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trans


al lavoro come domestica

           di ninfotimido

 Scritto il 03.09.2011    |    Visualizzazioni: 3.671  |    Votazione 9.1:

Avevo 18 anni e un giorno mio padre si ammalò gravemente. mia madre era disperata, lei già lavorava come colf in una casa ma i soldi ben presto sarebbero finiti. io allora avevo già un corpo molto effeminato, diciamo pure che come corpo ero più una ragazza che un ragazzo, pure il viso era dolce con occhi da gattina circondati da una massa di capelli castani che portavo lunghissimi, l'unica cosa che mi rendeva ancora maschio era la mancanza di tette. avevo già iniziato ad aiutare mia madre a fare i mestieri e mi riuscivano molto bene, la mia indole femminile mi portava a questi lavori.
un giorno decisi di mettere un annuncio sul giornale "giovane ragazzo disposto a lavori di casa"; dopo una diecina di giorni un uomo mi telefona "Buon giorno è lei che cerca un lavoro come colf?" "Si, sono io" "quanti anni hai?"
"18" "Venga domani a casa mia, le dò l'indirizzo via G....o 11, suoni 7" "Va bene, domattina alle 8 sarò da lei"; appena finita la telefonata mi venne come un senso di ansia, di emozione, mia madre era al lavoro e appena tornò gli dissi della telefonata. lei non fù felice ma io gli dissi "mamma abbiamo assoluto bisogno di soldi e questo lavor oandrà bene".
Cenammo in silenzio, televisione e letto ma la notte non dormii, l'emozione mi rendeva sveglio e alle 6 del mattino ero già sveglio, mi lavai accuratamente, feci colazione e uscii arrivando a destinazione 20 minuti prima, suonai e una voce mi disse di salire al4 piano; quando arrivai mi venne ad aprire un signore in vestaglia, capelli biondi lunghi tenuti dietro a coda di cavallo, emanava un profumo molto forte. il signore forse sui 60 anni aveva un viso aperto, simpatico; mi presentai "Buon giorno sono Ivano quello dell'inserzione" "Complimenti sei arrivato anche in anticipo ,hai proprio voglia di lavorare!" "Vede signor?" "Mi chiamo Alberto" "Vede signor Alberto mio padre è gravemente ammalato e mia madre fà già il mestiere che voglio iniziare io" "Puoi iniziare subito? ti darò 300.000 al mese" "300.000? grazie signor Alberto, grazie". iniziai subito a lavorare, a preparare la colazione, la doccia, gli abitiche voleva usare, pulii i pavimenti e feci andare la lavatrice, lui mi guardava attentamente e dal viso capivo che era soddisfatto.
Verso mezzogiorno tornai a casa,mia madre aveva preparato il pranzo,mi vide felice e anche lei pranzò contenta, poi alla fine mi prese le mie mani frà le sue e mi disse "Ivano, allora come è andata?" "Mamma mi darà 300.000 ed io dalla gioia ho lavorato come un matto, è un bravo signore, gentile, molto profumato" "300.000 lire sei sicuro?" "Così mi ha detto".
/> Nel pomeriggio mi rilassai, mia madre era andata a riposare ma verso la sera ricevetti la telefonata del Signor Alberto "Scusa Ivano per il disturbo ma ho combinato un casino, potresti venire ad aiutami?" "Certo Signor Alberto, vengo subito", avvisai mia madre e andai da lui. appena arrivai in casa notai tanta acqua in terra e lui che provava a toglierla,mi misi subito ad aiutarlo prendendo straccio e spazzolone ma in quell'acqua c'era pure molto sapone e ad un tratto mentre ero chino a pulire scivoloai in avanti sbattendo il viso per terra. Alberto mi fù subito vicino, mi aiutò ad alzarmi ma io ero completamente bagnato,allora mi fece spogliare completamente e qui Alberto potè vedere il mio corpo effeminato, mi venne ancora più vicino, girò intorno a me e poi mi disse
"Ivano ma tu hai un corpo da femmina e che femmina... un corpo molto sensuale, sei veramente molto sexy" e mentre diceva queste parole mi era venuto dietro e mi aveva abbracciato da dietro "Ivano tu mi stai eccitando, senti, senti il mio uccello!"; difatti all'altezza del mio culo sentivo, avevo sentito una cosa crescere e indurirsi. Alberto aveva poi iniziato a leccarmi le orecchie, poi ogni tanto mi girava il viso e mi baciava intrufolando nella mia bocca la sua lingua. Alberto era molto bravo a leccarmi, usava tutta la lingua entrando ed uscendo con la sua lingua le mie orecchie. in breve Alberto mi portò ad uno stato di eccitazione mai conosciuta, sentii le gambe non tenermi più, la languidezza mi aveva completamente presofacendo diventare le mie gambe molli molli,Alberto se ne accorse subito "Ivano vedo che ti ho eccitato, ti è piaciuto cosa ti ho fatto vero tesoro?". io risposi a fatica con un "siiii". Alberto mi prese per mano e mi portòin camerami aveva fatto sdraiare sulletto ed era venuto sopra di me, ricominciò a baciarmi, la sua lingua mi penetrò subito nella mia bocca e piano piano cominciai anch'io a rispondere alle sue effusioni amorose, ai suoi baci, il mio uccello venne duro, molto duro,lui me lo prese in bocca e mi fece il pompino, per me il primo della vita, poi si alzò e mi disse "Ivano,ti và di farlo anche a me ilo pompino?" "Certo Signor Alberto". iniziai a leccare quell'uccello già duro, lo leccai fuori, gli presi in bocca i suoi coglioni, poi alla fine loprsi in bocca e succhiai, succhiai, scoprii così che mi piaceva tantissimo fare quello che stavo facendo e cosìci misi più passione, lui gemeva,gemeva e diceva "Ohh che bravoIvano, sei bravissimo, che bocca hai".
mi sborrò in bocca poco dopo tutto il succo del suo godimento, bevvi tantissima sborra e mi piacque tantissimo, tanto che gli ripulii l'uccello rendendolo come nuovo.
Quando ci calmammo Alberto mi disse "Ivano tu mi piaci, hai un corpofemminile, sexy, mi piacerebbe ripetere quello che abbiamo fatto"
"E'piaciuto anche a me, si si" "Ivano per la prossima volta mipiacerebbe vestirti come una ragazzina della tua età, magari sexy?" "Signor Alberto se vuole lei, proviamo" "Ivano devi scappare a casa?" "No, se ha ancora bisogno!"
"Si, ho bisogno, un bisogno impellente di baciarti, vorrei che questa notte tu dormissi con me,ti deesidero Ivano","Signor Alberto se vuole posso chiamare a casa" "Si telefona telefona" "Mamma, il signore ha ancora bisogno di me, mi ha chiesto di stare con lui questa notte" "Ivano spera che riconosca ciò che fai"
"mamma ti ricordo che mi dà 300.000 lire" "Ok Alberto posso stare con te questa notte" "Ohh che bello, che belregalo mi fai tesoro mio, ora dai, ilpavimento è a posto prepariamoci ad andare a dormire,tu dormirai naturalmente con me e timetterò l'intimo da femminuccia e anche il profumo". Alberto mi prese per mano e mi condusse in camera da letto, io ero già nudo, Alberto prese una mutandina rosa ed un babydoll poi mi spruzzò un profumodolce e intenso poi mi riprese per mano e mi accomodò a letto, poi si coricò anche lui, mi venne vicino e mi abbracciò stretto,ricominciammo a baciarci ma ora anch'io rispondevo ai suoi baci, la sua gentilezza,la sua dolcezza mi avevano conquistato, mi avevano sedotto. mi fedce mettere a culo per aria, lui mi venne sopra, il suo uccello era durissimo, me lo puntò sul culo e lentamente mientrò dentro tutto, mi stette dentrofermoun pò, poi mi chiese
"Ivano ti posso fare mio? ti posso scopare, ti pregodimmi di si" "Alberto, Alberto si, si, mi scopi, mi scopi la prego, ho voglia anch'io" "Ma dopo sarai mio, diventeraila mia amante"
"Alberto si, comincia ti prego, mi faccia sua"
"Ivano dopo sarai mia, sarai anche la mia amante" "Sono pronta a diventare sua,voglio essere sua" "Ivano comincio amore mio, comincio e dopo sarai mia, la mia femmina". iniziò a scoparmi lentamente, entrava, rimaneva fermo ed usciva; "Alberto mi stia dentro" "Ok Ivano".
il ritmo aumento, aumentò, aumento,il mio corpo sotto i suoi colpi rimbalzava, il suo uccello pieno di vene e largo mi stava mandando in estasi: "dio che bello, sono sua, la sua femmina, la sua troietta se vuole, ma mi scopi, mi scopi, si mi scopi, che bello, mi piace, sii siiii, sono suaaaa, la sua troietta". Alberto aveva preso un ritmo infernale e dopo 10 minutimi sborrò nel culo una quantita incredibile di sborra.
Ci addormentammo così, col suo uccello ancora dentro di me, abbracciato a me.

Il mattino dopo ci svegliammo e la prima cosa che facemmo fù di darci un lungo, lungo bacio, Alberto volle che tenessi l'intimo femminile, ci lavammo insieme lavandoci a vicenda nella doccia poi mi fece provare una gonnellina nera cortissima ed una camicetta rosa, più le calze autoreggenti rosa con sandali di 6cm. camminavo senza problemi.
Un'altra giornata dilavoro iniziava ed una nuova vita mi si apriva davanti.


Votazione del Racconto: 9.1
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