John era uno dei tanti figli d'Africa emigrati in cerca di fortuna in occidente. Arrivo' dal Senegal 5 anni fa.
Aveva solo 22 anni quando la fame e la miseria lo costrinsero a lasciare il caldo e torrido clima africano per approdare dalle nostre parti, nelle colline dell'Oltrepo' pavese, in un paesino dove ci si conosce tutti e dove ancora si respira aria buona fra filari di vigneti e boschi di robinia.
John inizio' a lavorare nei campi, era in gamba a guidare il trattore, sapeva anche darsi da fare nella vendemmia e non lesinava mai un aiuto a chiunque avesse bisogno di manovalanza.
Anche don Piero, il parroco del paese lo adibi' alla pulizia dell'oratorio e John ne fu contento.
Tutti gli volevano bene, anche il sottoscritto ... almeno fino a quando non scopri' quello che sto per raccontarvi.
Sono Enzo, ho 40 anni e mi occupo di computer, fisicamente sono un bell'uomo e da sempre il gentil sesso mi ha apprezzato. Tanto da farmi sposare Alessandra, la piu' bella ragazza del paese di ben 10 anni piu' giovane di me. Alessandra e' una splendida bionda, dai lineamenti da principessa, minuta, occhi azzurri azzurri, ricorda tanto Charlize Theron, l'attrice di Monster.
Alessandra lavora in ufficio con me, io mi occupo di pc, di programmi, di clienti, lei invece della contabilita'.
Sono 12 anni che siamo marito e moglie ed il nostro e' un matrimonio splendido, senza quasi mai un litigio, con un'ottima intesa anche sessuale. Abbiamo una figlia, Nicole che ora ha gia' nove anni.
Ma torniamo a John: occupandosi delle pulizie nell'oratorio della parrocchia e' spesso a contatto con Alessandra.
Alessandra si occupa di volontariato e gestisce un centro raccolta di indumenti smessi della Caritas proprio destinati ai bisognosi, John spesso l'aiuta a scaricare gli scatoloni di indumenti e a smistarli nelle ceste della distribuzione.
Ma arrivo al dunque.
Sono le 14,00 e dopo aver pranzato mi appresto a tornare in ufficio per proseguire nel lavoro. Alessandra che di solito viene con me al lavoro mi dice che nel pomeriggio sara' assente perche ha preso un appuntamento dell'estetista per farsi fare la ceretta.
Mi bacia mentre sto andando via, dicendomi "a questa sera tesoro...."
In ufficio dopo un'oretta mi accorgo di aver dimenticato a casa il fascicolo a cui sto lavorando da giorni, e siccome devo ultimarlo in giornata perche' domani e' da consegnare al cliente, eccomi costretto a far ritorno a casa per riprenderlo.
Imprevisto non voluto. Ma che posso farci?
Abitiamo in una villa abbastanza isolata, c'e' un cortile e poi casa nostra, una vecchia cascina ristrutturata.
Arrivando in prossimita' del cortile noto che c'e' davanti al garage una bicicletta nera appoggiata, la riconosco e' quella
di John.
Decido allora di parcheggiare la mia Bmw x5 al di fuori del cortile, incuriosito dalla presenza di quella bicicletta. Cosa mai ci e' venuto a fare John a casa mia?
Eccomi quindi in silenzio avvicinarmi all'ingresso di casa e noto che anche la Clio di Alessandra e' ancora in cortile, quindi lei e' ancora in casa e non e' ancora andata a fare la ceretta... Strano!
Evitando di fare rumore decido di entrare dall'ingresso secondario, quello della taverna.
Apro con delicatezza la porta e sempre nel piu' rigoroso silenzio entro in casa mia.
C'e' silenzio dappertutto, salgo allora al primo piano, ed ecco che mi accorgo che il silenzio e' rotto solo dal rumore della doccia al piano di sopra in mansarda.
E' una mansarda bellissima la nostra, ricavata dal sottotetto della vecchia cascina, c'e' la camera da letto matrimoniale mia e di Alessandra, un bagno con doccia, idromassaggio ed e' a vista.
Sempre con la massima precauzione e nell'assoluto silenzio salgo gli scalini in legno e con il massimo stupore possibile chi ti vedo seduto sul mio lettone matrimoniale?
Proprio John, e' ancora vestito con jeans e maglietta.
Nella doccia c'e' Alessandra, che dice a John di pazientare ancora un attimo che e' quasi pronta.
Sento il cuore battere a mille, inizio a capire che il tutto non e' un sogno e che una dura realta' si appresta ad essermi vicina.
Dopo pochi istanti ecco Alessandra arrivare, ha ancora indosso l'accappatoio, i biondi capelli raccolti. Si avvicina allo stereo e mette della musica, lieve, soffusa. Accende anche dell'incenso, ne abbiamo di parecchi gusti in camera.
"Aspettavo da tempo questo momento" disse a John. John aveva un fisico da gladiatore, era marmoreo, scultoreo, era un colosso di circa 1,90 con muscoli dappertutto, una "tartaruga" che chiunque gli avrebbe invidiato.
Alessandro lo bacio' ed inizio' a limonare con lui.
Aveva una linguetta che cercava ogni angolo della bocca di John. Inizio' poi a spogliarlo, senza fretta, con classe.
Per ultimi gli tolse gli sleep. Impressionante il membro di John gia' duro e rigido come del granito.
Non avevo mai visto in vita mia una verga simile, sara' stata almeno due palmi dei miei.
Alessandra e John, due amanti.
John prese l'iniziativa e comincio' a tastarla dappertutto, accarezzandole i seni, le palpava il culetto, finche' giunse a sfiorarle la sua intimita'. Anche lui senza fretta le tolse il perizoma che Alessandra aveva ancora addosso, mettendo a nudo il minuscolo triangolino nero della sua fighetta.
Le apri' le gambe ed inizio' a slinguare quella fessurina in ogni dove.
Alessandra era un fremito unico, continuava ad avere gemiti di piacere, quasi insopportabili a giudicare dai brividi che le provocavano.
Smise di farsi leccare la figa da John ed inizio' a maneggiare con quell'arnese mastodontico che John portava in mezzo alle gambe. Sara' stato un cazzone piu' vicino ai 40 cm che non ai 30. Una minchia esageratamente enorme, di quelle che si vedono solo su internet in certi siti di superdotati.
Inizio' a prenderlo in mano, poi si avvicino' con la bocca e lo lecco' sulla punta della cappella. Alessandra non era capace a fare pompini, preferiva farsi scopare piuttosto che armeggiare di bocca.
Eppure con quell'arnese dimostro' di avere capacita' nascoste ed insospettate, inizio' a succhiarlo facendo una fatica enorme ad ingoiarne solo una meta' in quella sua bocchina piccolina.
Lo succhiava con forza, quasi volesse estrarre un'elisir da quell'asta, ma essendo gigantesco spesso si aiutava con le mani ad agitarlo avendo male alla bocca.
Incredibile, la mia Alessandra stava spompinando un negro. Incredibile, lei sempre casta, pura, mai una parola fuori posto, la comunione tutte le domeniche.
Smise di armeggiare di bocca e di mani su quell'uccello assurdo e dopo aver cercato ancora la bocca di John con la sua linguetta gli disse..... di volerlo dentro, di non voler piu' aspettare.
John le sali' sopra con cautela, in confronto sembravano un gigante ed un fuscello, viste le dimensioni di John.
Appoggio il glande sul triangolino di Alessandra e piano piano si fece varco dentro di lei.
Non riuscivo a concepire come un fallo cosi' grande potesse essere inghiottito da una fighetta come quella di Alessandra.
La quale inizio' a gridare di piacere man mano che John iniziava a dettare i ritmi della chiavata. Prima piano, poi piu' forte, poi quasi tutto fuori, per poi reimmeggerlo completamente dentro la sua vagina, fino all'utero. John la stava inebriando usando il suo cazzone come un direttore d'orchestra.
Gridava senza piu' trattenersi, stava godendo come una cavalla in calore. Diceva a John che mai aveva provato una goduria simile, lo incitava a spingerlo piu' forte, fino in fondo.
John la stava trombando come un assatanato, era evidente che una bella biondina simile, mai gli era capitata da chiavare in vita sua.
Ed era anche un'artista in tal senso, Alessandra aveva gia' interrotto 4-5 volte quelle cavalcate avendo avuto piu' orgasmi di seguito.
Con me al secondo o terzo mi invitava a venire mettendosi alla pecorina, ora invece prendeva fiato e dopo essersi infilata quel cazzone nero dentro di lei proseguiva insaziabile.
Una vera troia a letto la mia dolce Alessandra.
Intanto il mio stato d'animo era indecifrabile, dallo sbigottimento della scoperta del tradimento, avevo anche il mio cazzo che era duro da una mezzoretta, sentivo la voglia di sfogarmi anch'io ma non potevo, avrei voluto masturbarmi vedendo Alessandra prenderlo nella figa in quella maniera ma non potevo.
John prosegui' instancabile ancora a percuoterla di colpi sempre piu forti e violenti, Alessandra piu' era sbattuta e piu' godeva, anzi era lei a chiedere a John fra un orgasmo e l'altro di fotterla piu' forte.
Arrivo' il momento in cui John prese Alessandra in braccio, la bacio' limonandola tutta e poi l'adagio' sul lettone mettendola a quattro zampe.
Pensai che mai Alessandra si sarebbe fatta inculare, mai lo aveva fatto, non solo, sosteneva che fosse contro natura e da schifosi praticare il sesso anale.
Difatti immaginavo che avrebbe respinto il desiderio di John che dal canto suo le stava slinguando il suo piccolino buchettino del culetto. Le palpava le natiche, bastavano le due manone di John a coprirle interamente.
Alessandra capite le intenzioni del suo mandingo gli espresse solo dei timori....non sentiro' male vero? farai piano?
Aveva voglia di farsi inculare, incredibile!
John si cosparse di saliva il suo membro, sempre piu' duro e sempre piu' pulsante nelle vene, avvicino' la cappella e cerco' di entrare, Alessandra grido' dal dolore. Fece per toglierlo, ma Alessandra con una mano lo blocco' invitandolo a proseguire.
Furono attimi impressionanti, la carne vicino all'ano di Alessandra era tesa, quasi prossima alla lacerazione, eppure quel cazzone stava entrando nel suo culo, sfidando le leggi della fisica.
Alessandra stava soffrendo, aveva le lacrime che le colavano dal viso, stava provando un dolore lacerante, atroce, ma la voglia di essere impalata da quel cazzone aveva vinto.
Una volta che il membro di John entro' interamente lei si tranquilizzo', basto' qualche istante di pausa e poi John inizio a stantuffarle dentro la sua enorme minchia. Prima piano, con dolcezza, poi aumentando il ritmo.
Alessandra all'incalzare della foga di John inizio' a gridare di nuovo, di piacere, lei stessa cercava di assecondare i colpi che John le infliggeva.
Oltre alle grida di Alessandra, che stava godendo come una porca, il rumore del contatto fisico di John che sbatteva sui glutei della mia Alessandra.
John pur essendo un duraturo esplose ad un tratto in tutto il suo sentimento. Inondo' le viscere di Alessandra di sperma. Lei si fermo' a godersi quel seme caldo dentro il suo intestino.
Quando John usci' con la sua mastodontica verga, l'ano del culetto di Alessandra si imbianco' del seme di John che le colava.
Per ricompensa lei lo bacio' a lungo non togliendo mai la lingua dalla bocca di lui.
Era stata soddisfatta.
Prima che mi scoprissero, me ne andai in silenzio.
La sera tornai a casa e Alessandra' mi bacio' dicendomi "bentornato caro"
Morivo dalla voglia di vederla ancora chiavare con John.