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Quel tizio ci guarda !

           di patrizia69

 Scritto il 27.02.2010    |    Visualizzazioni: 11.806  |    Votazione 5.8:

Oramai era passato già diverso tempo da quando avevo iniziato ad essere completamente donna, ovvero da quando avevo iniziato a vivere il mio privato come Patrizia.
Avevo un corpo morbido e sinuso,la pelle era vellutata come una pesca, priva anche del più piccolo ed antiestetico pelo,sempre profumata con una fragranza dolce, femminilmente intrigante. Per di più avevo oramai imparato a saper bene usare il trucco, il quale ho sempre usato col fine di rendermi più bella, più donna, più seducente, senza mai esagerare e cadere così nel ridicolo e nel pacchiano. Un velo di fondotinta, quel pò di cipria per rendere la pelle uniforme, l'ombretto che faccia risaltare il verde dei miei occhi, la matita ed il mascara per fare due bellissimi occhi da cerbiatta, e poi l'immancabile rossetto per rendere ancor più peccaminose le mie labbra già belle carnose.
Ho sempre prediletto un maquillage appropriato in base sia al periodo della giornata che all'abbigliamento. Poi non ultima la cura delle unghie sia delle mani che dei piedi,ben curate e tassativamente laccate e lucide. Avevo già avuto modo di mostarmi a qualche uomo ed ogni volta avevo ricevuto dei bei complimenti sia per il mio aspetto che per il mio saper essere donna,ma innanzi tutto era sempre accaduto in una camera da letto con lui eccitato come un animale, quindi i complimenti verso chi lo stava facendo godere erano quasi scontati; avevo bisogno di qualcosa più selettivo, decisi così che sarei andata a mettermi in mostra alla luce del sole,
e dove se non dove c'era un certo giro di maschi? il posto era nelle vicinanze di Ciampino dove una stradina secondaria, fuori dalla vista di bigotti e finti pudici, era frequentata da chi cercava il cazzo e da chi cercava di darlo. Sinceramente ero combattuta da una strana paura mista ad un'assurda inibizione ma tanta era la mia voglia di mostrarmi al mondo per quella che veramente mi sento di essere e poi dovevo sapere se ero veramente ciò che io vedevo nello specchio che mi decisi ad andare.
Ricordo era una bellissima mattina di metà maggio, scelsi il sabato perche ci sono molti più uomini liberi dal lavoro. Arriai che non c'ea quasi nessuno e dopo essermi fatta un giro scelsi il posto dove avrei sostato, era perfetto, proprio a ridosso della strada c'era un vecchio rudere romano il quale aveva un viottolo che gli girava tutto intorno, avevo quindi dove mettere la mia auto e dove potermi preparare in tutta tranquillità. Sopra all'intimo nero in pizzo, composto da perizoma, reggiseno e reggicalze, indossai una magliettina di filo rosa pastello ed una gonna di cotone bianca con tutti fiorellini, ampia lunga di poco sopra il
ginocchio,le calze a rete color panna, ed un bellissimo paio di sandali col tacco da dieci centimetri;non che mi occorra dato che sono alta ma il tacco fà innalzare il culo rendendolo più sporgente e provocante.
Dopo essermi fatta un favoloso trucco, indossai una parrucca nera di media lunghezza tutta cotonata ingraziosita da un nastro col fiocco rosa, insomma avevo scelta una mise anni cinquanta per quella che volevo fosse una memorabile giornata di primavera.
Presa la borsetta dalla mia auto, mi andai a sedere bordo strada su un grosso blocco di travertino.
Pochi minuti ed ecco giungere una macchina,finsi di essere lì tranquillamente seduta a fumarmi una sigaretta, ma avevo il cuore che batteva a mille sù per la gola; il tizio in auto era una checca frequentatrice del posto e nel vedermi ovviamente se ne risentì perche ero una concorrente, lo capii dal suo dito medio che mi mostrò. Sorrisi pensando al fatto che non ero su proprietà privata e poi eravamo due merci ben differenti, io una stupenda femmina, lui un ultra cinquantenne mezzo calvo e iracondo.
Finalmente ecco un uomo, passandomi davanti mi rimirò per bene, poi fatta inversione poco più avanti tornò indietro e fermandosi di fronte a dove ero seduta,mi salutò chiedendomi se lo avessi fatto accendere, io con la massima naturalezza,(in verità avevo le ginocchia di gelatina) mi avvicinai porgendogli l'accendino, lui da subito iniziò a farmi dei bellissimi complimenti che mi fecero vincere qualsiasi rimasuglio di inibizione. Poi mi chiese quanto prendevo, ovviamente mi aveva scambiata per una marchettara; gli risposi che se me lo dava l'avrei preso tutto. Così dopo avermi fatta salire in auto ce ne andammo ad appartare poco distante. Eravamo già nudi, io con solo reggiseno e calze che lo stavo spompinando, quando ci accorgemmo che c'era un tale che ci stava spiando; il mio partner mi disse che se la cosa mi avesse infastidita l'avrebbe mandato via ma lo trovavo eccitante e lo feci lasciar stare; mi intrigava il sapermi osservata mentre stavo godendomi quel bel maschio. La situazione mi eccitò al punto che chiesi al mio stallone di scendere dalla macchina ed andarcene fuori all'aria aperta,così mi sdraiai sul cofano anteriore della macchina e poste le mie gambe sulle spalle del mio amante ripresi a farmi chiavare mentre il tizio che ci stava guardando era sempre lì che si masturbava.
Ero eccitatissima da quella situazione che mi faceva sentire tanto troia. Godemmo quasi all'unisono, fù bellissimo; dopo che il mio maschio se ne andò via, io rimasi lì per ricompormi e per rifarmi il trucco. Nel mentre facevo le mie cosine, vedevo il voyeur al solito posto che mi rimirava ma non mi ero resa conto che dall'altro lato c'era un tipo sui cinquanta, bello aitante che con la massima indifferenzase ne stava lì a guardarmi. Mi resi conto della sua presenza grazie al guardone il quale vedendolo sobbalzò e si nacose, mi voltai e lo viddi avvicinarsi, mi salutò e mi disse che aveva visto tutto, sia quando mi rivestivo, sia mentre mi rifacevo il trucco, mi disse che ero veramente eccitante e molto femmina. gli proposi di fare qualcosa ma lui mi disse che voleva solo guardarmi, così mi propose di spogliarmi piano piano; trovai la cosa divertente e così iniziai a fargli uno spogliarello, rendendolo più peccaminoso mostrandomi a chiappe spalancate.
lui era lì che ansimando se lo menava, poi si inginocchiò dietro di me e prese a baciarmi il culo ma nonostante la mia offerta di prenderselo lui continuava a palparmi mentre mi leccava tutto il buco del culo e mi diceva che ero prorio una puttana, perchè sentiva che ci avevo da poco preso il cazzo. Tutto di un tratto si alzò in piedi e prendendomi la testa con una mano mi fece abbassare finche non mi ritrovai col suo cazzo in bocca,diede un paio di colpi e me la riempì di calda sborra,mentre me la gustavo viddi il vouyer che da dietro il suo nascodiglio godeva e mi lanciava dei baci. Godetti come una vacca da quella strana situazine
molto erotica. Mentre poi me ne venivo via ero orgogliosa di me,avevo vinta un'altra sfida,e poi mi era proprio piaciuto lo stare alla luce del sole, mai come quella mattina mi ero sentita completamente me stessa.


Votazione del Racconto: 5.8
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