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trans


avventura nel garage

           di ninfotimido

 Scritto il 29.10.2011    |    Visualizzazioni: 5.687  |    Votazione 9.0:

Io Ivano e la mia famiglia ci eravamo trasferiti da poco in un grande palazzo con diversi ascensori e sotto il palazzo c'erano dei garage per le macchine, a quei tempi di settembre del 68 avevo 18 anni, non avevo l'auto e andavo in giro in bicicletta e quella sera tornando dal mio solito giro stavo aprendo la serranda del nostro garage quando dietro di me sentii una voce.
Avevo sentito che nel palazzo era venuta ad abitare una trans brasiliana, dicevano che era molto bella, grande e grossa e quella sera me la trovai alle mie spalle "Ciao ragazzino, lo sai che hai un gran bel culetto?", io mi giro e le sorrido, sono piuttosto timido e la ringrazio con un fil di voce "Io mi chiamo Laura e tu?", "Io mi chiamo Ivano", "Ivano sei veramente carino, hai un viso dolce, da buono, mi piacerebbe che diventassimo amici io e te", Laura era veramente alta, coi tacchi che portava arrivava al metro e 90, un corpo giunonico con tette della sesta misura, era bionda, i capelli lunghi con grossi riccioli, e aveva come gambe dei tronchi d'albero, il viso era bello, di una bellezza aggressiva, una vera pantera, "Ivano, dai appena metti a posto la bicicletta ti invito a casa mia a bere qualcosa così facciamo amicizia, saresti il primo in assoluto", "Va bene signora Laura", "Ma che signora io sono solo Laura e basta cuccioletto", apr'' il portellone del garage e misi a posto la bicicletta poi chiusi a chiuve, subito dopo lei mi prese per mano e insieme entrammo in ascensore fino al settimo piano, in ascensore lei mi prese il viso frà le sue mani e mi diede un bacio lunghissimo, poi venne dietro di me e mi abbracciò, le sue grosse mani si posarono sul mio petto, e da dietro aveva iniziato a baciarmi sul collo, sulle orecchie, poi iniziò a leccarmeli con tutta la sua lingua e poi mi girò il viso verso di lei e mi baciò, un bacio lungo, sensuale, mi entrò in bocca con la sua lingua, io mi sentii completamente sciogliere frà le sue mani e quando arivammo al piano ero già pronto ad essere preso da lei.Laura aprì la porta di casa, mi prese in braccoio, chiuse la porta e mi portò sul suo letto, mi adagiò delicatamente e mi svestì completamente, poi mi venne sopra, e cominciò a baciarmi, baciarmi, la sua lingua faceva la padrona nella mia bocca, le sue groose labbra imprimevano sulla mia bocca il suo marchio, poi mi prese le gambe e se le mise sulle spalle, mi puntò il suo uccello sul mio culo e spinse, spinse, ma era troppo grande
ed io ero vergine, i suoi occhi era belli, luminosi cominciò a parlarmi dolcemente, la voce era soave "Caro Ivano, sei un dolce ragazzo, carino, sei una piccola ninfa, una ninfa creata per dare amore, piacere, guardati sei esile, hai un corpo androgino, lasciati andare, lascia che ti penetri, lascia che io prenda il tuo corpo, lentamente diventerai sempre più mio, sentirai il bisogno corporale di sentirti preso da me, lentamente diventerai il mio bambolotto erotico, vivrai con me e ti farò imparare a truccarti e vestirti da ninfetto e poi il tuo corpo si effeminerà ancora di più, sù amore, dai, rilassati e lasciati andare", le sue parole mi provocarono una specie di stordimento, una specia di ipnotizzazione, mi lasciai andare e lei entrò in me completamente, poi mi alzò e mi trovai completamente infilato sul suo uccello, non sentii alcun dolore anzi man mano che Laura aveva iniziato a scoparmi venni preso da una dolcissima sensazione di languidezza, ero abbracciato a lei, al suo corpo, lei aveva ptreso un ritmo forsennato ed io ero come una marionetta frà le sue mani, mi scopava e mi baciava e mi parlava sempre dolcemente e sempre con quella voce ipnotizzante "Ivano vedi ora stai diventando mio, io ti stò prendendo corpo e anima, quando ti sborrerò nel culo tu apparterrai a me, rimarrai sempre con me e ti riempirò di sesso, tanto sesso, senti il mio uccello, ti stà drogando il pensiero, il piacere che provi ti stà stordendo, cambiando, sei mio e lentamente sarai sempre più mia, ora è tardi, da domani mattina comincerà per te una nuova vita, il tuo nome sarà Viola e ti vestirai da femmina, sarai la mia piccola troietta, ed ora eccola, eccola, siii, siii, sei miaaa, ti sborrrooooooo", Laura mi riempì le viscere del suo sperma bollente, 10, 11, 13 fiotti di sperma, mi sentii sfinito fràle sue braccia, lei si alzò in piedi ed io ero sempre infilato sul suo uccello, mise su una mensola una macchina fotografica e sistemò l'autoscatto, ci mettemmo davanti e ci fù lo scatto, immortalato per sempre sull'uccello di Laura, poi mi tolse dal suo uccello e mi obbligò a pulirgli l'uccello "Dovrai sempre pulirmi l'uccello e anche quello delle mie amiche quanto ti scoperanno e ingoierai tutto", feci come volva lei e ricordo che trovai il sapore della sborra abbastanza piacevole.
Era ora di cena e iniziò il mio cambiamento, mentalmente ero già suo, non sentivo assolutamente la mancanza dei miei genitori, non ne sentii più, Laura mi portò in bagno, mi fece sedere e mi lavò accuratamente, poi mi truccò leggermente gli occhi, le guance ed il rossetto rosso fuoco, poi mi portò nella camera e mi fece mettere un perizoma rosa, calze autoreggenti rosse, un vestito rosso con spacchi vertiginosi laterali e posteriore, mi diede da indossare della chincaglieria e mi diede delle scarpe di vernice rossa con tacchi di 6cm. era la prova della mia appartenenza a lei, dovevo camminare tranquillamente con quelle scarpe, Laura mi fece alzare e mi fece camminare, lei era vicino a me ma non ebbi bisogno di alcun aiuto, camminai come se l'avessi sempre fatto, dondolandomi addirittura un pò dando alla mia camminata un'apparenza troiesca, si era suo, completamente, fisicamente e psichicamente, mi diede una borsetta con dentro fazzolettini, rossetto, fard, ero pronta a essereViola, Laura mi prese per mano e uscimmo di casa, trovammo persone che mi conoscevano da ragazzo ma che non fecero alcuna mossa, Ivano non c'era più, arrivò un taxi, salimmo e il tassista non ebbe occhi che per noi, arrivammo in un ristorante, Laura era conosciuta, i camerieri la salutarono calorosamente, ci sedemmo ad un tavolo e cenammo allegramente, il cameriere era gentile, caloroso quasdi con Lsaura e lei alla fine delle ordinazioni gli diede un leggro bacio sulla guancia, poi mi disse"Viola, vedi questi camerieri? me li sono fatti tutti e più di una volta, anche il cuoco è stato mio, ma ora sarò solo tua e tu mia.
Ad un certo punto arrivò un'amica di Lsaura, trans pure lei, Laura e questa i salutarono calorosamente poi Laura mi presentò "Carla ti presento Viola, è un dolce ragazzino che ho velocemente trattato ed ora è mio, anzi mia, non è carina?", "Laura ma è dolcissimo,è bellissimo, complimenti", "quando verrai a trovarmi te lo farò conoscere meglio, ora dobbiamo tornare, ciao", "Ciao Laura e ciao Viola", "Buongiorno signorina Carla".
Tornammo a casa, ci mettemmo in libertà, Laura mi diede un pigiama completamente rosa sopra un babydoll, sempre rosa, ci mettemmo sul divano a fianco, lei mi mise un braccio sul collo e ci addormentammo così fino alle tre.
Mi svegliò lei, mi prese in braccio e andammo a letto, io dovevo mettermi di lato perchè lei volle dormire col suo uccello dentro il mio culo, stretta a me.
Questa è la prima parte, spero che piaccia e che mi chiediate di continuare.


Votazione del Racconto: 9.0
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