per la per la prima volta in vita mia, ho dovuto ricoverarmi in ospedale. una domenica eravamo andati con degli amici a fare una gita in collina per fare una bella grigliata all’aperto. giravamo per il bosco alla ricerca di legna e pigne per fare un bel fuoco. urtai un ramo che mi colpì il viso ed un occhio che subito si arrossò. non riuscivo a vedere. così oltre alla gita, andò in fumo anche la grigliata .lunedì mia moglie mi portò al pronto soccorso e dopo la visita oculistica mi ricoverarono e mi fecero i soliti prelievi per gli esami di laboratorio. su quel piano c’era oculistica e traumatologia. la caposala mi assegnò una camera singola “così potrà stare al buio per l’occhio e starà più tranquillo“.
nel pomeriggio o leggevo o dormicchiavo, le ore non passavano mai. per fortuna la stanza delle infermiere era accanto alla mia. chiacchieravamo ed al cambio turno le sentivo parlottare e scherzare. la notte c’era solo un’infermiera su tutto il piano e dopo il giro veniva a fare quattro chiacchiere con me. era una gran bella ragazza non molto alta ma tutto pepe. le prime notti venne a salutarmi ma ben presto l’occhio riprese un aspetto quasi normale. una sera si sedette sul letto piegando una gamba. vidi un bello slippino scuro sotto il camice. si accorse ed aprì di più le gambe ”lo sai che sei bella? dimmi come ti chiami“ "Elisabetta per tutti betty“. iniziai ad eccitarmi, il cazzo s’impennò gonfiando il pigiama di maglina; betty sorrise e le dissi toccando il cazzo “lui è il mio periscopio, quando vede qualcosa di bello si alza“. betty rise di gusto poi disse “vado a fare un giro di controllo poi torno“
avevo il cazzo talmente in tiro che bucava le coperte. avevo bisogno del pappagallo e suonai il campanello. sentii avvicinarsi delle voci e vidi che con Betty c’era un'altra infermiera che non conoscevo, giovane e carina. mi salutò chiedendomi " cosa succede ", ed io ridendo "mi scappa", prese il famoso pappagallo sollevò il lenzuolo . rimase immobile un attimo poi arrossì e mi guardò con un viso strano. ruppi il silenzio e dissi "come facciamo adesso?" e lei senza scomporsi prese in mano l'uccello e cercò d’infilarlo nel pappagallo senza riuscirci. si fermò pensierosa e senza staccare gli occhi dal cazzo disse "così non si può" le risposi "cosa faresti per farlo abbassare " tenendo sempre in mano l'uccello iniziò a segarlo e disse " te lo succhierei volentieri fino a farti venire, ma siamo in ospedale e poi il mio ragazzo
mi aspetta, se mi bacia sente il sapore di sborra e rise. prima di andare a casa lo dico a betty“ facendomi l’occhiolino con uno sguardo pieno di lussuria. era sempre in tiro stavo per suonare il campanello quando entrò Betty, si avvicinò
e disse "hai fatto colpo su Francesca - l'infermiera appena uscita - è venuta nello spogliatoio raccontando quello che aveva visto. fa la santarellina ma appena può si diverte".
la stoppai dicendole se non poteva aiutami lei… chiuse la porta a chiave me lo scappellò insalivandolo bene, molto bene ed iniziò a spompinarmi alla grande. la fermai dicendole che se si metteva bene in posizione glie l’avrei succhiata. Guardò fuori dalla stanza, chiuse a chiave si tolse pantaloni e slippino, salì sul letto ed iniziammo un 69 grandioso. Mi pompava solo con la bocca perchè le mani le usava per sorreggersi e non appoggiarsi su di me, io le leccavo la figa alternando leccate veloci e generose succhiate al clitoride. ben presto ebbe un primo orgasmo, la sua figa era fradicia di umori che mi sgocciolavano sulle labbra. era eccitatissima, si agitava, spsravail culo, mi pompava sempre più forte fino quasi a farmi male. ebbe un altro orgasmo ed io le inondai la bocca di calda sborra…. Mi pulì per bene con la lingua poi mi guardò e disse sottovoce " prima di mattina lo voglio in figa e in culo se ce la fai" mi appisolai e verso mattina venne in camera svegliandomi. "faccio l’ultimo giro, se ce la fai“ risposi quasi offeso “certo che ce la faccio ma una cosa alla volta" - “tu intanto preparati“. dopo un pò sentii i suoi passi
“ho finito il giro, sei pronto?“ spostai le coperte, il pene era bello in tiro e la cappella lucida… sbarrò gli occhi, si leccò la lingua e “cazzo che bel cazzo“. salì sul letto e se lo infilò fino alle palle… iniziò a pompare, il molleggio del letto ci aiutava. godeva ed era un concerto sommesso di cigolio del letto e di urletti eccitanti "ahahah come godo, sto godendo come una porcellina". Dopo un pò si staccò e si alzò, prima che io potessi parlare disse "non ti preoccupare, torno subito" prese dalla tasca un tubetto di vaselina se ne spalmò un pò sul buco del culo poi mi pompò il cazzo insalivandolo . risalì sul letto nella posizione di prima e “mettimelo piano piano nel culo fino alle palle“. Sentivo il suo sfintere fremere ritmicamente per poi cedere. riprese il suo movimento ed il suo ansimare più forte di prima. Pompavamo con un bel ritmo , i suoi gemiti si fecero sempre più intensi, come si fece più intenso anche il ritmo con cui saliva e scendeva. la pompavo alla grande era all'apice del piacere, aveva iniziato ad urlare "si si si, me lo sento tutto nel culo, godo godo... ahah come mi piace nel culo ahahah sto venendo, vengo anche nella figaaa". si staccò e se lo infilò nella figa pompando come una forsennata. La sua figa era piena di umori ed anch’io raggiunsi l'orgasmo inondandole la figa. Si adagiò su di me respirando a fatica. si alzò mise in mezzo alle gambe un assorbente e si rivestì . mi si avvicinò e mi infilò la lingua in bocca con tutta la passione che una donna ci sa mettere . si staccò e disse "era tanto che non godevo così, spero ti tengano qui ancora per un bel pò" e uscì. la sera successiva era di turno Francesca. come entrò in camera sorrise “mi ha telefonato betty e mi ha raccontato come ha fatto a fartelo smollare“ – “ti avrà detto che ha dovuto fare due lavoretti molto sensuali“
Restai in ospedale per altri dieci giorni e furono dieci giorni di sesso sfrenato, Betty appena si liberava veniva da me per farmi un pompino o per gustarsi una scopata se aveva più tempo.
una volta dimesso non le ho più viste. mi ricorderò sempre di betty e di francesca come le mie dolci infermiere tuttofare..