicinava sempre più alla mia, arrivava a sfiorarla poi si allontanava per poi maliziosamente riavvicinarla fino a che baciò le mie labbra superficialmente e… senza rendermene conto la abbracciai aprii la bocca per un lungo bacio appassionato che ci coinvolse reciprocamente.
Ormai la mia eccitazione era incontrollabile e la mia mano si posò sulle sue cosce che percorsi fino alle mutandine che sentii umide, le scostai e finalmente toccai la sua fighetta. A sua volta Marina era eccitata le mie dita percorrevano la sua fighetta umida fino al clitoride che delicatamente presi a massaggiare, questo le provocò un immediato orgasmo che la spinse a stringermi forte e staccandosi dalle mie labbra disse: “ti amo, ti amo da morire”.
La feci sdraiare sul divano, le tolsi la gonna e le mutandine e iniziai a baciala sulle cosce risalendo lentamente al loro interno fino ad arrivare alla fighetta che leccai attorno alla grandi labbra e poi insinuando la lingua all’interno in tutta l’estensione assaporavo il suo dolce umore e percepivo il tenue profumo di giovane cerbiatta che il suo sesso emanava. La sua dolcissima fighetta mi estasiava, la leccavo e baciavo con incredibile ardore mentre la sentivo ansimare dal piacere, succhiavo il suo umore che sempre più copioso emetteva a causa dei ripetuti orgasmi. Non ne potevo più desideravo averla, possederla quindi mi alzai la presi in braccio e la portai sul mio letto, la spoglia completamente e a mia volta mi denudai tuffandomi subito nuovamente a leccare la sua profumata dolcissima e meravigliosa fighettina. Trascorsi alcuni minuti risalii con la bacca sul suo ventre fino a raggiungere il seno che succhiai con infinito trasporto per poi baciarle il collo ed infine la bocca mentre il mio cazzo duro lo strusciavo tra le grandi labbra della sua fighetta provocando ad entrambi un piacevole piacere che contribuì ad aumentare sempre più il desiderio di possederla. Indietreggiai un poco il bacino in modo che il mio cazzo si trovasse all’ingresso delle sua vagina abbondantemente lubrificata dai suoi umori, spinsi leggermente e il glande entrò per metà, a questo punto Marina posò le su mani sul mio bacino invitandomi a spingere di più, le dissi che avrebbe sentito un poco di dolore e lei rispose che lo avrebbe sopportato perché voleva essere mia. Spinsi e il glande entrò tutto fino ad incontrare l’imene che ostruiva l’ingresso, rimasi un attimo fermo e dissi a Marina che ora avrebbe sentito dolore, mi incoraggiò a proseguire e spinsi delicatamente con progressione fino a che l’imene si lacerò e il mio cazzo entrò per metà mentre Marina emise un leggero grido di dolore. Rimasi fermo per alcuni secondi e spinsi ancora entrando completamente in profondità nella sua calda e stretta fighetta che si contrava trasmettendomi una specie discarica elettrica piacevolissima. La strinsi a me e le dissi che era finalmente mia, lei rispose che era felicissima avermi donato la sua verginità e ci baciammo con passione mentre iniziai a muovermi lentamente dentro di lei. Mentre proseguivo nelle escursioni la sua fighetta aviluppava il mio cazzo in un modo meraviglioso, percepivo interamente le pareti che mi procuravano un piacere incredibile, aumentai un poco il ritmo e Marina inizio ad ansimare e godere al punto che mi conficco le unghie nella schiena e a sua volta seguiva il mio ritmo aumentando smisuratamente il piacere, ebbe almeno tre orgasmi ed in fine a mia volta stavo per raggiungere il mio che con grande dispiacere e con un enorme sforzo mi obbligò a togliere il mio cazzo da quel caldo paradiso e riversare il mio sperma sul suo ventre. Rimanemmo abbracciati alternando baci focosi e scambiandoci parole d’amore appassionate.
Poco dopo mi misi supino invitando Marina a mettersi sopra di me e dissi: “Tesoro è stato meraviglioso ma ora ho dei sensi di colpa, avrei dovuto essere più responsabile!”
“Amore mio non devi avere nessun senso di colpa, sono io che lo ho voluto e desiderato da tanto tempo, finalmente ora sei anche un poco mio, io ti amo da morire e sarò pronta a qualunque cosa pur di averti ancora dentro di me, sono disposta a dividerti con mia madre solo se mi concederai ancora il tuo amore.”
La guardai e dissi:” Lo desidero anch’io, tu mi hai fatto perdere totalmente la ragione e credo che non potrei fare a meno di te ma dobbiamo stare molto attenti, non dobbiamo tradirci in atteggiamenti troppo intimi, la mamma potrebbe accorgersi e sarebbe la fine.”
“Non temere saprò controllarmi.”
Mi alzai e la portai per mano nel bagno, la feci sedere sul bidet e le lavai il ventre sporco di sperma e le lavai anche la fighetta, terminata l’operazione mi rialzai e il mio cazzo si trovava davanti alla sua faccia, Marina lo prese con una mano e lo ingoiò per metà succhiando il poco sperma rimasto,
questa mossa me lo fece immediatamente diventare duro, poco dopo la presi e la adagiai sul ripiano del lavello, le alzai le gambe e la penetrai nuovamente in profondità, vedevo il mio cazzo che entrava e la sua fighetta che lo aviluppava come delle labbra mentre lo ritraevo quasi a farlo uscire.
Dopo che Marina raggiunse l’orgasmo le dissi di mettermi le gambe attorno alla vita, la presi per le natiche e senza farlo uscire dalla fighetta mi diressi in camera sul letto ove proseguii fino a che raggiunse un altro orgasmo. Mi fermai un attimo perché non volevo venire e prolungare il reciproco piacere quando Marina mi disse che spesso aveva spiato me e sua madre mentre facevamo all’amore e quindi voleva fare anche lei una cosa. Si spiegò chiaramente che voleva fare un 69 come aveva visto fare molte volte intuendo che era molto piacevole. Senza indugiare ci mettemmo nella posizione ed iniziammo il gioco, come anche poco prima nel bagno notai che Marina aveva un modo di succhiare il cazzo che mi faceva impazzire dal piacere, lo ingoiava fino a alla gola ed io le leccavo la fighetta procurandole continui orgasmi. Avevo da tempo appreso una tecnica messa in pratica con sua madre che per procurarle maggiore piacere con due dita immerse nella figa riuscivo ad individuare il punto G che stimolavo mentre succhiavo il clitoride. Feci altrettanto con Marina prima introducendo un solo dito e subito dopo due, la reazione fu immediata il piacere che provava era incredibilmente intenso e poco dopo raggiunse l’orgasmo con dei tremiti incredibili e mi riempì la bocca di un liquido simile allo sperma maschile, al contrario della madre Marina aveva avuto una eiaculazione femminile. La cosa è molto rara, solo una piccola percentuale di donne la raggiunge e Marina mi ha dato questo immenso piacere di bere il suo sperma mentre a mia volta preso dal vertiginoso straordinario evento riempivo la sua bocca del mio che a sua volta deglutì, senza perdere tempo mi girai e ci baciammo mescolando e scambiando i nostri reciproci umori.
Dopo un lunghissimo bacio spiegai a Marina cosa era successo, che la sua eiaculazione era un evento straordinario per la sua rarità e che aveva procurato anche a me un piacere immenso poter bere il suo sperma. Mi strinse forte giurandomi che sarò sempre il suo grande amore, che non avrebbe mai avuto un altro uomo. Sentendo queste parole le dissi che avevo 24 anni più di lei quindi un giorno trovavo giusto che si fosse formata una sua famiglia con un altro uomo. Aggiunsi che una ragazza così bella e attraente non avrebbe avuto nessun problema trovare l’uomo giusto per lei. Senza esitare rispose che l’uomo giusto ero io e quindi gli altri uomini non le interessavano minimamente.
Il tempo trascorse rapidamente e ci rendemmo conto che erano ormai le sette e trenta di sera, le dissi che era il caso di cenare in qualche buon ristorante. Ci preparammo entrambi e alle 20 mi diressi in macchina in un ristorante famoso in collina dove avevo mangiato varie volte.
Durante il tragitto non potei fare a meno di allungare una mano per accarezzare la stupende cosce di Marina che subito mi fecero raggiungere una poderosa erezione e feci uno sforzo a non fermarmi e violentarla in macchina.
Giunti al ristorante quando scendemmo dalla macchina si strinse a me teneramente e ci avviammo come due innamorati fino all’ingresso del ristorante nel quale sono conosciuto.
Cenammo divinamente bene bevendo una bottiglia di ottimo vino che a Marina non molto abituata a bere fece un certo effetto, infatti quando uscimmo mi accorsi che barcollava leggermente e aveva un aria un poco stralunata. La sorressi fermamente fino alla macchina e tornammo a casa, quando arrivammo parcheggia nel box e visto il suo stato la presi in braccio e la portai direttamente sul mio letto.
Le chiesi come stava, rispose che le girava un poco la testa ma si sentiva felice perché ero vicino a lei, aggiunse che voleva fare ancora all’amore con me perché il giorno successivo sarebbe rientrata la mamma e quindi non avrebbe più avuto modo di farlo per un tempo imprecisato.
La spogliai completamente e la coprii con il lenzuolo, nel fare questo ammirai nuovamente la sua bellezza e immancabilmente il mio cazzo divenne duro come il marmo. A mia volta mi spogliai e mi coricai al suo fianco, immediatamente si girò verso me e mi abbracciò coprendomi di bacini ovunque le capitava, questa sua infinita tenerezza mi colpì al punto che a mia volta la accarezzavo coprendola di baci che si spinsero al collo per scendere al seno e giù sempre più in basso fino alla sua dolce e profumata fighetta, la leccavo con infinita passionalità e le infilai dentro un dito e poi anche un altro per ripetere la piacevole esperienza della sua eiaculazione. Marina dava segni di evidente immenso piacere, si dimenava urlava che mi amava alla follia, che la facevo impazzire dal piacere ed infine la sentii fremere e tremare come se fosse stata attraversata da una scarica elettrica, lanciò un lungo acuto: “ Siiii, siiii, amore sono tua, solo tua prendimiiiiii.” In quel mentre la mia bocca fu nuovamente riempita dal suo dolce sperma che gustai con estremo piacere, lo succhiai interamente senza perderne una sola goccia e immediatamente percepii che stavo a mia volta per raggiungere la mia eiaculazione, mi alzai e posi il mio cazzo nella bocca di Marina che immediatamente lo succhiò accogliendo il copioso sperma che le riempiva la bocca. Quando ebbe terminato di aspirarlo tutto posi la mia bocca sulla sua e ci abbandonammo in un interminabile bacio.
Tutto era così naturale così spontaneo che sembrava irreale, il nostro accordo la nostra intimità erano perfetti.
Trascorsi una decina di minuti pensai che si fosse addormentata, improvvisamente si strinse a me e disse che voleva assolutamente fare una cosa che spesso mi aveva visto fare con sua madre, aggiunse che non voleva assolutamente essere di meno e pertanto lo desiderava a qualsiasi costo.
Già avevo intuito di cosa si trattava ma volli che fosse lei a dirmi esattamente cosa fosse; a mia domanda rispose che voleva essere posseduta anche nel sedere.
La conferma non mi stupì e quindi presi dal comodino il tubetto di crema lubrificante che normalmente usavo con mia moglie in queste occasioni, la posai sul letto e iniziammo un magnifico 69 nel quale Marina fece riprendere vita al mia cazzo con la sua soave bocca che succhiava in modo meraviglioso fino a farlo diventare durissimo mentre a mia volta leccavo la sua fighetta alternando anche la lingua sul suo buchetto del sedere nel quale dopo averlo ben lubrificato con la saliva introdussi lievemente un dito. Quando ormai Marina ebbe raggiunto l’orgasmo e stava per raggiungerne un altro mi alzai e spalmai abbondante crema sul mio cazzo e sul suo buchetto introducendole un dito, mi misi dietro di lei alla pecorina e mentre con una mano masturbavo la sua fighetta posai il glande sull’entrata del sederino e spinsi lievemente dirigendo il cazzo in modo che non scivolasse via. Spinsi e il glande entrò interamente, spinsi ancora lievemente e con fatica ne entrò ancora una parte fino a che raggiunsi lo sfintere, a questo punto dissi che le avrei fatto male la presi per i fianchi e spinsi con forza per superare l’ostacolo e con grande soddisfazione il mio cazzo entrò nel suo strettissimo culetto che lo accolse interamente. Ripresi a masturbarla sulla fighetta e iniziai a pompare facendolo scorrere lentamente mentre Marina dava evidente segno che la cosa la gradiva moltissimo, provava un piacere diverso e a mia volta pregustavo il fatto di poter venire dentro di lei senza nessun problema. Dato che già avevo avuto diverse eiaculazioni la prestazione ebbe una durata lunghissima durante la quale Marina ebbe un numero imprecisato di orgasmi ed in fine raggiunsi il mio e finalmente riversai il mio sperma nel suo culetto che lo accolse con infinito piacere.
Eravamo giunti all’epilogo delle nostre forze, esausti ci coricammo addormentandoci abbracciati.
Al mattino mi svegliai dopo le nove, Marina era al mio fianco e dormiva beatamente, scostai il lenzuolo e ammirai tutta la sua folgorante giovane bellezza, la baciai suoi capelli e andai in cucina a preparare un buon caffè, mentre lo bevevo pensai alle incredibili e stupende ore d’amore trascorse con quella meravigliosa creatura, l’avevo sverginata e posseduta anche nel sedere, avevamo fatto in poche ore quello che normalmente una copia fa in un lungo tempo. Pensai anche che si trattava della figlia di mia moglie, poi fui confortato dal fatto che in fondo non vi era nessuna consanguineità tra noi. Mi resi conto che avevo perso la testa che sentivo dentro di me un forte e prepotente e travolgente sentimento d’amore, sentivo che Marina a sua volta provava per me le stesse cose e quindi il futuro mi apparve burrascoso e pieno di insidie.
Mentre stavo fumando una sigaretta Marina entrò in cucina coperta sola da una vestaglia completamente aperta che metteva in mostra il suo stupendo corpo nudo. Mi abbracciò salutandomi con un dolcissimo: “buongiorno amore mio.” La strinsi a me teneramente contraccambiando il saluto: “buongiorno al mio meraviglioso angelo, al mio amore infinito.”
Le versai il caffè e restammo a lungo guardandoci in faccia senza proferire parola, si alzò e si sedette sulle mie gambe e come per incanto ci baciammo intrecciando le nostre lingue desiderose ancora di amore. Aprii la sua vestaglia e iniziai a baciare il suo seno mentre la mia mano scrutava tra le cosce in cerca della sua meravigliosa fighetta che immediatamente sentii bagnarsi, la desideravo ardentemente quindi la sollevai e la sdraiai sul tavolo tuffando la mia bocca tra le gambe in cerca del suo paradiso che iniziai a baciare a leccare come un forsennato, le introdussi un dito e poi l’altro e mentre le succhiavo il clitoride sollecitavo il suo punto G procurandole un piacere immenso che la scuoteva facendola sobbalzare ripetutamente e trascorso poco più di un minuto riversò nella mia bocca il suo sperma che deglutii come un nettare celestiale. La misi al bordo del tavolo presi le sue gambe posandole sulle mie spalle e la penetrai con un affondo violento che la prese di sorpresa ma che non disdegnò dimostrandomi che le piaceva moltissimo, trascorsi alcuni minuti mi resi conto che la nostra posizione non era molto comoda, quindi la sollevai badando bene che il mio cazzo non uscisse dalla sua fighetta e di peso la portai sul letto ove proseguimmo da dove eravamo rimasti. Poco dopo stavo per venire e quindi mi fermai, le dissi di mettersi alla pecorina e glielo infilai nuovamente nella fighetta dal didietro mentre ammiravo il mio cazzo che scorreva dentro di lei, lubrificai il dito con la saliva e glielo infilai nel sederino con il risultato che il suo piacere era amplificato trasmettendo anche a me il medesimo piacere. Desideravo tanto venire dentro di lei ma era troppo rischioso, allungai la mano e presi la pomata lubrificante dal comodino e la spalmai sul suo sederino estrassi il cazzo dalla fighetta e dato che era fradicio dei suoi umori quindi ben lubrificato lo spinsi piano, piano nel buchetto del sedere facendolo entrare tutto fino ai testicoli, Marina ansimava e emetteva gridolini di piacere e i sui frequenti orgasmi bagnavano la mia mano che masturbava la fighetta fino a che sentii il mio sperma attraversare tutto il mio cazzo fino ad esplodere dentro di lei con una potenza che Marina percepì con grida di piacere immenso e raggiungendo l’ennesimo orgasmo.
Trascorremmo tutta la mattina fino alle 14 in interminabili ore di intenso amore fino a che squillò il telefono, era mia moglie che mi avvisava di andare a prenderla alla stazione alle 17.
Da quel fine settimana si instaurò tra noi un rapporto solido d’amore passionale, fortunatamente mia moglie andava spesso a trovare il padre e quindi avevamo la libertà totale di amarci come dei pazzi, mentre in altre occasioni lo facevamo in macchina o a volte in piena notte mentre mia moglie dormiva.
Tutto durò ben dieci anni dopo i quali all’età di 25 anni come purtroppo prevedevo Marina conobbe un uomo del quale si invaghì e dopo breve tempo mi disse che non intendeva avere ulteriori rapporti con me per rispetto all’altro uomo ed anche perché si era ravveduta di avere per lungo tempo tradito anche la madre.. Non le feci scenate ne le mostrai risentimento ma dentro di me sentii che qualche cosa di molto grande e importante era morto. L’amavo con tutto il cuore e soffrivo tremendamente la sua mancanza ma il colpo di grazia fu quando tre anni dopo decise di andare a vivere con lui e quindi non potevo più bearmi e riempirmi gli occhi della sua presenza. Oltre a questo si trasferirono in Liguria e quindi le occasioni di vederla divennero sempre più rare.
Trascorsero nove lunghissimi anni durante i quali ho sofferto terribilmente la sua mancanza, la sognavo in continuazione, la desideravo da morire al punto che innumerevoli volte mi sono masturbato guardando una sua fotografia. Era ormai diventata una ossessione la volevo assolutamente almeno vicino a me, poterla vedere tutti i giorni, sentire la sua voce.
Nel 2007 durante una nostra visita Marina aveva espresso il desiderio di cedere la sua boutique che gli avevo regalato perché stanca di questo lavoro che trovava noioso, aggiunse anche che il luogo dove viveva non la soddisfava per la mentalità degli abitanti , che nulla aveva a che fare con la Costa Azzurra ove frequentemente andava a trascorrere qualche giorno.
Apprendendo questo nella mia mente cominciò a prendere forma un progetto, dato che avevo le possibilità economiche per vivere ad un livello alto decisi di non lavorare più, feci un paio di visite ad alcune agenzie immobiliari sulla Costa Azzurra e dopo avere visitato diversi immobili acquistai una meravigliosa villa di 350 metri quadri con piscina e stupenda vista mare poco distante da Nizza.
Feci installare nell’interno innumerevoli videocamere mascherate in finti rivelatori d’allarme che con il mio computer nel quale ho collegato un registrare mi permette di vedere ogni cosa a mio piacimento.
Sembrerà assurdo ma volevo assolutamente vedere nuovamente la mia amata Marina mentre si fa il bagno, il bidet o quando si spoglia, godere nuovamente della sua bellezza e magari masturbarmi.
Infatti nel mese di marzo di questo anno io e mia moglie ci siamo trasferiti nella nuova abitazione, ci siamo accordati con Marina a trascorrere con noi qualche giorno sulla costa Azzurra, siamo andati a prenderla in Liguria e quando arrivammo all’ingresso di casa nostra ci chiese dove stavamo andando. Sua madre le rispose che questa era la nostra nuova dimora, Marina rimase folgorata dallo stupore ed esclamò che era rimasta senza fiato nel vedere la magnificenza di questa villa paragonabile ad una reggia. Dopo averla visitata interamente la sua sorpresa era quasi di incredulità tanto era bella, la presi per mano e la condussi in un’ala della villa nel quale vi era un appartamento composto da camera da letto con accesso diretto al bagno con vasca Jacuzzi e doccia, una cabina armadio, ampio soggiorno e una piccola cucina nonché una grande terrazza che circondava il tutto con una magnifica vista mare. Terminata la visita io e mia moglie notammo che Marina era ammutolita dalla sorpresa, a questo punto fu sua madre a dirle che se lo voleva poteva stabilirsi da noi occupando quest’ultimo appartamento che l’avrebbe resa indipendente senza doversi preoccupare di dover lavorare per sopravvivere, avremmo pensato a tutto noi. Abbracciò sua madre e con lacrime agli occhi la ringraziò affermando che era troppo bello per essere vero, infine si rivolse a me e disse che accettava con piacere. Aggiunse che l’unica difficoltà era il suo uomo in quanto lavorando in provincia di Genova potevano stare assieme solo i fine settimana, in ogni caso era fermamente determinata anche se lui fosse stato contrario.
Sentire queste sue parole il cuore si riempì di una gioia profonda, la mia adorabile ed amata Marina potevo finalmente vederla tutti i giorni.
Come prevedevo l’uomo di Marina non aveva gradito la decisione ma lei fu talmente determinata che infine lui per non compromettere la loro unione fu costretto ad accettare.
Alla fine di giugno dopo avere ceduto la sua boutique venduta ad un prezzo stracciato pur di disfarsene finalmente Marina si trasferì da noi.
Durante questi mesi ho avuto modo di spiarla con il mio miracoloso impianto nel suo bagno, in camera da letto e godere ammirando il suo corpo nudo abbandonandomi in inevitabili masturbazioni. Ogni giorno posso anche bearmi di vederla in piscina, spesso anche senza il reggiseno e devo dire che i suoi 35 anni li porta meravigliosamente dimostrandone molti di meno.
Nel mese di Agosto durante le vacanze del suo uomo ho avuto l’impressione che le cose non andavano tanto bene, ho notato in lei un certo raffreddamento e una maggiore disponibilità nei miei confronti.
A fine Agosto approfittando che eravamo soli in piscina le ho confessato il mio sconforto e gli anni trascorsi di immenso dolore dovuto alla sua mancanza, le ho confessato che l’amavo come prima e più di prima, che la desideravo come mai ho desiderato una cosa in vita mia che mi era mancata moltissimo provando una immensa sofferenza. Infine le dissi che mi sarei accontentato solo di poterla accarezzare toccare il suo corpo baciare le sue parti intime e null’altro. Marina rimase allibita e non seppe rispondermi.
Continuai chiedendole di avere un poco di cuore e compassione per un uomo profondamente innamorato di lei e che lemosina solo un poco di conforto dopo lunghi anni di sofferenze. Infine la rassicurai che non avrei abusato di lei spingendomi a fare ciò che facevamo un tempo, quindi se mi concedeva qualche piacere non avrebbe provato rimorsi verso il suo uomo ne verso la madre.
Finalmente mi rispose e disse che era dispiaciuta apprendere la mia sofferenza e che avrebbe pensato alla mia proposta.
Trascorsi due interminabili giorni finalmente un mattino quando ci trovammo in piscina mi disse che era disposta a concedermi parte di quanto le avevo chiesto ma solo una volta alla settimana.
La ringraziai e le chiesi quando potevo andare nella sua camera, rispose che essendo un Giovedì quindi era ancora sola potevo andare la sera stessa.
Fui assalito da una incontenibile felicità, non vedevo l’ora che il tempo trascorresse e finalmente dopo cena come consuetudine mia moglie alle 21:30 andò a letto e come sua abitudine si addormenta pesantemente. Io e Marina rimanemmo ancora un’ora a guardare la TV e poi si alzò per avviarsi in camera sua dicendomi di raggiungerla dopo dieci minuti.
Andai in camera mia mi spogliai nudo e infilai un leggero pigiama, mi assicurai che mia moglie dormisse e mi resi conto che neppure le cannonate l’avrebbero svegliata. Tornai nel soggiorno e pensai quando ai bei tempi io e Marina ci incontravamo in camera sua durante la notte per trascorrere un paio d’ore di amore intenso mentre sua madre dormiva profondamente