Mi misi le sue gambe sulle mie spalle e ad ogni affondo sentivo la mia cappella forzare l'utero, andai avanti per un tempo che mi sembrò interminabile e con un urlo strozzato,dalla sua bocca, ebbe un altro orgasmo.
Non le diedi tregua, neanche il tempo di rilassarsi che me la girai a pecorina.
Da dietro la penetravo veramente a fondo,con la mano sinistra le tiravo i capelli e con la destra le strizzavo le tette, me la scopai con vigore.
Lei era tutto un susseguirsi di orgasmi, il buco del culo palpitava al ritmo delle contrazioni della sua fica.
Le presi le braccia con le mani in modo che non avesse possibilità di nessun appoggio e continuai a scoparmela, era un lago,le lenzuola erano zuppe dei suoi umori.
Le chiesi se era protetta, lei non rispondeva presa dagli orgasmi. ripetei la domanda - "Sei protetta? Guarda che sto per venire!" - le dissi
"Si non ti preoccupare, continua... voglio la tua sborra dentro di me sii" - e con un urlo liberatorio venni a dismisura.
"Si, dammi la tua crema è bellissimo, mi riempi tutta oh Dio che bello, voglio essere la tua zoccola sfondami scopami non ti fermare!"-
Alla fine mi accasciai su di lei privo di forze per l'intenso orgasmo.
Si era fatta ora di pranzo e decidemmo per un pasto veloce per non perdere tempo.
Un pezzo di pizza,una birretta,tanto per ritemprarci e risalimmo subito in camera.
Appena rientrati in camera,voracemente,mi toccava dappertutto,mi baciò e me lo succhiò di nuovo fino a farlo tornare come un pezzo di marmo;mi venne sopra ed iniziò la danza dell'amore che solo le donne più appassionate sanno fare.
Muoveva il bacino con il mio cazzo conficcato dentro, ora con movimenti circolari, ora su e giù, ora avanti e indietro.
I suoi umori mi bagnavano la pancia erano talmente tanti che spesso il cazzo usciva e lei,con una smorfia di disappunto,se lo rificcava dentro.
Con le piante dei piedi sul materasso iniziò un lento su e giù,movimento che accelerava man mano che l'orgasmo si avvicinava.
Un urlo liberatorio mi fece capire che era venuta ma non si fermò, continuò la sua danza.
Gli orgasmi si susseguivano e li mi resi conto di vare a che fare con una multiorgasmica.
Non le bastava mai,il suo viso era stravolto, iniziai a pizzicarle il clitoride finchè anch'io venni copiosamente.
Rimase sopra di me abbracciata per un tempo che mi parve interminabile,i respiri rallentarono e mi disse - "bellissimo... e chi ti molla più.
Io di controparte gli dissi di lì a poco dovevo riprendere il treno per poi tornare a casa, altrimenti come giustificavo a mia moglie quella mia assenza?
"Scherzi? tu stanotte resti qui
mio ospite. Io vado a casa e domattina presto vengo a darti il buongiorno!"- mi ordinò.
A quel punto, mi decisi, telefonai a casa, inventai una balla lavorativa a mia moglie e restai in trepida attesa del mattino seguente.
Continua....
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