Era una mattinata di quelle gelide, nebbia che si tagliava a fette.
Raggiunsi l'aereoporto di Malpensa alle sette. Era ancora buio.
Al check in l'amara sorpresa. Il mio volo per Parigi rinviato di due ore. Poi dopo l'attessa addirittura annullato.
C'era troppa neve sulla pista e tutti i voli in atterraggio al Charles De Gaulle erano cancellati.
Maledizione, un imprevisto che mi obbligava a rinviare una importante riunione di lavoro.
Rieccomi quindi a dirigermi verso casa per riportare il bagaglio.
Arrivo nell'autorimessa dello stabile in cui abito e parcheggio la mia auto.
Penso che Olga sara' contentissima dell'imprevisto, difatti ho pensato di farle una sorpresa e all'aereoporto le ho comperato un set di intimo nero di pizzo da favola.
Abbiamo una mattinata a nostra disposizione, aspettando che i ragazzi tornino da scuola.
Olga e' mia moglie, 40 anni; io sono Francesco.
Gia' mi pregustavo una bella scopata con mia moglie.
Preparo le chiavi di casa e cerco di non far assolutamente rumore nell'aprire la porta d'entrata.
L'operazione riesce alla grande. Entro in casa senza fare rumore e senza farmi scoprire da Olga. Abitiamo in una grande appartamento di quasi 300 mt. quadri.
Appoggio il mio bagaglio e il giubbotto e mi dirigo verso il bagno dove penso di trovare la mia cara mogliettina.
Pero' sento delle strane voci provenire dalla nostra camera da letto e sempre adoperando la massima cautela ed il silenzio piu' assoluto, mi dirigo verso di essa, molto incuriosito.
Non osavo credere a quello che si presentava ai miei occhi.
Olga, la mia Olga, mia moglie, la madre dei miei figli era nuda, completamente nuda nel letto e c'era Emiliana la nostra governante, una ragazza albanese, che anch'essa nuda era abbassata su di lei e le stava slinguettando la vagina in maniera divina.
Emiliana era una bella ragazza bionda, di soli 20 anni. L'abbiamo assunta gia' due anni fa e si presta alle pulizie di casa, oltre che a fare in cucina.
E' carinissima, ha due occhi azzurri meravigliosi e sopratutto un gran bel fisico, giovane, sodo e prominente.
Olga era invasata di voglia, e sotto le sollecitazione della lingua di Emiliana, sempre china sulla sua figa, iniziava a gemere dal piacere ed ad emettere mugolii di lussuria.
Ad un tratto anche lei cerco' la bionda peluria di Emiliana ed inizio' a leccarle la figa. Per stare entrambe a soddisfare i loro piaceri composero uno spettacolare 69. Che quadro erotico da sballo.
Esterefatto da quello che stavo vedendo, avevo il cazzo che mi scoppiava dentro le mutande. Mai mi sarei aspettato un simile riscontro... da Olga, poi, sempre morigerata e pudica nei suoi atteggiamenti.
Emiliana dopo aver sfiancato Olga ed averla fatta godere con la lingua
la bacio' in maniera forte, passionale. Olga la strinse e l'abbraccio'. Le loro due lingue iniziarono ad incrociarsi in un bacio che solo due amanti possono farsi.
Olga era sensuale e nello stesso tempo sembrava essere piu' che a suo agio fra le mani di un'altra donna. Emiliana si stacco' un attimo da lei e avvicinandosi al comodino prese qualcosa.
Si trattava di un gigantesco fallo di plastica di dimensioni notevoli, incorporato in uno sleep.
Lo indosso' e lo allaccio' con cura. Olga, appena Emiliana fu pronta, dopo essersi accessoriata, le si avvicino ed inizio' a spompinarle quell'affare come fosse vero.
Emiliana la posiziono' nel mezzo del lettone e le fece aprire le gambe, ora era pronta per essere chiavata.
Le infilo' piano piano dentro la figa quell'enorme fallo sino a farlo scomparire totalmente dentro Olga.
Sara' stato lungo anche piu' di 30 centimetri e non era solo lungo, ma anche abbastanza corposo.
Olga disse alla sua amante che la cosa le piaceva e baciandola le chiese di essere scopata.
Emiliana non se lo fece ripetere due volte ed inizio' a pomparla con impeto come un bravo stallone sa coprire la sua cavalla.
Olga inizio' a gemere di piacere. Era eccitata a tal punto che riusci' a raggiungere l'orgasmo.
Orgasmo raggiunto dopo aver urlato al mondo intero del suo piacere e del fatto che stava godendo.
Decisi a questo punto di rompere gli indugi, ero assatanato di voglia. Quello spettacolo mi aveva ubriacato di libidine.
Mi sfilai di dosso gli abiti ed entrai in camera da letto in silenzio.
Emiliana fu la prima ad accorgersi della mia presenza, mi guardo' esterefatta.
La tranquillizzai con lo sguardo e le feci cenno di andare avanti, di proseguire.
Stava montando Olga da dietro avendola messa a quattro zampe. E cosi' prosegui'
Mi avvicinai dietro di lei e le baciai la schiena, afferrandole entrambi i seni con le mani. Lei si volse con la testa verso di me e mi bacio' cacciandomi la sua linguetta in bocca.
Tutto questo mentre continuava a stantuffare nell figa di Olga quell'enorme cazzo di gomma.
Mi avvicinai allora a mia moglie che sbarro' gli occhi dalla sorpresa quando mi vide.
La rassicurai immediatamente con un sorriso e le posi all'altezza della bocca il mio cazzo che nel frattempo avevo scappellato per farlo "respirare".
Olga inizio' subito a succhiarmelo. Alternava delle slinguate e delle leccatine al succhiare, sempre mentre riceveva forti colpi che Emiliana le assestava con buona lena, sempre intenta a scoparla alla pecorina.
Dopo averle dato un piccolo assaggio dell'ottima mattinata a tre. dissi ad Olga di prepararsi perche' era giunto il momento per la figa di fare entrare un vero cazzo dentro di essa,
difatti si tolse dalla figa quello finto di Emiliana. Mi misi supino sul letto e Olga subito si sedette sopra di me, infilandosi nella sua natura il mio membro, sino in fondo, sino all'attaccatura dei testicoli.
Quindi inizio' a cavalcarci sopra gratificandosi di avere un vero cazzo dentro la sua figa.
Figa che era un vero bagno di umori, umida come non mai, ricca della sua passione e della voglia di farsi trombare che Olga aveva oggi.
In quella situazione devo dire che Emiliana era perfettamente in sintonia. Mi fece un sorrisino ampiamente malizioso e capii che voleva partecipare anche lei alla possessione di Olga.
Difatti fece abbassare un pochino in avanti Olga che nel frattempo si stava scavando la figa con il mio durissimo cazzo, e poi avvicino' il suo membro di gomma al culetto di mia moglie.
Olga si fermo' quasi di colpo. Aveva intuito che stava per essere impalata anche di dietro.
Permise, fermandosi, ad Emiliana di forzarle l'ano. Difatti in meno di qualche istante, Emiliana riusci' ad infilarle la grossa cappella del suo fallo dentro al culo.
Olga provo' dolore a questa penetrazione, difatti udii un gemito di sofferenza accompagnato da una contrazione.
Emiliana attese qualche istante che il dolore passasse dopodiche' infilo' l'intera lunghezza del suo cazzo dentro Olga che grido' di dolore molto forte.
L'aveva "riempita" sino all'intestino.
Con un cenno feci capire ad Emiliana che adesso Olga doveva provare l'emozione di essere scopata contemporaneamente da due cazzi e difatti iniziammo a muoverci dentro di lei cercando di farle scorrere nei suoi buchi il frutto del suo piacere. Era la stessa Olga che stava iniziando a godere come una troia a dettarci i tempi delle penetrazioni. Sentirla godere in maniera cosi' forte ci aiutava a forzare la forza dei colpi ed aumentare la profondita' delle nostre entrate nella figa di Olga.
Olga non aveva mai provato cosa volesse dire farsi scopare davanti e dietro. Gridava come una matta perche' stava godendo ed assaporando un piacimento enorme mai provato.
Quando raggiunse il culmine del suo orgasmo esplose nella sua gioia.
Ci ritrovammo in tre ma dentro ad un solo corpo.
Fantastico. Olga mi sorrise e mi ringrazio' di averle regalato quei momenti di piacere. Io dissi che il merito era suo e sopratutto di Emiliana.
Emiliana nel frattempo mi aveva afferrato il cazzo con una mano e me lo stringeva forte. Olga se ne accorse e mi chiese di soddisfarla. Che mi sarebbe piaciuto.
E devo dire che scopare quella bella gnocca della nostra governante albanese era una cosa che mi aveva sempre ispirato.
Difatti la cavalcai con forza dalla voglia che avevo di prenderla.
Mi piaceva vederla godere sotto i miei colpi. La desideravo. Bello vederle socchiudere gli occhi dal piacere e quando riuscii a portarla prossima all'orgasmo, non potei fare a mano di riempirle anch'io la figa di una sprizzata di sborra imponente.
Emiliana senti' il mio seme caldo riversarsi nelle sue viscere e mi abbraccio' stringendomi perche' quel momento durasse piu' alungo possibile e non svanisse.
Olga nell'attesa aveva pensato bene di provare la mutandina cazzuta che prima le aveva invaso i suoi buchi e l'aveva soddisfatta, non seppe resistere alla tentazione di scopare Emiliana.
Difatti le si avvinghio' sopra e come un perfetto maschio dopo averla baciata, palpata e toccata la possedette infilandole il fallo nella vagina.
Ad Olga piacque scoparsi la sua giovane amante, quasi volesse sdebitarsi verso lei e farle provare copia del godimento che aveva ricevuto poco prima.
Emiliana dal canto suo si fece chiavare con amore dalla sua padrona.
Arrivo' a godere ed io non potei fare a meno di completare l'opera.
Come prima la misi in mezzo con Olga sotto di lei ed iniziai ad incularmela. Pero' fu veramnete una sorpresa scoprire che Emiliana aveva ancora il culetto vergine.
Fu lei stessa a dirmi di fare piano e di non farle male perche' non aveva mai preso il cazzo dentro il sederino.
Dovetti quindi lubrificarle a puntino l'ano. E sopratutto usare tanta calma e tanta pazienza per aprire quel varco ancora chiuso.
Ai primi due-tre tentativi Emiliana si mise a gridare perche' le faceva male. Poi soffrendo in maniera atroce riusci' a sopportare la penetrazione.
Era bellissimo sentire il mio cazzo stretto dentro un pertugio cosi' piccolo. Lo sentivo stritolato e sotto pressione.
Fu sempre bellissimo quando lo sentii scivolare dentro le viscere di Emiliana.
Avrei voluto pomparla chissa' quanto perche' quella situazione mi piaceva in maniera enorme. Ma bastarono una ventina di colpi per scaricare un'altra dose di sperma dentro il caldo intestino di Emiliana.
Bello. Dopo aver scopato e profanato il culetto di mia moglie vent'anni prima era tempo che non provavo simili sensazioni.
Avevamo scoperto io e Olga che avevamo in casa l'oggetto di molto piacere e che quell'esperienza non sarebbe rimasta isolata.