La storia che vado a raccontarvi mi è accaduta qualche giorno fa grazie a questo sito.
Si era fissato .Anzi si era fissatA per quelle due foto del mio profilo e per quel getto di sperma sul viso della donna.
Una trans della regione vicina alla mia.
Il messaggio che mi inviava ripetuto decione di volte, due o tre volte al giorno, era chiaro -"voglio tè, il tuo cazzo, il tuo sperma; vieni da me ti farò morire di piacere" -
Non è facile mettersi in gioco per un uomo prepotentemente eterosessuale,mai stato a letto esclusivamente con gay o bisex passivo. Quelle volte che mi è capitato di scopare un uomo o di farmi fare un pompino, c'era sempre il viagra/femmina vicino a me.
Quindi non sapevo che effetto mi avrebbe fatto andare da lei, una trans, da solo; anche dalle foto i suoi tratti femminili si notavano benissimo.
Mi difesi, sottolineai i dubbi,la mia incertezza, la paura di non poterla soddisfare pienamente. Non ci fu nulla da fare, lei insisteva e insisteva.
Allora ad un certo punto le diedi il mio numero di cellulare, pensando che parlandole avrei potuto spiegarle meglio la situazione.
Cominciò a telefonarmi quasi ogni giorno,dopo pranzo in base agli orari che gli avevo detto poteva chiamarmi.
Aveva poco più di ventanni e la sua voce tradiva la sua età seppur cercasse di indurirla un pò con una sigaretta dietro l'altra.
Sinceramente mi attirava molto e al telefono mi eccitava, specie quando descriveva minuziosamente cosa indossava e quale parte del suo corpo rimaneva nuda. Usava con maestria parole, pause, sospiri, modulazione di voce, tipici della seduzione femminile. Si masturbava per tutto il tempo che eravamo al telefono, me lo disse candidamente una sera e col senno di poi capii il perchè dei suoi improvvisi respiri affannosi e dei silenzi che duravano anche minuti interi.
Un giorno, mentre eravamo al telefono,mi disse-"voglio vederti in cam"- non feci neanche finta di ragionarci su, mi piaceva l'idea.
Un conto era avere dubbi su un incontro reale,un altro usare la cam per scoprire dettagli fino ad allora sconosciuti.
Confesso che fu emozionante: era seduta su un ampio divano rosso, senza spalliera, con un asciugamano attorno ai capelli, appena lavati,ed una lunga maglietta di cotone rosa a V. Dietro ma vicino, c'era un ampio specchio che mi permetteva di vederle la nuca, la linea elegante della schiena e la schermata del suo portatile posato sul basso tavolo davanti a lei.
Le gambe erano incrociate, come se stesse facendo yoga. Il viso era ben disegnato, il naso piccolo e ben proporzionato, il collo abbastanza alto e dalla maglietta leggera spuntava la forma di un seno con i capezzoli ritti.
Le sue
cosce erano magre e bianchissime, gli occhi grandi e chiari, le labbra carnose ma non troppo,i denti bianchi e ben allineati.
Ci salutammo con la mano(aveva unghie lunghe e curate, smaltate di rosa). Rise. Risi. Liberò i suoi capelli e sensualmente (magnifico gesto tipicamente femminile) scosse la testa ai lati per farli cadere in ordine sulle spalle. Biondi. Erano biondi e non era una parrucca. Una improvvisa eccitazione si impadronì di me. Parlammo attraverso i microfoni di mille cose,anche del tempo,della sua e della mia città - "Non ti dispiace se intanto mi curo un pochino vero?" - disse con una voce allegra.
- "Certamente no, anzi..." - risposi.
Si tolse,con un gesto lento,la maglietta e la vidi nuda, depilata, le spalle gentili e la vita stretta: sembrava davvero una magnifica donna.
Forse fu proprio da quel momento che la considerai tale, ignorando il suo cazzo che, duro, con una cappella lucida, era ben in vista. Non era grande ma neanche piccolo e non rovinava l'equilibrio del suo corpo. Affascinante. Prese un tubetto di crema dal tavolino (sa di scorza di arancia, sussurrò) e cominciò ad ungersi lentamente il corpo.
Non riuscivo a pensare a nulla: in silenzio, emozionato, mi godevo uno spettacolo unico che forse a pochi è dato osservare.
- "Fammi vedere il tuo cazzo!!" - mi chiese.
Non ero in grado di rifiutare, anzi sbottonai velocemente i pantaloni e li abbassai. Quando tolsi gli slip, il mio cazzo ormai duro,con la cappella rossa e umida le rubò un piccolo grido di piacere. Lo presi in mano. Lei si spalmava la crema sui seni sodi e sui capezzoli esageratamente duri, con il palmo e le dita della mano: li accarezzava, strizzava, vezzeggiava, coccolava. La mia mano prese una vita sua e cominciò a stringere il cazzo, a muoversi dalle palle alla cappella; a masturbarmi lentamente. Fu in quel momento che lei fece un'altra cosa tipicamente femminile,mi disse al microfono - "se mi vuoi davvero, devi venire da me!!!" - mi sorrise e chiuse msn.
Rimasi per un'attimo deluso e forse anche un pò incazzato, ma era troppa la voglia di venire; chiusi gli occhi, immaginai le sue labbra che me lo avvolgevano e la sua bocca che me lo ingoiava e sborrai come poche volte mi era accaduto: a lungo, copiosamente e, cosa più importante, sentendo chiaramente il cammino ansioso dello sperma che partiva dai miei coglioni e dopo aver attraversato tutto il cazzo schizzava, bianco e denso, dappertutto. Anche sullo schermo! Nei giorni successivi non mi chiamò ed io, ovvio comportamento maschile, non la chiamai.
La voglia di lei però spingeva, quasi dolorosamente. Non contai le volte che mi masturbai pensando a lei: stava diventando una tentazione impossibile da evitare. Le mandai una decina di sms che dicevano semplicemente"ti voglio" lei rispose sempre con un "vieni a prendermi tesoro".
Un lunedì mattina la chiamai e le dissi che stavo partendo per andare da lei, il viaggio fu per certi versi terribile. Non ero sicuro di me e ad un certo punto pensai che forse sarebbe stato meglio uscire dall'autostrada e tornare indietro, proprio in quel momento lei mi chiamò al cellulare. Io credo che solo che ha una femminilità esagerata riesca ad avere quel sesto senso che le permette di chiamare, per rassicurarlo, un uomo che sta andando da lei, prorpio nel momento in cui lui sta pensando di tornarsene a casa. Alla fine della telefonata, ero un altro pronto e ansioso di arrivare da lei.
Dopo un'ora, al semaforo di una città,girai a destra lungo un viale alberato con piccole aiuole colorate di fiori. Dopo 200 metri, sulla sinistra il cancello della "casa bianca a due piani con un piccolo giardino all'orientale" era aperto. Entrai.
continua
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