Aspettavo quel momento da mesi. Due giorni solo a casa. Una notte tutta per me.
Tutto il giorno in ufficio sono stato a pensare con impazienza a quella sera. Mia moglie è andata a trovare una zia e si tratterà da lei per tutta la fine settimana. Io sarò solo a casa, libero di fare ciò che mi piace fare.
Uscito dall'ufficio la sera corro a casa senza perdere tempo.
Appena entrato mi spoglio e mi vado a fare una doccia e la barba. Tornato in camera apro l'armadio, il cassetto della biancheria, frugo tra quegli indumenti delicati che solo a toccarli mi fanno eccitare. Scelgo un body nero con reggicalze, l'ho regalato io a mia moglie. Mi faccio scivolare l'accappatoio dalle spalle e comincio ad infilarmi il body lentamente godendomi quell'operazione. Indossatolo mi guardo allo specchio compiaciuto, mi fascia stupendamente. Il pene me lo sono passato tra le gambe e il body lo trattiene benissimo non si vede nulla, davanti sono completamente piatto.
Con calma scelgo con cura le calze. Le infilo lentamente stando seduto sul letto. Le allaccio al reggicalze.
Per potermi depilare la gamba da tempo mi sono dato al ciclismo. Mi sono iscritto ad un circolo di cicloamatori.
Indubbiamente l'effetto è fantastico, ho le cosce abbastanza slanciate, ben tornite ed ora inguainate dalle calze velate sembrano quelle di una donna.
Mi guardo allo specchio mentre inserisco dei cuscinetti di gomma piuma nelle coppe del reggiseno. Si mi piacciono le mie gambe, sono belle.
Vado alla scarpiera so già quali scarpe indossare. Sono delle chanell con tacco a spillo. E' una vera fortuna che mia moglie abbia quasi il mio numero di scarpe. Ha un mezzo numero più piccolo ma mi entrano lo stesso.
Con le scarpe faccio veramente un'effettone. Mi guardo a lungo allo a specchio eccitato. Con i tacchi alti, il sedere butta un po' più in fuori valorizzandosi. Cammino avanti ed indietro ancheggiando. Mi piace da morire. Non è la prima volta che faccio questo gioco. L'ho fatto altre volte, ogni volta che sono solo a casa per un po' di tempo, ma di solo il tempo è poco e devo fare tutto di corsa. Oggi invece mi posso godere ogni movimento.
Ora è il momento del trucco. Comincio dalle unghie. E' la prima volta che metto le unghie finte. E' un'operazione che richiede molto tempo.
Una ad una le incollo e mentre si asciuga la colla giro per casa ballicchiando da uno specchio all'altro.
Sono diventato bravo a truccarmi, ho fatto molte prove. Uno strato di fondo tinta e l'ombra della barba scompare. Sopracciglia finte, ombretto celeste, una lieve riga di matita e gli occhi sono addolciti. Amo il rossetto
dai colori violenti. Rosso rubino. Lo spalmo sulle labbra cercando di ingrandirle un po'. L'effetto mi piace. Un po' volgare ma notevolmente femminile. La parrucca completerà il tutto. La prendo da una scatola che tengo nascosta nel garage. Sicuramente sono irriconoscibile, e non è molto facile scoprire alla prima occhiata che sono un uomo.
Man mano che passa il tempo il mio stato d'eccitazione aumenta. Aumenta anche la paura. Si la paura per quello che ho programmato di fare. Voglio essere visto. Voglio essere visto donna. Lo sogno da sempre e questa sera voglio realizzare questo sogno. So benissimo i rischi che corro, ma la voglia di farlo è più forte. Sono combattuto da due sensazioni. Dentro di me sto vivendo un sacco di sensazioni contrastanti. La voglia di mostrarmi, di essere visto di essere preso per una donna. La paura di essere scoperto da qualcuno di essere smascherato, ma nello stesso tempo mi eccita anche l'idea che mi scoprano un travestito.
Si avvicina l'ora del gran momento. E' Agosto il palazzo è semideserto. I due appartamenti del mio pianerottolo sono vuoti. Dopo mezzanotte, se esco e m'infilo in ascensore è quasi certo che riesco ad arrivare in garage senza incontrare nessuno. Una volta in macchina sarò al sicuro. Certo che l'idea di essere visto dai vicini mi terrorizza.
Apro il pacchetto che tenevo nascosto nella scatola insieme alla parrucca c'è ce un vestitino a tubino elasticizzato nero. Non è di mia moglie. L'ho comperato in un negozio specializzato. Lo infilo.
Ben steso mi copre il rinforzo delle calze ma appena mi muovo un po' sale fino a far vedere un triangolo del body.
Mi guardo a lungo eccitato allo specchio. Si mi piaccio. Cresce sempre più l'eccitazione. Sto perdendo ogni freno inibitore. Lo so che è pericoloso ma non posso farci nulla. Infilo degli anelli di bigiotteria, una collana, gli orecchini e un bracciale.
Mi siedo e metto lo smalto sulle unghia finte.
Sono le undici e mezza, sta per arrivare il momento. Devo preparare la borsetta. Che ci metto? Che cosa ci sarà nella borsetta di una donna da strada, o di un transex? Fazzoletti di carta certamente, le cose per rifarsi il trucco, un profumo e certamente quelli. Certo i preservativi. Li dovrò prendere. Ci sono le farmacie che hanno i distributori fuori. L'idea di scendere dalla macchina per andare a prendere i preservativi mi eccita molto.
La borsetta è pronta. Sono completamente pronto. Per un attimo penso di rinunciare a tutto, ma solo per un attimo.
Mi tremano le gambe quando apro la porta. Entro nell'ascensore. Sono quattro piani, venti secondi. E se si ferma al piano e mi trovo davanti
un vicino. Non ci voglio pensare. Anche se poi quando l'ascensore mi lascia in garage provo come una delusione.
Ora sono fuori per strada. Protetto solo dalla macchina. La prima volta che mi fermo ad un semaforo rosso sono terrorizzato. Quando mi si ferma un'altra macchina accanto rimango a guardare fisso in avanti e solo alla partenza ho il coraggio di girare il viso verso l'altro conducente. Non è meravigliato. Mi guarda normalmente. La cosa mi da coraggio. Dopo un po' ai semafori rossi, che comincio a cercare, mi fermo sulla sinistra per far si che la macchina che si affianca, mi stia sulla destra ed il conducente abbia modo di vedermi tutto il corpo. Ho tutte le cosce scoperte.
Sono sempre più eccitato mi sento guardato. Mi vedono donna.
Sono davanti la farmacia. Ho un attimo d'esitazione devo fare una trentina di metri per arrivare al distributore dei preservativi. Sarò completamente allo scoperto. Mi guardo in giro. Non ce nessuno. Passano poche macchine. Mi faccio coraggio. Scendo mentre richiudo lo sportello il fascio dei fari di una macchina ancora lontano m'illumina. Giro dietro la macchina e aspetto che passi facendo finta di chiudere a chiave la macchina. Mi avvio con passo veloce verso il distributore. Il cuore mi batte forte. Infilo la banconota. Per fortuna la prende subito. Spingo un pulsante qualsiasi. La scatoletta scende la prendo. Ora sono più rilassato. Mi avvio verso la macchina ancheggiando. Una macchina rallenta. Accelero il passo. La macchina si ferma ed io apro velocemente lo sportello e salgo mentre il guidatore scende. Accendo e riparto col cuore che va a mille.
Ed ora verso il mio obiettivo. Studiato da tempo. E' una strada frequentata una volta da prostitute e travestiti. Ora però hanno cambiato il senso di circolazione e una volta imboccata non c'è modo di girare se non facendo un lunghissimo giro. Momentaneamente non ci sono più né prostitute ne transex, Accanto a questa via passa una vietta secondaria che porta ad uno stabilimento. Le due strade sono divise da una piccola striscia di verde incolto. Ho ispezionato il posto. Ci sono molti punti in cui stradelli molto comodi collegano le due strade.
Mi fermo lungo la stradina secondaria lasciando la macchina nella direzione che allontana dallo stabilimento.
Il cuore mi batte forte. Una vocina interna mi dice che è una pazzia. Ma non l'ascolto. Scendo, Non chiudo la macchina a chiave per avere modo di scappare velocemente ce ne fosse bisogno. Mi aggiusto il vestito e mi avvio lungo il viottolo. Ci sono una ventina di metri da percorrere. Sono come in trance. Non sono più io. Sento che la donna ha invaso tutto di me. Ancheggio a mio agio. Il vestitino si è sollevato, l'orlo è poco sotto le mie anche. Avvicinandomi alla strada l'alone di luce dei fari delle macchine che sfrecciano, m'illumina sempre meglio. Sono vicino al bordo della strada. Sta arrivando una macchina. Lascio che si avvicini prima di farmi avanti sul ciglio in modo da essere visto solo all'ultimo momento.
Le gambe mi tremano e il cuore mi batte per l'eccitazione. Mi ha visto, ha visto in me una puttana, oppure ha riconosciuto che sono un travestito.
Se mi avesse visto prima forse avrebbe rallentato per guardarmi meglio.
Sta arrivando un'altra macchina rimango fermo. Accende gli abbaglianti. Mi sento completamente esposto. Vestito come una troia sotto la luce potente di due fari abbaglianti. E' eccitante. La macchina rallenta leggermente. Il cuore quasi mi si ferma. La macchina pero continua la sua marcia. E se si fosse fermata? Non ci voglio pensare. E invece si. Ci devo pensare. E' inutile che lo nascondo a me stesso. Sono li perché mi piace sentirmi troia. E che altro potrebbe farmi sentire più troia di un uomo che abbassando il finestrino mi chiede quanto voglio per scopare con lui?
Si ed io cosa faccio? Scappo? Cosa gli rispondo.
E va bene. Prima di tutto gli devo dire che sono un travestito. Ho fatto tante prove a fare la voce da donna. Lui rinuncerà.
E se non rinuncia?
In lontananza si vedono i fari di una macchina che si avvicina.
Se non rinuncia mi chiederà di nuovo quanto voglio.
Dovrò pronunciare la frase..... a proposito quanto devo chiedere?
La macchina rallenta, mi sta prendendo il panico. No. Devo stare calmo, è quello che volevo, che voglio.
Mi guarda con un gesto mi chiede quanto voglio. Il cuore è impazzito dentro il mio petto. Con le gambe che mi tremano mormoro: "Sono travestito.." Lui mi da un'altra occhiata poi un po' indeciso riparte.
Sono senza salivazione per l'emozione.
E se non se ne fosse andato e mi chiedeva quanto volevo?
Quanto dovevo dirgli?
Si devo dirgli una cifra impossibile. Cosi se ne vanno. Cento per un bocchino e duecento per dietro. Mi diranno che sono pazzo.
Pero mi piacerebbe sapere quanto valgo, quanto piaccio. Per tirarmi indietro potrei far finta che ho visto che sta per arrivare la polizia e correre in macchina.
Si trenta per un bocchino e cinquanta per dietro. Ci provo
Ecco una macchina che rallenta, si ferma c'è un tipo sui cinquantacinque. Mi guarda intensamente e non si stupisce che sono un travestito e quando gli dico il prezzo mi fa segno di salire.
Ho un tuffo al cuore. Un attimo d'esitazione ma poi guardo verso l'altro lato della strada e faccio con aria spaventata: "La polizia!" mi giro e corro lungo il viottolo, La macchina parte a razzo a meta viottolo mi fermo tutto in subbuglio per le forti emozioni.
Se volevo quello mi avrebbe caricato in macchina e avrebbe pagato per fare l'amore con me.
E allora perché non ci sei andato. E' quello che desideri. Perché hai comperato i preservativi.
Bastava che avessi aperto quello sportello e potevi giocare col giocattolo che sogni.
Sono appoggiato con la schiena ad un alberello con le mani che premono sul ventre. Un rigagnolo di sborra corre tra le mie cosce.
Uso i fazzoletti di carta per asciugarmi.
I preservativi rimangono nella borsetta. Li conserverò