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55 anni

           di barbabianca

 Scritto il 21.09.2010    |    Visualizzazioni: 14.475  |    Votazione 7.9:

55 anni, sono solo, un matrimonio andato a male dopo anni di gioie, di godimenti infiniti. Eppure lei mi ha lasciato.
È stata una cosa traumatica, improvvisa, la mattina del 26 dicembre, con il buon giorno mi ha annunciato che quel giorno stesso avrebbe portato via la sua roba e se ne sarebbe andata.

Sono rimasto inebetito, non ho avuto neppure il coraggio di reagire, le ho solo chiesto, se la sera sarebbe stata ancora lì oppure non la avrei più rivista.
Non attesi la sua risposta, mi infilai in macchina e partii, non avevo nessuna meta in mente, solo levarmi di lì.

Forse fu l’istinto della tana, ma mi accorsi di aver preso la strada che mi avrebbe portato alla mia città natale, alla casa dei miei genitori, dopo due ore aprivo la porta. accesi i riscaldamenti, accesi anche il frigo, e uscii di nuovo per andare a fare un poco di spesa, visto che avevo deciso di fermarmi lì per un pò di tempo.

Andai in un grosso centro commerciale, comprai prima di tutto un po’ di biancheria per cambiarmi spazzolino dentifricio, niente rasoio non ci ho neppure pensato.

Ero a gironzolare fra gli scaffali e nel mio cervello girava sempre più insistente l’idea di prendermi una sbornia colossale infilai nel carrello alcune bottiglie di vino ma soprattutto liquori. Mentre sceglievo una bottiglia di rum, mi sentii sii dire: grande festa per l’ultimo dell’anno?
Mi girai, devo ammetterlo, un po’ infastidito, e mi trovai davanti una signora anche lei più o meno della mia età. Piccola, infagottata in un cappotto piumone viso rotondo, due occhi chiarissimi, verdi, la cosa più bella che potessi vedere. Risposi solo per educazione e per quei meravigliosi occhi:
-no niente feste, solo cose per dimenticare e non pensare a nulla.
-accidenti con una scorta del genere deve essere accaduta una cosa tremenda
- direi di sì, tre ore fa mia moglie mi ha mollato e senza preavviso…
Stranamente non mi sentivo imbarazzato a spifferare a quella sconosciuta i miei problemi, forse i suoi occhi mi avevano incantato.
-comunque non è una cosa tanto strana questa, benvenuto nel club degli sfigati, e dei mollati…
-Perche è successo anche a lei?
-Non proprio nello stesso modo ma mio marito mi ha dato il benservito anche lui.
-è molto che è successo?
-no non molto ad agosto… comunque quelle
-indicando le bottiglie- non sono di aiuto. provato già...

Uscimmo dal supermercato, e la invitai a prendere un caffè, al tavolo ci raccontammo le nostre storie, ci presentammo e ci scambiammo il numero di cellulare, con la promessa di risentirci presto, E magari passare il fine anno in compagnia di suoi
conoscenti, più o meno tutti nella stessa situazione.
Nel salutarci lei mi Abbraccio e mi bacio sulle guance sussurrandomi non bere, ti fa male ci sono altri modi per superare la cosa e spesso molto più divertenti. Poi prese il suo carrello e si avvio.

La sera a casa dopo cena mi sdraiai sul divano e accesi la tv, ma la mia testa andava per i fatti suoi erano già le 23 quando il cellulare suonò.
- ciao, mi riconosci?
- beh certo come potrei non riconoscere una voce cosi dolce…
- come stai? Hai seguito il mio consiglio di non bere?
-si per il momento si sono sobrio, anche se mi sto sorseggiando un rum
-senti sono uscita ora dal ristorante, sono con un’amica, che ne dici di offrircelo anche a noi un buon rum
- certo se ne avete voglia …
Le diedi il mio indirizzo
- 5 minuti e siamo da te, poi abbassando la voce mi disse reggimi il gioco, ho detto a lei che sei il mio uomo
- quasi divertito le risposi, ti prendo in parola, appena arrivi ti bacerò in bocca …….
-poi a voce alta ciao tesoro
Non passarono neppure 5 minuti e sentiti suonare alla porta.
Andai ad aprire e lei mi butto le braccia al collo e mi bacio immediatamente stringendosi a me.
Quando ci staccammo vidi la sua amica, alta come lei, molto più magra, capelli biondi, un trucco un po’ più pesante, e una bocca larga e carnosa.
Lei mi presento, Gianna questo è Mauro, ora sei convinta che esista?
Gianna mi strinse la mano squadrandomi da capo a piedi e poi certo che vederlo lo vedo, ma è proprio vero che è bravo come mi racconti, bisognerebbe provarlo ahahaha.
Angela, cosi si chiama, le rispose, fossi matta a fartelo provare, è tutto mio…….
E io stando al gioco…. dai Angela non fare la possessiva, se mi presti qualche volta non è la morte di nessuno hahaha

Tolsi il cappotto a Angela e nel farlo la abbracciai da dietro, sentii un bel culetto che si appoggiava a me e due belle tette riempirono le mie mani.
Dopo averle sfilato il cappotto mi fisso negli occhi e mi disse sorridendo - sempre la solita mano lunga?
Nel frattempo Gianna rimase a guardarci e poi: -chissà se me lo togli anche a me così il cappotto? - Io di rimando non vorrei essere ucciso da Angela…
Angela mi fissava e poi disse - fai pure fai pure non sono gelosa di Gianna -.
E si girò andando avanti nel corridoio.
Gianna si appoggio pesantemente alla mia patta e io ne approfittai nello stesso modo palpandole i seni, più piccoli di quelli di Angela ma decisamente più sodi.
Angela intanto aveva trovato la sala e la camera da letto, entrò e si tolse il maglioncino e rimase con la camicetta.
Poi venendoci incontro mi prese per mano e ci avviammo in sala.
Avevo già preparato tre bicchieri e Angela verso il rum, notai che il bicchiere di Gianna era pieno quasi fino all’orlo mentre i nostri erano normali.
Gianna mi disse - Ma dove la hai conosciuta? Lei non mi ha detto mai nulla, né quando, né dove, né come.
Angela intanto si era appoggiata a me e ogni tanto mi baciava sul collo, questo trattamento cominciava ad eccitarmi e il mio cazzo si risvegliava lentamente. Mi sussurrò inventa una cosa strana ed erotica.
Beh sai Gianna la ho conosciuta al mare eravamo in spiaggia con gli asciugamani vicini. Si era addormentata al sole e io per non farla bruciare le ho spalmato la crema, schiena chiappe e gambe.
Quando ero alle chiappe le ho messo il costume a tanga e me la sono palpeggiata un po’, mi sono accorto che si era svegliata ma ha fatto finta di nulla le ho massaggiato anche il buchetto e il mio dito unto come era è scivolato dentro.
Solo allora mi ha detto: - non farti vedere dagli altri cosa stai facendo.
Avevo l’indice nel culetto e con il medio e l’anulare cercavo la sua figa che sentivo già bagna.
Entrai cosi dentro di lei e la pompai fino a farla godere. Appena si è ripresa si è alzata, si è messa a posto e mi ha detto grazie, ed è andata via.

Intanto mentre raccontavo Gianna aveva già vuotato il bicchiere, Angela lo riempi di nuovo subito.
Mi sussurrò - vedo che hai voglia -; nel girarmi per baciarla in bocca le risposi - sì, e tanta. perché non andiamo a letto a fare l’amore?
- E lasciamo Gianna cosi? la vedi che è eccitata?
E poi te la ho portata per andarci a letto, ma ha bisogno di una spintarella -.
Intanto la sua mano mi slacciava la cintura e si insinuava dentro le mie mutande.
Poi rivolta a Gianna le disse, dai vieni a toccare cosi ti convinci che è vero.
Che lo ha grosso come ti dicevo.
A quel punto lasciai fare Angela che me lo tirò fuori masturbandomi lentamente.
Gianna trangugio il bicchiere e si alzo venendoci vicini.
Lentamente si inginocchio fra le mie gambe e allungo la mano toccandomi la cappella.
- Gianna voglio vedere e toccare anche io, perche non ti spogli?
Lei guardò Angela che con un cenno del capo acconsenti, in tre secondi netti Gianna era nuda.
Aveva un corpo asciutto, anche se non secco, due tettine piccole ma ancora alta e soda, in compenso i capezzoli erano lunghi e attualmente duri, sul pube aveva una sola striscia di peli che arrivava sopra il clito. si inginocchiò immediatamente e comincio a passarsi il mio cazzo sulle guance, lo sfiorava con la bocca e con la lingua
Ormai ero preso da quel gioco e non mi accorsi che anche Angela si masturbava, ad un tratto Gianna affondo il mio cazzo nella sua bocca.
Istintivamente alzai il bacino per entrare ancora di più, le misi le mani sulla nuca e la tirai verso di me.
Di solito in quel modo si provocano conati di vomito ma Gianna sembrava potesse ingoiarne ancora parecchio.
Chiusi gli occhi e continuai a pomparla in quel modo, quando li riaprii anche Angela era nuda e dietro a Gianna e la leccava a più non posso.

Ci fissammo a lungo negli occhi poi con cenni delle mani le comunicai che volevo anche lei, annui subito.
Alla fine dissi ragazze andiamo a letto si sta più comodi.
Entrambe nude si alzarono e io finii di spogliarmi presi la bottiglia e la diedi a Gianna che immediatamente dette un lungo sorso, Angela si riempi la bocca e diede un bacio a Gianna versando nella sua bocca tutto il suo liquore.
Gianna disse - e tu non mi dai dalla tua bocca un po’ di rum? -
Avevo capito che Angela voleva ubriacarla, mi riempii bene la bocca e poi lo versai nella sua.
Gianna era in mezzo a noi e Angela la accarezzava, la penetrava con le dita mentre io le strizzavo le tette. chiesi ad Angela di venire in mezzo che volevo giocare con lei.
Subita Gianna cerco di protestare, ma si convinse facilmente.
Mi appiccicai a Angela mettendole il mio cazzo in mezzo alle gambe, la baciai lingua in bocca in continuazione, cercai di salirle sopra e infilargli il mio cazzo dentro ma mi fermò, mi disse - prima Gianna…….
- Perchè prima lei, sei tu che voglio
- Prima lei perche è ancora vergine tutta, poi mi avrai quanto vuoi.
Si staccò e Gianna subito mi venne addosso baciandomi dalla bocca fino ai piedi.
Angela continuava a masturbarla in tutti i modi, sentii Gianna irrigidirsi e poi scossa come un’indemoniata comincio a urlare dal piacere, Angela la aveva fatta arrivare.
Gianna si sdraio su di me e sentii il suo godimento scivolare sul mio cazzo innondandomi.
Angela le apri le gambe e io facendola scivolare un po’ le appoggia il mio cazzo sulla figa, Angela comincio a passarlo dal clito al buchetto del culo fino a che non appoggio la mia cappella sulla figa cerco di farne entrare un po’.
Avvertii subito che quella figa era strettissima ma cominciai a spingere, sentivo la carne che si apriva a stento entrai piano fermandomi spesso intanto Angela con due dita continuava a pomparle il culetto.
Avevo il cazzo stretto in quella fighetta come in una morsa, alzai il viso su Gianna la vidi sorridente, anche se con una smorfia di sofferenza in viso le dissi ora mia piccola ti sfondo tutta e sarai mia.
Lei mi disse no fai piano ti prego voglio godermi tutto.
Le dissi allora alzati e impalati tu come vuoi.
Lo fece immediatamente sfilo quasi tutto il cazzo e poi ricomincio a infilarselo.
Sentii il suo imene ancora integro che toccava la mia cappella, lei continuo a scendere, ma l’imene si fletteva ma non si rompeva.
Continuo lentamente fino a che la pressione fu troppa e si ruppe, improvvisamente il mio cazzo penetro un bel po’ di colpo dentro di lei.
Che in quel momento si lascio andare di colpo prendendomi tutto. Rimase ferma per non so quanto in quella posizione, nel frattempo Angela baciava lei e me in continuazione, mi ringraziava e a lei chiedeva se era felice di avermi preso.
Ad un certo punto Gianna comincio a muoversi su e giù accelerando e grugnendo ad ogni stantuffata.
Quella chiavata durò pochi minuti, Gianna arrivo dopo pochi movimenti e io potei lasciarmi andare e godei come un assatanato sborrando dentro di lei.
Solo a sentire i miei schizzi e la sborra calda dentro di se per Gianna parti un secondo orgasmo che la lascio senza fiato. Solo Angela era cosciente di quello che provavamo e continuava a accarezzarci e baciarci a più non posso.
Al contrario di come mi capitava il cazzo non accennava a diventare mollo e Gianna se lo teneva dentro ruotando il bacino piano.
Lentamente Angela glielo sfilo dalla figa e per la prima volta me lo prese in bocca lavandomelo e succhiandomelo poi lecco la figa dell’amica dolcemente a lungo, dopo baciò Gianna e le disse hai visto che ho bevuto anche la tua verginità? E tu non ci credevi.
Questi discorsi e quei gesti non aiutavano certo il mio cazzo al riposo, dissi a Angela, ora tesoro voglio la mia figa vieni a cavallo ti prego.
Mi saltò su immediatamente e si impalò in un colpo solo, la sua figa era più elastica, ma mi avvolse come un guanto: - ora mio bello stallone ti cavalco come voglio io e sarà una lunga cavalcata.
Fu una cavalcata lunga e travolgente, la sua figa era una contrazione continua, quando si accorgeva che ero vicino a sborrare, la contraeva e si fermava. Gianna a fianco a noi spossata guardava toccandosi delicatamente.
Alla fine l’orgasmo ci prese entrambi, furono colpi forti e dolorosi mi sembrava di aprirle la pancia e il mio cazzo mi lanciava delle fitte ad ogni affondata e poi finalmente la liberazione della sborrata.
Ci addormentammo cosi ancora uniti.
Qualcosa ogni tanto mi infastidiva, lampi di luce mi tirarono su dal mio sonno, pensai che ci fosse un temporale, socchiusi gli occhi, Gianna ci stava fotografando. Angela ancora con il mio cazzo in parte dentro la figa.
.Lentamente feci scivolare Angela di lato e dissi a Gianna ora lo puoi fotografare come vuoi. Felice scatto non so quante foto le dissi dammi la macchina e fammi un po’ di pompino cosi hai anche questi ricordi.
Era proprio entusiasta la fotografai in mille pose con il cazzo e da sola, mentre leccava la figa dell’amica o le mettevo due dita in culo: mi disse peccato che non mi ha fato le foto mentre mi sverginavi, sarebbe stato fantastico.
Gianna si addormento mentre teneva il mio cazzo in bocca. Fu una notte lunga, senza sogni, al mattino mi svegliarono a suon di baci e succhiatine. Angela mi abbraccio e mi disse passata un po’ la crisi?
Le guardai sorridendo e dissi - no, dovrò tenervi con me per parecchio tempo, cosi sicuramente passerà.
Gianna disse: - davvero? Finalmente avrò un uomo quanto vorrò - e mi prese in bocca il cazzo succhiandomelo forte.
Angela fece il broncio e poi scherzosa disse
- heiii è il mio uomo e non lo ho ancora preso tutto, lo sapevo che non dovevo farti sverginare.
Gianna rispose - dai Angela neppure io lo ho preso tutto e poi il mio culetto è ancora vergine…
- Se è per quello anche il mio - rispose Angela.
- Bene ragazze non bisticciate se proprio insistete vi svergino entrambe ahahaha.
Però questa volta prima sverginerò la mia Angela e poi te.
Angela: - nooooo prima lei cosi poi con me duri di più e ho una voglia di fare la maialotta che non immagini.
- Sapete cosa facciamo? Mentre io inculo Gianna tu Angela ti metti sotto a 69 cosi la facciamo godere di più e poi tu Gianna rendi il favore ad Angela, tanto ho capito che lesbicate da parecchio assieme.
Gianna si ammutolì e Angela mi disse - ti dispiace?
- No assolutamente ho cercato mille volte di coinvolgere la mia ex moglie ma non ne voleva sapere, a dire la verità avrei voluto farlo assieme a lei anche con un altro uomo -.
Rivolto ad Angela: - tu lo hai fatto con due uomini.
Mi rispose - no. Ma ho sempre desiderato che il mio uomo si facesse la mia amica assieme a me -.
Ci mettemmo delle t-shirt e cominciammo a fare qualcosa.
Ad un certo punto mi sdraiai sul divano e mi riaddormentai. Fui svegliato quando Gianna si lascio andare di nuovo sul mio cazzo, era a cavallo con il cazzo piantato nella figa, mi disse - ma sai che è fantastico avere il cazzo dentro? Dai raccontami poi cosa è successo fra voi al mare -.
- Sai non sapevo neppure il suo nome, e avevo poche speranze di ritrovarla, la sera dopo il night andai a farmi una passeggiata alla spiaggia, ormai poca gente in giro e quella che vedevi era chiaro che volevano fare l’amore.
Arrivai alla spiaggia aprii la cabina presi il lettino e lo portai vicino al mare.
Dopo 10 minuti sentii dei passi, pensai a qualche coppietta, invece mi sentii baciare in bocca era lei.
È già la terza volta che vengo a cercarti ho voglia di te.
Anche io ho voglia di te
Mi spogliai nudo e mi sdraiai sui miei vestiti. Lei si inginocchio al mio fianco e senza dire nulla mi fece un pompino stupendo, si ingoio tutta la mia sborra e continuo fino a che il mio cazzo non fu di nuovo duro, si sollevo e mi venne a cavallo infilandosi il cazzo in figa.
Mi monto per un bel po’, ogni volta che godeva spingeva un po’ di più alla fine arrivai anche io per la seconda volta, la riempii di sborra, mi disse solo devo correre, a domani.

Gianna: - però Angela non mi aveva mai parlato di te e del vostro rapporto.
Sai l'ho conosciuta che ero una ragazza, poco più che un’adolescente lei aveva 4 anni più di me. Quando diventammo amiche cominciammo a parlare di sesso io non avevo nessuna esperienza lei invece aveva amici e amiche, pensavo che potesse insegnarmi, quando in estate venivano i miei parenti io andavo a dormire da lei, una sera che sua madre doveva restare in ospedale per curare suo papa cominciamo a giocare, andando a letto rimanemmo solo con le mutandine, le chiesi di insegnarmi a baciare con la lingua, dopo dieci minuti ci baciavamo senza staccarci e ci accarezzavamo tutto il corpo credo di essermi innamorata di lei quella volta. Mi ha tolte le mutandine e mi ha baciata lì a lungo leccandomi e succhiandomi, poi ho voluto che rimanesse nuda anche lei ho cercato di fare la stessa cosa a lei ma era molto pelosa, dopo aver diviso i peli con il pettine anche io sono riuscita a farlo mi è piaciuta subito la sua figa, da quel giorno ci siamo godute entrambe, lei mi ha fatto promettere di rimanere vergine, dicendomi che avrebbe scelto lei il mio maschio.
Anche se una volta mi ha fatto andare con un signore molto più grande, ma solo per imparare a fare i pompini andavamo da lui assieme e me lo ha fatto fare per un mese filato tutti i giorni.
Fino a che lui ha detto che ero diventata fantastica.
Il pomeriggio passò dolcemente tra baci e carezze, era come se fossimo sospesi, in attesa di una esplosione di voglia.
La cena fu veloce e divertente, Angela e Gianna ,in pratica si bevvero quasi due bottiglie di vino , bevvi solo un bicchiere, giusto pensando alla notte che mi aspettava.
Ad un certo punto Angela mi disse: - ma sei sicuro di farcela con tutte due, anche tu non sei più un ragazzino……
- Beh, se dopo Gianna mi sentirò stanco, vorrà dire che cercherò un aiutino...
- ma parli del viagra?
- No parlo del cialis.
- Ma lo hai gia usato qualche volta?
- Si, un paio di volte in occasioni speciali -.
Angela mi disse - allora quando tocca a me lo prendi?
- È meglio che lo prendo un po prima ci vuole un po di tempo perche faccia effetto, comunque lo prendo di sicuro.
Gianna cominciava a dare segni di impazienza, un ultimo bicchiere di rum e poi ci avviamo a letto.
Prima di sdraiarmi preparai la scatoletta della vaselina, intanto nel letto ,erano baci e carezze , solo a guardarle a un povero cristo la pressione saliva alle stelle.
Mi sdraiai dietro a gianna e anche io cominciai a baciarle il collo, piccoli morsi , le mie mani accarezzavano quelle chiappe tenere , le mie dita scorrevano lungo il solco cercando quel buchetto che avrei penetrato di li a poco.
Gianna si mise a pecorina allargando le gambe, angela si infilo subito sotto a 69 e mentre si leccavano e si succhiavano io cominciai a infilare un dito pieno di vaselina dentro il suo buchetto, avanti e indietro, ruotandolo per ammorbidire il suo sfintere, dopo un po, infilai anche il secondo dito a continuai a pomparla , vedevo che il piacere stava iniziando , dopo 5 minuti di questo trattamento mi vaselinai il cazzo e lo appoggiai al buchetto, sentendo la mia cappella, gianna si irrigidi, ma dopo un attimo sentiti i muscoli rilassarsi, e iniziai lentamente a spingere, la cappella entro per almeno metà , ma quando comincia a forzare lo sfintere, devo fermarmi, il dolore era forte,
Torno indietro e ricomincio da capo, lentamente il suo sfintere comincia a rilassarsi e io penetro un po di piu.
Decisi che quella sarebbe stata l’ultima spinta, la presi per i fianchi, spinsi lentamente e quando sentii l’impedimento al passaggio della mia cappella la tirai verso di me e contemporaneamente diedi una spinta, un lamento piu forte ma ormai ero dentro, continuai a spingere ora, scivolavo dentro piu facilmente, gianna ansimava e scuoteva la testa, sentendosi riempire.
avevo voglia di sottometterla e cominciai da subito a pomparla senza delicatezza, piu pompavo, piu lei mi chiedeva di fare forte, dalla sua gola uscivano sempre piu spesso gemiti e lamenti, sentii che il suo sfintere si irrigidiva e un attimo dopo fu scossa da fremiti in tutto il corpo continuai a incularla senza fermarmi, lei sembrò impazzire urlava - basta ti prego mi fai morire, non resisto è troppo forte; quando mi resi conto che veramente era al di là del piacere mi fermai e restai dentro di lei. ci accasciammo di fianco rimanendo uniti, lei ansimava come avesse fatto una corsa terribile, sentivo la sua pancia ancora scossa dal piacere. lentamente si calmo, , si sfilo da me .si giro e mi disse: - mauro ne è valsa la pena aspettare tanto, mi dispiace solo che non ti ho sentito sborrare dentro di me, ma ci saranno altre volte, vero? -.
Poi si alzò, angela venne vicino a me e mi disse: - sai vorrei che mi sverginassi quando saremo soli, non ti dispiace?
- No angela è quello che desidero stare solo con te, sai mi sembra una vita che mia moglie mi ha lasciato, sto bene, a parte quanto mi avete fatto godere…… - la baciai dolcemente a lungo e fu come scoprirci.
Lentamente e dolcemente il desiderio ci prese entrambi, ma fu dolce, teneramente ci si accarezzava ci si baciava, e lei mi disse , ora voglio che mi vieni dentro, voglio sentirti prendermi ,si mise supina ,in mezzo alle sue gambe strusciavo il mio cazzo sulla sua figa , giocando con le sue grandi labbra, sfiorando con la cappella il suo clito, lei ad occhi chiusi “sentiva” il contatto e la sua figa dimostrava quanto le piaceva colando succhi che rendevano sempre più scivolosa la sua natura. Apri ancora di più le gambe offrendomi il suo fiore aperto era una offerta senza limiti
La penetrai lentamente godendomi il contatto, quando fui dentro di lei completamente , mi avvolse le gambe intorno alla vita e ci incollammo come un corpo unico, lentamente iniziamo a fare l’amore, non era sesso , era amore.
Non so quanto tempo passo, ma ogni volta che mi avvicinavo al mio orgasmo , mi fermavo, non avrei mai voluto uscire dal suo corpo, avrei voluto prolungare all’infinito quel rapporto, lei ormai sembrava come in trance e io ero al limite della mia resistenza.
Accelerai il mio movimento ,lei gemette dicendomi: - dai mauro ora disseta il mio corpo, voglio sentirti, voglio essere riempita dal tuo sperma. Oraaaa dammelo!! -. quell'urlo scatenò il mio orgasmo, nel mio cervello sentii come una esplosione e il mio sperma comincio a schizzare dentro la sua figa rimasi piantato dentro di lei mentre la mia sborra la riempiva, la sua bocca era incollata alla mia le nostre lingue erano voraci, poi lentamente ci riprendemmo, lei non sciolse le sue gambe e rimanemmo avvinghiati cosi a lungo, la stanchezza e il piacere avevano aperto le porte al sonno.
Ci risvegliammo che era ormai notte fonda, nel letto eravamo soli, gianna non era li, la cercammo per tutta la casa, poi in cucina trovammo un suo biglietto: "devo andare a casa, domani lavoro, venitemi a prendere a scuola un bacio"

Tornammo a letto, restammo abbracciati fino a che ci addormentammo

Continua………………..


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