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Genere gay

Convegno


di iambisex
scritto il 08-03-2010

La settimana scorsa dovevo andare a Milano per partecipare ad un convegno. Decisi di arrivare a Milano la sera prima e di pernottare nell'albergo consigliato. Arrivo alla recption, dove incontro un compagno di università, Marco, che non vedevo da molti anni. Marco era intento a discutere con il responsabile dell'albergo in quanto non riuscivano a trovare la sua prenotazione e l'albergo era tutto esaurito.
Mi avvicino, dopo esserci salutati, lui mi spiega il problema. Chiedo al responsabile se la mia camera era una singola o una doppia. Mi avevano riservato una doppia per cui chiedo a Marco se gli va di condividere la camera con me, lui accetta.
Saliamo in camera, decido di farmi la doccia per primo. Uscito dalla doccia, vestito solo degli slip, vado a coricarmi, mentre Marco va a farsi la doccia. Poco dopo esce con un'asciugamano avvolto sulla vita, il suo corpo è snello ed asciutto come di chi pratica sport, un bel vedere. Si siede sul bordo del suo letto, si toglie l'asciugamano e si intruffola sotto le lenzuola.
Gli chiedo: "di solito dormi nudo?"
Marco: "ormai sono abituato a dormire nudo per cui non riesco a dormire diversamente, anche a casa, con il disappunto della mia compagna..."
"Io e la mia dormiamo nudi solo durante l'estate, quando il caldo è più forte".
Nel frattempo noto che, sotto le lenzuola, si sta toccando il suo sesso, "ti stai masturbano?" gli chiedo sorridendo,
e lui: "no sai mi piace toccarmelo" sorridendomi in modo smaliziato, con la punta della lingua tra i denti e prosegue "chi sa chi c'è la più lungo?"
Gli rispondo "non conta la misura ma saperlo usarlo bene" lanciandogli uno sguardo di sfida.
Marco, mentre continuava a toccarselo, "credo che tu non abbia il coraggio di venire sotto le mie lenzuola".
"A no?"; uscii dal mio letto e mentre mi avvicinavo al suo, il mio pene era gonfio e si stagliava sugli slip, lasciando immaginare come fosse, il suo sguardo cadeva proprio lì e questo mi stava eccitando. Entrai nel suo letto e gli risposi "eccomi qua!".
La sua mano si appoggiò sopra i mie slip, un fremito percorse tutto il mio corpo e lui se ne accorse, e sussurrò: "ti piace".
Non gli risposi ma la mia espressione era inequivocabile, ero sempre più eccitato.
Mi tolsi gli slip e li buttai di fianco al letto.
La sua mano ritornò sul mio pene e lo strinse mentre con il pollice accarezzò il glande e con voce passionale mi sussurrò "è bagnato".
tremavo dal piacere, era la prima volta che stavo con un uomo, e la cosa mi piaceva sempre più. Decisi di stringere il suo di pene, era duro e
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sbarbato, scesi verso lo scroto, era tutto depilato.
Gli dissi "dobbiamo vedere chi c'è l'ha più lungo", mentre buttavo le lenzuola per terra. La visione del suo sesso, sbarbato mi eccitava sempre più, lo fissai per un pò fino a che lui si mise in ginocchio, feci altrattanto posizionandomi di fronte a lui, con i cazzi l'uno di fianco all'altro, il suo era un paio di centimetri più lungo del mio.
Marco "mi sa che ho vinto" ed io in difesa
"si ma il mio è un pò più grosso, vuoi mettere che paicere quando è dentro?".
Lui si avvicina a me e prende il suo pene ed il mio e li alza e schiaccia la sua pancia contro la mia, con i due cazzi in mezzo. Sentire il suo membro caldo sulla mia pelle era veramente bello, a quel punto la sua mano si posa sulle mie natiche e lentamente va verso lo scroto, una volta raggiunto tira la pelle fino a scoprirmi il glande, che continuava a premere sulla sua pancia.A quel punto iniziai ad accarezzrgli le natiche, stringendolo forte mentre lui continuava a tirarmi lo scroto.
Ci separiamo un pò, a questo punto iniziamo ad accarezzarci il sesso reciprocamente, quando lui sorride, e con una luce di paicere nei suoi occhi mi dice "distenditi con le chiappe all'aria", gli rispondo, un pò impaurito, "non mi va di prenderlo", e lui "tranquillo, non te lo metto dentro, neanche a me piace prenderlo". Mi distendo, con il pene sotto la pancia. Sento il suo caldo pene scorrere sopra la mia natica destra, poi lo sento in mezzo alle gambe, che va in cerca del mio scroto. A quel punto sento il corpo di Marco sopra il mio, con il pene appoggiato nel mezzo delle mie natiche che preme dolcemente. restiamo così per un pò, senza dirci nulla, poi lui alza il suo bacino e sposta il suo pene dall'altra parte, in modo da appoggiarlo sempre in mezzo alle mie natiche ma più vicino alla schiena e si sdraia di nuovo.
Inizio a stringere ritmicamente le mie natiche, in modo di sentire sfregare il suo pene sulla mia pelle.
Poi lui si solleva e con una mano mi accarezza le natiche e con l'altra scivola sotto fino ad acchiappare il mio cazzo duro. Me lo stringe e di tanto in tanto cerca di piegarmelo. Poi avvicina la sua bocca al mio orecchio e "girati che lo voglio sentire in bocca".
Mi giro con la pancia all'aria e il mio pene grosso piegato un pò verso di me. La sua lingua si avvicina alla punta del glande ed inizia a giocherellare, mentre la sua mano stringe ritmicamente le mie palle.
Poi se lo mette in bocca e inizia a succhiamerlo senza muovere la bocca, mi sembra di sentire come un'aspirapolvere che voglia estrarre il mio succo più prelibato. Non posso non ansimare mentre con la mia mano sinistra gli faccio una sega, sempre più veloce con il crescere del mio piacere fino a quando il mio succo innonda la sua bocca. Ritrae la testa e ingoia quanto ha in bocca, poi ritorna sul mio glande e lecca tutto quello che è rimasto, poi si gira verso di me "mmm veramente buono".
Poi tornammo nei nostri letti e quella notte dormii nudo.
La mattina ci alzammo e prima di vestirci volli dargli un bacio sul glande, come segno di addio, chissà quando lo avrei rivisto ancora; anche lui fece altrettanto.


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