Era già passato un anno dalla mia iscrizione in palestra, un anno alquanto soddisfacente: avevo perso un bel po’ di chili, messo su massa e scolpito l’addome. Mi ero trasformato. Non ero più lo sfigato curvo sui libri. Avevo anche finito gli studi e trovato subito lavoro in banca…un posto sicuro e a pochi passi da casa. Di giorno in banca, la sera in palestra per scaricare la tensione accumulata. E fu proprio in palestra che feci degli incontri e certe esperienze di vita che non vi dico…Ora, inutile dirvi l’aria che si respira in palestra (diciamo che quando è piena proprio non si respira): il puzzo di sudore ti assale le narici e rischi di scivolare per terra a causa di tutto il testosterone sprigionato. Per fortuna non c’erano solo i maschi e ogni tanto potevi fantasticare sul culo sodo di qualche quarantenne presa a fare cyclette o addominali. Molto spesso peraltro, capitava che le ragazze del corso di aerobica venissero su da noi, nella sala attrezzi…e fu in una di queste occasioni che conobbi Krizia e Cindy. La Prima era una stangona di 25 anni: alta,capelli biondi, tette grosse e culo a mandolino. La seconda non era molto alta ma era bene impostata, una di quelle che io definisco “ragazze pocket” (tascabili). Ad ogni modo era carina: capelli a caschetto neri, occhi con tanto di strabismo di venere (particolarmente seducente), tette piccole ma sode, culo di marmo. Vi giuro, andare in palestra e vedere ste due fighe mi aveva convinto ancor di più sul fatto che la palestra mi aveva cambiato la vita. La cosa ancora più eccitante era vedere quei corpi avvolti in tutine aderenti, i seni compressi nei top e il sudore che le bagnava tutte. Ricordo ancora il momento in cui le ho conosciute: si stavano alternando alla pectoral machine. Fu così che mi avvicinai e dissi: “ciao…quante serie dovete fare ancora?” “io un’altra lei due”rispose Krizia, la giumenta. “Ah,ok…tranquille. Comunque, io mi chiamo Massimo, anche se tutti mi chiamano Max…vi siete iscritte adesso?” chiesi, passandomi la mano destra sul bicipite sinistro. “si. È il secondo giorno che veniamo. È davvero bello qui…organizzato e lo staff è competente. E poi c’è tanta gente simpatica!” rispose Cindy, la nana tutta tana. “Verissimo. Beh…se vi serve qualcosa sarò felice di aiutarvi. Vado a fare un po’ di piegamenti…a dopo” e mi allontanai alla ricerca di un tappetino sul quale adagiarmi. Avevo appena iniziato a fare piegamenti quando lo sguardo si concentrò (di nuovo) sulle due nuove arrivate: stavano facendo esercizi a gambe aperte, alla pecorina. Che visione! Due culi al prezzo di uno! Su e giu, su e giu…poi roteavano il bacino e si giravano prima su
un lato poi sull’altro. La cosa bella era che ce le avevo di fronte. Loro facevano esercizi ed io piegamenti. Anche qualcos’altro si era piegato, anzi curvato: il mio membro. In più il fatto di andare su e giù non migliorava la situazione…fatto sta che mi era venuta un’erezione che anche un cieco avrebbe potuto vedere. In effetti qualcuno se ne accorse: le due troie. Avevano iniziato a scambiarsi sorrisetti e occhiatine e di tanto in tanto mi guardavano attraverso lo specchio posto davanti a loro. Ero diventato rosso come uno che aveva mangiato a più non posso nduja e peperoncini di Soverato. Terminai la serie e con un certo imbarazzo me ne andai nello spogliatoio degli uomini che, con mia grande sorpresa, era deserto. Senza rendermene conto, si era fatta quasi ora di chiusura: mezz’ora e si tornava a casa. Mi avviai dunque verso il mio armadietto…presi tutto il necessario per farmi una bella doccia (sperando che placasse i bollenti spiriti che si erano impadroniti di me e del mio cazzo). Ma il cazzo non voleva saperne di tornare a cuccia, nemmeno a contatto con un getto d’acqua gelata. Vista la situazione, cominciai a menarmelo…sbattendolo di tanto in tanto contro una delle piastrelle bianco perla della doccia. Avevo la cappella che sembrava la palla di Times Square in occasione del capodanno…e i coglioni erano sacche piene di sborra pronte a esplodere da un minuto all’altro. Ero così preso a segare che non mi accorsi delle mani che si posarono sul mio petto. Mi stava per venire un accidenti ma ci ripensai non appena vidi Krizia e Cindy che entravano nel box doccia insieme a me. “Ti spiace se facciamo la doccia anche io e Kri? Uff…questi manubri mi hanno distrutta! A proposito di manubri…” guardò il mio palo e lo prese in mano. Nel frattempo Krizia tastava i miei pettorali. Inutile descrivere la loro tenuta: non avevano alcuna tenuta. Nude come amazzoni o se volete, come mamma le aveva fatte. Bone le aveva fatte! Sui corpi non mi ero sbagliato (salvo sul fatto che non potevo immaginare un bel neo sulla natica destra di Cindy. Che fighe da paura. Decisi che era il momento di darmi da fare..le strinsi entrambe a me, prendendo a pieno con entrambe le mani quei culi di marmo. Poi avvicinai le loro teste alla mia bocca e cominciammo a slinguazzare. Era il principio che avrebbe portato ad un pompino galattico. Nemmeno il tempo di pensarlo che già erano andate giù. Una mi leccava i coglioni, prendendoseli in bocca come un’assatanata,l’altra pompava sulla cappella ormai gonfia. Io dagli alti piani ansimavo e mugolavo, come uno che sta per lasciare questo mondo crudele in attesa del paradiso. Stavo godendo come mai avrei pensato in vita mia: sbattevo il cazzo prima sulla guancia di una poi sulla guancia dell’altra. Tiravo i capelli di entrambe…mi sentivo un toro, una bestia indomabile. Continuarono a spampinarmi mentre l’acqua scorreva sui nostri corpi in movimento. Poi Fermai la biondona e la misi a pecora: sputai sul palmo della mano e cominciai a sditalinarle la figa depilata. Un dito, due dita, tre dita…nel frattempo io e cindy slinguazzavamo di brutto. “Adesso scopa questa troia, su…e non sprecarla che poi tocca a me” disse la pocket girl. Inizia a menare colpi, dapprima lenti poi veloci. Le stavo Trapanando la passera e lei gemeva come una cagna. Poi cindy, cominciò a leccarmi l’arnese e la figa dell’amica…e subito dopo le mise un dito nel culo. Aveva uno sguardo da gerarca nazista. Sadica a tal punto che si mise il dito in bocca, leccando e sbavando. Io guardavo e pompavo, pompavo e guardavo. “Ora tocca a me. Io voglio un trattamento diverso. Voglio che ognuna di noi conservi un ricordo diverso di questa porcata: mettimelo tutto in culo Max! E tu guarda e impara” disse Cindy guardando Krizia. Evidentemente non lo aveva mai preso dietro. Cindy invece sapeva cos’era il connubio tra dolore e piacere: aveva un ano di larghezza impressionante. Pensai che ne avesse preso di cazzi in vita sua (e forse non uno alla volta). Ad ogni modo non me lo feci ripetere: la galleria era spianata. Cominciai a trapanarla. Krizia guardava e si toccava la figa…decisi di prenderle in mano una tetta e cominciai a strizzargliela. Poi me la portai alla bocca come un neonato, ciucciando avidamente da quel capezzolo materno. Intanto la piccola mugolava e ogni tanto si girava facendo le tipiche facce da porca sodomizzata. Preso da quegli sguardi, le diedi una manata sul culo, Sembravo un cowboy. Poi non ce la feci più e le sborrai in culo…lei lo sent ì e gemette. “Vieni kri, vieni…infilami la lingua su per il culo…voglio che mi porti un po’ di sborra alla bocca”. Ero sconcertato. Ne avevo conosciute di troie (con qualcuna ci ero perfino andato), ma queste erano troie da porno film! E me le stavo sbattendo gratis! Rimasi a fissarle mentre si scambiavano il mio fluido. Intanto il cazzo mi si stava scosciando. ”Ok. Chiudiamo in bellezza!” disse Cindy prendendomelo tra le tette. Stava cercando di rianimarmelo con una mega spagnola e Krizia le tirava i capelli. Venni una seconda volta con sommo piacere. “umm…bravo bravo. Ci hai scopate bene” e mi diede una pacca sul sedere, la sadica. “Ora dobbiamo lavarci sul serio però. Se ti va puoi guardare…” Troie fino alla fine pensai. Apprezzavo un certo tipo di coerenza…