Io e Greta eravamo una bella coppia.
Affiatatissimi anche a letto, ma ci mancava quel “qualcosa” per essere veramente soddisfatti sessualmente parlando.
Avremmo tanto voluto provare delle esperienze diverse, come lo scambio di coppia, ma la nostra riservatezza e la nostra stessa indole tranquilla e pudica non ci aveva mai spinto a fare un passo oltre i nostri desideri nascosti.
Frequentavamo da tempo coppie di amici, con cui avevamo anche un bel rapporto di amicizia, ma mai il coraggio di trasgredire. Una sera di sabato eravamo usciti per prendere un gelato in centro a Milano.
Ci sedemmo in un piccolo bar all’angolo non lontanissimo dal Duomo e ci prendemmo un gran gelato. Tutti notammo l’ingresso ancheggiante di una favolosa mora dai lineamenti orientali ed il suo corpo perfetto da modella fasciato da una gonnellina a tubo che la vestiva (o meglio la “svestiva”) sino a poche dita sotto l’inguine. Non potendo passare inosservata la strafiga, divento' oggetto dei nostri discorsi e concludemmo che era filippina o thailandese e che era la chiara dimostrazione che la regola era confermata dall’eccezione! Un ragazza così, alta 1.75 non era proprio nei parametri di altezza delle sue conterranee. Lanciava occhiate infuocate su noi e subito fra noi si scatenò la guerra perché ognuno si riteneva “l’oggetto del desiderio”.- Affascinato da quella stupenda creatura mi diressi al banco e dopo aver bevuto un bicchiere di acqua fresca attaccai discorso in maniera assolutamente banale e la condussi al nostro tavolo. Prese un cono e dal modo con cui lo gustava capimmo subito che aveva ben altre intenzioni!
Ci spiegò che era figlia di una ragazza thailandese e di un marinaio svedese che capitava spesso nella sua cittadina, da cui la sua statura da vatussa per il suo popolo. La cosa la imbarazzò sempre, tanto che a 16 anni decise di lasciare il suo paese e raggiungere lidi ove la statura media fosse almeno una spanna maggiore. L’ora era tarda ed offrimmo a Lisa (questo il suo nome) un passaggio in auto.
La accompagnammo ad una pensioncina ove aveva preso alloggio al mattino. Non aveva però curato di chiedere l’orario di chiusura e nemmeno le chiavi del portoncino … per cui ormai la sua unica possibilità di tetto era un buon albero dei viali. Greta ed io le offrimmo ospitalità a patto che si arrangiasse nel nostro letto matrimoniale senza però porre ostacolo al nostro “agitarsi” notturno.
Chiaramente era una boutade e ridemmo tutti in coro, meno lei che si limitò a sorridere enigmatica come sanno fare le orientali. Giunti a casa mi consultai con Greta e si decise di preparare un letto sul divano, tanto per non fare la figura degli assatanati, prontissimi a
lasciarlo intatto se lei avesse voluto veramente venire fra noi.
Greta ando' a fare una doccia e si mise subito a letto tutta nuda come era solita fare d'estate. Dopo di lei andò Lisa. Greta rimase sdraiata sul lettone al buio anche se la stanza era abbondantemente illuminata da una magnifica luna e dai bagliori della città. Poco dopo un fruscio discreto e vidi apparire la dea che avanzava leggerissima con le splendide mammelle scoperte ed un asciugamano avvolto alla vita a mò di pareo.
Con una rapidissima piroetta si liberò dell’asciugamano e si piombò nel letto al fianco di Greta a pancia in giù mettendo in evidenza una schiena sinuosa che terminava con due bellissime dune che erano le sue natiche. La sua pelle era scura e vellutata, al tatto doveva sicuramente dare la stessa sensazione di una pesca. Quella visione fu estasiante per Greta che la accarezzo' dolcemente con due dita percorrendo tutta la schiena e le natiche, era proprio la pelle di una pesca.
Dopo poco giunsi io, sfacciatamente nudo ed ostentando un cazzo decisamente ritto, che lasciava immaginare tutta la sua possanza. MI sdraiai anch'io e deposi tanti piccoli baci sulla schiena di Lisa e sulle meravigliose natiche molto ben delineate da un solco profondo e scuro che lasciava spazio a mille fantasie. Lei non si scompose, allungò una mano, scostò il lenzuolo che ricopriva Greta e le scoprì i seni di ventunenne soda e carnosa. Iniziò ad accarezzarle i seni, percorse le sue circonferenze e poi si divertì a titillarle i capezzoli bruni che si stagliavano al centro delle sue tette bianche. Greta gemette impercettibilmente, lei si avvicinò e depose due baci sui suoi capezzoli scoprendola completamente. Anche il bel corpo di mia moglie non sfigurava certo al confronto con il suo, la visione per me non poteva essere che di metà di loro: Greta il giorno (carnagione bianca)Lisa la notte (carnagione bruna). Lisa baciò la pancia di Greta, si attardò sul suo ombelico e si tuffò con il viso nella sua boscaglia.
Con le labbra imprigionava i suoi peli e tirava leggermente facendole avere ogni volta una fitta alla figa. Guardavo lo spettacolo e le lasciavo fare senza disturbare il mio peregrinare sul corpo fremente e voglioso di Greta. Improvvisamente Lisa si rigirò supina e un imponentissimo cazzo si erse come un obelisco nella penombra della camera. ERA UNA TRANS! Ci guardammo sgomenti con Greta ma capimmo immediatamente che dovevamo continuare il gioco accettandolo anche in questa sua nuova sfaccettatura!
Greta si avvento' sul suo cazzo e lo bacio' con trasporto leccandolo ed ingoiandolo ripetutamente. Dopo si mise supina ed allargo' le cosce in modo spudorato. Lei ( o lui? ) si girò verso di lei, le venne sopra e dolcemente iniziò a penetrarla con il suo bellissimo, insospettato cazzo. Era lunghissimo, forse 25 centimetri e grosso come un piede di un tavolo. Iniziò ad entrare nella sua figa e sembrava non smettesse più di introdursi. La dilatava come un divaricatore. Greta si sentiva impazzire. Ma la sensazione da svenire venne quando finito di penetrarla si poggiò con le sue meravigliose mammelle sul suo viso. Affondo' il viso fra le sue zinne e si lascio' carezzare da quelle splendide mammelle.
Con le sue mani la strinse intorno al suo viso, lecco' e succhio' i capezzoli quasi volesse farne sgorgare il latte. Intanto lei iniziò un lento movimento di andirivieni nella sua figa che grondava succhi abbondantemente. Lisa stava chiavandola con una maestria che dicono solo gli orientali conoscono. sentivo Greta gemere di piacere, soddisfatta di essere chiavata, squarciata, trafitta da un cazzo gigante e contemporaneamente lavorava le due mammelle di vera donna.
Sia il cazzo che le tette appartenevano allo stesso corpo, immaginavo perciò che anche Lisa dovesse sentire contemporaneamente due gradevolissimi godimenti. Le lacrime sgorgavano copiose dagli occhi di Greta, ansimava come una cavalla stanca ma sfrenata, godeva come una troia. Ero lì estasiato e non osavo muovermi per non interrompere uno spettacolo simile di estremo godimento e lascivia. Improvvisamente Lisa sborrò nel profondo della sua figa. Un liquido caldissimo, untuoso, denso che fece toccare il settimo cielo a Greta. Rimase dentro Greta a lungo dopo aver sborrato, la baciava e leccava le sue lacrime che beveva avidamente.
A me era venuto un cazzo duro come il marmo di Carrara. Lisa si rigirò come una folata di vento, leggerissima e cominciò a spompinarmelo. Adesso il suo culo era rivolto verso Greta che poteva ammirare a pochi centimetri dai suei occhi quel cazzo che l' aveva trafitta e le aveva fatto tanto sognare e godere. Greta sii mise sotto di lei e lo prese in bocca lappandolo e baciandolo.
Assaporava quel membro con gusto, aveva il mio sapore, ma anche il sapore della sua figa da cui era appena uscito, ma aveva anche il sapore del suo sperma che le aveva da poco irrorata la figa. Greta le un pompino lunghissimo fin quando non venne un’altra volta e questa volta nella sua bocca avida. Anch'io venni e le scaricai la sborra nella bocca, lei accolse con trasporto la valanga di sperma e lo deglutì lungamente assaporandolo lentamente. Contemporaneamente Greta lecco' il cazzo a quella favolosa femmina e lei lo leccò a me.
Poi si rigirò con il culo vellutato verso me e si fece inculare. Fece anche segno a Greta di porsi sotto di lei con il culo spalancato ed a sua volta la inculò fino in fondo. Sentivo i suoi coglioni sbattere contro le natiche di Lisa che a sua volta penetrava il culetto di Greta e le sue mammelle sfioravano le sue spalle. Greta riceveva due colpi per volta, qi miei tramite il corpo di Lisa e quelli di Lisa stessa.
Alla fine vennemmo ambedue contemporaneamente. Sia Lisa che Greta avevano il buco del culo invaso da un cazzo possente e le visceri invase da sborra rovente. Alla fine toccò a Greta lavare con la lingua i due cazzi. La notte trascorse così.
Ci addormentammo felici, soddisfatti e dormimmo a lungo. Quando ci svegliammo Lisa era vestita e le abbiamo chiesto all’unisono “che fai, esci?” lei rispose “no, parto!”.
Rimanemmo sgomenti facendo fatica a percepire il senso delle sue parole. Lei aggiunse “Torno a Milano, lì lo faccio per lavoro, qui sono venuta per farlo per me ed ho avuto la fortuna di incontrare voi. Grazie amici miei, vi ricorderò sempre nei miei migliori momenti di intimità”.- Ci baciò sulle guance ed uscì. Non la vedemmo mai più e questo la trasformò in un sogno, un magnifico sogno di una notte d’estate.