Smontai dall'auto mentre lei usciva di corsa dalla porta della casa per volarmi fra le braccia e stringermi con le mani sul collo.
Un profumo semplice, leggero e fresco mi assalì.
Risposi all'abbraccio e le dissi - "Ciao" -
lei rispose - "Sei qui finalmente!" - mi prese sottobraccio e mi fece entrare.
La sua casa era bellissima, semplice e accogliente; tutto, dalle pareti all'arredamento, era color pastello, sapeva di serenità.
La sua voce non era maschile ma non era neanche del tutto femminile.
I suoi gesti erano deliziosi, portava un abito corto, nero con una grande scollatura, le calze a rete e le scarpe con il tacco alto.
Era bellissima, i capelli biondi e lisci, il trucco leggerissimo e il rossetto rosa sulle labbra.
Un culetto magnifico, di quelli che spiccano violentemente di profilo: alto, rotondo e sodo.
In piedi, mentre mi teneva le mani, mi chiese del viaggio, del traffico, della difficoltà di arrivare fin lì; poi improvvisamente si avvicinò e si mise a sedere sulle mie ginocchia, allungò la mano verso il mio viso e con l'indice iniziò ad accarezzare le mie labbra.
I suoi occhi chiari erano bellissimi, il suo profumo sembrava entrasse dentro di me e mi riempisse; sentii qualcosa dentro,quasi una sensazione di pace.
Aprì leggermente le labbra e mi baciò dolcemente, poi si alzò per prendere due tazze per il caffè già pronto; difficile spiegare che cosa sentivo.
Mi sentivo più un ragazzino innamorato che un uomo venuto fin qui per scoparsi una trans maledettamente sexy; non avevo mai baciato un uomo ma incredibilmente non consideravo, quello appena ricevuto, un bacio di un uomo ma, sicuramente, quello di una donna.
Un qualcosa dentro di me ormai la considerava tale, senza se e senza ma; ero eccitatissimo.
Quella dolcezza così palese aveva stravolto ogni mio pensiero. Mi alzai, le tolsi di mano le due tazze, chiusi il gas e affongai il mio sguardo nel suo. La abbracciai. Sorrise. La baciai. Dapprima piano per rubare il sapore delle sue labbra chiuse, poi la mia bocca le forzò ed entrò nella sua bocca umida.
Ci mangiammo, ci succhiammo l'anima, ci scambiammo la saliva a lungo, senza quasi respirare. Non aveva alcuna importanza che il mio cazzo duro premesse contro il suo cazzo duro,anzi era ancora più eccitante.
Mi guidò nella sua camera camminandomi lentamente davanti, mentre la baciavo sul collo e con le mani mi ero appropriato dei suoi seni.
I capezzoli erano straordinariamente grandi e ritti,il suo culo mi si strofinava addosso. Bellissimo. Mentre tutta la casa era di color pastello, la sua camera era rossa e nera;quasi a sottolineare che lì dentro comandava la passione, la voglia, la trasgressione.
Ci ritrovammo nudi e abbracciati
a letto,come un uomo e una donna che stanno per fare l'amore.
I suoi baci erano assoluti, le sue dita conoscevano i segreti degli uomini, la sua pelle sembrava seta pura, liscia e vellutata. Sensibile. Fu lei a prendere ogni iniziativa,era felice che fossi lì ma non sapeva quanto lo fossi io.
Ripeteva sempre - "sei qui, si sei qui finalmente" - mentre mi succhiava la cappella con le labbra, mentre ingoiava il mio cazzo facendolo sparire tutto dentro la sua bocca.
E restava lì per farmi per farmi sentire che lei era mia che la stavo attraversando tutta e che in quel momento mi apparteneva totalmente. Morivo di piacere sotto di lei. Strusciava il suo corpo sul mio, mi mordeva piano i capezzoli, mi succhiava piano il collo,mi leccava con la lingua tutto il viso e mi baciava mentre i suoi capelli cadevano su di me per nasconderci dal mondo.
La mia eccitazione non era di quelle usa e getta; era invece più un'emozione costante e prolungata, di cui non si vedeva la fine. Non era una preda, non ero un predatore. Semplicemente un uomo e una donna. Tutti i miei pensieri, fantasie sui trans erano stravolti da questa realtà. E' vero c'era il suo cazzo che sentivo scivolarmi addosso ma tutto il resto, anche la sua anima, erano di una donna.
Non avevo voglia di venire ma lei sembrava quasi lo sapesse, perchè mi portava a pochi passi dal piacere ma poi mi faceva scendere dolcemente, senza scosse,senza dolore psicologico.
- "Voglio essere tua adesso" - mi sussurrò proprio mentre io, come fosse cosa normale, avevo preso in mano il suo cazzo e lo stavo accarezzando.
- "Si"- risposi ed aspettai che si girasse.
Ma non lo fece. Da un comodino prese un preservativo e me lo mise su in un attimo,poi si sdraiò vicino a me e mi disse - "Voglio guardarti negli occhi e baciarti mentre mi riempi di tè"-. Mi persi un'attimo. Ero inesperto, difficile per me pensare che potessi scoparla come una donna. Ma lei ripiegò le gambe. Mise un'altro cuscino dietro i glutei ed io intravidi la possibilità di penetrarla anche così.
- "Bagnamelo!" - disse. Non lo avevo mai fatto,ma non ci pensai neanche: ormai ero pronto a tutto. Il suo buco era aperto, pulsava come fosse una fica. Ci appoggiai la lingua e lei fu attraversata da una scossa. La sua mano sopra la mia testa mi teneva lì quasi avesse paura che scappassi. Non ne avevo nessuna intenzione. Cominciai a penetrare quel culetto con la lingua e man mano che la mia saliva lo bagnava riuscivo ad entrare più in profondità. Lei contraeva lo stomaco e muoveva il bacino verso il mio viso. Iniziai con un dito,mentre leccavo le sue palle depilate. Poi due. Poi tre e lei rossa di eccitazione alzò la testa mi prese per i capelli e mi portò sulla sua bocca per un bacio che mi fece pensare che forse morire sulle sue labbra sarebbe stato bellissimo. Con la mano mi afferrò il cazzo e lo potò all'entrata del culo. Spinsi, spinsi e centimetro dopo centimetro lo sentii entrare dentro di lei. Persi la testa e cominciai a montarla. I suoi seni e tutto il suo corpo si muovevano al ritmo dei miei colpi. Lei con gli occhi aperti mi guardava. Le punte delle sue unghie scivolavano dietro la mia schiena. Mi sentivo forte e potente,mi sentivo un uomo che prendeva possesso della sua donna. Lo infilavo fino alla radice ed ogni volta che affondavo i miei coglioni sbattevano contro di lei. Continuai a montarla quasi con cattiveria,mentre sentivo sotto di me i suoi seni ed il suo cazzo duro e ormai umido del primo sperma che apriva la via. Lei restava in silenzio ma nel suo sguardo ci si leggevano tutte le emezioni,le voglie ed il piacere di chi è posseduta,riempita,montata. Mi alzai un pò per dare nuova forza ai colpi. Lei cominciò a muovere velocemente la testa sul cuscino e ad accarezzarsi con una mano i seni,a stringersi i capezzoli,a graffiarseli. Con l'altra accarezzava il suo cazzo. Sentii che stava per sborrare. Le scostai la mano lo presi io e dopo neanche due colpi vidi schizzi riempirle l'ombelico, la valle fra i seni e su su fino al viso. Urlò, si mosse come fosse impazzita,si spalmò lo sperma sul suo corpo, sul viso e poi si lecco le dita. Stavo per venire lo sfilai dal culo e tolsi il preservativo. Lei immediatamente me lo afferrò,lo strinse forte sbattendolo sul suo viso e sulla lingua che spuntava dalla bocca. Esplosi violentemente, denso e bollente, bianco il mio sperma la colpì in bocca, sul viso, sui seni. Lei continuò a masturbarmi quasi non gli bastasse mai. Quando smisi di schizzare se lo mise in bocca e mi succhiò fino a farmi male. Ero distrutto,svuotato. Se fossi stato in piedi sarei caduto a terra e avrei perso i sensi. Ma lei mi tenne lì strusciandosi il mio cazzo sul viso e poi portandoselo in bocca.
Fu un'esperienza indimenticabile.
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