Era un rapporto ormai logoro quello che mi legava a mia moglie Claudia.
Vent'anni di matrimonio, due figli ormai grandicelli e tanta tanta monotonia.
Lei non e' mai stata a letto un vulcano, rare le volte in cui facendo l'amore si prestava al sesso orale e mai ha accondisceso al sesso anale nonostante glielo abbia chiesto un'infinita' di volte.
La solita scopata tradizionale, sempre e solo quella.
Per cui eccomi qua a raccontare di una passione piu' che affievolita che pur sorretta sempre dalle mie voglie e dalla mia virilita' mai calate, si andava spegnendo di volta in volta.
Claudia pensava piu' al suo lavoro, era impiegata in uno studio contabile, ai suoi piccoli svaghi quali la palestra, all'essere madre di due adolescenti piuttosto che ad esaudire le voglie ed i desideri di un marito che la sognava in tutt'altre vesti e in tutt'altri atteggiamenti amorosi.
In questa prefazione immagino abbiate tutti capito quale fosse il mio stato d'animo e quali fossero le mie frustrazioni quotidiane al cospetto di questa situazione.
Confesso di aver trovato qualche rifugio scaricando da Emule piu' di un film porno, ma sopratutto di aver iniziato a guardare le altre donne in un'ottica diversa, proprio quella dela ricerca di sesso, sesso inteso come godimento, come lussuria allo stato puro.
Claudia ha come parrucchiera una sua amica d'infanzia: Loretta. Loretta praticamente taglia a tutti quanti i componenti della mia famiglia i capelli da una vita.
Ed e' proprio nel negozio di Loretta che ha inizio il mio racconto.
Sono solito passare a tagliare i capelli verso l'orario di chiusura, una volta uscito dal lavoro.
Loretta si avvale dell'aiuto di una lavorante che e' predisposta al lavaggio dei capelli e a preparare le tinte, bigodino e altre cosucce per le sue clienti.
Erica. Si chiama cosi' questa signora sui quarant'anni che aiuta Loretta nel suo lavoro.
La conosco ormai da cinque o sei anni, e' sposata, ha un figlio di tredici anni ed e' una donna molto simpatica, solare che ispira simpatia e fiducia.
Devo dire che prima di allora non mi ero mai accorto di Erica fisicamente, ma ultimamente confesso di aver posato piu' volte lo sguardo sulle sue forme, sul suo bel culetto ben modellato e sui suoi seni, piccoli ma sodi.
Cosa volete farci, la fame quando c'e' c'e'...
Esisteva confidenza ormai fra di noi ed Erica ultimamente si confidava di essere abbastanza in rotta con il marito, sempre piu' dedito alle pantofole, al calcio di Sky e alla pancetta crescente.
Quest'anno poi che L'Inter lo ha soddisfatto in tutti i campi in chi si e' cimentata, non c'e' stato tempo per Erica.
Nel raccontarmi di questi suoi problemi, pensavo a come fosse
invece fortunata Claudia ad avere ancora un marito in splendida forma.
Casi della vita... chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane.
Confesso che erano un paio di volte che andavo da Loretta a farmi i capelli ed ero piu' che attratto da Erica, che per contro non mi lesinava qualche bel sorriso e qualche sguardo ben auspicante.
Decisamente fra me e lei c'era del feeling, platonico ma sempre feeling.
E veniamo a quanto appena successo.
La scorsa settimana avevo fatto piu' tardi del solito ed ero entrato in negozio proprio all'orario di chiusura. Loretta mi fece ugualmente accomodare ed Erica inizio' a lavarmi i capelli.
In parole povere mi fecero passare ugualmente nonostante l'orario di chiusura posse ormai scaduto.
Iniziammo cosi' a parlare del piu' e del meno, di Claudia, dei figli, delle vacanze appena trascorse.
Conversazione che fu interrotta dalla telefonata del marito di Loretta che sollecitava la moglie a chiudere il negozio perche' dovevano andare ad un appuntamento con un impresario per vedere una casa da acquistare.
Loretta era abbastanza imbarazzata per questa urgenza, sorta all'improvviso, e non poteva certo mandarmi via con i capelli bagnati, fu allora Erica ad avere l'ottima idea di suggerirle che avrebbe terminato lei il taglio e che quindi Loretta poteva essere libera di andare.
Gia' altre volte era capitato che Erica sostituisse Loretta, difatti anche lei era in possesso della chiavi del negozio per poter aprire e chiudere senza la presenza di Loretta.
Loretta accetto' di buon grado la proposta di Erica e dopo averla ringraziata le raccomando' di chiudere la serranda del negozio, essendo trascorso l'orario di lavoro e ci saluto' uscendo dal retrobottega.
Nella mia mente speravo che avvenisse quello che sognavo.
Notai subito che anche Erica aveva intuito la situazione, difatti inizio' a tagliarmi i capelli e a parlarmi in maniera molto particolare, direi molto intima.
Le chiesi come andasse con suo marito e fu solo un pretesto per sapere cosa intendesse fare. Difatti rispose delusa che la trascurava e che lei sognava un tipo d'uomo diverso che l'amasse e la facesse sentire donna felice ed appagata.
Fu la prima volta che anch'io le confidai dei miei rapporti alla camomilla con Claudia, lei rise guardandomi negli occhi e anch'io risi di gusto.
Non feci a tempo nel riprendermi da quella risata che Erica mi si avvicino' e cercando la mia bocca mi bacio', prima in maniera fievole ma poi appassionatamente. Condivisi in pieno quel bacio ed iniziai con la lingua a limonare con lei, attratto piu' che mai da quella situazione inattesa.
Iniziammo a spogliarci quasi contemporaneamente.
Tanta era la voglia e la foga che sembravamo quasi impacciati nel liberarci dei nostri vestiti.
Per primo mi spogliai e poi aiutai Erica a liberarsi del reggiseno e delle mutandine. Erano di colore fuxia, lo ricordo con piacere.
Che bel corpo aveva Erica, nonostante i suoi 40 anni era ancora in splendida forma, per anni era stata appassionata di danza e difatti il suo fisico risentiva di quelle attivita'.
Mi fermai a guardarla, avevo il cazzo in erezione massima, ma ritenni giusto farle i complimenti per quel suo fisico appetibile e desiderabile.
Volli guardarla per intero, la feci girare per ammirarla interamente.
Poi ci abbracciammo e ci baciammo di nuovo.
Erica dopo un lungo ed appassionato bacio, stacco' la sua bocca dalla mia mia ed inizio' a portarla sul mio glande. Mi sorrise, capiva che voleva solo soddisfarmi e donarsi tutta quanta a me.
Di solito i pochissimi pompini che Claudia mi faceva erano abbastanza anonimi, mai completi, spesso interrotti sul piu' bello. Erica invece inizio' a succhiarmi ed a leccarmi il cazzo in maniera eccezionalmente eccitante.
Avevo l'asta assolutamente dura e granitica ed Erica stava riuscendo a farla scoppiare dall'eccitazione.
Mentre lei mi stava spompinando in maniera cosi' divina, non sapevo dove metterle le mani addosso.
Le toccavo i seni, dove i capezzoli erano diventati turcidi e duri, le accarezzavo i glutei e scendendo le sfioravo il piccolino triangolino nero che aveva curato in maniera certosina, disegnandosleo a forma di cuoricino.
Ad un tratto Erica smise e avvicinandosi al mio orecchio mi disse: - Ora voglio essere completamente tua.
La presi in braccio e la feci sedere sul divanetto delle attese, le aprii le cosce e con la punta della lingua le solleticai il clitoride, baciandole e leccandole la vulva.
Dopodiche' le appoggiai la punta del mio membro, che nel frattempo si era scappellato dalla tensione, sulle sua figa che era umidissima dei suoi umori.
Entrai, scivolandole dentro. Mi sorrise. Iniziammo a scopare entrambi con foga. Tanta era la voglia. Erica ancora piu' di me, sembrava come una cavallina imbizzarrita dalla frenesia che aveva di chiavare.
Non osai interromperla tanta era la foga con cui si dimenava.
Mi misi sotto di lei e la lasciai sfogare. Ben presto Erica inizio' a godere, urlando mi disse che il tutto era bellissimo e che erano anni che non godeva in maniera cosi' completa.
Dovo aver gemito ed apprezzato venne esplodendo in un rumorosissimo orgasmo, si affloscio' su di me, stanca e soddisfatta.
Il tempo di riprendere il fiato ed eccola di nuovo a cavalcarmi con foga ancora maggiore di prima; altra violenta cavalcata, condita da urli, gemiti e nuovo orgasmo in arrivo.
La stessa scena si ripete' per altre 5-6 volte. Tanti orgasmi tutti in una volta erano una novita' per me, abituato allo sporadico ed unico momento di goduria di mia moglie.
Erica era abbastanza stanca, aveva goduto parecchie volte.
L'accarezzai a lungo e nel farle tante coccole la misi a quattro zampe sul divanetto.
Avevo davanti a me il suo bel culetto e poco sotto la sua fighetta aperta, a testimonianza delle scopate che avevamo appena fatto.
Avevo solo voglia di prenderle la sua intimita' anale, quella che in vent'anni di matrimonio mai mia moglie mi aveva concesso.
Iniziai a leccarle l'orifizio, sperano che Erica accettasse di esaudire il mio desiderio di piacere.
Non si oppose, anzi nel leccarle il buchetto emise dei gemiti di piacere.
Avvicinai cosi' la cappella al suo buchetto.
Fu lei a supplicarmi di fare piano e con cautela perche' mi confido' di essere ancora vergine nel suo lato B. Difatti spinsi per entrare, ma le feci solo male, lei con dolore si ritrasse.
Recuperammo allora della vaselina e con il dito le lubrificai il buchetto, infilandole anche un dito all'interno. Il tutto con la massima intesa di una complicita' ben condivisa, come fossimo amanti da tempo e non da mezz'ora.
Riprovammo. Erica si era tranquillizzata, difatti riuscii ad entrale nell'intestino senza farle troppo male. Che sensazione bellissima infilarle nel culetto tutto il mio cazzo e possederla.
Stetti dentro di lei qualche attimo perche' si abituasse a quell'insolita presenza nel suo bel sedere, dopodiche' iniziai a stantuffarle su e giu il mio cazzo.
Confesso che non ci volle molto a venire, nella foga di chiavare quel bel culetto, avevo accellerato i colpi e ben presto inondai le viscere di Erica del mio caldo seme.
Avevo trovato la mia complice a letto.
Erica da quella sera e' diventata la mia amante, spesso ci troviamo qualche sera, con qualche scusa, anche banale e come due fidanzatini facciamo l'amore in auto in campagna.
Per adesso fila tutto alla grande, c'e' tanto feeling e tanta passione.
Erica mi ha confidato che aveva paura di donare il suo culo ma che e' stata felice di averlo dato a me.
Sembriamo due innamorati, ci vogliamo bene a letto, quando scopiamo e non solo.
Adesso quando Claudia la sera mi dice che e' stanca... non e' piu' un problema.
Chiodo schiaccia chiodo...