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tradimenti


che bel culo ha la zia....

           di gheps45

 Scritto il 20.07.2011    |    Visualizzazioni: 26.625  |    Votazione 7.5:

E’ proprio vero, la vita spesso riserva sorprese che non ti aspetti!

Sono Paolo ho 21 anni, frequento l’università. I miei genitori lavorano e spesso resto a casa solo a studiare. Abitiamo in un condominio abbastanza grande e sullo stesso nostro pianerottolo abitano dei miei zii Sara, la sorella di mio padre e suo marito Roberto. Con loro abbiamo sempre avuto ottimi rapporti e da piccolo andavo spesso a casa loro, mi coccolavano e viziavano. lo zio ha 46 anni e lavora in un grande magazzino. è una persona
“tutta d’un pezzo” dai sani principi morali.
Mia zia Sara è una donna di 40 anni, non molto alta, un po’ in carne ma carina, con un bel seno ma il suo culo… mamma che splendido culo, a volte “involontariamente” glielo sfioro.
un sabato sono andato a casa sua.
Era sola ed era intenta a fare le pulizie. Indossava solo un grembiule corto che le copriva a mala pena il culo. Dopo i soliti saluti riprese a pulire i vetri salendo sulla scala mettendo in mostra due belle cosce e mi accorsi che era senza mutandine. Avevo il cuore in subbuglio, eravamo soli se non approfittavo di quell’occasione così ghiotta...
mi disse che doveva salire ancora un po’ sulla scala; “tienimela ferma”. ho appoggiato un piede su un gradino e lei è salita… che spettacolo ammirarla da sotto, le chiappe sobbalzavano poi si fermò dicendomi “tieni ferma la scala ho paura di cadere“; ad ogni movimento il corpo di zia si agitava, i miei occhi erano fissi su quello spettacolo. finalmente zia scese e per aiutarla quando arrivò a portata di mano le misi le mani sulle chiappe per non farla cadere “sei un bello sporcaccione ti sembra il modo di sorreggere la zia“ ma lo disse sorridendo. Avevo il cazzo duro e dovevo approfittare di quell’occasione, andò in bagno per lavarsi le mani. La porta era aperta le andai dietro, le diedi un bacio sul collo e sussurrai “sai zia che hai un gran bel culo?“ si girò di scatto aveva il viso rosso “come ti permetti di dirmi certe cose sporcaccione“ l’abbracciai stringendola e le dissi che quando le tenevo la scala guardando in sù “ho visto il tuo culo com’è bello sodo e rotondo me lo lasceresti toccare?“ e senza attendere risposta le misi le mani sulle chiappe “com’è bello morbido zia è caldo ma è anche bello sodo“ il cazzo era ormai in piena erezione glielo sfregavo sul culo le palpavo le belle tettone. la sentii sospirare
“ti faccio male zia, ti piace?“ continuai a sfregarmi contro ed il cazzo era sempre più duro le diedi dei bacetti sul
collo continuando a palparla “gigi smettila ti prego“ ma la sua voce era tremante infilai una mano nelle mutandine…la figa era bagnata, infiali un dito n figa titillandola. ”no gigi noo ti prego non ce la faccio più smettila“ sfilai il cazzo dagli slip e glielo misi in mano “sentilo zia com’è bello duro e caldo“ me lo scappellò con un colpo deciso, continuavo a sditalinarla sempre più velocemente “non posso gigi non posso“ ma lo disse poco convinta e a malincuore lasciai perdere.
da allora erano passati alcuni mesi.
Una mattina la zia venne a casa nostra, prese un caffé con mia mamma ed andò via di fretta perché, aveva da sbrigare parecchie commissioni. Mi accorsi che nella fretta aveva dimenticato il telefonino e, visto che era di ultima generazione, iniziai a curiosare nel menù per scoprirne le caratteristiche. aprii il sottomenù dei messaggi e notai che ne aveva parecchi archiviati, alcuni anche vecchi ma tutti dello stesso numero telefonico, quello dello zio Gianni. Ma l’ultimo, il più recente, era della mattinata ed aveva un altro numero. Con curiosità lo lessi: “Ti aspetto al solito posto. Ce l’ho in tiro, non farlo aspettare. Il tuo padrone.”
Ero perplesso, mia zia ha un amante? Incredibile, ma era vero!
Ero indeciso sul da farsi. Informare lo zio Roberto? Conoscendolo avrebbe fatto un casino e probabilmente l’avrebbe picchiata. Alla fine decisi che avrei potuto sfruttare la situazione a mio vantaggio, la zia era nelle mie mani e la cosa mi eccitava.
Ricopiai il testo del messaggio e trascrissi il numero telefonico del mittente. Posai il telefonino lì dove la zia lo aveva dimenticato e feci finta di niente.
L’indomani, quando venne la zia per il solito caffè prima di uscire, salutai tutti dicendo che avevo lezione all’università, misi nello zainetto la mia macchina fotografica (sono patito di foto), mi misi in macchina ed aspettai che uscisse. Dopo pochi minuti uscì dal portone, si mise al volante e si diresse verso la periferia. con molta discrezione la seguivo senza perderla di vista. Si fermò in un ampio parcheggio, chiuse la sua auto e si diresse sicura verso un fuoristrada in sosta lì vicino. Salì a bordo diede un bacio sulla bocca al guidatore e l’auto si diresse fuori città per poi fermarsi davanti ad una villetta isolata e guardinghi entrarono. Trovai una finestra che guardava in camera ed avevo visto e soprattutto fotografato col mio potente zoom quello che mi interessava vedere. Adesso pensai zietta sei nelle mie mani e cambieranno le regole del gioco! lui la spogliò velocemente zia nuda era proprio una bella figa. Si baciavano come due ossessi palpandosi lui s’insinuò tra le cosce di zia e le leccò la figa come un forsennato. abbassò i calzoni aveva un bel cazzone grosso e lungo e lo piantò con un colpo deciso nella figa della zia. la vedevo contorcersi e dimenarsi, il suo corpo sussultava dalla violenza delle penetrazioni dell’uomo…poi la girò a pancia in giù e dopo averle scaricato sul buco del culo un bel po’ di saliva , le piantò letteralmente il cazzo nel buco del culo…vedevo il viso di zia stravolto ma poi presero un ritmo forsennato finché le scaricò nel culo una bella sborrata. Mentre loro si lavavano e si rivestivano mi allontanai
A casa scaricai le foto sul pc e dopo averle accuratamente selezionate masterizzai le più arrapanti e scaricai il servizio fotografico su un c.d.
L’indomani mattina con una scusa andai a trovare la zia a casa. Lo zio era al lavoro ed era sola. Si era da poco alzata, indossava una corta camicia da notte chiara e trasparente. Era senza reggiseno. Si vedevano bene le forme del suo prosperoso seno e le punte dei capezzoli la visione molto eccitante. Ci sedemmo nel salottino lei accavallò le gambe… che belle cosce carnose. poi le dissi con una tono molto serio che dovevo mostrarle qualcosa d’importante. Pensava che scherzassi e sorrideva ma quando, acceso il suo pc, ebbe visto la prima delle foto, iniziò a balbettare qualcosa senza senso e divenne rossa come un peperone dalla vergogna. Eravamo seduti sul divano. Spense il p.c. senza guardare le altre foto e mi disse:
”Paolo, non è come puoi immaginare” – “zia -la interruppi- non è con me che devi giustificarti, ma con lo zio“. A quella frase cominciò a tremare come una foglia e disse “non avrai intenzione di darle allo zio, lo conosci, sai come reagirebbe“. ormai era in trappola e continuai ”zia sai benissimo che è questa l’unica cosa giusta da fare“
”nooo, non puoi“ mi disse, mi prese le mani portandosele al viso e baciandomele “sarei rovinata, abbi pietà di me e poi zio non merita un tale dispiacere“
”dovevi pensarci prima a non fare la troia, ti è piaciuto però farti sbattere come una troia e prenderlo in culo ehhh? e adesso cosa pretendi il perdono “ dissi, passando ad un tono di voce più crudo ed umiliante per lei.
accusò il colpo, quelle parole ebbero l’effetto di due violenti ceffoni. Capì che era nelle mie mani. Senza avere il coraggio di guardarmi negli occhi mi disse sottovoce “cosa vuoi da me“ –
“non devi avere nulla da temere“ le dissi l’avvicinai a me poggiandole la testa sul suo petto. Era senza forze, come svuotata, la sentivo senza capacità di reagire, era in mio possesso.
Le accarezzai delicatamente i capelli ed il viso, poi le sollevai la testa ed avvicinai le mie labbra alle sue, fermandomi prima che potessi sfiorarle. Volevo che fosse lei a fare il primo passo per accostarsi e baciarmi, cosa che avvenne subito…quel bacio fu freddo e distaccato ma era completamente sottomessa. Mi baciò e la sua lingua cercò istintivamente la mia dandomi un lungo e caldo bacio.
La situazione era molto eccitante e sentivo il cazzo sempre più stretto nei jeans. Una sua mano si appoggiò sul cazzo ma si ritrasse quasi spaventata “cos’hai in mezzo alle gambe“; la feci alzare dal divano e le dissi di sfilarsi la camicia da notte. Ebbe un attimo di esitazione, ma poi quell’indumento scivolò via dal suo corpo lasciandola con le sole mutandine. Pudicamente, con le mani si coprì i seni. Era davvero uno spettacolo incantevole: quella donna nuda ed umiliata era mia ed io potevo chiederle tutto. Le allargai le braccia lentamente, assaporando la sua nudità che andava pian piano svelandosi e la guardai con cupidigia. Le accarezzai con dolcezza le mammelle, soffermandomi a lungo a stuzzicarle i capezzoli, poi mi chinai a leccarglieli. “sei proprio una bella figa, sei proprio una figa da monta. girati e dammi il culo“. Ormai stavo per scoppiare, la situazione era diventata insostenibile per il mio cazzo. Con le mani avvicinai la sua testa alla patta dei pantaloni facendole sentire sul viso la mia eccitazione e non si tirò indietro. Mi tirò fuori l’arnese e cominciò dapprima ad accarezzarlo per poi scappellarlo e prenderlo golosamente in bocca mentre con le mani mi massaggiava i testicoli. Fu una pompa davvero da sballo, la sua lingua non mi dava tregua ed ero ormai troppo eccitato. Esplosi nella sua bocca con innumerevoli fiotti che le riempirono la bocca del mio seme. Dopo averlo raccolto tutto vidi che stava per liberarsene su di un fazzolettino di carta, ma la fermai. Non potevo permettere che la mia schiava disperdesse così il seme che il suo padrone tanto generosamente le aveva donato. la guardai fissa negli occhi e le intimai “è troppo comodo sputarlo devi gustarlo ed ingoialo”; mi fulminò con uno sguardo, poi con occhi incerti, forse non lo aveva mai fatto e la sua bocca era davvero piena, ma vidi che sforzandosi iniziava a deglutire, una, due ,tre volte, finché bevve tutto. La vendetta va servita fredda “Brava, le sussurrai, sei stata davvero brava, ma adesso pulisci per bene il mio pene. vedi, ha ancora qualche goccia di sborra sul glande “ si chinò e con la lingua mi pulì per bene tutta l’asta ed il glande, facendo una bella pulizia.
Mi rivestii, mi diedi una sistemata ma prima di andare via le dissi a muso duro “d’ora in poi il tuo “amichetto” non lo vedrai più, se vuoi fare la troia lo devi fare solo con me e ricordati che adesso il tuo padrone sono io“.
Così dicendo, uscii da casa lasciandola da sola a riflettere su ciò che era successo.
Sicuramente avrà avuto modo di capire come la sua vita nelle ultime due ore fosse cambiata, ma difficilmente penso riuscisse a intuire cosa il futuro le riservasse.
Per un pò di giorni non le telefonai e non la vidi ma la curavo specie al mattino per controllare se usciva…ma la sua macchina era sempre nel box. Una sera andai a trovarla quando sapevo che lo zio – suo marito - era a casa. Mi accolse freddamente ma io feci un po’ il bullo . poi dissi allo zio che avrei voluto andare qualche giorno al mare “ma sono solo, non ho la ragazza se chiedo alla zia di accompagnarmi la lasceresti venire con me?“ lo zio mi disse “hai avuto un bel pensiero zia è sempre a casa sola “ l’abbracciò dicendole “Paolo ha avuto proprio un bel pensiero sono contento vai con lui e divertitevi“, scrutavo la reazione della zia se poteva mi uccideva. forse pensava a quanto me la sarei chiavata. Un venerdì mattina andai a prenderla a casa. lo zio mi allungò una busta (scoprii dopo che c’erano dei soldi)
“divertitevi e fate delle belle vacanze“ e furono proprio delle belle vacanze perchè abbiamo potuto fare l’amore sicuri che nessuno ci avesse disturbato. E zia è stata così generosa di offrirmi il suo buco del culo ma mi disse ”Paolo ti prego cerca di essere delicato, ti sembrerà strano ma è ancora vergine“ ed era proprio vergine… quanta fatica, quanti massaggi, quanta crema le ho messo nello sfintere. ma che gusto sfondarle il buco del culo!
le prime volte era proprio dolorante ma poi era lei che si metteva con il culo al vento per farsi inculare… è proprio una zia troia ma è una gran bella troiona da monta.



Votazione del Racconto: 7.5
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