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Trasloco con la suocera - parte 2

           di joseph80

 Scritto il 30.03.2010    |    Visualizzazioni: 14.324  |    Votazione 8.9:

Poche settimane dopo il trasloco ricevo una telefonata dalla cara suocera che mi “ordina” di presentarmi in negozio il giorno dopo poco prima dell’una.
La mia cara suocera è responsabile di un grande negozio di abbigliamento, il proprietario non c’è quasi mai e quindi, praticamente, comanda lei le altre commesse.
Non ero certo del perché mi avesse detto di andare, mia suocera non mi sembrava tipo da “sesso nel retrobottega ma comunque mi presento all’ora stabilita.
Entro e saluto le due commesse (le conosco perché ogni tanto ci vado con la mia ragazza) e senza neanche darmi il tempo di dire qualcosa chiamano mia suocera, evidentemente le aveva avvertite che sarei andato.
Mi viene incontro con un vestito rosso fuoco attillato ed un paio di stivali neri col tacco, è molto elegante ma è anche molto troia e già mi viene il primo “durello”!
Mi saluta svogliatamente e chiede ad una delle due commesse: “prendi quei maglioni nuovi che sono arrivati, vedi se c’è la taglia di questo rompiscatole!”.
Adesso è chiaro il suo intento: con la scusa dei maglioni vuole trattenersi oltre l’orario e darmi la seconda parte della ricompensa per il trasloco.
Mi inizia a mostrare un po’ di cose aiutata da una ragazza, devo dire che è brava nel suo mestiere e le piace molto comandare.
La cosa va per le lunghe e quindi dice alla ragazza di andare pure a pranzo e chiudere la saracinesca, ci avrebbe pensato lei a me! Che troia, penso…
La commessa chiude la serranda e se non fosse per la luce accesa ci saremmo ritrovati al buio, io rimango fermo mentre lei si allontana verso il retro del negozio, la seguo dopo poco e la trovo seduta su un divanetto che tengono nel magazzino.
Il magazzino non ha finestre normali ma solo qualche finestrella in alto con il vetro opaco appena sufficiente a far passare quel poco di luce necessaria a farmi vedere mia suocera seduta sul divano con le gambe accavallate e l’abito leggermente sollevato, il che mi consente di vedere che la zoccola porta le autoreggenti.
“Prendi quelle cose su quel tavolino e mettile, lì c’è lo stanzino di prova” mi comanda.
Ci sono un paio di pacchetti con dentro un completo intimo da uomo, boxer e magliettina elasticizzati, molto attillati.
Li indosso rapidamente nello stanzino come chiede lei ed esco, mi avvicino e lei mi fa segno di fermarmi e girarmi su me stesso. Obbedisco, quel gioco inizia a piacermi: sono il suo oggetto sessuale adesso.
Mi avvicino, lei mi tocca il pacco con una mano e con l’altra si solleva il vestito e si inizia ad accarezzare il pube, ha un paio di slip neri di
pizzo e le autoreggenti come già era chiaro da prima.
Il mio cazzo si indurisce, lei si avvicina e lo morde mentre è ancora coperto, io ho un sussulto ma la lascio fare.
Mi abbassa i boxer e lo impugna stringendolo forte, me lo lecca dal basso in alto come fosse un ghiacciolo e poi lo ingoia completamente, le metto una mano sulla testa ed inizio a spingerla su è giù a ritmo, lei è perfetta, succhia e lecca a ritmo lento ma costante, me lo sta letteralmente staccando ma mi fa impazzire, ogni tanto lo morde sul lato, lo bagna per bene e mi massaggia le palle : i suoi occhi sono aperti e il suo sguardo è da vera porca.
Smette il pompino prima di farmi venire, mi fa togliere maglietta e boxer e mi stringe il cazzo con una mano tirandolo come se fossero le briglie di un cavallo, mi fa spostare di lato e mi fa sedere sul divano, si alza e si mette in piedi davanti a me girata di schiena.
Noto che il suo vestito ha una lunga lampo, la apro, si toglie il vestito e vedo che sotto ha una biancheria da urlo, oltre alle autoreggenti e gli stivali vedo che lo slip è un perizoma praticamente inesistente ed il reggiseno a balconcino di pizzo le disegna una figura da far invidia alla figlia.
Mi alzo, le appoggio forte il mio cazzo dietro e le bacio il collo, le mie mani si insinuano sotto il reggiseno, le stringo le tette, gioco con i capezzoli, lei ansima e si muove.
Le tolgo il reggiseno, le sfilo il peri e mi rimetto seduto, lei si gira, le rimetto le mani sulle tette, scendo giù e inizio a giocare con la su fica, noto che ha il pelo rado, molto curato e mi viene voglia di leccarla.
La faccio salire in piedi sul divano e le dico “Allarga le gambe” ”N-no non farlo…”;
non è molto convinta ed infatti cede, la mia lingua la percorre come ha fatto lei col mio cazzo, come col gelato, è già un lago dal sapore pungente.
La penetro con la lingua, la succhio forte, lei urla e si muove a ritmo mentre le torturo un capezzolo. continuo per qualche minuto finché non la afferro per i fianchi e la faccio impalare sul mio cazzo durissimo.
Lei entra facilmente ma urla “Sei enorme…” : la afferro per i fianchi e la muovo con forza.
La posizione è oscena, io seduto e lei con i piedi sul divano, accovacciata su di me, il mio cazzo è tutto dentro e lei lo sente fino in gola.
Andiamo avanti pompando come forsennati, lei viene una volta e mi implora di fermarmi un secondo per farla rifiatare ma io invece accelero ancora di più e vengo copiosamente dentro di lei.
Rimaniamo stretti per almeno 5 minuti, lei è sfiancata e dolorante: “Non credo che potrò concederti la seconda” mi dice ridendo..”Me l’hai consumata”
“Questo lo vedremo” rispondo…
Si alza con qualche difficoltà, dovuta alla posizione ed alla fatica, va in bagno per ripulirsi, quando torna vado io e faccio la stessa cosa.
Faccio in fretta e la ritrovo che ha appena rinfilato il peri, “Abbiamo già finito?”, lei mi guarda ed il mio cazzo sta ritornando duro, “Ti prego, la sento in fiamme”.
Mi avvicino, la accarezzo, la bacio e le tocco le tette ancora turgide, le stringo il culo ed insinuo il dito nel buchino…
”No ti prego, devo rimanere in negozio tutto il pomeriggio…”
“Tanto devi stare in piedi” le rispondo ridendo…
La giro e le strofino il cazzo sulle chiappe, lei si piega in avanti appoggiando le mani sullo schienale del divano…”Aspetta…”
Si allontana e torna dopo un minuto, mi porge qualcosa, è un tubetto di crema per le mani…”Ti prego fai piano”
Si inginocchia e lo riprende in bocca…succhia con forza finchè non ritorna durissimo…
Si mette in ginocchio su divano appoggiandosi sullo schienale, le sposto il peri e col dito inizio a stuzzicare il buchino, lei muove il bacino e mugola.
Prendo un po’ di crema ed inizio ad ungere l’apertura, la penetro con un dito, lo allargo piano…dopo un po’ le dita diventano due e allargo con un po’ di forza, lei fa una smorfia “Piano ti ho detto!”.
Mi ungo bene il cazzo con la crema, le strappo il peri e appoggio la punta sul buco… all’inizio non trova troppa resistenza…
La penetro per un paio di cm ed aspetto, lei si muove un po’, con un piccolo urletto entra tutta la cappella, a quel punto spingo un po’ più forte e lo infilo quasi tutto, ”Cazzo che male”
Rimango fermo qualche istante, lei ansima e si aggrappa allo schienale, si gira e mi guarda con i soliti occhi da porca, le afferro le spalle ed inizio a pomparla sempre più forte, lei inizia a godere e a seguire il ritmo.
Sento il cazzo completamente avvolto nel suo buco ormai dilatato; ”Neanche tua figlia si fa inculare così” “Se ci provi ti ammazzo, lei è la mia bambina” ”Allora mi rifaccio su di te…” ”Si sfondami”.
Appena mi dice così rallento il ritmo… tiro fuori il cazzo quasi del tutto e lo ributto dentro con forza, lei urla, lo faccio diverse volte. ad un certo punto lei aumenta il ritmo…urla e si irrigidisce…viene in abbondanza e la segua dopo poco con una quantità di sperma che le fuoriesce dal culo e cola sulle sua gambe…
Siamo stremati, esausti e sudati.
Rimaniamo stesi una mezz'ora poi lei si riveste con fatica e mi ordina di fare lo stesso.
Apre la serranda del negozio a metà, mi bacia con passione estrema: “alla prossima”mi dice

Per commenti e contatti josephb80@virgilio.it


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