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Genere altro dani la brasilianadi gheps45 scritto il 15-07-2007
DANI la brasiliana
Come ho già avuto modo di dire, ho scelto un corso di laurea che allora era considerato un azzardo, ma poi, vista l’evoluzione industriale, mi è servito. Mi ero laureato in gestione aziendale e controllo qualità, ora è sempre più indispensabile, . Ho lavorato parecchi anni nel campo tessile, la manodopera era soprattutto femminile e per un estimatore del gentil sesso come me, era manna. ho lavorato per parecchi anni in un’azienda del veronese ed essendo lontano da casa, avevo in comodato un appartamentino dove vivere. frequentavo un bar dove la barista era una ragazza che chiamavo brasiliana, aveva un culo ed il fisico di quelle donne. dico sosì, perché se l’avessi vista passeggiare sulla spiaggia di copacabana tra 2 brasiliane, non avrei distinto il movimento del del suo culo da quello delle ragazze carioca. un viso minuto con 2 occhi belli, tristi molto tristi , bellissima , riservata e ragazza madre. una dipendente anziana dell’azienda in cui lavoravo, andava in pensione, ho pensato di sostituirla con dani, era segretaria d’azienda. gliel’ho proposto “gigi, mi prende in giro o è vero” – “mi hai detto che sai qualcosa di lavori d’ufficio sei ragazza madre, e hai la precedenza vieni a far domanda”. L’abbiamo affiancata alla pensionanda, si è dimostrata sveglia e attiva ed è stata assunta. non sapeva come ringraziarmi “puoi farlo in un solo modo lavorando bene”. Il nostro ufficio era sistemato in un soppalco, si accedeva da una scala e si vedevano parte dei reparti di produzione, allora si usavano dei vetri che permettevano di vedere fuori ma dai reparti non si vedeva niente. “gigi non la ringrazierò mai abbastanza per quanto ha fatto per me” – “sono soddisfatto.lavori bene con attenzione ,continua così e poi siamo solo noi 2, se sbagli nessuno lo sa” mi ha messo le braccia al collo, mi ha dato 2 baci sulle guance. “grazie, guarda che per me sei la brasiliana” e in previsione di…possibili “eventi” , ho fatto mettere una fotocellula all’inizio della scala che avvisava se qualcuno saliva e si spegneva quando scendeva. Alla fine del 1° mese ha preso lo stipendio “gigi sapesse che gioia non devo più subire i commenti al bar” e stringeva la busta orgogliosa – “senti dani potresti anche darmi del tu” – “grazie. ciao gigi” ogni occasione era buona per farla venire vicino a me e toccarle il culo, accarezzarla “scusa dani ma mi piaci”- “se è per questo mi piaci anche tu, mi sei sempre piaciuto” ha appoggiato le labbra sulle mie mi sono alzato, l’ho abbracciata e ci siamo baciati.quel bacio l’ha rinfrancata il grembiule era mezzo sbottonato, vedevo quelle splendide gambe e sculettava “dani vieni qui che ho voglia di baciarti” me la stringevo contro, sentivo i seni schiacciarsi contro me,li palpavo e baci a lingua in bocca. un pomeriggio è arrivata con un viso triste ed aveva un rigonfiamento in una tasca “dani non stai bene” – “ no gigi ho solo freddo e si è seduta sulle ginocchia aprendo le gambe. era senza mutandine le ho appoggiato la mano sulla figa palpandola “tra un po’ ti passerà il freddo” e ci siamo baciati, ci slinguavamo, le ho messo una mano sul culo, duro e sodo accarezzandola, se la godeva “gigi comincio a scaldarmi” ha socchiuso le cosce e ho infilato un dito nella figa sditalinandola lentamente “che bello gigi non aspettavo altro” l’ho fatta sedere al mio posto mi sono inginocchiato e gliel’ho lappata avidamente “si gigi ne avevo proprio bisogno, continua, mi piace ni sto proprio scaldando” “infilati le mutandine sennò prendi freddo” mi ha baciato ed è andata alla sua scrivania. Ogni giorno era buono per toccarle il culo, infilarle un dito tra le chiappe, girava la mia sedia, apriva lo zip “posso assaggiarlo” mi tirava di quei pompini e dall’alto vedevo gli altri lavorare “come sei dolce dani mentre mi sbocchini, vedo gli altri lavorare” si è alzata “è proprio vero” “se una sera puoi e hai voglia andiamo a cena insieme e poi ho un letto accogliente” – “lo sai gigi che mi piaci lo farei volentieri , desidero anch’io far l’amore con te senza premura e a lungo, ma sai mi dispiace mancare da casa una notte solo per la mia bimba,è tutta la mia vita cerca di capirmi” aveva il viso corrucciato “dani ti stimo ancor più per quel prima la bimba, ti fa tanto onore e se venissi a casa mia un sabato a pranzo, avremmo tutto il pomeriggio, pensaci poi mi dirai qualcosa” – “ci ho già pensato e ti ringrazio del pensiero, che bello avere un pomeriggio tutto per noi” e si è avventata sulla mia bocca per baciarmi. per mia abitudine, andavo in fabbrica presto la mattina, facevo un giro per i reparti, sentivo come andava dal collaboratori e poi salivo nel mio ufficio. Dani era già arrivata e si era messa il grembiule bianco “ciao gigi ti ho visto dai vetri, sei mattiniero” mi ha messo le braccia al collo e mi ha baciato con trasporto, inutile dire che le mie mani hanno fatto il giro del mondo, che bella figa, ma quel culo disegnato, sodo le ho messo una mano sotto era senza slip “se la vuoi te la do come premio mattutino” l’ho girata, a pecorina e gliel’ho infilato “sìì gigi ti vorrei dentro ogni mattina” me la sono pompata alla grande e lei faceva altrettanto arretrava quello splendido culo per gustarselo tutto “ohh gigi è il paradiso “ abbiamo continuato a donarci tra sbuffi e gridolini “ gigi vengooooo, dai spingi, riempimiiiii, ancoraa, ancoraaa, vengooooo” e mi sono sentito il cazzo allagato dai suoi umori. ci siamo rilassati senza spostarci ma poi quando si è smollato… “gigi che piacere ancor più bello perché inatteso, vado a lavarmi”. con una serie di baci a lingua in bocca è iniziata una giornata nel migliore dei modi. La maggior parte del suo lavoro, consisteva nel prelevare campioni dalle varie macchine di produzione, portarli in laboratorio, lasciarli nell’ambiente climatizzato e poi fare i dovuti controlli. La osservavo, era molto attenta e precisa nel suo lavoro, se mi segnalava qualche anomalia, sapevo che aveva ragione ed intervenivamo subito per rimediare. “dani sai che non ti curo, ma ti tengo d’occhio, quando fai i controlli sei metodica, precisa, brava sono contento di come lavori” è diventata rossa e timidamente mi ha ringraziato. ci siamo organizzati per il sabato e la scusa più plausibile è stata quella che dovevamo fare con altro personale dei controlli, poi saremmo andati tutti a pranzo insieme “dani ti piace l’idea ti sembra plausibile ?” – si è messa a ridere di gusto “gigi sei un genio, mi sembra la più logica”. Ho atteso sabato con impazienza, venerdì a fine giornata “dani ti vengo a prendere in macchina ?” – “sì grazie porto a casa la bimba dall’asilo e ti aspetto” nella mattinata avevo preparato quello che sapevo fare, certo che il tocco di classe l’avrebbe messo dani. com’è entrata in casa,. si è tolta gonna e camicetta “ti piaccio così ?” indossava un perizoma ..invisibile ed un reggiseno in tinta. “ohhh dani, vestita sei splendida, ma così sei da sballo !!! “ ci siamo abbracciati, le ho infilato un dito in quel perizoma cercando la figa da titillare, ha aperto le cosce, le ho infilato dentro un dito e l’ho sditalinata baciandola, ricambiato. “gigi però non siamo alla pari, io tutta nuda e tu tutto vestito” mi ha spogliato in un baleno, ha visto il cazzo in tiro, mi ha abbracciato baciandomi non finiva più di succhiarmi la lingua, l’ho sentita divaricare le gambe, ha preso il cazzo, se l’è infilato tra le cosce e le ha richiuse. le muoveva ritmicamente per stringermelo, era una specie di massaggio e non faceva altro che farmelo indurire “gigi così mi piace, duro come il legno, infilamelo che me lo gusto tutto” ha divaricato le cosce, si è aperta la figa e…hopla è entrato in quel paradiso, me lo stringeva con la figa era una sensazione di piacere straordinaria, ho fatto l‘amore con parecchie donne, ma un simile servizio…”che piacere dani non l’ho mai provato in vita mia, continua ti prego” ha stretto le cosce continuando a stimolare la figa, cercavo di muovermi dentro lei, ha allentato un po’ la presa e mi muovevo meglio “sììì gigi, muoviti che lo sento bene, fammi venire, fammi godereee” cominciavo a sentire i suoi umori bagnarmi la cappella e ho accelerato i movimenti, ha allentato ancora la presa,adesso potevo muovermi liberamente e correrle dentro “sii gigi mi stai deliziando, vengoo, ancoraa, vengooo” le si è spenta la voce in gola. mi ha stretto artigliandomi la schiena con le unghie “vengooo, gigi, ancoraa, vengoooo” ed è esplosa in un orgasmo che la scuoteva tutta. rileggendo, mi accorgo di essermi dilungato su questa chiavata ma una così e in piedi non l’avevo mai fatta.eravamo entrambi ansimanti, ci siamo stesi sul letto per rilassarci, baciarci, coccolarci “gigi che meraviglia, mi è venuto spontaneo fare così,anche per me è stata una cosa nuova, ma piacevolissima” chi si alzava più da quel letto….si è infilata una vestaglietta, ho messo il pigiama e abbiamo mangiato, ogni boccone una carezza un bacio, me la sono tirata in braccio, ha messo la fighetta su una gamba, la sentivo fremere, l’ha aperta per farmela sentire meglio ho infilato dentro un dito per sditalinarla “gigi mi piace ma quante volte vorresti farmi venire” “dani tesoro mio, abbiamo sempre lavorato sodo, ora che abbiamo l’occasione, voglio goderti il più possibile” mi ha baciato appassionatamente a lingua in bocca. la coccolavo, si è stretta a me “gigi come sei dolce” “dani ti piacerebbe un bel 69 fatto bene ?” ho visto gli occhi illuminarsi “gigi con te tutto diventa piacere” la figa era ancora impastata dal precedente orgasmo. ma me la sono gustata, altrettanto ha fatto lei con il mio passerotto, me lo baciava, succhiava, scappellava con una dolcezza mai provata. Ad ogni mia leccata mi succhiava, ho raggiunto il clito, era già impennato e prenderlo tra le labbra è stato un gioco, con la lingua lo titillavo, con dei brevi succhiotti me lo gustavo tutto, poco sopra ho visto il buco del culetto, sembrava un fiorellino rosa, come potevo resistere, mi sono allungato e le ho dato un bacio, ha avuto un fremito “gigi dimmi che mi vuoi distruggere” – “tesoro ho solo dato un bacetto al culetto, lasciamelo baciare e leccare per bene” le ho messo un po’ di saliva,lo leccavo. lo sentivo fremere ad ogni leccata, ho cercato d’infilare la lingua per ciucciarlo bene “gigi che piacere, guarda che non ho più niente da donarti, che piacere” sentivo la sborra salire nel cazzo “dani sto venendo” ma non si è spostata, se l’è bevuta tutta ed ho continuato a succhiarle il buco del culo. “gigi tocca a me che piacere senti che lago vengoo, ancoraa, vengoooo” ha smesso di ciucciarmelo e siamo rimasto fermi ed ansimanti. Ci siamo stesi sul letto accarezzandoci sfiniti, ma sazi di piacere, si è messa su un gomito per guardarmi “come sei bello gigi,mi hai donato un pomeriggio dolcissimo e di puro piacere, grazie” mi ha baciato a lungo e dolcemente. Si è messa a cavalcioni su una gamba, le accarezzavo quel culo incredibilmente duro e armonioso, le davo dei brevi bacetti dovunque arrivavo, con il dito percorrevo la piega delle chiappe entrando nel culo e muovendo il dito. Si è seduta sul mio addome a gambe larghe, vedevo quella splendida fighetta pulsante “dani sali un po’ non ho sentito bene il sapore della tua passerina” ha riso di gusto “e dire che me l’hai baciata fino a consumarla, eccola è tutta per te” che spettacolo, me la vedevo davanti agli occhi, allungavo la lingua e la succhiavo avidamente, ha cominciato a muoversi lentamente e ritmicamente appoggiando le mani sul mio petto “sii gigi succhiami, la tua lingua non mi basta mai succhiamiii. mi fai impazzire dal piacere, ma succhiamiiii, ancora, ancoraa , vengo ancoraaaa, non mi pare possibile vengoooo daiii” e mi ha spruzzato i suoi umori sulle labbra. ci siamo dissetati, rifocillati imboccandoci a vicenda, che dolce creatura.non potevo sperare di meglio. “dani sei stanca ?” – “no sono solo distrutta dal piacere, ma se vuoi ricominciamo da capo, non mi basti mai” – “prima ti ho succhiato il buco del culo, non dirmi che esagero posso entrare ed annaffiartelo ?” si è messa su un fianco guardandomi, aveva gli occhi che brillavano come 2 cristalli “sai gigi l’ho preso una sola volta forse troppo violentemente e poi non l’ho più fatto per paura” – “dani sai che la cosa che odio è farti male” si è messa a culo al vento “dai prova” ho preso della crema e gliel’ho unto entrando nel culo, ho unto il mio socio, le ho massaggiato a lungo il culo e poi ho appaggiato la cappella, sembrava voler scoppiare dal desiderio d’incularla.le ho aperto le chiappe e pian piano sono entrato “dani non mi dici niente” – “entra come hai fatto adesso” sempre premendo dolcemente ho infilato tutta la cappella, il più era fatto. Mi son fermato per fargliela pulsare “gigi che meraviglia, come pulsa, come lo sento bene, mettimelo dentro tutto” e sono andato fino alla fine. mi sono messo bene in posizione tenendola per le chiappe e ho cominciato un delicato dentro-fuori. “gigi come fai ad essere così delicato, lo sento con piacere e mi delizia” ho accelerato il ritmo, la sentivo mugulare, il capo ondeggiava le ho preso le tette in mano per muoverla meglio e con un bel ritmo ho continuato la penetrazione “ti faccio male, dimmelo, se vuoi esco” – “nooo mi sembra di essere in paradiso. spingi amore, spingi riempimi di sborra, così ho tutti i buchi pieni” come sempre non venivo mai e se la godeva, le forze erano allo stremo, ma dovevo sborrarle dentro. con un ultimo sforzo ho sentito la sborrata arrivare prepotente “dani arriva, sto venendooo non ho finito la parola che l’ho allagata. Sono stato fermo un po’ per farlo sgonfiare, era ansimante “che piacere amore mio, ero molto timorosa ma mi hai fatto provare sensazioni indescrivibili” mi sono sfilato stendendomi sul letto esausto, avevo il fiatone, mi accarezzava dolcemente baciandomi “gigi che pomeriggio indimenticabile, spero che non sia il solo” e mi baciava dappertutto. Il tempo era volato ma avevamo fatto di tutto e di più. “dani se vuoi vai a farti una bella doccia, mi spiace ma in 2 non i stiamo” l’ho attesa fuori con l’accappatoio in mano, l’ho avvolta e l’ho asciugata, si è stesa sul letto e ho continuato ad asciugarla… “gigi mi asciughi o mi palpi” – “palpo tesoro palpo” è scoppiata a ridere. “tesoro un ultimo desiderio, mi lasci baciarti tutta dalla testa ai piedi ?” – “cosa vorresti dire” ho iniziato a baciarla dal viso, ho fatto una lunga sosta sulle labbra, sono sceso sui seni tutt’e 2 l’ombelico, il ventre,nella zona pubica ho fatto una supersosta le ho baciato la figa fuori sulle grandi labbra, sono entrato ….timidamente . Lei con le mani all’aumentare del piacere mi accarezzava dove poteva. sono sceso fino ai piedi, l’ho girata dolcemente e sono risalito. Le gambe belle ben tornite, i glutei sodi e come non fare una sosta mooolto prolungata nel buco del culo. quel tocco l’ha fatta agitare “gigi mi stai spedendo ancora nel mondo dei sogni come sei dolce delicato” ho proseguito baciandola lungo la colonna vertebrale con soste prolungate facendole dei bei succhiotti, le tenevo una mano sulla figa accarezzandola dolcemente, fino ad arrivare alla bocca, ma questa volta mi ha bloccato lei con un bacio da togliere il fiato. “adesso tocca a te”avevo proprio bisogno di una doccia tonificante. Mi ha asciugato e palpato, ci siamo rivestiti “gigi sono venuta qui un po’ timorosa, ma vado via appagata, deliziata, al colmo del piacere, grazie” e mi ha stampato sulla bocca un bacio interminabile. Mi ero proposto di fare una cosa per la bimba di dani, ero molto timoroso di rovinare tutto. “dani prima di venire a prenderti a casa, ho pensato che ti avrei rubato qualche ora della tua bimba che adori, permettimi di farle un regalino, comprale qualcosa che gradisce e le ho dato una busta” - “siccome ti conosco bene,ho capito il tuo pensiero, grazie” di quei sabati ne abbiamo fatti parecchi altri ed abbiamo continuato a far l’amore in ufficio, quella fotocellula che avevo fatto installare ci ha salvato da parecchie visite imprevedibili ed inopportune… ho lavorato in quell’azienda per parecchi anni per poi cambiare. Ho dovuto però abbandonare la mia dolcissima brasiliana di cui conservo un ottimo ricordo. per un po’ di tempo ci siamo frequentati, ma poi il rischio era eccessivo, non per me, ma per lei. si sa, il maschio è cacciatore, la donna è troia, così è la mentalità corrente sbagliatissima ma è così... non ho mai più trovato una donna - amante come DANI mi accorgo di essere stato un po’ “lungo”, ma certe sensazioni è impossibile raccontarle con poche parole, o almeno io non ne sono capace. Ciao a tutti i lettori. racconti erotici, scrittori, scrivere online, scrittori emergenti
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