la prima cosa che guardo di una donna è il culo. sarò maniaco ma il culo delle donne per me è una calamita. al sabato trovo al bar i soliti amici e compagni di tante scorribande e sanno il mio punto debole. una mattina entro e dopo i soliti saluti “gigi se stai qui un momento arriva un nuovo culo, vedrai che spettacolo ti farà tirare il canarino" me l’hanno descritta con minuzia di particolari "indossa sempre dei calzoni così stretti che si nota l’orlo dello slip vedrai che culo“ dalla descrizione così minuziosa mi sembrava di averlo già visto. mentre raccontavamo le solite cazzate uno era di vedetta “ gigi arriva guarda che bel culo“;
avevano proprio ragione. avrà avuto 40/45 anni. una nuvola di capelli biondi ricci, un po’ cicciotella, una bella bocca da pompini…aveva dei calzoni neri tre taglie in meno della sua ma il culo, lo sbatteva da tutte le parti, due belle chiappone da prendere in mano, stringere , allargarle e visitarle. erano così aderenti che si vedeva proprio l’orlo degli slip…ho dovuto ammettere che i soci di avventure avevano visto giusto. il problema era agganciarla .non sapevo se era di passaggio , dove abitava cosa faceva se era sposata . nei giorni successivi ho parlato con il proprietario del bar… conosceva pregi e difetti di tutti i clienti. gli ho detto che cosa volevo sapere…ha riso da sbudellarsi e quando si è calmato “non sai quanti mi hanno chiesto notizie su quella figona, posso solo dirti che al venerdì sera gioca a poker” indicandomi il posto. so giocare a poker ma lo faccio qualche volta con gli amici. non sono certo uno specialista e poi tutto si risolve nel pagare le consumazioni ma gigi (io) quando si tratta di figa ha la testa dura. ho scovato un tizio che insegnava tutti i trucchi e come barare per vincere. la prima raccomandazione del maestro è stata “cerca di essere una sfinge ma osserva i volti, i tic, le manie degli altri giocatori e metti in conto di perdere le prime volte che giocherai“ con l’aiuto del padrone del bar sono entrato nel giro del poker. tra giocatori c’era una regola fssa: regolare i conti a fine serata e l’ho accettata. le prime sere ho perso dei bei soldi…
pian piano ho imparato a leggere le espressioni dei giocatori. raccontandole al maestro tutto quello che avevo notato negli atteggiamenti della mia preda. questo lavoro durò alcuni mesi, pian piano imparai a giocare e…a vincere qualche volta . una sera sono riuscito persino a vincere qualche mano contro la figona che a denti stretti
mi ha detto “hai vinto solo per fortuna“ dimostrando il suo lato peggiore. mi son detto hai perso taci e vai a casa…il maestro mi chiese a proposito della mia preda “ hai mai notato qualche suo gesto o movimento che fa mentre guarda le carte che ha in mano, un espressione del viso , qualche smorfia, se quando pensa di avere delle buone carte si comporta o fa qualche gesto inconsueto?“
scoprii che quando aveva delle brutte carte si toccava il mento ma rilanciava lo stesso. al mio maestro s’illuminarono gli occhi. “rilancia puoi rischiare di perdere ma se non osi non vincerai mai“ e lui dopo una lunga e meditata pausa “io per un bel culo mi giocherei anche le mutande“ da quella sera le cose andarono un po’ meglio. avevo imparato a scrutare anche gli altri giocatori. tenevo una registrazione precisa di quanto perdevo e vincevo, va bene desiderare un bel culo…ma non sono miliardario…cominciai ad andare anche in attivo. una sera che avevo vinto un bel gruzzoletto dopo la partita le proposi di bere qualcosa, accettò. chiacchierammo amichevolmente dicendole che era una donna con cui si stava bene, di compagnia, allegra, intelligente “ma quando giochi sei peggio di una sfinge egiziana“. notai che se il culo era bello anche tutto il resto non era da buttare via. i mesi passavano ed mio gruzzoletto pian piano aumentava. a furia d’indagare scoprii la data di nascita della figona. volevo invitarla a cena ed una sera , grazie ad una fortuna sfacciata, portai a casa un bella somma spennando soprattutto la bionda . era incazzata nera probabilmente non per aver perso , ma perché avevo vinto io , il novizio , il pollo da spennare. era proprio la mia sera fortunata. ogni tanto ci concedevamo una pausa. qualcuno era uscito per fumare e tornando disse che pioveva a dirotto. era tardi e finimmo di giocare. Mi fermai al bar per bere qualcosa di fresco. mi raggiunse la figona bionda, bevemmo qualcosa ed approfittai per invitarla a cena. non se l’aspettava e mi ringraziò ma non poteva accettare. uscimmo, le macchine erano nel parcheggio ed ognuno corse alla propria vettura per fiondarsi dentro. avvio il motore aspetto un momento per scaldarlo…sento che la bionda aziona il motorino d’avviamento …una, due, tre, quattro volte. penso cazzo è la sera giusta . prendo l’ombrello mi avvicino…abbassa il finestrino imprecando “sta cazzo di macchina ne ha sempre una possibile“ – “calmati se vuoi ti accompagno a casa io poi domani chiamerai il meccanico“ – “domani mattina ne troverei due con tutti quegli stronzi che girano qui intorno“ le dico di tenermi sotto l’ombrello e di aprire il cofano motore. con la pila ispeziono e noto che una connessione si era staccata fingo di armeggiare ma non faccio niente di proposito. le faccio avviare il motore, niente. alla terza volta ripristino il contatto come andava fatto ed il motore si avvia. apre il finestrino “ti ringrazio sei un amico“ e se ne va dico che la fortuna è cieca. parecchio tempo dopo succede il fattaccio. quella era proprio la mia sera. con il famoso lato “c” (leggasi culo) ho vinto molte mani ma la cosa straordinaria era che avevo messo (simbolicamente) in mutande la figona bionda . si sa il poker richiede freddezza ed imperturbabilità e dissi che era stata solo una sera fortunata. la bionda fingeva tranquillità ma era visibilmente incazzata ed invitai tutti a bere qualcosa “visto che ho vinto offro io, dopo regoliamo i conti“ con tutti giocatori regolammo il dare e avere e restammo soli lei ed io. non si decideva a parlare di soldi e glielo dissi “sai gigi non ho più niente mi hai messo proprio in mutande” non poteva usare parole migliori e con assoluto self control dissi sibilando “ veramente le mutande non le vedo, a volte si usa come modo di dire mi piacerebbe molto vederti in mutande“ cambiò colore , si agitò e a bassa voce “ma gigi io l’ho detto per scherzare!“. il ferro va battuto finchè è caldo “ti lascio due possibilità o i soldi domani o il culo“ mandandomi affanc se ne andò inviperita e incazzata. per qualche giorno non si fece sentire né vedere le telefonai a muso duro. “quando mi hai spennato come un piccione ho sempre pagato senza fiatare, adesso tocca a te e ti ho detto chiaramente cosa voglio in alternativa . se non ti decidi ti sputtano mettendo in piazza che sai solo incassare e non pagare, prendere o lasciare“ sbattè giù il telefono. una mattina il padrone del bar mi chiamò nel retro…per prima cosa rise fino alle lacrime… “gigi la bionda è furibonda non ha soldi e non vuole chiederli al marito“ ridemmo di gusto, lui sapeva perché mi ero messo nel giro del poker e cosa volevo “dille di fissare un colloquio definitivo ma in fretta“. dopo qualche giorno il padrone del bar mi diede un biglietto. lo lessi ed uscii ridendo “ti aspetto venerdì sera a casa mia per regolare i conti“ se era a casa sua era per farsi inculare. al pensiero d’incularmi quel bel culo... avrebbe dovuto fare tutto quello che volevo. i giorni non passavano più ma venne il fatidico venerdì . mi era venuta la malsana idea di presentarmi con dei fiori ma rinunciai , sembrava portare i fiori ad un morto. mi accolse con una freddezza ed un muso da funerale “cerca di fare in fretta e finiamola lì“ – “con tutti i soldi che mi hai vinto non la finiamo in fretta“ e le mostrai un biglietto dove aveva scritto a caratteri cubitali… “gigi sei un porco!“ la presi per un braccio “adesso me ne vado e lo attacco da qualche parte“ feci per uscire ma mi bloccò e con un filo di voce “e va bene“ –
“adesso spogliati“. si tolse l’abito, era nuda! aveva fatto tutta quella sceneggiata per niente. mi spogliai la cappella era solo paonazza
“sei capace di fare i pompini?“ s’infuriò “mi avevi chiesto solo il culo“ sventolai il biglietto “quando avrai soddisfatto tutte le mie voglie te lo renderò. cerca di non usare i denti e non farmi male“ s’inginocchiò. che bocca, che bei risucchi “brava, come sei brava ti piace ciucciarlo ehh brava, brava ciuccialo bene e fammi venire“ le chiavavo letteralmente la bocca ma a furia di spingere le procurai la nausea. “com’è delicata la signora, scusa non lo faccio più“ alzò gli occhi fulminandomi ma a furia di succhiare mi fece venire e le inondai la bocca. “adesso sei contento?“ presi ancora il biglietto “qui c’è scritto il culo e lo voglio, hai capito?“. “sei un porco, un maniaco sei solo un porco ma domani mi vendico“ risi beffardamente “cosa racconterai che ti sei fatta rompere anche il culo?“ mi meravigliavo di me stesso, non sono mai stato così volgare…
”adesso girati inginocchiati apri bene il culo così paghi la scommessa me ne vado e non ti rompo più il culo“. credo di non essere stato violento come in quell’occasione ma me la sono inculata con molta passione…all’inizio era fredda ma pian piano ha cominciato a godere fino ad incitarmi ad incularla e mi sono sfogato. ululava, dimenava il culo "ahh ma ti piace prenderlo in culo e allora toh te lo do tutto, metto dentro anche i coglioni così ti passa a voglia“. ho continuato a montarla con tutte le mie forze, godeva, smaniava, arretrava per poi esplodere “vengo ahh vengoo“ e le ho scaricato in culo tutta la scorta. mi sono lavato il cazzo nel lavandino, mi sono rivestito e “il debito è pagato. tieniti pure i soldi e stai zitta sennò metto tutto in piazza“. non ho detto niente a nessuno ma gli sguardi sorridenti degli amici… dimenticavo: non ho più giocato a poker