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Genere altro CON LA MITICA 500 CHE TROMBATE !!!!di gheps45 scritto il 10-07-2007
Ieri sera ho visto la presentazione della nuova 500., com’era mitica la vera 500. l’ho usata per anni per lavoro e come alcova,reclinando lo schienale del passeggero, diventava meglio di un letto, quella forma a conchiglia faceva entrare il cazzo a meraviglia, se sapessero gli sbarbati di oggi.…
Racconto i ricordi più piccanti. L’avevo acquistata di 2° mano, ma conoscendo il proprietario, sapevo che facevo un affare. Appena laureato, sono stato assunto da un’industria tessile con parecchi reparti di produzione per attuare l’automazione dove possibile, soprattutto per la qualità. La 1° applicazione l’ho fatta su un gruppo di macchine dove lavorava Vittoria una 20enne longilinea, poco seno ma ben fatto, un bel culo pelle lentigginosa, candida, sembrava di porcellana, timidissima, mi guardava di sottecchi quando la sorprendevo sbatteva le palpebre e arrossiva esa- geratamente. Doveva però giudicare la qualità con le nuove modifiche. Pian piano ha perso il rossore con un complimentoe una battuta abbiamo fatto amicizia. Per evitare invidie e problemi, le davo dei bigliettini dandole appuntamento, saliva in 500 timidamente, il 1° bacio timido e poi con passione, la 1° mano sotto la gonna, il 1° dito sotto le mutandine e dentro la fighetta, la 1° leccata di figa. quando sono riuscito a baciarle il clito si è trasformata in un ciclone. Probabilmente era 1° colta che veniva, non riusciva a controllarsi. Una domenica in gita le ho fatto toccare il cazzo, preciso che non sono superdotato al1° tocco “com’è grosso, come pulsa” – “io ti succhio la patatina, tu leccamelo fai come se fosse un cono di gelato” è diventata bordò. Dopo qualche uscita sempre esplorativa, l’ho fatta stendere a schienale abbassato e abbiamo fatto l’amore, sono entrato delica- tamente, se lo gustava è venuta parecchie volte, sono uscito in tempo prima di venire. È stata per un po’ ad occhi chiusi per rilassarsi, mi accarezzava e ci siamo baciati. In un successivo reparto ho conosciuto carmen carnagione scura, non molto alta ma piena di curve E molto più sfacciata di vittoria. non perdeva occasione per strusciarsi contro o per mostrarmi il colore delle mutandine che indossava, quando uscivamo dopo il lavoro me la trovavo tra i piedi e se capitava l’occasione me la palpavo. Un sabato l’ho portata in un boschetto che avevo scoperto vicino alla fabbrica, per 1° cosa ha fatto un superpompino con ingoio, in attesa che mi riprendessi le ho leccato la figa, le ciucciavo il clito, era proprio la classica femmina da letto, giovane, ma scafata, me lo ha smanettato per tirarmelo duro in fretta e mettersi alla pecorina, le davo di quelle infilate da sbattere contro il culo e se la godeva incitandomi a penetrarla più violentemente “sborrami dentro, non c’è pericolo” pensando al futuro marito….insomma vittoria era una conquista questa era usa e getta, di quelle che si sarebbero vantate “ho chiavato con un capo” Ho conosciuto anche Giuditta, sempre nella stessa azienda, il tessile allora voleva dire personale femminile. Per descriverla posso solo dire “vi ricordate serena grandi agli esordi ? “ ecco così, e allora non c’era il silicone era tutto al naturale. Una sera a fine turno, si stava infilando le calze per agganciarle al reggicalze e me la sono trovata davanti “beato tuo marito, con tutta quella grazia di dio” ha assunto un espressione schifata “casa sua è il bar se non glielo cerco io…” abitava a qualche km. dalla fabbrica e usava la bici per il tragitto casa/lavoro. Poco prima di uscire si è scatenato un uragano. Uscendo con la “mitica” l’ho vista con la bici pronta per partire “Giuditta se vuoi ti accompagno a casa, questo è un diluvio” – “grazie com’è gentile” vedevo la strada a malapena e m’indicava il percorso “come diluvia, se vuole tra un po’ c’è un cascinale con una grande tettoia” mi sono fermato per sicurezza. “Ti ho visto le gambe sono favolose, ma anche il resto è magnifico, hai 2 tettone e un culo strepitosi” mi sono avventato sulle labbra baciandola e palpandola, aveva le tette che sembravano di sasso, le ho infilato una mano tra le cosce e le ha spalancate. Aveva una bella foresta che le copriva la figa, ho trovato la strada, era un forno, l’ho sditalinata, snaniava, le ho abbassato lo schienale le ho sfilato le mutandine già bagnate e l’ho leccata con piacere, si dimenava, le ho preso in bocca il clito, ha cacciato un urlo di piacere, per fortuna che fuori c’era la bufera,” ciucciami, ciucciami fammi sentire ancora donna fammi venire”, avevo abbassato lo zip dei calzoni l’ha impugnato come una clava temevo me lo staccasse, me lo scappellava si è avventata con la bocca. mamma che pompino che mi ha tirato, se ci penso ancora adesso… il tempo di riprendere vigore “dai mettimelo dentro ho una fame arretrata” ci sbattevamo con una foga bestiale, la montavo letteralmente e se la godeva “dai montami, sfondami, fammi godere, fammelo sentire tutto dentro” finchè è esplosa in un orgasmo da urlo. Si è accasciata svuotata dalla violenza dell’orgasmo, mi accarezzava dolcemente e dopo quella furia di piacere…”ti ringrazio del piacere che mi hai fatto provare” – “se vuoi domani ti vengo a prendere” – “ascolta se puoi vieni verso mezzogiorno, aspettami là” indicandomi una casa. Il giorno dopo si è presentata con un vestito abbottonato davanti un po’ largo, è salita rapidamente in macchina “vai sotto la tettoia di ieri sera” e mi ha fatto fermare dentro il cortile. È scesa “sei capace di farmi un doppio servizio ?” – “dipende da cosa intendi” – ha sorriso “figa e culo” ed ha tolto il vestito era nuda !!!! “dove lo vuoi prima” – “se posso scegliere nella figa” gliel’ho puntato e dentro che scopata era una vera donna in calore,se l’è gustata alla grande venendo parecchie volte e con orgasmi rumorosi, siamo venuti praticamente insieme. Siamo saliti un po’ in macchina per star tranquilli, accarezzandoci e palpandoci il mio socio si è ripreso, quando se n’è accorta si è messa a 4 zampe sul sedile reclinato con gli umori della figa le ho bagnato il buco del culo, allora non ero espertissimo, ma mi guidava e gliel’infilato tutto dentro “vedi perché l’ho voluto prima nella figa, con i miei umori mi hai preparato il culo bagnato che bello, non è grosso esagerato ma mi riempie bene adesso spingi, rompimi, ma fammi godere” avendo eiaculato poco prima, adesso non venivo più con suo grande piacere, vedevo quel bel culo ondeggiare sotto i volpi che le davo, abbassava e alzava la testa ad ogni penetrazione, se la godeva smaniava “riempimi il culo, spingi, dai spingiiii, vengo nella figaaa spingi. sborramiiii, vengo, vengo ancora” e finalmente le ho riempito il culo. Si è fermata ansimante ma felice, ha girato il viso “come mi hai soddisfatto mi farebbe piacere fare ancora l’amore con te” è scesa, si è pulita sommariamente, aveva l’intimo in una borsa e si è vestita per andare al lavoro. racconti erotici, scrittori, scrivere online, scrittori emergenti
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![]() Valutazione del racconto: ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Letto da: 10.359 navigatori Chi è gheps45? sono un 46enne a cui piacciono le donne il mio motto è ogni lasciata è persa Tutti i racconti di gheps45 Altri racconti di altro dello stesso genere > DIRECTORY
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