“Non potrei mai e poi mai sopportare o perdonare il tradimento di mia moglie” ho pensato per anni.
E gliel’ho detto più volte in faccia, a ‘sta santa donna: ”Guarda che se mai ti dovessi beccare a letto con un altro, ammazzo prima te e poi l’altro, non scherzo!!!”; e lei a ridere di gusto, innocentemente, tranquillizzandomi con un: ”Ma cosa vai a pensare! Ma figurati, amore! Mi basta e mi avanza il tuo uccellone sempre in tiro!” e mi dava una strizzata alle palle che mi faceva piegare in avanti per il dolore, ma riusciva benissimo nell’intento di zittirmi per un po’.
“Ma sì, ma figurati se Nadia è capace di farmi le corna”, mi ripetevo per tranquillizzarmi a mia volta!
E’ vero che passavo molti giorni al mese la notte fuori casa a causa del mio lavoro di macchinista sulle tratte medio-lunghe della nostra dannatissima rete ferroviaria, è vero che avevo oramai un paio di troie in ogni città pronte ad accogliermi ovunque desiderassi (e in un paio di occasioni me le ero portate perfino in cabina e le avevo scopate guidando e sferragliando, azionando il segnale acustico per tutta la durata della sborrata e per comunicare alla notte il ripetersi del miracolo della bianca emissione spermatozoica da parte del mio insaziabile uccello), ma lei…beh, lei non doveva permettersi di avere “altro uccello all’infuori del mio”!
L’avrei ammazzata, ne ero certo!
A quei tempi ero un omone di una certa stazza: quasi due metri di altezza, 120 kg di peso e due braccia che facevano paura solo a guardarle, per cui andavo in giro a testa alta guardando con aria di sfida le donne degli altri, soffermandomi a lungo a soppesarne i decolleté o gli spacchi, sorridendo e passandomi a volte la lingua sulle labbra, prima di conficcare gli occhi in quelli dei compagni che le tenevano a braccetto fieri, per vedere semmai se qualcuno di loro avesse qualcosa in contrario relativamente alla mia ‘ispezione ottica’ delle loro dolci metà: mai uno che abbia protestato o detto anche solo una semplice parolina, quella che attendevo io per cominciare a fare lo sbruffone e umiliarlo davanti alla tr…pardon: compagna di turno!!
Bene, per non portarla tanto per le lunghe, una sera che avrei dovuto fare Bologna-Roma e ritorno e che avevo avvisato Nadia di non aspettarmi per la notte, riempiendola ben bene per tre volte di fila onde farle passare qualunque tipo di particolare e fastidioso ‘pruritino’ e promettendole un identico trattamento per l’indomani al mio rientro, il mio collega Giovanni mi prega all’ultimo momento di invertire il mio turno con il suo, previsto per l’indomani mattina, perché aveva un impegno assolutamente improrogabile (ho saputo solo a distanza di
mesi che si era fatto scopare a sangue da due negri in un parcheggio di un centro commerciale, il bastardo: era questa la sua “esigenza impellente”!!); anche se mi scocciava un po’ cambiare il mio programma, ho acconsentito, chiedendogli magari in futuro lo stesso tipo di favore se ne avessi avuto bisogno io e sono rientrato a casa dimenticando di chiamare al cellulare Nadia per avvisarla, come facevo di solito; sovrappensiero sono tornato a casa, ho aperto piano la porta per fare una sorpresa alla mia donna e mentre stavo per dire: ”Cucùùùùùùùùùùù!! Tesoroooooooo, spalanca le cosciazze, che voglio darci dentro per tutta la notte, su’!!”…..sento rantolare e guaire in camera da letto!
Lì per lì, penso che magari Nadia possa essere in pieno sonno e stia sognando, per cui mi avvicino alla porta rapidamente ma, poco prima di arrivare ad aprirla, sento un inequivocabile:”Dai, spaccami tutta col tuo cazzetto, coniglietto miooooo!!” mentre una vocina acuta, che in un primo momento mi sembra di un bambino, le ribatte:”Sì, porcellona ingorda, ora prima ti aro il campetto e poi ci (in)semino dentro….aspetta ancora pochi secoooooooo…!!”
“Possibile?!?!?Un bambino che sta sborrando dentro la mia troia?!? Ma….è mai possibile?!?!?”
…………………
AAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRGHHHHH!!!!!
……………..
In pochi secondi finalmente realizzo e….ancora non lo so, ma sto per vivere la mezz’ora più folle e più divertente a un tempo della mia vita!!
Quasi sfascio la porta della camera da letto precipitandomi dentro mentre bestemmio e urlo come un ossesso; vedo il terrore puro dipingersi sul volto di Nadia e quello che credevo essere un bambino…mi si rivela per un nano maledetto che ha deciso non so come né perché di farmi cornuto!
Il nano si gira di scatto verso di me, agghiacciato dal mio urlo, spruzzando gli ultimi due schizzi del suo orgasmo sulle mie scarpe nere; non so se ucciderlo sul colpo con un pugno ben assestato in faccia perché mi ha scopato la moglie o perché mi ha sborrato addosso, mentre in un….nanosecondo (…) sto decidendo per quale dei due motivi ammazzarlo, mi cade l’occhio sul cazzo del nano e…….mi viene da ridere a crepapelle, alla vista di quell’appendice insignificante (sarà stato non più lungo di 5 o 6 centimetri in erezione!!); ripenso ai tanti luoghi comuni sui nani e sulle loro ‘qualità’ fuori dal normale, sulle loro prestazioni e sui sogni erotici che tante donne fanno su di loro, forse immaginando di ficcarseli per intero tra le gambe, oltre che per i loro supposti enormi membri; morale: sto per scoppiare a ridere, ora che ho capito perché avevo sentito quella vacca che si spacciava per mia moglie ripetere:”…spaccami tutta con il tuo cazzetto!!” ma DEVO trattenermi, me lo impone la drammaticità della situazione!
Mia moglie ha cominciato a tremare nel letto e il nano, ora che ha finito di sborrare, è pallido e suda copiosamente (mi sa che la troia lo aveva messo sul chivalà, relativamente alla mia pericolosità se li avessi mai beccati); sento la sua vocina da bimbo tentare una banale difesa: ”Non è come pensa, guardi che…” “STAI ZITTO, NANO DI MERDA!, gli urlo con la voce più gutturale che riesco a cacciare fuori dal petto.
Lo vedo indietreggiare ancora più impaurito, ma ho già deciso cosa fare per punire la troia e il nano: “Forse non vi ammazzo, brutti stronzi, ma….dovete fare tutto ciò che vi dico senza fiatare, altrimenti..” e faccio luccicare il manico del coltello che mi fa sempre compagnia nella tasca destra.
Tremando annuiscono entrambi col capo e allora mi sbizzarrisco nell’attuare la mia inusuale vendetta: ordino al nano di mettersi a pecora sul letto e alla troia di guardarmi e di masturbarsi piano mentre mi inculo il suo mezzo amante; il nano sta forse per obiettare qualcosa, ma mi basta portare la mano alla tasca destra per vederlo andare incontro al suo destino di dolore con maggior rassegnazione.
Si mette in posizione e non ha ancora finito di allargare le gambette che il mio uccellone già gonfio di desiderio gli ha spaccato mezzo buco del culo precipitandosi dentro di lui.
Mi accoglie con un:”AAAAAAAAAhhhhhhhhhh!!! Fa maleeeeeeeeeee!!!”; mentre ho cominciato a pompargli potentemente il culo senza lubrificarlo, gli rispondo:”Mezzo stronzetto, poco fa mentre ti inculavi questa vacca però non ti faceva mica male, eh?!? Magari ti piaceva pure, eh?! Non pensavi al povero cornuto che ora ti sta inculando, due minuti fa?!?!?”.
Più lo sento lamentarsi, con più piacere i miei 24 centimetri di carne turgida gli scopano il retto, tirando fuori merda e sangue allo stesso tempo.
“Non hai neanche cagato prima di venire a scoparti la ‘signora’, nanerottolo di merda?!? Ma che mezzo uomo sei!??!” gli urlo sulla nuca, preso da delirio di onnipotenza; “e tu…ficca dentro quell’antro la scopa, troia!” dico a mia moglie che fingeva di masturbarsi ma che era ancora sotto shock per essersi fatta beccare in flagranza di reato.
La vedo armeggiare con il manico di quella scopa, che in pochi secondi infila nel culo come se non avesse fatto altro in vita sua (sarà forse per questo che casa mia era sempre così pulita’!? me lo chiedo ancora ora!).
Continuo a fottere il nanaccio che geme e si contorce (e più lo fa, più piacere mi procura!) e quando sento approssimarsi la sborrata, glielo tiro fuori dal culo e glielo avvicino al viso, sborrando una decina buona di schizzi densi e bianchi e ordinando alla mia troia di lappare tutto quel succo se ci teneva alla pelle!
Con mia enorme sorpresa, mentre mia moglie si stantuffa il culo con il manico della scopa e lappa la mia sborra dal viso del nano, vedo quest’ultimo indaffarato con il cazzetto in tiro che schizza sul mio piumone (neanche a dirlo: il mio piumone preferito!) un paio di gocce bianche di lurida sborra, gemendo!
Quest’ultima novità mi manda ancora più in bestia!
‘Sto stronzo di nano! Pure ricchione sei?!?!? Invece di castigarti, t’ho fatto godere!??
Prima mi scopa la moglie, poi si fa fare il culo dal marito inferocito e se ne va bello contento, lasciando noi due nei casini coniugali?!?
Corro nello sgabuzzino e tiro fuori la fucking machine che io e Nadia usiamo nei momenti di noia (eehmmm….28 centimetri di lunghezza per 8 di diametro: vi assicuro che fa male!!!), la preparo per l’uso e costringo sotto la minaccia della lama il nano a rimettersi a pecora davanti al ‘mostro’.
Dopo oltre venti minuti di spettacolo, perfino mia moglie esplode in una risata argentina, contagiando anche me: la situazione è troppo surreale per non essere comica: siamo nella nostra camera da letto, con un nano scopato a sangue dalla nostra divertente ‘macchinetta’, lei con una scopa nel culo e io che mi masturbo guardandoli!
Convinta di aver ricevuto il mio perdono, la troia lascia il manico della scopa, mi fa segno di seguirla in sala e viene e ficcarsi la mia “24-magnum” nel culo, riuscendo a farmi sborrare con poche contorsioni dei fianchi.
“Perché proprio con ‘sto nano, tesoro? Dove cazzo l’hai rimediato, poi, un nano con il cazzetto così piccolo?”, le chiedo, meno arrabbiato ora che mi sono svuotato per due volte in pochi minuti.
La troia conosce bene il verso giusto nel quale prendermi e con un paio di pompe e un’altra sborrata nel culo ottiene il mio perdono per la stronzata che ha fatto e che non farà mai più (seeeeeeeh! oramai non le credo più!!!).
Solo dopo tanto, tantissimo tempo, solo dopo esserci scambiate reciproche frasette d’amore per tranquillizzarci, e non ci lasceremo mai, e amo solo te, etcetc…solo dopo oltre due ore mi sono ricordato del nano che era ancora in camera da letto!
Mi sono precipitato a recuperarlo e l’ho trovato svenuto e in un lago di sangue fuoriuscitogli dal culo!
Dopo averlo fatto riprendere a schiaffoni, l’ho cacciato a calci in culo fuori di casa mia, nudo, nel pieno di quella notte bolognese di dicembre.
Non ho mai saputo che fine abbia fatto, da dove sia venuto fuori e dove sia andato a finire.
Ma il giorno dopo ho portato i bimbi al circo, come promesso loro da tempo, tutti ci siamo sorpresi quando l’attrazione principale di quel piccolo circo di periferia, l’uomo-proiettile che si doveva far sparare fuori da un cannone, ha dato forfait per un’improvvisa malattia!