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Genere altro La vedovadi dannil scritto il 04-03-2010
Un paio di mesi fa ero a Parma per lavoro. Lì abita la suocera di mia sorella .
Cosi sapendo che ero nelle vicinanze decisi di andarla a trovare. Veramente ci andai mal volentieri, cosi nememno la chiamai. Pensai - così se non la trovo, pace; vado via ed ho la scusa che non l’ho trovata -. Era da circa 15 anni che non la vedevo, diciamo dal matrimonio di mia sorella. Ricordo che era una bella signora ma niente di che. Così mi recai da lei. Arrivai e suonai. Dopo un po’ mi apre una signora che a vederla nonostante la sua età è ancora una bella donna con uno sguardo profondo. Avrà avuto una sessantina di anni ed era vedova. Quando sono arrivato a casa sua, lei era tutta elegante e quindi pronta ad uscire. Dopo i saluti le chiedo "stai uscendo?" pronto a girarmi sui tacchi e ripartire, "si sto andando al cinema" mi disse lei facendomi un bel sorriso. "cosa vai a vedere?" le chiesi mentre eravamo già in ascensore. devo confessare che non mi ricordo bene quale fosse il titolo del film ma poco mi importava. Quando fummo in strada le proposi di darle un passaggio in auto fino al cinema e dopo qualche convenevole lei accettò di buon grado. Aprii lo sportello per farla salire in auto e in attesa di poterlo richiudere mi ritrovai spettatore di una bella scosciata con tanto di autoreggenti che non avrei mai sospettato potesse indossare. L'immagine di quel lembo di coscia bianca oltre il bordo nero delle calze mi si inchiodò nel cervello e nonostante i tentativi di conversazione continuavo a rivedermi la scena maledettamente eccitante. "sei un porco" pensavo dentro di me mentre lei mi raccontava quanto fosse difficile la vita di una vedova, con le poche amiche ancora impegnate con mariti malaticci e rompiscatole. Quando arrivai davanti al cinema, la salutai e poi con finta premura le dissi " aspetta ..." scesi di corsa dall'auto e mi riposizionai per aprire lo sportello e farmi un replay della scosciata di prima che infatti si verificò ma ancora più evidente di prima . La vidi entrare al cinema da sola, tutta elegante , con la borsa stretta tra le mani e restai per un attimo seduto in auto a pensare. Ad un tratto presi la decisione di accompagnarla e cercai quanto più rapidamente possibile un parcheggio, ritornai al cinema e feci il biglietto . c'era talmente poca gente allo spettacolo delle 18 che nonostante il buio la trovai facilmente e andai a sedermi nella poltrona accanto . "che ci fai qui?" mi chiese sottovoce "mi è venuta voglia... di vedere il film" le dissi senza molta convinzione e tentando di darmi un'aria interessata ai titoli sullo schermo. il film era boiata pazzesca e io me ne stavo fermo respirando il profumo di quella donna e riepensando alle cosce bianche in prossimità dell'inguine. mi chiedevo come fosse la sua figa e che profumo potesse avere la figa di una donna matura, ero perplesso ma attratto da quei pensieri su cui indugiavo ma che nel mentre erano scesi giù fino al mio cazzo che cominciava a irrigifdirsi dentro i calzoni . Ad un tratto il film , fino a quel momento piuttosto noioso , ebbe un guizzo , proponendo una scena di violenza in cui il vecchio e bavoso datore di lavoro , violentava la sua giovane impiegata . per mia suocera era una scena raccapricciante che la costrinse a girare la testa nella mia direzione e nascondere il viso con una mano per non guardare . a me in realtà la stessa scena aveva scatenato una reazione assai diversa e il mio cazzo era ormai durissimo. con senso di protezione le cinsi le spalle con un braccio; "non guardare" le dissi stringendola e tirandola verso di me e lei rassicurata si scoprì il viso e la vidi mentre osservava la scena che proseguiva sullo schermo. Il vecchio datore di lavoro, con le brache calate si agitava tra le cosce della ragazzina che ora non si agitava ma sussultava sotto i colpi di bacino dell'uomo. lo sguardo di Savina sembrava inorridito ma anche attratto dalla scena che anche io seguivo con la coda dell'occhio. Ancora oggi mi chiedo come abbia potuto comportarmi così ma resta il fatto che proprio mentre la scena si avviava alla conclusione, presi una mano di Savina e me la poggiai sul cazzo durissimo. lei tentò di tirare indietro la mano e mi guardò con gli occhi spalancati "cosa fai?" mi chiese neanche troppo sottovoce; io restai muto con gli occhi fissi sullo schermo e tenendo la sua mano bloccata sulla patta dei pantaloni. incredibilmente, lei girò la testa verso lo schermo e rilasso il braccio che ora non tirava più la mano che si adagiò sulla patta , si aprì e poi si richiuse serrandomi il cazzo ancora nei pantaloni. cominciò ad accarezzarmi l'asta, stringerla, accarezzarla fino a quando aiutandosi con l'altra mano mi sbottono la patta e con abilità infilo la mano tirandomi fuori il cazzo e iniziò a farmi una sega delicatissima. mi sembrava di essere tornato indietro di vent'anni quando le compagne di scuola mi facevano le seghe seduti nelle ultime file del cinema parrocchiale. io restavo fermo, immobile mentre lei continuava ora stringendolo più forte e facendo scorrere la mano dalla cappella ai coglioni. con il braccio che le avvolgeva le spalle cominciai a tirarla verso di me e poi le accarezzai la nuca spingendogliela in modo inequivocabile e poi le sussurai "prendilo in bocca". lei ora, docile come un agnellino, si chinò su di me e dopo aver dato una leccata alla cappella se lo fece scorrere tutto in bocca e cominciò a spompinarmi nel buio della sala . dopo pochi minuti, sentii il cazzo diventare ancora più gonfio e spingendole la testa per farle ingoiare quanto più cazzo fosse possibile, le riempii la bocca di sperma. Lei terminò il lavor con sapienza , con tanto di leccata e succhiatina finale sulla punta . restammpo così, seduti ed abbracciati ancora qualche minuto poi le dissi "andiamo via" In auto restammo in silenzio, senza dire una parola. giunti sotto la sua casa si girò e mi disse "sali? ti faccio un caffe?" "va bene" risposi e subito dopo aver parcheggiato, rifeci la stessa scena per correre ad aprire lo sportello e guardarle le cosce; questa volta c'era tutta la sua consapevolezza, tant'è che allargò le gambe oltre il necessario, dandomi addirittura la possibilità di intravedere i peli della figa che uscivano dalle mutande. Appena entrati in casa, sapevo che me la sarei chiavata. Chiamai mia sorella dicendogli che ero dalla suocera e dopo gliela passai. Appena Savina prese la cornetta in mano, cominciai ad accarezzarle i seni, palpargli il culo "...si tutto bene e sandrina come sta?" le tirai su la gonna.. .che spettacolo, non avevo mai visto una sessantenne mezza svestita e devo confessare che restai stupito, nonostante l'età era in splendida forma. cominciai a frugarla tra le cosce, poi lei si piegò in avanti poggiandosi sul muretto che divide l'ingresso dal soggiorno, allargò le gambe. le spostai le mutandine su di un lato mettendo in mostra una figa pelosissima. le infilai il cazzo in un colpo solo cominciando a sbatterla "si si, ti chiamo dopo" "ma sei impazzito mentre parlo con..." "stai zitta ora, pensa a prendere il cazzo come si deve" le dissi e cominciai a sbatterla con quanta forza avevo. andai avanti una mezz'ora buona con lei che continuava a mugolare e ripetere " si si si " e null'altro, solo quando si accorse che stavo per venire mi disse "ti prego vienimi nel culo"; io per tutta risposta tirai fuori il cazzo e le sborrai proprio sul buco del culo che reso viscido mi invitò a rientrare da dietro. il cazzo le scivolò tutto dentro il culo e lì continuai a sborrare fino all'ultima goccia. restai avvinghiato a lei per qualche minuto, poi estrassi il cazzo lentamente e lei si premurò di correre in bagno; tornando con un asciugamani umido, mi ripulì accuratamente e mi baciò ancora una volta la punta del cazzo. Vi aspetto per commenti. Dannil@hotmail.it racconti erotici, scrittori, scrivere online, scrittori emergenti
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