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IO, MARIO E ROSSY

           di voyeurlaureato

 Scritto il 12.04.2007    |    Visualizzazioni: 28.716  |    Votazione 6.2:

Era un periodo in cui mi ritrovavo sempre infoiato come un lupo; va bene, eravamo in maggio e le donne avevano incominciato a scoprirsi e a provocare con dei vestitini sempre più “ini” e sempre più spudorati, dopo un lungo inverno fatto di cappotti e abiti lunghi e pantaloni, ma ciò non giustificava il fatto che sentissi la necessità di sborrare cinque volte al giorno.
Mia moglie riusciva a soddisfarmi per un paio di volte, al max tre, per le restanti eiaculazioni dovevo trovare stimoli esterni/occasioni fugaci dappertutto, in una ricerca spasmodica che mi consumava la mente.
Avevo trovato il sistema di procurarmi piacere da solo in pubblico, per strada o su un tram, bucando la tasca destra dei miei jeans in modo da poter far lavorare la mano liberamente e senza esser visto e srotolando un preservativo sul cazzo moscio, in attesa che si inturgidisse e lo riempisse col proprio volume e così bardato andavo in giro masturbandomi tranquillamente ogniqualvolta notassi una mini un po’ più audace o un bel paio di tette offerte da una generosa scollatura o qualche troietta un po’ più impertinente che voleva provocarmi maliziosamente.
Certo, dovevo indossare un giubbottino in cotone che coprisse anche le tasche dei jeans per far notare meno possibile quell’impercettibile movimento del polso destro su e giù nei pantaloni, ma il momento più delicato era quello dei primi schizzi, quando strabuzzavo gli occhi e non potevo nascondere bene l’orgasmo, la sborrata dentro al preservativo!
Più di una volta temo di esser stato ‘beccato’ in flagranza, ma nessuno mai si è azzardato a dirmi nulla, forse proprio perché riuscivo a dissimulare bene!
Per farla breve, con questo sistema riuscivo a raggiungere le 5 sborrate al giorno che mi acquietavano il demone, in quel periodo; ma anche questo sistema, alla fin fine, mi venne a noia e fui costretto a cercare altro per poter dare sollievo alla mia nerchia sempre in fiamme.
Mi imbattei casualmente girando in internet per siti porno in un sito di esibizionismo che dapprima mi stuzzicò non poco e mi fece sborrare diverse volte sulle foto delle esibizioni pubbliche di alcune coppie, dopo mi fece venire la fregola di…conoscere e incontrare qualcuno cui piacesse avere il pubblico per le proprie esibizioni da letto e mi misi a passare ore e ore a contattare gente via mail, per lo più coppie dai gusti maliziosamente particolari.
Conobbi in questo modo Mario e Rossy, una splendida coppia campana di circa 40 anni, con la quale cominciammo un rapporto che durò diversi mesi e si interruppe solo a causa del loro trasferimento in una grande città del Nord per motivi di lavoro.
Questo racconto vuole essere appunto una celebrazione di quel
periodo, cominciato quasi per caso e che così importante poi si rivelò per tutti e tre noi!
Dopo qualche mail di presentazione e qualche scambio di foto preliminare, decidemmo di incontrarci per un aperitivo a Salerno, per scambiare quattro chiacchiere e conoscerci di persona.
Fu una serata piacevolissima: loro erano davvero due persone squisite, di gran classe e-si vedeva-abituate a questo tipo di conoscenze, io ero alla mia prima ‘avventura’ del genere ma, come mi confermarono successivamente, sembravo molto a mio agio in quel ruolo, quasi non avessi fatto altro per tutta la vita!
Mario era un affermato medico 43enne, distinto, alto circa 1.75 e molto attento al suo stato di forma; Rossy era una prorompente 40enne di circa 1.70, pienotta ma molto molto attraente, dai lineamenti meridionali e sempre allegra, dato che rideva spesso alle sciocchezze che io e Mario dicevamo per cercare di capire i rispettivi modi di pensare.
Durò solo un’oretta, quel primo incontro, e ci salutammo come se ci conoscessimo da secoli, come tre vecchi amici; scambio dei numeri di cellulare, baci e abbracci, larghi sorrisi e un arrivederci che mi suonava quasi da “le faremo sapere” dei mille colloqui di lavoro da me sostenuti senza successo fino a quel momento.
Dopo circa una settimana, quando oramai non ci pensavo più, mi arrivò la telefonata di Mario che mi chiedeva se per caso non fossi libero per il weekend successivo e non avessi voglia di incontrarli di nuovo, stavolta a casa loro, per continuare a fare quattro chiacchiere etcetc.
Accettai subito con entusiasmo, contento di aver fatto una buona impressione e…cominciai subito a inventare i particolari di una trasferta improvvisa (per lavoro, ovviamente) a Roma, dove mi sarei trattenuto fino al lunedì successivo da raccontare a mia moglie.
Lei bevve la mia balla e così quel venerdì sera riuscii a simulare la partenza per Roma (non prima di averla sodomizzata per due volte, onde svuotarmi completamente e arrivare a Salerno scarico e pronto ad accumulare e poi rilasciare nuove energie).
Mario mi aveva dato l’indirizzo di un loro pied-à-terre, dove poi capii che invitavano e ospitavano tutti coloro che rispondevano ai loro requisiti e che andavano loro a genio.
Arrivai a suonare al citofono di quell’appartamentino in pieno centro con il cuore in gola, molto carico di aspettative ma desideroso di provare quell’esperienza nuova.
La prima sorpresa per me fu constatare che la porta non mi fu aperta né da Mario né da Rossy, ma da una donna truccatissima, esile e sculettante, arrampicata su dei tacchi vertiginosi, che non riuscivo a capire se fosse una domestica o una quarta partecipante al nostro ‘incontro’ di cui però nessuno mi aveva fatto cenno fino a quel momento!
E così, mentre un po’ contrariato attendevo di veder apparire da qualche parte uno dei due amici, mi toccò pure assistere a uno spettacolo particolare: la ‘domestica’ o cosa diavolo era, fingendo di raccogliere qualcosa da terra e scusandosi con me, mi sbatté in faccia uno splendido culo fasciato in quella sua mini che lasciava ben poco alla fantasia con tale sfacciataggine, che non mi sembrò sbagliato allungare una mano per palparglielo, convinto che fosse stata mandata da Mario e Rossy per ‘riscaldarmi’ a dovere, prima della loro entrata in scena.
Lei rimase lì, immobile, a farsi palpare il culo dalle mie mani avide, prima di dirmi:”Ma cosa fa, maialino? Lo dirò al signor Mario, sfacciato!” sorridendo come una puttanella affamata di uccello.
Avendo compreso che…ci stava giocando su, le chiesi se per caso non avesse avuto ordine dai padroni di casa di accontentare in tutto e per tutto i loro ospiti e non appena mi rispose:”Ma certo, ovviamente!”, tirai fuori l’uccello già duro chiedendole di lapparmi ben bene la cappella per ingannare l’attesa.
Non se lo fece ripetere due volte: si chinò tra le mie gambe aperte e cominciò con lenti movimenti del capo a succhiarmi divinamente!
Ah, anche la domestica troia, avevano i miei amici!
Beh, mentre ero lì beato con l’uccello in bocca alla domestica, entrò Rossy di soprassalto spalancando una porta e rimproverandomi bonariamente con un:”Ma…cosa fai? Mi fotti la domestica prima ancora di arrivare, eh? Brutto porco!! Lo sapevo io che eri affamato tu…” e sorridendomi come per invitarmi a dare anche a lei la razione di cazzo che le spettava di diritto in quanto padrona di casa.
Ritirai subito il cazzo dalla bocca della domestica e mi scusai farfugliando qualcosa di poco credibile, data l’imponente erezione che avevo tra le gambe e la voglia di sborrare, ovunque fosse, il mio seme bianco.
“E scommetto che non hai neppure riconosciuto Mario, infoiato com’eri, porcone!!”, aggiunse, stavolta ridendo di cuore!
Lì per lì mi sembrò di non aver ben capito, ma poi realizzai in un momento tutto quanto: la domestica era Mario, vestito e truccato abilmente da donna (e che donna!) ed era proprio lui che fino a quel momento mi aveva succhiato divinamente il cazzo!
Dopo pochi secondi di smarrimento, cominciai a ridere anch’io a 32 denti!
Me l’avevano fatta! Ma la situazione, anziché infastidirmi, mi diede particolare coraggio, tanto che dissi:”Bene, Mario, e allora visto che ti sei trasformata con tanta cura e visto che non sei niente male…ora ciucciamelo come si deve, troia in calore!”
Rossy cominciò a battere le mani e a dire:”Bravissimo! E’ così che devi trattare la mia troietta personale! Insultala, fa’ di lei ciò che vuoi! La lascio a tua completa disposizione per qualunque capriccio dovesse venirti!”.
Queste frasi mi fecero un effetto corroborante: potevo scopare il marito con il beneplacito della moglie, che anzi mi incitava a trattarlo duramente!
Imposi a Mario di lapparmi di nuovo il cazzo restando in ginocchio; Rossy si avvicinò al culo del marito e vidi che gli infilò tra le chiappe un grosso stantuffo meccanico con il quale lo fotteva mentre lui mi succhiava; era una vera troia, in quel momento, Mario; e più vedevo questa scena, più sentivo l’uccello diventare duro e temevo di scoppiare così, in gola a Mario, dopo pochi minuti di ‘gioco’.
Lo tirai fuori dalla bocca del medico mentre sua moglie, molto eccitante nel suo completino intimo in raso e con due tettone davvero da sballo che non avevo notato durante il nostro primo incontro, in quanto coperte da un maglione ‘tattico’ che le rendevano anonime, stantuffava il retto del marito con quella diavoleria comprata chissà dove che mi incuriosiva oltremodo.
Volli tastare le tette della Rossy e passarle per un po’ l’uccello sulle labbra a mo’ di lucidalabbra o di (s)burrocacao; sembrò gradire le mie attenzioni, dato che la vidi intensificare le stantuffate nel culo del coniuge che intanto gemeva come una vera troia.
Infilai due dita nel culo di Rossy, ma vedendo che non avevano alcun effetto, decisi di fistarla ben bene, nonostante avessi una mano bella grossa.
La cagna ingorda sembrò gradire molto la mia mano nel suo culo, poiché anche lei ora gemeva laidamente e mi faceva eccitare ancor di più: mi ritrovavo lì, mentre marito e moglie gemevano come due troie e avevo tra le gambe l’uccello più duro che mai mi fossi ritrovato in vita mia!
Tolsi la mano dal culo di Rossy, le lasciai il tempo di allacciarsi un cazzo di gomma dura in vita e di infilarlo nel culo del marito vestito da troia e a mia volta le infilai l’uccello su per il culo: in questo trenino di sodomia ci fottemmo per qualche minuto, fino a che non vidi Mario sborrare sul tappeto e sentii Rossy venirsene come una cagna per due volte sotto i miei potenti colpi di fianchi.
Anch’io non riuscii a trattenermi e allagai il vasto culo di Rossy dandole violenti schiaffi sulle chiappe e chiamandola infinite volte “Troia”, fino all’ultimo schizzo di magma caldo che avevo nelle palle.
Anziché arrestarsi per una pausa, come speravo, la Rossy, fuori di sé dall’eccitazione, tirò fuori un frustino dal comò e colpì con forza le chiappe del marito; io mi ero seduto sul divano per riprender fiato, ma quando vidi l’uccello di Mario drizzarsi istantaneamente sotto le scudisciate di Rossy, non potei trattenermi dal segarmi lentamente, infilandomi nello stesso tempo un dito nel buco del culo.
Rossy frustava il marito insultandolo:”Troia da monta, schifoso, ti fai fottere il culo davanti agli estranei! Puh! Cosa penseranno di te, eh? Vacca da monta!! Medico lui! Tzé! Persona rispettabile! Puh!”; più gli sputava addosso, più lo frustava, più lo umiliava davanti a me, più Mario si segava furiosamente, chiedendo perdono e ripetendo che non l’avrebbe fatto più!
Il mio uccello si era drizzato di nuovo: mi piaceva quella situazione!
Cominciai anch’io a insultare Mario, a sputargli addosso; e vidi Rossy masturbarsi e sditalinarsi furiosamente quando arrivai a pisciare addosso a suo marito!
Presi la frusta dalle mani di Rossy e infilai il manico in fondo al culo di Mario, scopandolo così!
Il maiale continuava a masturbarsi!
Rossy mi parò davanti al viso la figa fradicia di umori allargata dalle mani inanellate e mi chiese di lappargliela fino a farla venire ancora una volta e così feci: abile linguista come sono, lappavo la dolcissima figa di quella gran signora, continuando con la mano destra a scopare il culo di quella troia di suo marito che dopo un paio di minuti sborrò di nuovo e di nuovo sul tappeto!
Rossy venne ancora una volta e poi, notando le sborrate del marito sul tappeto, gli impose di pulire tutto con la lingua, fino all’ultima goccia!
Anzi, pretese che sborrassi anch’io mettendomi l’uccello tra le tettone e facendomi la miglior spagnoletta della mia vita e quando si accorse che stavo per venire diresse gli schizzi sulle sborrate di Mario, aggiunse una sua pisciata e fece lappare tutto al marito succube e obbediente!

Mentre Mario succhiava e ingoiava piscio e sborra, la Rossy si passava il manico del frustino sul clitoride e mi invitava tra le sue possenti cosce: per un paio di minuti mi succhiò l’uccello, quando diventò di una certa consistenza se lo infilò in figa e mi disse:”Fottimi mentre quel porco di mio marito beve la tua sborra e il mio piscio da terra!!”.
Non volli contrariarla, anzi: quella donna sembrava invasata da un demone insaziabile!
E anch’io, a dire il vero, avevo voglia di scaricare ancora una volta!
Mentre la scopavo non potevo fare a meno di guardare il cagnolino del marito che ripuliva il pavimento e di tanto in tanto volgeva gli occhi verso di noi e…si segava per l’eccitazione!!!

Davvero una gran serata!
Non finì lì, ovviamente!
Rimasi da loro anche i due giorni successivi, sabato e domenica e l’andazzo era sempre di questo tipo: la Rossy che godeva nel vedere il marito umiliato in ogni modo davanti ai miei e ai suoi occhi, lui che se ne veniva anche 6 volte in un giorno, sempre rigorosamente vestito da donna e io che, tra loro due, godevo di enorme libertà, a patto di umiliare lui (l’ho inculato diverse volte e in un paio di occasioni gli ho riempito la bocca della mia crema!) e soddisfare lei.
Una gran bella coppia!
Quasi piangemmo quando furono costretti a trasferirsi!
Si era rotto un incantesimo che difficilmente saremmo riusciti a ricreare!
Ancora oggi, a distanza di anni, cerco ovunque una coppia come questa, per ricreare quelle magiche atmosfere; se anzi qualcuno di voi che mi leggete e vi toccate dovesse riconoscersi in questa descrizione…beh, non esitate: contattatemi e ci divertiremo!





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