Sono un prof. e per poter insegnare decentemente, ho accettato di farlo in un istituto privato. Devo vivere lontano dalla mia città ma ho scoperto come la provincia sia molto più vivibile ed accogliente .le classi sono miste e gli alunni sono selezionati . se non raggiungono gli obiettivi richiesti perdono l’anno. tra le ragazze c’è qualche belloccia ma una in particolare è una bella fighetta. All’inizio dell’anno scolastico ognuno ha scelto il proprio posto ma ho avvertito subito che non avrei tollerato comunelle.
Per il tipo di scuola e per imparzialità non faccio preferenze con nessun allievo. Dopo qualche mese un’alunna mi ha chiesto un colloquio.è intelligente e studia con profitto. Non immaginavo cosa volesse ,so solo che mi spoglia con gli occhi ,due occhoni azzurri e penetranti. sto parlando con questa ragazza ma penso che è una gran bella fighetta ,ammiro i suoi occhi ed averla così vicina mi fa impennare il cazzo.
sono solo in una cittadina che non conosco e data la mia vita sedentaria, curo molto il fisico. vado in palestra tre volte la settimana. all’inizio era quasi un supplizio ma ora sono contento perché mi sento in forma ed ho perso parecchi chili. dalle occhiate delle alunne capisco che hanno notato il mio cambiamento .mi vesto normalmente e cerco di essere imparziale con tutti gli alunni. .fuori dalla scuola osservo gli atteggiamenti dei maschi che pensano alle compagne solo per possederle.
dopo questa introduzione vi racconto cosa mi è successo.
da qualche tempo ricevevo bigliettini molto carini con frasi dolci, una volta ho trovato una rosa al mio posto in sala prof. e ancora bigliettini sulla mia macchina.
Pensavo che quelle attenzioni fossero di qualche collega anche se con nessuna ho dei rapporti confidenziali ma confesso che la cosa mi piaceva e m’incuriosiva.
Sentirsi desiderato da una donna mi faceva stare bene, curavo di più la mia persona e l’abbigliamento. da parecchi anni mi lasciavo crescere la barba ed un sabato decisi di tagliarla. allo specchio mi sembravo più giovane ed immaginavo i commenti delle mie alunne che al lunedì mattino non si fecero attendere. dopo qualche giorno trovai un biglietto “sei bello come un arcangelo“ erano parole di un’alunna.
Cominciai a studiare i loro comportamenti, gli sguardi, gli atteggiamenti. La maggior indiziata era una ragazza che aveva cambiato posto ed ora sedeva in prima fila. aveva abbandonato i soliti jeans sgualciti per delle gonnelline che le arrivavano al ginocchio. e quando allungava le gambe fuori dal banco, la gonnellina saliva mostrando parte delle cosce. era una delle alunne più brave ma da
un pò di tempo commetteva degli errori così infantili che mi fecero pensare che li commetteva di proposito per attirare la mia attenzione…
alla fine della lezione le dico di raggiungermi in sala prof. mi sarei aspettato un atteggiamento titubante . comincio a dirle che i suoi errori sono voluti ed il suo modo di fare non mi piace ,deve frequentare i suoi coetanei, sicuramente i compagni di classe si accorgono del suo comportamento. mi ascolta con gli occhi bassi stropicciandosi le mani “così non va bene o cambi o sarò costretto a riferire tutto alla direzione e ai tuoi genitori“;
e lei che fa? si avvicina veloce, mi da un bacio sulla bocca e nello stesso tempo mi tocca il cazzo… duro! il suo viso s’illumina “a lui piaccio, dammi un bacio uno solo“ e appoggia le labbra sulle mie stringendomi. sono sbigottito, sorpreso, lascio passare qualche secondo di troppo, mi bacia a lingua in bocca e mi strizza il cazzo duro. le mollo un ceffone. arrossisce, vedo una lacrima e poi corre via. sono esterrefatto dalla mia reazione, non ho mai toccato un mio alunno e penso a tutto quello che mi può succedere ma quella ragazzina ha esagerato e se lo meritava. La sera penso e ripenso all'accaduto e mi convinco che il giorno dopo devo chiarire le idee con quella sfacciata.
La mattina vado a scuola e la vedo sul marciapiede, sembra aspettarmi. dico che dopo la lezione devo parlarle “ma non farti illusioni“; mi dice che non può, allora le dico che l’aspetto alle quattro del pomeriggio nella palestra della scuola e che non accetto rifiuti. È seria ma mi dice che ci sarà.
alle quattro arriva,la faccio accomodare davanti a me e ricomincio a farle i discorsi del giorno prima aggiungendo “non ho detto niente al direttore, se glielo dicessi ti espellerebbe subito dalla scuola“; e lei che fa?
si alza di nuovo e mi bacia ancora forzando la mia bocca con la lingua, con mia meraviglia apro la bocca e la lascio entrare, questa volta le mani mi palpano il cazzo e non reagisco.
Passano dieci secondi e l’allontano bruscamente ma il mio il cuore va a mille.
cosa è successo, mi faccio mille domande, è sicuramente una bella ragazza, ma ha 16 anni. La sera a letto penso come uscire da questo casino, alla fine decido che l'unico modo è di chiudere con decisione e dirle di smettere in caso contrario lo dico al preside ed ai suoi genitori.
Il mattino le dico a muso duro che devo parlarle , dice che è impegnata. replico che non accetto discussioni. Sorride con aria d sfida “ fai quello che vuoi , faccio scrivere dal preside per avere un colloquio con i tuoi genitori “ forse non ci aveva pensato ed il suo viso si rabbuia , approfitto e le dico che l’aspetto nel pomeriggio dopo la scuola in sala prof. e mi dico "non avrai paura di parlare da solo con una ragazzina".
la guardo e le dico a muso duro: "ti aspetto alle sedici e cerca di essere puntuale"
lo dico con voce cattiva per farle capire chi comanda e vado a fare le mie lezioni.
arriva puntuale . è tesa e tutto d’un fiato mi sento dire che mi ama, che non può vivere senza di me, che vuole perdere la sua verginità solo io sono la persona giusta.
Il mio corpo fa il contrario della mia testa. Si fionda in braccio e mi bacia con una passione.. di nuovo le sue mani frugano il mio corpo.
la mia bocca si apre subito e assaporo la sua lingua, le sue mani mi accarezzano il viso ,schiaccia i seni su di me,sento i capezzoli duri come due bottoni .
Finalmente reagisco allontanandola da me “visto che non capisci come comportarti chiamerò i tuoi genitori per un colloquio chiarificatore ed informerò la direzione della scuola con un rapporto dettagliato“ si ricompone e scappa piangendo .
Il giorno dopo mi consegna una lettera sigillata, è di sua madre che mi chiede un colloquio; se lo faccio a scuola rischia di essere espulsa e rispondo a sua madre perché mi fissi un appuntamento e la riconsegno sigillata. Un sabato pomeriggio incontro la madre. Se la figlia è bella la madre è uno schianto .mi dice che sono cose da ragazzine , la stoppo e le dico che non voglio perdere il lsvoro per i capricci di sua figlia. La madre chiama la figlia e le dice a muso duro “se non lasci in pace il professore ti ritiro dalla scuola, pensa solo a studiare e se non ti va bene vai a lavorare in fabbrica con tuo padre“. la mamma è furibonda, la copre d’insulti e di parolacce, a fatica la interrompo e dico alla ragazza “mi sembra che tua madre sia stata molto chiara, adesso tocca a te fare la scelta di studiare lasciandomi in pace o la fabbrica e adesso vai in camera tua e rifletti“ a testa bassa se ne va.
Il viso della signora è teso, le dico che sono cose dell’età ma spero che sua figlia abbia capito bene cosa le può capitare. siamo seduti in poltrona il viso della signora è teso , cerco di dirle che tutto finisce qui. la tipa accavalla le gambe. la gonna è corta mostra le cosce mostrando calze e reggicalze. non le sfugge il mio sguardo. “posso capire la sua situazione e mi scuso per il comportamento di mia figlia ma lei è un bell’uomo“; replico a muso duro “sono un uomo e non un coetaneo con cui limonare". dopo un lungo silenzio: “posso offrirle un caffè, un liquore.." e dopo una breve pausa solleva la gonna e si tocca l’inguine "...o questa“. dentro me impreco e penso tale madre tale figlia. questa brutta troia vuole comprarmi con la figa. Me ne vado senza neanche salutarla si alza per accompagnarmi ma le dico a muso duro che conosco la strada e la pianto in asso.
La settimana successiva la ragazza cambia comportamento ed in cuor mio ringrazio la madre, chissà come l’avrà redarguita.
Sono ormai passati parecchi mesi e la ragazza si è adeguata .
un pomeriggio esco da scuola dopo l’orario.
È quasi buio vedo una donna avvicinarsi e
“buona sera professore“ la voce è della madre della ragazza e ci stringiamo la mano, la sua mano è calda e morbida. mi chiede notizie della figlia. le dico che ha capito la lezione “avrà notato che il profitto è buono in questa scuola non si regala niente“ ha un espressione felice e mi ringrazia per essere intervenuto in quel modo. fa molto freddo e l’invito a bere qualcosa di caldo “se ha voglia di fare quattro passi le offro un caffé dove vivo. è un piccolo appartamento da scapolo, ma il caffé lo so fare“ sorride divertita e mi dice “se abita lontano l’accompagno in macchina“ fa veramente freddo ed accetto.
Come entra in macchina toglie la pelliccia buttandola sul sedile posteriore ,si accomoda e mi apre la portiera .
La gonna sale mostrando un bel paio di gambe penso questa vuol tirarmi in trappola.
Durante il tragitto non parliamo ma la scruto con la coda dell’occhio . le indico la strada e si ferma davanti a casa . faccio strada apro la porta e la lascio passare .si guarda in giro “ che bel calduccio “ le sfilo la pelliccia…ha una mini notevole ed una maglietta molto elegante che le disegna il corpo . si accomoda in poltrona accavallando le gambe…tolgo il cappotto. sono in astinenza da troppo tempo mi siedo sul bracciolo accanto a lei “hai trasmesso la tua bellezza a tua figlia“ sorride si alza mi mette le braccia attorno al collo ed appoggia le labbra sulle mie. ogni lasciata è persa, le metto le mani sul culo la stringo e la bacio, quel bacio diventa sensuale, appassionato.
si stacca da me, ha il viso felice “adesso che ti vedo da vicino capisco mia figlia, se un bell’uomo“. ci accarezziamo, ci baciamo abbassa una mano, sente il cazzo in supertiro e mi sussurra “vivi solo?“ annuisco e ricomincio a baciarla. la sua mano fa scorrere lo zip. sotto le mutande sente il cazzo duro e pulsante e lo stringe in mano. le lingue giocano, si gustano. mentre io con una mano vado sotto la gonna lei mi scappella l’arnese…infilo una mano nelle mutandine e le palpo il culo sodo e caldo.
quel bacio diventa sempre più appassionato e frenetico. La sditalino e lei mi scappella il cazzo lentamente molto lentamente fino quasi a farmi male ,mi tira i peli e mi fa male con i suoi movimenti bruschi, io cerco di calmarla. sfilo lo slip, le sfilo il cazzo dalla mano lo porto verso la sua figa umida.
cerco di spennellarglielo sulle grandi labbra. mi bacia come un’ossessa; “ho voglia ho tanta voglia“. ignoro le sue parole, la bacio con tutta la passione che ci so mettere ” ti prego ho voglia mettimelo dentro “ le sfilo lo slip ,la faccio inginocchiare sul letto e le spennello la cappella sulla vagina ”mettimelo dentro ti prego dentro, dentro“; mentre parla glielo spingo dentro con colpo deciso. il suo corpo è tutto un fremito “hai così tanta voglia” fa segno di sì con la testa, schiaccio il mio addome contro il culo e glielo lo faccio pulsare; ”sììì , proprio così fammelo gustare, fammi venire poi fai quello che vuoi“ le riempio il collo di succhiotti che la fanno gemere e rantolare ed inizio a muovermi nel suo corpo lentamente , molto lentamente. Si gira mettendosi nella più classica pecorina. sospira, si dimena, sente il contatto delle mie palle che sbattono contro il suo corpo, spingo dentro tutta l’asta che arriva fino in fondo. sento la figa calda e fremente che avvolge il cazzo, inizio a muovermi lentamente e la pompo con delicatezza. la sua testa si agita e le sussurro “ti piace?“ sento un “sììì” prolungato “voglio godere tanto, fami godere, fammi venire ho bisogno di goderee, godereee“ come non soddisfare le voglie di una donna affamata, la pompo, la sculaccio, le palpo le tette e gliele strizzo; è in un tale stato di piacere che si lascia fare tutto e la pompo senza tregua. la sento venire a raffica, un calore delizioso mi avvolge il cazzo, lei si muove a scatti per poi esplodere in un prolungato e rauco “vengooo, ohh vengooo, vengoo“. resisto più che posso ma quando sento che sto per sborrare la stringo contro me e le scarico nel corpo tutta la mia passione "sììì così che bei lanci caldi. sborrami dentro tutto, tuttooo“. si lascia cadere sul letto sfinita e sorreggendola le deposito la schiena sul letto . sono nudo ho freddo, mi adagio accanto a lei sollevo le coperte e ci copriamo.
è da parecchio che non chiavavo sono stravolto dal piacere e appagato. Il suo respiro piano , piano si tranquillizza, l’accarezzo, la bacio
“non so neanche come ti chiami“;
mi accarezza mi bacia "sono lucia“. le bacio i capezzoli , li succhio delicatamente ,si mette in ginocchio davanti a me offrendomeli e mentre glieli succhio le metto in mano il cazzo .lo scappella e pian , piano riprende vigore
“come pulsa starebbe bene al calduccio”
si mette e cavallo con due dita le apro la figa e le sussurro “lo vuoi ancora?“ mi bacia come un’ossessa “si però lo voglio a pecorina“
ma io voglio il suo culo…..
con gli umori della figa le bagno il foro anale appoggio la cappella e come spingo me lo sento quasi risucchiare ed il cazzo che sparisce in quello splendido culo. lo spingo dentro piano, la sento trattenere il respiro
“ti ho fatto male?“ scuote i riccioli
“noo lo voglio tutto ma cerca di fare piano“
il suo culo istintivamente sobbalza e poi comincio a sentire il fuoco dentro, con una mano cerco e trovo il clitoride lo stimolo e questo la fa godere, la sento godere sommessamente e le sussurro “ti ho fatto male? ti piace?"; sento un sììì sommesso , forse il piacere sovrasta il dolore. Sospira si agita ma più la pompo più si agita, sento la sborra salire prepotente la stringo contro me e le scarico il mio liquido vizioso, la possiedo con tutta la forza fino a provocarle un godimento pazzesco.
Sento il culo stringersi ed allargarsi freneticamente.
Il mio primo pensiero mentre sono ancora lì a gambe aperte è che bella figa che chiavatrice da monta . chiede di andare in bagno e le dico che intanto faccio il cuoco.
sento la doccia scorrere ed esce con il mio accappatoio. Il suo viso è felice mi abbraccia, mi bacia “conoscendo mia figlia la capisco“ e mi strizza il cazzo.
le ore sono volate ceniamo e poi l’accompagno alla macchina e mi dice “spero di vederti ancora - e sussurra - per fare l’amore“. ingrana la marcia e parte sgommando…