Come era successo già tante volte prima di quella sera, mi ero segato voluttuosamente sull’esibizione della mia coppia preferita di ANNUNCI69, mi ero sborrato abbondantemente in mano mugolando e ansimando:”Troia, tieni, toh! beccati questo miele caldo nel buco del culo, godi! Troiaaaaaaaaa!!”, avevo lappato il mio sperma fino all’ultima goccia, avevo sfilato dal buco del culo il cazzo in gomma compagno inseparabile di questi miei ‘giochini’, avevo inviato ai miei ‘amici’ il solito messaggio di ringraziamento per l’orgasmo raggiunto e avevo chiuso il pc tornando come se nulla fosse ai miei affari familiari.
Ero diventato succube di quel giochino, oramai; avevo scoperto il sito quasi per caso, navigando senza meta nel mare del web un pomeriggio di estrema noia, e avevo subito capito come adoperarlo per trarne il maggior piacere possibile.
Ed erano tre mesi che mi masturbavo ripetutamente, fino a 4 volte al giorno nei giorni in cui mia moglie non si aggirava sospettosa per casa, immaginando di incontrare la coppia dei miei sogni!
Alla fine, dei vari annunci che credevo potessero corrispondere all’identikit della mia “coppia ideale”, nessuno si era ancora dimostrato effettivamente ‘valido’ dopo qualche mail conoscitiva che aveva letteralmente sgretolato la mia fiducia di trovare la coppia che cercavo, con le caratteristiche non solo fisiche (attorno ai 40 anni, meridionale, preferibilmente del salernitano per questioni di vicinanza geografica alla mia lucania, con lei formosa, seno abbondante e fianchi larghi e lui bisex passivo, amante dell’uccello sia in bocca sia nel retto), ma anche e soprattutto mentali (attitudine alla perversione totale, amante del pissing attivo e passivo, culturalmente evoluta, persa nel vizio più completo e soprattutto riservata, riservatissima!).
Avevo individuato una coppia che sembrava possedere tutti i requisiti da me ricercati affannosamente per mesi, ma nonostante le mie lunghissime mail di adorazione e i continui messaggi che inviavo, cercando di far capire loro che potevamo formare il trio perfetto, continuavo a non ricevere risposta.
Mi ero quindi convinto che non fossero “all’altezza”, nel senso che probabilmente erano solo due contenitori senza contenuto quando…….sorpresa! la mattina dopo ritrovai finalmente un messaggio di risposta alla mia ultima mail di ringraziamento da parte di Ada e Roberto!
Inutile dire come per la gioia inaspettata abbia festeggiato manualmente l’evento, sborrando stavolta sul pavimento e correndo a ripulirlo prima che rientrasse l’arpia in casa!
Mi dicevano che leggevano sempre con piacere i miei messaggi e che di norma scopavano con maggior vigore dopo aver avuto la certezza che i loro post e i loro contributi servivano a ‘scaldare’ ed eccitare tanti sconosciuti posizionati dall’altra parte del monitor e…addirittura mi lasciavano il loro numero di cellulare e mi proponevano per il sabato seguente di vederci in mattinata a Salerno per prendere un
caffè e decidere poi se e come proseguire nella conoscenza!
Ero al settimo cielo!
Nei 3 giorni che mi separavano dal sabato successivo imparai a memoria tutti i loro contributi, ripassandoli e schizzandoli uno a uno, memorizzando tutte le curve dello splendido corpo di Ada, morbido e abbondante e degli anfratti di Roberto, poco peloso e quasi efebico per certi versi.
Il sabato alle 9.00 in punto ero davanti alla stazione di Salerno con il mio abito scuro, gli occhiali da sole e un desiderio tra le gambe che traspariva turgido e a malapena celato dai miei mille sforzi.
Arrivarono dopo pochi minuti, sorridenti e felici di vedermi; solite presentazioni, bacio bacio, caffè al tavolo del bar, poche battute scambiate giusto per avere le prime conferme dei rispettivi giudizi positivi che ci eravamo formati l’uno degli altri e…Ada propose subito di proseguire la chiacchierata facendo un giro in auto, magari dirigendoci verso la Costiera, data la splendida giornata di sole.
“Certo! E’ una splendida idea!”, aggiunse Roberto, “Sali in macchina con noi, Marco!” mi propose sorridendo.
Mi sedetti sul sedile posteriore della loro berlina e partimmo alla volta di non si sa bene dove, ma l’importante era partire, in ogni senso!
Intuivo che Ada doveva avere già un lago tra le cosce pienotte ed eccitanti, a giudicare da come si contorceva sul sedile, senza riuscire a trovare una posizione comoda.
Mi chiese di parlare di me e dei miei gusti ‘particolari’ e mi accorsi che mentre parlavo di sodomia o di pissing, la maialona faceva sparire un paio di dita tra gli anfratti umidi della sua figa ingorda.
Tentava di soffocare i suoi gemiti, ma Roberto a un certo punto le disse, ridendo:”Ma che fai, brutta porca? Ti tocchi mentre Marco ti parla di lui?! E non ci chiedi nemmeno di partecipare, eh? Lo sai che abbiamo qualcosa che i tuoi buchi desiderano ardentemente a ogni ora del giorno e della notte, Ada?”.
Io lentamente mi sciolsi del tutto e abbandonai quella maschera di finta timidezza che avevo indossato nei primi momenti di conoscenza di quei due; sapendo da tutte le informazioni scambiateci via mail che Ada amava essere trattata a male parole, da vera cagna insaziabile, rincarai la dose con un:”Roberto, forse conviene accostare da qualche parte e dare una bella lezione alla tua troia, prima che cominci a ficcarsi dentro qualunque cosa lasciandoci a bocca asciutta! Che ne dici?”.
Vidi Ada tirare fuori dalla figa il medio e l’indice e porgerli alle labbra di Roberto:”Senti un po’, Roby: credi che sia alla giusta temperatura la mia micina?”
“Mmmmmmmmhhh!” fece lui, leccando avidamente gli umori della troia che aveva sposato 10 anni prima, “non saprei, prova a sentire il parere di Marco”.
Ada ripetè l’operazione e porse alla mia bocca i suoi umori di figa; anch’io assaggiai voluttuosamente, mentre con una mano cercavo di dare sollievo al mio cazzo duro come il marmo.
La troia, sorridendo, mi disse:”Che ne pensi, Marco? E’ di tuo gusto?”
Senza neppure chiedere permesso, tirai fuori l’uccello dai pantaloni (avevo sporcato di liquido tutto il cavallo dei pantaloni!) e, massaggiandomelo vigorosamente davanti ai suoi occhi, le dissi con indifferenza:”Sì, credo che sia ora di spegnere il fuoco che c’hai tra quelle splendide cosce, vacca da monta!”
Ada aveva cominciato a ridere di gusto e, dando di gomito a Roberto, diceva:”Vedi come si è subito acclimatato Marco, eh? Mi sa che è stata una buona idea quella di volerlo incontrare oggi!”.
Roberto, intanto, fintamente adirato, riprendeva Ada:”Sì, hai ragione, ma non essere maleducata: mentre cerco un posticino tranquillo cerca di dargli una mano: vedi come soffre, cazzo! Anzi, dato che hai entrambe le mani libere….danne una anche a me: comincio ad avvertire un fastidioso prurito tra le gambe!”
Ada si posizionò in modo da poter comodamente masturbare i nostri uccelli, che docilmente si lasciavano accarezzare dalle sue mani curatissime.
Vidi la cappella di Roberto paonazza e pulsante, pronta quasi espellere il suo succo bianco e mi eccitai ancora di più.
“Eccoci arrivati”, disse Roberto trionfante, fermando l’auto, tirando il freno a mano e abbassando il suo sedile.
Ada si spogliò in fretta del suo leggero vestitino di cotone: il seno prorompente e i fianchi maestosi e accoglienti che avevo fin lì sempre e solo ammirato e desiderato in foto, ricoprendoli più volte mentre immaginavo di sfotterli davvero, si mostrarono ai miei occhi avidi.
Ada mi sorrise compiacente e mi chiese di pazientare un attimo perché sapeva di dover prima far sborrare suo marito, altrimenti diventava intrattabile e scontroso!
Certo che se avessi voluto nel frattempo guardare o toccare o apprezzare in qualunque modo… non avevo limiti di sorta!
Cominciò a succhiare il cazzo di Roberto girando verso di me il suo splendido culo; che visione paradisiaca: bianco, tondo, grande, profumato, ben depilato; non riuscendo a trattenermi, mi masturbavo piano, toccandole le natiche, ficcandole un paio di dita nel buco, umettandole quello splendido pertugio con la lingua di tanto in tanto….fino a che Roberto sborrò nella gola della sua troia e io imbiancai, dopo pochi secondi, tutto lo schienale del sedile di Ada.
“Ora che siete tranquilli, però, tocca a me avere la mia parte, mi raccomando!” ci intimò Ada con occhi languidi.
“Fatemi prima fare pipì e poi sarò tutta vostra!”.
Quello era il richiamo che aspettavo per uscire anch’io fuori dall’auto e accovacciarmi dietro Ada, attendere che cominciasse a pisciare sull’erba e accarezzarle la figa umida, portare alla bocca la sua pipì e leccarla avidamente, mentre il cazzo mi tornava di nuovo in tiro pochi minuti dopo aver sborrato!
Pretesi che non sprecasse nella natura i suoi ultimi schizzi gialli e, dopo averla fatta alzare in piedi e averle fatto aprire per bene la passera, mi posizionai con la bocca ben aperta tra le sue gambe per bere e ingoiare il suo liquido salato.
Amavo quel tipo di urinoterapia e anche i medici mi avevano consigliato di praticarla, perché non poteva avere che effetti benefici!
Roberto sorrideva contento che la sua cagna mi facesse un simile effetto e ci invitò a ritornare in auto perché in fondo la festa doveva ancora cominciare!
Gli vidi gli occhi lucidi di voglia mentre guardava il mio cazzo nuovamente turgido.
Mi chiese di avvicinarmi a lui perché voleva toccare con mano la mia erezione e lo accontentai subito: mi feci smanettare per un paio di minuti il cazzo, che di tanto in tanto lappava con ingordigia, succhiando le gocce trasparenti che secernevo continuamente.
Ada si stese sul cofano della macchina dando le spalle a Roberto, che senza troppi preliminari le ficcò il suo palo bollente su per il culo; mentre la stantuffava poderosamente, mugugnando:”Allora, cosa pensi di questa troia, Marco? E’ come te la immaginavi? Ho fatto bene a sposare una cagna tanto lurida, eh?”, si allargava le chiappe a due mani invitandomi a possedere il suo culo bianco e depilato.
La mia verga mi doleva per quanto tirava, per cui accettai subito e senza fiatare di profanare il culo di Roberto per cercare sollievo; ritmicamente lui inculava Ada e io inculavo lui; andammo avanti così per qualche minuto, poi cambiammo posizione: Ada si girò sul davanti, spalancò le cosce bianche e ci porse il suo antro nero che penetrammo in due contemporaneamente, fottendo lei e sfregando i nostri uccelli tra loro.
Scoprii che Ada era una ninfomane multiorgasmica, dato che era già venuta almeno tre volte fino a quel momento e non sembrava averne abbastanza: si sfregava furiosamente il clitoride mentre i nostri due uccelli le sfondavano la figa.
Roberto tirò fuori la cappella poco prima di venire e le riempì la pancia di liquido bianco mentre io continuavo a stantuffarla violentemente ripetendole che era una sgualdrina da quattro soldi e che l’avrei scopata tutte le volte che mi avesse chiamato, con o senza il marito al fianco.
Venne ancora, la troia, e i suoi gemiti stavano quasi per far sborrare anche me quando Roberto, accortosi di ciò, mi tirò fuori dalla tana della moglie e si mise a succhiarmelo avidamente accarezzandomi lo scroto, ricevendo in gola i miei schizzi caldi e godendo delle mie urla di piacere.
Si distese quindi accanto alla troia, dopo poche spinte cominciò a pisciarle addosso e appena finito mi chiese di pisciare addosso a entrambi per concludere quel pomeriggio, cosa che feci di lì a poco con enorme soddisfazione della mia vescica piena da scoppiare.
Ci ripulimmo alla bell’e meglio dapprima lappandoci a vicenda, poi con una paio di salviette profumate e prendemmo la via del ritorno con un’espressione di assoluta beatitudine sui visi e tra le gambe.
Erano davvero come li avevo immaginati, quegli splendidi maiali!
Ci siamo rivisti per oltre un anno e mezzo e ogni volta era un trionfo di schizzi e ululati e urla di piacere, non eravamo mai sazi dei nostri corpi.
(DEDICATO ALLA COPPIA CAMPANA “TUTTA_BONA”)