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Sulla strada

           di patrizia69

 Scritto il 06.03.2010    |    Visualizzazioni: 4.415  |    Votazione 6.3:

Benchè avessi già provata l'esperienza di mettermi in mostra truccata e vestita da donna, non mi sentivo soddisfatta per il semplice motivo che l'avevo fatto in una strada secondaria prevalentemente frequentata da chi era in cerca di sesso. Nò, là era troppo facile io cercavo il vero esame, quello che mi avrebbe fatto capire se e quanto riuscivo ad essere donna, quindi dovevo andare per strada dove sarebbero passati tutti.
Scelsi il vialone che costeggia le mura alla piramide.
Arrivai verso le diciannove, mi preparai, facendomi il più bella e sexy possibile; indossai un body a perizoma di pizzo nero,le calze autoreggenti velate nere con la balza alta in pizzo, poi un vestitino di maglina rosso,era molto attillato per meglio evidenziare le mie curve ed arrivava circa a metà coscia,poi una cintura alta in pelle nera la quale accentuava di più i fianchi e la rotondità del mio bel culo sodo. Ai piedi calzavo un bel paio di chanelle aperte dietro col tacco a spillo da dieci centimetri, infine un giubbetto corto nero lucido col collo di pelliccia. Un trucco veramente spettacolare mi rendeva il viso di porcellana e la parrucca di media lunghezza nera leggermente mossa, tirata sù con un mollettone. Una volta pronta tentennai un pò a scendere dalla macchina avevo il cuore che mi batteva all'impazzata per l'emozione, mi sentivo bella ed assolutamente donna ma era giunto il momento della conferma, così scesi.
Iniziai a passeggiare con la massima disinvoltura.
Incontrai delle persone le quali mi guardarono senza accennare a nulla, ciò mi infuse un bel pò di fiducia perche voleva significare che non ero affatto una ridicola o pacchiana maschera di donna, come se ne vedono tante. Come primo approccio non era male, così me
ne andai al chiosco bar della stazione della metropolitana, ordinai un caffè,quando andai alla cassa per pagarlo il ragazzo mi disse che mi era stato offerto da un signore che mi indicò stava fuori; uscendo gli rivolsi un sorriso per ringraziarlo, era un bel signore sui cinquantacinque, molto distinto il quale mi contraccambiò il sorriso e mi disse che era un piacere alla sua età offrire un caffè ad una cosìseducente donna. lo ingraziai ancora e salutandolo mi incamminai in direzione della mia auto, ma lui mi si affiancò dicendomi se non mi fosse dispiaciuto fare quattro passi insieme dato che andava proprio nella mia direzione.
Mi sentivo un misto tra una vera eccitazione e l'emozione del pensare di essere veramente scambiata per una vera donna. Non mi riusciva di crederci ma era proprio così, Enrico, così mi disse di chiamarsi era fermamente convinto della mia assoluta femminilità. Ero tentata di cofidargli la verità ma era troppo forte la mia vanità
di essere presa per vera, che non dissi nulla. Arrivati alla mia auto ci fermammo e lui chiedendomi se ci saremmo rivisti, dato che eravamo riparati dagli alberi posti lungo il marciapiede e dalle auto parcheggiate mi si
avvicinò e confidandomi che gli avevo fatta girare la testa non appena mi aveva vista, mi disse che gli sarebbe piaciuto portarmi a cena e passare una serata in mia compagnia, io sorrisi e lui mi baciò. Dapprima provai a distaccarmi ma dato che mi aveva schiacciata contro la mia auto avvinghiandomi in un abbraccio che non mi dava modo di svincolarmi e poi quella lingua calda nella mia bocca che si intrecciava voluttuosa con la mia,cedetti passiva.Staccando le sue labbra dalle mie si scusò per tutta quella foga e mi disse che gli avevo veramente fatta perdere la testa,ed aggiunse che erano oramai mesi che non baciava così ardentemente una donna, dato che da oltre un anno era separato in casa con la moglie. Mentre mi parlava essendomi rimaso attaccato addosso riuscivo a sentire
il suo cazzo vibrare duro contro il mio ventre, quella sensazione così erotica sprigionò tutto il mio essere troia e allungando una mano gli carezzai il cazzo attraverso i pantaloni e gli dissi che non c'era bisogno che mi dicesse quanto gli piacessi, perche si sentiva bene. Questo mio modo sfacciato di agire lo eccitò ancor di più,che si aprì la patta dei pantaloni e tirandoselo fuori mi ci misi la mia mano sopra,e mentre che io presi ad accarezzarglielo lui mi rimise la lingua in bocca. Ero tutta un fremito che non mi resi conto che comunque eravamo su un marciapiede e che c'erano anche altri passanti, certo non vedevano la mia mano pien di duro cazzo, ma tutto il resto sì. Oramai eravamo troppo eccitati per pensare al pudore, come mi staccò le sue labbra dalle mie diedi uno sguardo per vedere se qualcuno poteva vedermi e abbassandomi gli presi quel favoloso cazzo palpitante in bocca ed iniziai a succhiarlo con foga, lui rimasto incredulo ansimava come un animale, poche succhiate e mentre mi teneva la testa con le mani mi riempì la bocca di calda sborra che ingoiai golosa fino all'ultima goccia. feci appena in tempo a tirarmi sù che passò una coppia di mezza età col loro cagnolino. Enrico mi guardò asolutamente estasiato e baciandomi mi disse come poteva fare per rivedermi perche doveva assolutamene portarmi a letto, io sorrisi sorniona e gli dissi, chissà, magari ci saremmo rincontrati al bar e salutandolo con un bacio sulla guancia salii in macchina e venni via lasciandolo lì un tantino frastornato. Ero felice di me
primo perche ero riuscita a passare per una vera donna ciò significava che avevo raggiuta la perfezione e poi per il mio comportamento da vera troia che mi aveva veramente fatta eccitare. Feci un giro e mi parcheggiai poco più in là. Mentre me ne stavo in auto a rifarmi il trucco,notai che c'era una macchina che aveva già fatto il giro due volte e ad ogni passaggio rallentava quando mi era accanto,nell'interno c'era un uomo. Vedendolo tornare scesi dall'auto e mi ci appoggiai mentre mi fumavo una sigaretta, questi mi passò accanto molto lentamentema senza fermarsi. Finii di fumarmi la sigaretta, stavo per risalire in auto quando lo viddi tornare, allora decisi di dargli un incentivo a decidersi, quando fù a pochi metri da me aprii il mio bagagliaio e fingendo di prendere qualcosa all'interno mi chinai facendo in modo che il mio corto vestitino mi lasciasse scoperto un pò di culo, così si trovò di fronte il mio culo bianco reso sexy sia dal pizzo del perizoma che quello delle autoreggenti. La cosa non passò assolutamente indifferente ma procurò l'effetto da me aspettato; si fermò lì di fianco e aprendo il finestrino mi chiese in modo molto
educato: "buona sera signorina posso esserle d'aiuto?"; io fingendo di non essermi accorta di avere il culo scoperto mi volai e risposi
"magari, mi servirebbe..."
non mi fece finire la frase che mi domandò cosa mi occorresse ed io col fare da vera puttana risposi "un bel maschio per questo" così dicendo girai un pò verso di lui il culo e carezzandomelo glielo misi bene in mostra.
Lui quasi stordito mi invitò a salire sulla sua auto aprendomi lo sportello, presi la borsetta,chiusi la mia auto e salii da lui. Mi si presentò dicendomi che si chiamava Massimo e dopo che gli ebbbi detto il mio nome mi chiese quanto prendevo; gli risposi che se me lo dava lo volevo tutto e così dicendo gli posai la mia mano sulla patta dei pantaloni già gonfia di cazzo arrapato.Lui carezzandomi una coscia mi disse che ero veramente una strafiga e mi propose di andare da lui che tanto aveva casa libera per quella sera e che abitava poco distante. Vedendo che anche questo mi stava scambiando per una vera donna e non sapendo come avrebbe presa la verità, decisi di svelarmi. Subito rise dichiarandosi incredulo ma vedendo che continuavo seria mi disse che era veramente impossibile ed aggiunse che malgrado non avesse mai avuta un'avventura con una come me,ero talmente bella che voleva provare; poi mi chiese quale sarebbe stato il mio ruolo, lo rassicurai a riguardo della mia totale passività dicendogli che malgrado non avessi avuta una vera figa ero comunque quella donna che aveva poco prima incontrata e prendendogli una mano me la misi tra le coscie dicendogli "senti, non c'è nulla da aver paura è tutto quì, cosa vuoi fare?".
lui palpandomi con molta delicatezza mi disse che ero veramente speciae e non avebbe assolutamente rinunciato e dopo avermi dato un bacio sulle labbra avviò l'auto. Pochi minuti dopo eravamo sotto casa sua. Una volta in casa mi chiese se avessi bevuto qualcosa con lui,accettai e così ci sedemmo in salotto e mentre sorseggiavamo un whisky mi
disse che ancora non riusciva a crederci che non ero vera, anche ora che mi guardava alla luce ero semplicemente una bellissima e molto seducente donna ed aggiunse che gli era capitato di vedere altre come me ma che però loro erano più riconoscibili. Mentre parlava mi alzai e avvicinandomi lo feci alzare e mettendogli le braccia al collo gli confidai il vero
piacere che mi davano quei suoi complimenti e lo baciai voluttuosa. Rimanendo così avvinghiati a scambiarci le lingue ce ne andammo in camera da letto. Con fare sorniona gli aprii la patta dei pantaloni e tirandogli fuori il cazzo ormai bello turgido presi a ciucciarlo,nel mentre lui finì di spogliarsi e prese ad accarezzami il culo. Sedutami di spalle mi spogliai
lasciandomi il body che ora fungeva da reggiseno
sulle mie tette belle gonfie che grazie all'adesivo chirurgico stavano sù da sole e le calze, lui da dietro prese a baciarmi lungo la schiena fino al collo mentre palpandomi le tette mi chiese se fossero vere, sorridendo gli risposi magari,ma per il momento erano false come la proprietaria. Mi prese per le spalle e mi fece sdraiare accanto a lui e abbracciandomi mi baciò.Dato che mmi stava sopra alzai le gambe e prendendogli il cazzo me lo feci mettere in culo,iniziò così a scoparmi con una delicatezza unica mentre continuava a baciarmi sia sulla bocca che sul collo fino ai capezzoli.Cambiammo più posizioni e quando gli fui sopra, mentre mi impalavo da sola lui chiedendomi se poteva prese ad accarezzarmi il mio sesso, gli dissi che non l'avrebbe mica morso e presagli la mano me la mmisi lì dove potè constatare che era piccolo, moscio quasi inerme.
Mi scopò per più di mezz'ora,poi quando lo sentii prossimo a godere glie lo ripresi in bocca e mentre gli facevo un gustoso bocchino lui mi carezzava il mio sesso tentando di masturbarmi. Dopo che me lo feci sboirrare in bocca e ripulitogli con la lngua le ultime goccie tornai a sdraiarmi accanto a lui,mi baciò sulle labbra e mi disse che se non fosse stato per quel cosino lì ero donna in maniera assoluta anzi mi disse ero anche meglio di una vera donna perche nonostante avesse dei bei rapporti con la moglie non aveva mai goduto come con me. Mentre ci riprendevamo un pò lui prese a baciarmi dapprima sul collo,poi sulla pancia fino ad arrivare al pube,lì si soffermò per chiedermi come provavo piacere se non mi veniva duro,gli risposi che godevo solo col culo,allora mmi disse che effetto mi avrebbe fatto se qualcuno me lo avesse preso in bocca, risposi quasi nulla, più fastidio che piacere, allora prese a baciarmelo. quel fare lo eccitò al punto ce gli tornò duro, così mettendomisi sopra volle fare un sessantanove, ma dato che la cosa di dava un pò fastidio mi divincolai e mettendomi a pecorina gli offrii il mio culo ben aperto e gli dissi che se veramente voleva farmi goder doveva chiavarmi,sorrise e dopo avermi per ben leccato il buco del culo me lo riempì di cazzo,era
talmente eccitato che questa volta mi scopò facedomi gridare di vereo piacere, mentre assestava dei colpi possenti mi schiaffeggiava le chiappe, raggiunse l'orgasmo quando iniziai ad incitarlo a darmelo tutto a sfondarmi tutta e a farmi sntire che ero la sua troia. Se ne venne inondandomi il ventre tenendosi saldamente alle mie chiappe per farmelo sentire tutto dentro. Rivestiti mi riaccompagnò alla mia auto,e prima che scesi mi disseche ero veramente fantastica
e che gli sarebbe piaciuto rivedermi magari anche per andare a cena insieme, rispondendogli "chissà"; lo baciai sulle labbra e scesi, rimase lì a guardarmi fin quando non partii. Ero felicissima di quella serata non
tanto per i cazzi che mi ero goduta i quali fanno ovviamente certo ppiacere,ma la mia felicità era scaturita dal fatto che avevo avuta la certezza di aver finalmente raggiunto il mio essere donna anche fuori. Sono tornata altre volte lì ed ho sempre avuto
lo stesso risultato di essere scambiata per una vera donna e la soddisfazione più grande me la diede una sera una prostituta, vera donna, che lavorava poco distante da dove ero io. questa sapeva che più giù c'erano dei travestiti ma qualcuno le aveva parlato di un'altra donna, quindi una concorrente che le rubava i clienti; così venne lì da me per dirmi che quella era la sua zona e che non potevo stare. Dovetti scendere dalla mia auto e avvicinarmigli per farle rendere conto che non ero come lei al cento per cento, mi disse che c'era cascata e si complimentò sia per come ero truccata che per il corpo. Questi senza ombra di dubbio sono stati i più belli e bene accetti complimenti che mai abbia ricevuti, i quali hanno portato il mio ego al settimo cielo rendendomi veramente orgogliosa di me e del mio essere donna.


Votazione del Racconto: 6.3
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