Ciao a tutti. questa storia risale a qualche anno fa e ha come protagonisti mia moglie, una sua giovane nipote ed io.
abitavamo in un piccolo paese del centro italia. prendevamo lo stesso bus per andare a scuola e dopo il solito tira e molla ci eravamo messi insieme. abbiamo scoperto di avere le stesse ambizioni, studiare, laurearsi e andare a far fortuna al nord. Ci siamo trasferiti in una città del nord dividendo le spese di un piccolo appartamento dove abbiamo studiato duramente laureandoci lei in medicina ed io in legge. quella grande città del nord ci offriva una laurea più valida e maggiori occasioni di lavoro per poter realizzare le nostre aspirazioni lavorative e poter vivere intensamente la nostra vita di coppia. eravamo tutt’ e due ambiziosi di raggiungere buoni livelli occupazionali e redditizi. quando dicemmo alle nostre famiglie che ci saremmo sposati lasciando la nostra piccola città di provincia, potete immaginare il loro disappunto…rinunciavamo al matrimonio classico per farlo quando avremmo raggiunto i nostri obiettivi lavorativi ed esistenziali. le vite erano le nostre avevamo studiato duramente e volevamo far fruttare le nostre fatiche. Le nostre famiglie non erano grado di valutare la situazione e di capirci.
A noi non bastava il benessere fisico e lavorativo, volevamo di più molto di più. avevamo trovato un lavoro che ci permetteva l’indipendenza economica, ci eravamo iscritti all’università e frequentando i corsi serali ci eravamo laureati nel più breve tempo possibile. ero avvocato e mia moglie era diventata un medico molto stimato. Eravamo felici, tutto andava per il meglio e non volevamo avere figli subito… per quelli ci sarebbe stato sempre tempo. viaggiavamo spesso e non volevamo legami. La nostra situazione lavorativa rendeva bene, non ci mancava niente e potevamo permetterci i nostri sfizi, viaggi; nel nostro paesino ci tornavamo raramente. La sorella gemella di mia moglie si era invece sposata con un bravo uomo senza dubbio, ma estremamente semplice ed avevano avuto 3 figlie.
Una sera tornai a casa stanchissimo dopo una dura giornata di lavoro. Avevo voglia di una doccia, di cenare e possibilmente scopare mia moglie. In realtà, lei non sembrava più molto interessata al sesso come lo era da sposina.
Era parecchio che non ci facevamo una scopata ma quella sera la vidi particolarmente allegra e mi disse che aveva invitato a casa nostra sua nipote Stella per il week end (non ne ricordavo l’aspetto e nemmeno il nome) voleva trasferirsi nella nostra città per frequentare all’università il corso di legge. La cosa non mi esaltò. Soli facevamo tutte le porcate che volevamo ed avere per casa una ragazza giovane mi dava sui nervi. tacqui perchè non
volevo litigare con mia moglie. E poi, lei mi assicurò, era solo per il tempo di conoscere come si viveva in città ed iscriversi all’università. Il giorno previsto per l’arrivo cercai di tornare a casa più tardi possibile. Le lasciai cenare da sole e verso le 22 rincasai. Appena entrato sentii delle allegre risate provenire dalla sala. Mi presentai con il sorriso più convincente che mi riusciva. Mia nipote mi venne incontro: una diciannovenne fantastica. Alta, inguainata in un paio di jeans aderenti che le disegnavano il culo ed una camicetta bianca sbottonata che lasciava vedere due tette belle sode contenute in un reggiseno di pizzo (si vedeva il bordo).
”Ciao zio!“ mi disse abbracciandomi“ – “Stella non ti avrei riconosciuta, ti sei fatta una gran bella femmina“. Si staccò e mi sorrise. I suoi occhioni verdi erano meravigliosi. Si tirò indietro i lunghi capelli lisci e tornò al suo posto.
Aveva un culo da urlo, chiacchierammo fino a tardi e me la mangiavo con gli occhi.
Si rivelò una ragazza intelligente, ambiziosa, estroversa Parlammo di politica, di legge, era priva di falsi pudori e di finti buonismi o moralismi.
A malincuore seguimmo il consiglio di mia moglie ed andammo a letto. Avevo il cazzo duro e lo misi in mano a mia moglie. ”lei me l’ha fatto tirare e mi è venuta voglia di scoparti“.
mi sfilò il pigiama dicendo “stella di ha fatto colpo eh hai ragione è una bella ragazza“ e dopo avermi succhiato per bene il cazzo disse “sono stata brava? adesso lo voglio nel culo ma senza fare una sveltina”; inculavo lei ma pensavo a quella figona di nipote e fù un’inculata veramente eccitante.
Il mattino dopo mi alzai di buonora e andai in cucina. Elena, mia moglie, dormiva ancora ma trovai Stella in cucina. indossava una camicia da notte cortissima di pizzo rosso. Aderiva ai seni e scendeva coprendo a malapena il culo. Non aveva reggiseno le tette ballonzolavano ad ogni movimento ed i capezzoli premevano contro il tessuto. Era seduta sul tavolo, cosa che io di solito detestavo… aveva le cosce nude e ben tornite accavallate ed i piedi nudi posati su una sedia. Leggeva un giornale. Non avevo mai visto una scena così sexy. Il mio primo impulso (che ovviamente dominai) fu di sbattermela sul tavolo.
Quando si accorse di me “ciao zio, buongiorno“ e scese dal tavolo sorridendomi.
”Vuoi un caffé?“ le chiesi correndo dietro il bancone per nascondere l’erezione.
”sì grazie zio“. Discutemmo di alcune notizie riportate sul giornale. Poi mia moglie si unì a noi e passammo un bel pomeriggio in giro per la città e poi portammo Stella alla stazione.
”Vieni a trovarci ancora!“ le disse Elena.
E sperai che quell’ancora venisse presto.
Stella annuì “volentieri e grazie di tutto“.
Passarono parecchi mesi e mi eccitavo pensando a quella mattina, immaginando cosa sarebbe successo se non mi fossi lasciato frenare dalla parentela (non di sangue!) che ci legava e dal fatto che mia moglie era in casa. Non immaginavo come avrebbe reagito nello scoprire che mi stavo chiavando la sua nipotina. Eppure mi eccitavo tantissimo, anche mentre lavoravo se per caso pensavo a Stella.
Un giorno mentre ero impegnato in una pratica mi squillò il telefono: era mia moglie.
”Amore -mi disse- questo week end Stella vorrebbe venire… a salutarci, che ne dici?“
Io cercai di mostrarmi indifferente “se a te va bene per me non è un problema“ e dopo una lunga pausa “c’è un problema” disse esitante “sarebbe?“
”la settimana prossima devo frequentare un corso di aggiornamento e starò fuori tutta la settimana dovresti fare il cuoco e farle compagnia“. mi sentii il cuore in gola ma cercai di sembrare rassegnato e un po’ seccato.
Mia moglie si accorse del mio disagio e disse
”è un bel pò di tempo che non la vediamo ma se vuoi le dico di rimandare“.
era un’ occasione da non perdere: Stella era giovane bella… e forse disponibile.
”lo so che ci tieni a vederla, le farò compagnia e se vuole può stare qualche ora con me in ufficio“. Mia moglie era raggiante.
Un venerdì pomeriggio mia moglie andò a prenderla alla stazione.
Quando arrivarono a casa dopo parecchie ore, Stella ed Elena erano cariche di pacchetti.
"Abbiamo fatto shopping per farmi perdonare perchè non ci sarò“ disse mia moglie -
e Stella “sono stanchissima abbiamo camminato per chilometri“ disse con un sorriso smagliante. Verso le 18 mia moglie ci salutò per raggiungere gli altri colleghi e partire.
"Stella cosa ti va di fare? Vuoi mangiare al ristorante?“ – “lasciami fare prima una doccia
e mangiamo a casa sono stanchissima e starei volentieri in pigiama“ e le risposi sorridendo
“vai a fare una doccia e mettiti comoda, io intanto cucino“. la sentivo canticchiare sotto la doccia. sparì per un’ora, io intanto preparai gli ingredienti per una bella carbonara e stappai una bottiglia di vino rosso. Quando tornò indossava una canottiera e short cortissimi di seta nera. Si intravedeva il sedere, tanto erano corti ed era a piedi nudi. Lesse nei miei occhi la mia meraviglia e disse quasi sfidandomi “ti piaccio?“ l’abbracciai scambiandoci due baci sulle guance e le palpai il culo dicendole “sei semplicemente splendida“ Mangiammo ridendo chiacchierando…e bevendo , poi stabilimmo di vederci un film della nostra collezione di dvd e mi disse: “Mentre scelgo il film, mettiti in pigiama anche tu zio!“ mi lavai velocemente ed infilai il pigiama.
Quando tornai, Stella era sul divano ad aspettarmi. Il divano era grande , eppure mi si appiccicò addosso. Durante il film si lamentò spesso del dolore alle gambe, dovuto al troppo camminare di quel pomeriggio. Finito di vedere il film le chiesi se voleva un massaggio alle gambe. “è una delle prime cose che mi ha insegnato zia (mia moglie;) ho fatto un corso di massaggio con la zia e quando lei ha le gambe dolenti gliele massaggio. dovrei avere dell’olio se vuoi posso massaggiarti“. era una cazzata… mia moglie aveva seguito il corso io no, ma qualcosa avevo imparato. “Oh, zio grazie!“ sospirò Elena; ”stenditi sul tavolo di cucina, dev’essere rigido il piano dove ti stendi“.
Andai a prendere due teli molto grandi , uno lo usai per coprire il tavolo e l’altro per coprirla. “mi tolgo gli short?“ chiese lei -“sarebbe meglio: è seta e l’olio può macchiarteli“
Me ne andai di là a cercare l’olio. Non vedevo l’ora di vederla nuda toccarla, palparla , leccarla tutta . sapevo che più in là non potevo spingermi ma almeno potevo metterle le mani addosso e dopo poco tornai. indossava solo il top da cui strabordavano le tettone. Era sdraiata sul tavolo a pancia in giù. L’asciugamani più piccolo era posato sul suo culo favoloso. Deglutii a fatica.
”Eccomi“ feci con la voce roca “Sono pronta zietto“ sussurrò.
Inizialmente le massaggiai con l’olio le caviglie salendo lentamente le gambe, poi cominciai piano, piano massaggiando e salendo sempre più su. Avevo il cazzo in tiro e stavo sudando, i suoi mugolii non facevano che eccitarmi il doppio.
”Se divarichi un po’ le gambe, ti massaggio bene anche l’interno coscia “ le dissi cercando di controllare il tremolio della voce.
Lei obbedì. Massaggiavo e salivo, salivo fino a raggiungere il punto più caldo che avevo toccato, ma sapevo che poco più in su c’era il suo vulcano… la figa.
iniziai a sfiorarla più sù ma non trovai le mutandine… solo carne pulsante. Fingendo di sbagliare le appoggiai il cazzo su una coscia
“oh scusa amore dello zio“
”Non preoccuparti, scusa tu. È che non uso mai le mutandine sotto il pigiama“
Decisi di rischiare di più “sai tesoro, se vuoi posso farti un massaggio totale, ti farebbe molto bene, ti rilasseresti molto“ “dovrei togliere tutto? cioè dovrei stare nuda?“ con finta indifferenza le dissi “capisco che non ti vada, ma bisogna massaggiare la pelle non la stoffa“ e disse “non essere sciocco, sei mio zio, non mi vergogno” e con naturalezza si tolse tutto ed anche l’asciugamani. restando sdraiata sulla pancia. Che spettacolo quel corpo sodo, tondo con due stupende tette ma le chiappe… Speravo di leccare, baciare, mordicchiare, palpeggiare… penetrare il suo stupendo corpo se mi avesse lasciato fare.
Iniziai a massaggiare il collo, le spalle, la schiena poi scesi sui fianchi sfiorando le tettone fino ad arrivare al culo. che spettacolo , uno spettacolo della natura con le mani impastai i glutei e casualmente s’infilarono tra le chiappette e le mie dita stuzzicarono il buco del culo… il suo respiro accelerò, salii tra le grandi labbra era bagnata…ah ma allora le piaceva lo sentivo ed ogni tanto si mordeva una mano per non gemere. Sorrisi fingendo indifferenza e le dissi “vuoi che ti massaggio ancora?“. Non rispose, semplicemente si voltò mostrandomi la sua magia: due tette grandi, capezzoli turgidi, una fighetta depilata e mi sorrise “Fai pure, zietto fai quello che ti piacerebbe fare “ le afferrai quelle solide, grosse mammelle. arrossiva di piacere e aveva gli occhi velati di passione.
Le toccai i capezzoli e chiuse gli occhi. accarezzavo e massaggiavo quel corpo statuario era uno spettacolo eccitante.
una sua mano era stesa lungo il suo corpo dalla mia parte. allungò due dita in modo casuale e lievemente mi toccò il cazzo durissimo, solleticandolo. Scesi sul ventre e con un dito le accarezzai il pube Insistevo a toccarle il pube, volevo che aprisse un po’ di più le gambe. Abbassò una mano e cercò il cazzo ed iniziò a torturarmelo.
Feci pressione tra le cosce ed alla fine sollevò le gambe e le spalancò. mi misi di fronte a lei fingendo di massaggiarle le gambe, continuava a tenerle alzate e spalancate. Aveva una figa meravigliosa… ”ora un massaggio speciale alla mia bambina“ e senza preavviso le spalancai le gambe avvicinandola a me. diede un urletto sorpreso, m’inginocchiai e le affondai il viso nella figa. Sapevo che avrei rischiato il tutto per tutto ma ero troppo voglioso di quella splendida fighetta. Lei m’infilò le mani nei capelli e mi attirò verso il centro della sua femminilità.
-Oh, zio… sì zio… - sussurrava. Io la leccavo e con le dita le allargavo la patatina.
leccavo, succhiavo il clitoride, la penetravo con la lingua e lei si dimenava ritmicamente
“ti piace Stella, ti faccio male?“ guardai il suo viso. era ad occhi socchiusi ma non smetteva di godere ed ansimare. Poi il suo corpo fu scosso violentemente e venne, venne rantolando e spruzzando il suo caldo miele.
il suo corpo era scosso e godeva, godeva e venne un paio di volte nella mia bocca.
ero esausto, mi alzai e mi sorrise. Stette stesa per recuperare il controllo del suo corpo ed io la massaggiavo , le parlavo dolcemente.
Si sedette sul bordo del tavolo e mi attirò a sé, circondandomi con le sue gambe. Mi baciò lingua in bocca con passione.
Poco dopo mi ritrovai a leccarle il seno, a morderle i capezzoli e lei gemeva ansimando e contorcendosi per il piacere. Poi la presi per i capelli e la costrinsi a scendere dal tavolo e ad inginocchiarsi.
Mi arrotolai la sua chioma intorno alla mano
“zio… ora tocca a me farti godere“; sorridendo mi abbassò i pantaloni e le mutande e senza dire niente mi prese il cazzo in bocca. Si applicò con la massima serietà e dedizione.
Succhiava il cazzo, leccava e soppesava le palle e poi invertiva leccando il cazzo e succhiando le palle. Si picchiettava il cazzo sul viso per poi ingoiarmelo; la tenevo per i capelli, era una di quelle che spompinava proprio da esperta bocchinara e con passione. A un certo punto iniziai a scoparle la bocca.
Poi la sollevai da terra tirandole i capelli senza gentilezza e la baciai con violenza.
”Sei un vecchio porco, zio“ mi sussurrò all’orecchio.
Io annuii sorridendo "e tu sei una piccola nipotina bella e puttanella“
Così dicendo la presi in braccio e l’appoggiai al muro. Mi circondò la vita con le gambe e con una mano mi prese il cazzo e se lo infilò tra le grandi labbra della figa.
”ora scopami“ disse. Con un colpo deciso le fui dentro e gemette aggrappandosi a me.
Le sua braccia erano intorno al collo, con una mano mi afferrava i capelli e l’altra che mi graffiava la schiena. Mi mordeva una spalla.
la penetrai delicatamente poi forte e sempre più velocemente. quando vedevo che stava per raggiungere l’orgasmo, mi fermavo; “ohh zio non mettere ti prego voglio godere, godere, godere come una troia se ti fermi sei uno stronzo, scopami! - mi urlava ed io dicevo - Quando sarà il momento verrai, da sola zoccoletta“
Alla fine però quando l’avevo quasi ridotta in lacrime la lasciai raggiungere l’orgasmo.
Si aggrappò sempre più forte man mano che si avvicinava.
Mi incitava: - Scopami, scopami! Zio ti amo! Scopami! Non ti fermare ti prego! - e quando le sparai la sborra nella figa mi arrivò un urlò lacerante nell’orecchio. Poi la cullai tenendola contro il muro lasciando il cazzo ancora in lei. Sentivo le sue pareti vaginali contrarsi ritmicamente e freneticamente. ”cerca di rilassarti tesoro“. Mi sfilai provocando in lei un gemito di dissenso.
Quando si fu calmata la portai, sempre in braccio, sul tavolo. La feci sedere e la baciai: - Sei una brava puttanella, amore di zio - E tu un porco! mi piaci e ti voglio ancora… che c’è? Non ne puoi più?“ mi accarezzò il viso “non ce la fai a farne un’altra?“ mi stuzzicò; “sei capace di farmelo indurire” e le misi il cazzo davanti alla bocca e in quella boccuccia divina reagì.
Sorridendole mi muovevo tra le sue labbra la sua lingua l’avvolgeva lo succhiava Lei gemette ma continuammo a fotterci. Fu eccitante da morire, lei mi guardava, gemeva, urlava e mi sorrideva.
una simile occasione era da sfruttare ed iniziai a chiavarla lentamente. il mio ritmo aumentò fino ad essere frenetico e venne di nuovo con un urlo assurdo. Ero arrapato da morire la volevo tutta e con violenza la feci scendere dal tavolo e la misi a pecora.
Con le mani mi aggrappai ai suoi capelli, li tiravo come fossero redini.
”sì zio fammi male! ma ti voglio così voglio godere goder“ urlava.
E l’accontentavo, se non le tiravo i capelli le strizzavo forte le tette o la sculacciavo.
Lei si aggrappava al tavolo e urlava forte. la scopavo con violenza e lei godeva come una porca. Mi chiamava e mi incitava: -Zio! Zio!! Non fermarti, scopami! Sono una puttana, la tua puttana! Scopami, maiale! Sei uno stronzo ma scopami!
Mi stavo sbattendo una diciannovenne, per giunta mia nipote. Avrei dovuto provare disgusto e invece mi trovavo lì a pomparla e a sculacciarla con forza dicendole che stava godendo come una zoccola e venne non so quante volte.
Alla fine, quando mi sentii lo sperma “pronto per il lancio“ le sborrai sul viso e con la lingua la raccolse. Poi, da brava nipotina, mi ripulì il cazzo con la lingua. Ci facemmo la doccia insieme.
Ma averla lì nuda, con quelle tette sode e superbe “ti voglio ancora Stella, ti voglio“ mi strinse, mi baciò a lingua in bocca poi sussurrò
“la figa l’hai già collaudata- mi prese una mano appoggiandosela sul culo – ma a me piacerebbe sentirmelo in culo“; appoggiò le mani sulle piastrelle bagnate di vapore e sotto lo scrosciare dell’acqua l’inculai fina a sborrarle in culo le mie ultime gocce di piacere .Ero sfinito ma soddisfatto, uscii dalla doccia e l’accolsi nell’accappatoio asciugandola; il suo viso era felice, mi accarezzava, mi baciava.
la presi in braccio e la portai in camera mia la depositai sul letto e la baciai. I nostri occhi si incrociavano.
Non sarebbe stata l’ultima volta, quella zoccola era mia. E doveva essere mia ancora.
Non sprecammo quella notte a dormire e dopo un breve riposo mi venne addosso, cercò e trovo il cazzo ridotto ad uno straccetto… come godeva, quanto godeva.
Solo verso le 5 del mattino costrinsi la mia dolce e vogliosa nipotina a dormire.
Stella mi baciò dolcemente “Ti amo zio, e spero che questo non resti un caso isolato. Io vivo sola, vieni a trovarmi, ti voglio ancora, voglio il tuo cazzo voglio essere scopata sempre così”.
Io annuii “non sarà l’ultima volta, amore dello zio“. le procurai un mini appartamento dove poteva vivere e studiare e infatti così fu. Sono passati alcuni anni Stella si è laureata in legge collabora nel mio ufficio e cerchiamo di rimanere soli per qualche ora.
Adesso è più facile, dopo la laurea l’ho presa a lavorare nel mio studio e… non sapete quante riunioni urgentissime e intime si svolgono nel mio ufficio ci fanno tirare tardi e godiamo come due animali in calore...