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tradimenti


cecille

           di ilperfetto

 Scritto il 13.01.2010    |    Visualizzazioni: 13.208  |    Votazione 6.1:

Come tutti gli imprevisti, c'e' sempre da aspettarsi di tutto. Se poi l'imprevisto ti riserva delle buone cose.....meglio.
Era una giornataccia di quelle da lupi, classico tempaccio di gennaio, pioggia, ancora pioggia in una Milano caotica e dal traffico in tilt.
Mi chiamo' il custode della casa in montagna per dirmi che aveva smarrito le chiavi del mio appartamento e non poteva alzare il riscaldamento. Operazione necessaria perche' per la notte era attesa una gelata di quelle storiche.
Cosi' dopo un salto a casa per recuperare una copia delle chiavi, eccomi costretto a dirigermi verso la Valle d'Aosta.
2 ore e mezza di viaggio non preventivate ma necessarie per evitare guai all'impianto.
Ah, mi ero dimenticato di presentarmi, sono Filippo, ho 42 anni, sono sposato con Clara di 2 anni piu' giovane.
All'altezza di Aosta decido di fare una sosta in autogrill per un bel caffe' caldo. Sono gia' le nove ed inizia ad essere tardi.
Dopo il caffe' faccio per rimontare in auto, ma la mia attenzione e' rivolta ad una ragazza, avvolta in una giacca a vento rossa che con il cofano della sua Picasso aperto e' abbastanza disperata, avendo constatato l'impossibilita' di proseguire.
Ovviamente mi prodigo per cercare d'aiutarla, primo perche' e' abbastanza spaesata ed in chiara difficolta', secondo perche' e' carinissima da far paura.
Chiamo il soccorso stradale, non riuscendo a far ripartire l'auto.
Dopo pochi minuti arriva e fa sapere che l'officina Citroen e' chiusa e che sino a domani non se ne puo' fare niente.
Puo' portare l'auto comunque nel piazzale dell'officina e ci lascia un numero telefonico da richiamare domani.
Cecille, cosi' si chiama la ragazza appiedata, con cui ho iniziato a fare amicizia, mi dice che era diretta in Francia, essendo della Borgogna e che adesso non sa come fare, essendo non del posto e abbastanza spaesta. Era in Italia da parenti avendo il papa' italiano e la madre francese, difatti parla correttamente entrambe le lingue.
Le spiego che sono diretto in una valle adiacente a mezzora da Aosta e che sarei lieto di poterle offrire ospitalita'.
Speravo che accettasse ma ero quasi sicuro che avrebbe declinato l'invito, invece Cecille, aveva decisamente riscontrato in me una persona di cui fidarsi, difatti con mia grande sorpresa, ma anche con grande piacere, accetto' l'invito. Accetto' con un sorriso che mi lascio' estasiato.
Salimmo cosi' verso casa mia in Valsavaranche, una casetta tutta di legno in un contesto di un'antica baita ristrutturata, frazionata in quattro appartamenti.
Quasi a 2000 mt. di altitudine in un contesto di vera montagna. zero negozi, zero casino, solo pini, monti e neve.
Il viaggio fu piacevolissimo, ci mettemmo a scherzare e iniziammo a conoscerci meglio, avevamo trovato un affiatamento
reciproco incredibile.
intanto iniziava a nevicare con intensita', e continuavo a guardare Cecille, sempre sorridente, era molto bella, con il classico nasino alla francese.
Sara' stata alta 1,60, capelli neri, due occhioni verdi da modella. aveva fascino e classe, una femmina di prima categoria. di quelle che possono farti perdere la testa.
Arrivammo a casa, accesi subito il camino tanto era il freddo in casa.
Dissi a Cecille di mettersi comoda, di fare come se fosse a casa sua. Nella frazione dove ho la casa, ci sono altre 6-7 case, tutte di villeggiatura. Tutte chiuse.
Difatti solo io e Cecille eravamo gli unici abitanti del borgo. Solo l'immenso silenzio della montagna, mentre fuori la tormenta inizia ad essere di quelle toste, il silenzio, io e Cecille.
Cecille e' avvolta in un plaid, mentre inizio a preparare qualcosa da mangiare, intanto il camino fra uno schioppettio e l'altro inizia a riscaldare l'ambiente.
Mi sembrava un sogno, passare dal traffico di Milano e dalla compagnia di rtl 102,5 ad un paesaggio da fiaba in compagnia di una splendida femmina dagli occhioni verdi.
A volte nella vita certi feeling nascono spontanei perche' e' scritto nel destino che sia cosi'.
Ridevo e scherzavo con Cecille come se la conoscessi da tempo invece l'avevo conosciuta solo 2-3 ore prima.
Gustammo un ottimo piatto di spaghetti, cucinati alla perfezione, dell'ottimo vino e anche dei biscotti. Non proprio una cena da re ma soddisfacente.
Continuammo a scherzare lavando i piatti e bevendoci dell'ottimo brandy.
Le preparai il letto per dormire, decisi di lasciarle il lettome matrimoniale, quello che aveva visto me e Clara fare all'amore mille volte.
Io mi sistemai sul divano davanti al camino.
Cecille dopo una bella doccia calda mi diede un bacino per la buona notte, sempre solare, sempre sorridente e mi disse guardandomi negli occhi che era contenta di avermi incontrato e di averla aiutata.
Confesso che sbirciai mentre si cambiava e mentre indossava uno dei miei pigiami che le avevo dato. e mai sbirciatina fu cosi' ricompensata da una visione celestiale di un corpo favoloso, un seno sodo, prosperoso, un culetto da diva, madre natura si era ben comportata nei confronti della francesina.
Confesso che ero attratto da una bellezza simile, erano anni che assogettato alla routine matrimoniale quotidiana non provavo certe situazioni, classiche dell'innamoramento giovanile.
Desideravo Cecille, ero inebriato dalla sua bellezza.
Spensi la luce, pensando che sarebse si stato bello ma che non era possibile. Che sarebbe rimasto solo un sogno.
Poco dopo pero' sentii' dei passi arrivare dalla camera e dirigersi verso il mio divano.
Era Cecille che mi diceva di avere freddo e mi chiedeva se poteva scaldarsi con me nel divano letto vicino al camino.
La feci entrare sotto le coperte.
Era calda, aveva una pelle vellutata, sapeva di femmina in ogni cosa.
Prima mi piazzo' i suoi piedini addosso per farmi sentire che erano freddi poi Cecille inizio' ad accarezzarmi, ed io feci altrettando.
Non desideravo che di toccarla, per appurare che fosse vera, che non era un sogno quello che mi stava capitando.
L'accarezzai dappertutto prima sulla schiena, sul collo, sul ventre, per poi passare al seno e pian piano scendere verso le cosce, verso la sua natura.
Mi bacio' appassionatamente, ed inizio a rovistarmi la bocca con la sua linguetta.
Mi voleva anche lei, voleva eccome.
e fu allora che mi chiese di voler fare l'amore con me. la spogliai tutta, era nuda completamente, il suo corpo perfetto illuminato solo dai riflessi del camino.
A sua volta mi spoglio', mi guardo' negli occhi sorridendomi, prima di iniziare a farmi un pompino come mai Clara mi aveva fatto in tanti anni. sentivo la sua bocca succhiare, leccare, il mio cazzo era divenatato enorme, duro, pulsante.
Lei mi disse semplicemte "ora ti voglio".
Le introdussi il mio pene nella sua fessurina, piano piano ma sino in fondo, volevo godermi quella dea in ogni istante, in ogni secondo.
Iniziai a chiavarla con dei colpi ritmati, ben assestati, fino in fondo del suo utero.
Lei stava al tempo, si dimenava sotto il mio corpo, cercava di assecondare le mie spinte sempre con maggior vigoria.
Era come una cerbiatta alla sua prima monta.
Inizio' a godere, a emettere gemiti e gridolini di piacere sempre maggiori, sempre di piu'.
Cecille era prossima a venire, non si tratteneva piu', mi gridava che stava godendo, che era bellissimo, che le piaceva fino ad accasciarsi esausta. aveva goduto come una cavallina.
un orgasmo durato forse un paio di minuti che pero' sembravano un'eternita'.
Si mise poco dopo a cavalcioni su di me ed ebbe un altro orgasmo poi un altro alla pecorina.Ne contai sei in circa mezz'ora.
Con Clara non mi era mai capitato.
Sembrava che il sesso avevsse scelto lei per esprimersi al meglio.
Bellissima, brava a scopare, sempre pronta all'orgasmo.
All'approssimarsi di ognuno dei suoi orgasmi rischiai di venire a mia volta ma riusci a conservare lo spruzzo per dopo.
Le dissi che aveva un culetto perfetto, meraviglioso, la girai alla pecorina ed iniziai a leccarle il forellino e ad inumidirlo con la saliva.
Cecille capi' le mie intenzioni e mi disse che anche lei voleva la mia asta dentro di se, nelle sue viscere.
Iniziai a spingerle la cappella contro l'ano, a forzarle il buchetto, cazzo, era ancora vergine la', non lo aveva mai preso nel culo.
piu' volte mi chiese di fare piano, che aveva paura le facessi male. piano piano e con tanta attenzione, riuscii ad entrare dentro di lei.
L'accarezzai piu' volte, non stavo scopando una donna, ma una dea.
Una volta abituatasi al mio grosso cazzo nel suo piccolo culetto, iniziai a scoparle il buchetto con ritmo, aumentai il nuemero dei colpi, provando a mia volta godimento. Sentivo le sue viscere calde, e sentivo che il mio lui era stritolato , stretto da quel piccolo pertugio. Le sprizzai dentro il mio caldissimo sperma, avevo goduto come non mai.
L'avevo presa completamente, avevo scopato come non mai.
Esausto passai la notte abbracciato a lei.
Avevo scopato una delle donne piu' belle mai viste in vita mia.




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