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Genere incesto

Confessioni di un amore con mia sorella


di infinito89
scritto il 13-10-2008

Confessioni di un amore con mia sorella

Da 2 anni seguo costantemente i racconti d’incesto e solo ora mi sono deciso a scrivere il mio descrivendo le mie azioni che spesso trovavo ingiuste e irrazionali.
Ora ho 19 anni, vivo con mia sorella che ne 16 e mia madre separata da mio padre da ben 11 anni. Abitiamo in Lombardia, per ragioni di privacy non indicherò la località e i nomi saranno diversi dai reali.

Tutto ebbe inizio 3 anni orsono, mia madre aveva affittato per il mese di Agosto un appartamentino ammobiliato in Liguria per trascorrere le vacanze.
Premetto che mia madre ha una azienda propria che avvalendosi di numerosi collaboratori nel mondo esegue traduzioni in tutte le lingue ad aziende multinazionali che lo necessitano per le istruzioni che sono accluse nei vari prodotti. Oberata dal lavoro si trattiene non meno di 10 ore al giorno nel suo ufficio dal lunedì al sabato, a volte anche alla domenica.
Questo fa si che io e mia sorella trascorriamo tantissimo tempo da soli in casa.

Durante la vacanza per consegnare un lavoro urgente mia madre dopo due settimane ritornò nel suo ufficio e ci lasciò soli. Ogni giorno io e mia sorella andavamo alla spiaggia e trascorrevamo il tempo assieme ad altri ragazzi e ragazze con i quali avevamo fatto amicizia. Alla sera mia sorella preparava la cena e poi uscivamo per un gelato ed una passeggiata assieme ad altri amici.
Una di quelle sere mentre eravamo sulla passeggiata a mare con tre ragazzi e due ragazze miei coetanei, ad un certo momento mi accorsi che mia sorella era scomparsa e anche un ragazzo di 16 anni che da tempo avevo notato il suo interesse per lei era a sua volta scomparso.
Ci chiedemmo se qualcuno sapesse dove erano andati e una ragazza disse che li aveva visti dirigersi verso la spiaggia. Trascorsa una mezzora cominciai a preoccuparmi e dissi che sarei andato a cercarla, mi avviai verso la spiaggia buia illuminata solo dal riflesso delle luci soprastanti la passeggiata. Dopo averne percorsa un bel tratto vidi di fianco ad una barchetta due ombre avvinghiate che si baciavano, mi avvicinai con cautela per non disturbare e mi accorsi che era mia sorella con il suo spasimante, mi riconobbe e si alzò immediatamente cercando di sistemarsi la maglietta che evidentemente era alzata sopra il suo seno. Cercai di non intimorirla, le dissi che era tardi ed era ora di rientrare a casa, mi seguì mentre il suo spasimante rimase seduto dove era senza rivolgermi la parola.
Strada facendo le dissi che non ero molto contento di averla vista avvinghiata in quel modo con un ragazzo
Adv
conosciuto pochi giorni prima, aggiunsi che oltretutto avevo visto che era a seno scoperto. Si scusò e disse che dopo tante insistenze del ragazzo si era lasciata toccare il seno ma che non era successo niente di più.
La prima sensazione che si delineò dentro di me fu un senso di gelosia, pensare che un estraneo toccasse la mia bella sorellina mi disturbava e irritava immensamente.
Senza ulteriori commenti arrivammo a casa, come entrammo Monica disse che andava a fare una doccia perché dopo l’accaduto si sentiva sporca, trascorsi 10 minuti non vedendola uscire entrai nel bagno, la vidi che stava uscendo dal box doccia, ovviamente era nuda, rimasi un attimo a guardarla e solo in quel momento scoprii che era veramente bella, il seno ancora acerbo ma ben pronunciato metteva in mostra i capezzoli che l’acqua aveva fatto inturgidire, abbassando lo sguardo vidi la sua peluria castana che ricopriva il pube, e come se fosse stata la prima volta ammirai le sue belle cosce affusolate che completavano la splendida visione che si presentava ai miei occhi. Le allungai l’asciugamano e si girò di spalle per asciugarsi mentre ammiravo il suo bel sederino alto, l’aiutai ad asciugarsi la schiena e mentre sentivo il mio cazzo che stava diventando duro dissi che andavo a letto.
Percepivo il rumore del phon che Monica stava usando per asciugare la sua folta chioma di capelli ramati, trascorsi alcuni minuti entrò nella nostra cameretta indossando le mutandine e un baby-doll che arrivava alla cintola facendo intravvedere il suo bel seno sodo che mi fece immediatamente avere una erezione. Si infilò sotto il lenzuolo, mi augurò la buona notte e spense la luce della sua abatjour, a mia volta spensi la mia e allungai la mano sul mio cazzo che imperioso chiedeva soddisfazione. Chiusi gli occhi e rividi mia sorellina nuda nel bagno, fui pervaso da un eccitamento crescente, cominciava a realizzarsi in me un’attrazione verso Monica, avevo scoperto in lei la donna, la donna che accendeva in me un fuoco di desiderio e di passione incredibili. Mi masturbai e venni nella mia mano cercando di non sporcare. Pensavo alla scoperta di lei con quel ragazzo in spiaggia e provai un terribile senso di gelosia, nella mia mente stavano prendevano forma sentimenti anche d’amore, ero eccitato e mi feci un’altra sega per sopire il desiderio ma non fui pago. Infine dopo lungo tempo mi addormentai.

Il mattino mi alzai prima di lei, guardai il letto al mio fianco e la vidi, guardai il suo viso e lo trovai molto più bello del solito, dormiva ancora, era su un fianco con il lenzuolo che la copriva solo in parte dandomi modo di vedere una sua bella coscia, distolsi gli occhi da quella stupenda visione e andai in cucina a preparare il caffè. Mentre stavo sorseggiandolo arrivò lei ancora indossando ciò che aveva durante il sonno, il mio sguardo di ammirazione non passò inosservato e infatti mi chiese subito cosa avessi. Non risposi, prese una tazza e si versò il caffè rimasto, disse che avevo uno strano sguardo e nuovamente mi chiese cosa avessi. Risposi che la guardavo perché stavo scoprendo che non era più una bambina, mi stavo rendendo conto che era cresciuta e che stava diventando molto carina. Aggiunsi anche che almeno per un paio di anni non avrebbe dovuto ripetersi la cosa successa la sera precedente, prima di arrivare a certe libertà avrebbe dovuto conoscere meglio chi frequentava. Arrossì per i complimenti e rispose che avevo ragione, in quel momento non si era realmente resa conto di quello che stava facendo, in ogni caso mi rassicurò che non sarebbe più successo.
Si alzò e disse che andava in bagno, poco dopo mi alzai e andai nel corridoio a guardare dal buco della serratura del bagno, la vidi nuda come la sera precedente, subito il mio cazzo ebbe una impennata, lo presi in mano e mentre stavo masturbandomi vidi che stava per uscire, precipitosamente andai in camera mia e poco dopo arrivò per prepararsi ad andare in spiaggia. Le dissi di andare avanti che l’avrei raggiunta subito dopo e andai in bagno, quando sentii la porta chiudersi rovistai nella cesta della biancheria sporca in cerca delle sue mutandine, le trovai e le portai al mio naso e percepii il profumo della sua fighetta che mi indusse a farmi una grandiosa sega in suo onore mentre leccavo il punto dove si erano depositati i suoi umori. Nonostante le due seghe della notte ebbi una eiaculazione che non terminava mai mentre come infoiato continuavo a leccare quelle mutandine che sapevano della sua bella fighetta vergine.
Mi preparai e la raggiunsi in spiaggia, quando la vidi il mio cuore ebbe un sobbalzo, era meravigliosa!! Un due pezzi in miniatura ricopriva a stento il suo corpo armonioso mettendo in risalto le già pronunciate curve che lo modellavano, dovetti fare uno sforzo per non abbracciarla e stringerla a me. Misi il telo da bagno al suo fianco e mi accomodai salutando le due ragazze amiche che erano vicine e che nonostante avessero 16 anni come me erano offuscate dalla bellezza della mia giovane sorellina.
Verso le 11 del mattino il sole cominciava ad essere caldissimo e cominciai a spalmarmi un poco di crema protettiva, chiesi a Monica di spalmarmene un poco sulla schiena e mentre lo faceva sentivo le sue mani sopra la mia pelle come una carezza meravigliosa.
Poco dopo lei fece altrettanto e senza che me lo chiedesse inizia a spalmare la crema sulla sua schiena, le mie mani la percorrevano tremanti e il tatto con la sua pelle vellutata mi procurarono un eccitamento immediato che dovetti sdraiarmi a pancia in giù per nascondere la mia erezione. Il mio cazzo pulsava sotto gli slip ed era così tremendamente duro da farmi male, cercai di distrarmi pensando a cose nefaste e brutte e piano, piano ritornò alla normalità.
Trascorsi l’intera giornata con gli occhi puntati verso mia sorella, più la guardavo e più mi convincevo che era bellissima, sentivo crescere dentro di me una irresistibile attrazione, un desiderio indomabile di abbracciarla e stringerla a me.
Quando tornammo per cenare, notai che mi guardava incuriosita e infine mi disse che ero diverso dal solito, non mi aveva mai visto così premuroso e dolce con lei. Risposi che lo ero sempre stato, forse era lei che non se era mai resa conto. La discussione terminò e ci accingemmo ad uscire per la passeggiata serale lungo mare con gli amici.
Stranamente il ragazzo che corteggiava Monica non lo avevamo visto ne durante il giorno e neppure quella sera, chiesi a Monica come mai e lei rispose che era partito per fare ritorno a casa con i suoi genitori, aggiunse a sua discolpa che le aveva chiesto una prova in ricordo del loro breve incontro prima della sua partenza.
Rincasammo e come lei entrò nel bagno mi misi a spiarla dal buco della serratura beandomi nuovamente alla visione della sua fighetta attorniata dalla rada peluria ramata che mi faceva impazzire. Il water e il bidet erano fortunatamente proprio di fronte alla porta quindi potevo osservarla benissimo e sognare di leccarla, baciarla con immenso piacere.
Dopo che lei usciva entrai a mia volta e cercai le mutandine del giorno prima, le portai al mio naso e mentre le leccavo avidamente mi feci una sega che a stento riuscii a mitigare frenando il desiderio di urlare il piacere che provavo.
Tornai in camera e subito Monica disse che stranamente non mi ero accorto di una nostra amica alla quale piacevo e che il pomeriggio le aveva confessato che giorni prima sembrava che lei mi piaceva mentre d’un tratto mi sono comportato con indifferenza.
Mi chiese se per caso avevo messo gli occhi addosso ad un’altra ragazza, risposi che aveva indovinato ma che il mio era un interesse e amore senza speranza. Volle sapere chi fosse ma risposi che non potevo dirglielo. Incuriosita si sedette sul mio letto al mio fianco, appoggiò la testa sulla mia spalla cingendomi con un braccio pregandomi di dirgli che era.
Sentire il suo viso sulla mia pelle il contatto del suo seno nudo che da sotto il baby-doll aderiva sul mio braccio rimasi impietrito e un tremore attraversava il mio corpo, non riuscivo a fermarlo, dovevo fare qualche cosa e inoltre lei aspettava una mia risposta.
Girai la testa verso lei e le diedi un bacino sulla guancia vicinissimo alla bocca mormorandole “ La mia bellissima sorellina è proprio curiosa! Si tratta di una donna molto più grande di me che in più è con il marito, sei contenta ora?” Mi guardò con aria meravigliata, disse che perdevo il mio tempo per niente e si infilò nel suo letto.
Spegnemmo le luci e per lungo tempo pensai al mio nato grande amore che provavo per lei, che mi faceva soffrire terribilmente considerando che lei era la mia dolce e cara sorellina.

Il giorno successivo mentre facevamo il bagno Monica mi assalì da dietro appoggiando le mani sulle mie spalle per affondarmi, iniziò così un gioco che mi permise di toccarla, feci di tutto per toccare il suo bel seno, la prendevo da dietro circondandole il seno con le mani e affondandomi sott’acqua trascinandola con me. A lei piaceva giocare con me e spesso era lei stessa che mi incitava a farlo, con mio sommo piacere avevo così l’opportunità di toccarla ovunque.
Nacque un nuovo rapporto tra noi fatto di piccoli dispetti e di lotte, da qualche sera anche a casa quando eravamo in camera iniziammo a giocare dandoci cuscinate addosso e poi facendoci il solletico. Questo gioco era molto migliore di quello fatto nell’acqua perché lei indossava le mutandine e il baby-doll con sotto il seno nudo, quando la lotta diventava più cruenta spesso il seno si scopriva totalmente dandomi modo di ammirarlo, a volte anche di toccarlo.
Il tempo trascorse velocissimo e la vacanza terminò, venne nostra madre a prenderci e tornammo a casa nostra.
Brevemente si stava instaurando tra noi un rapporto molto più confidenziale e anche di dolce affetto, Monica faceva spesso la gattina in cerca di carezze e coccole che non le negavo trovando così il modo di lenire marginalmente il desiderio che non riuscivo a sopire.

Trascorsero due anni durante i quali ho sofferto terribilmente pensando a lei perché solo lei era il mio grande amore, solo lei riusciva a farmi eccitare semplicemente con la sua presenza. Nel frattempo ha compiuto 15 anni, ormai è diventata una donnina fantastica, il suo corpo è maturato, ha un seno che mi fa impazzire e che ogni mattino quando è iniziata la scuola lo vedo in tutto il suo pieno splendore nel nostro bagno. Abbiamo un bagno con due lavelli, noi ci alziamo contemporaneamente per prepararci ad andare a scuola quindi lei entra nel bagno indossando solo le mutandine dandomi modo di godere purtroppo solo con gli occhi guardandolo.
Facciamo ancora le lotte, lei è sempre la mia adorata gattina, io mi masturbo in continuazione pensando a lei, spesso anche odorando e leccando le sue mutandine sporche.
Un giorno trovai le sue mutandine sporche di sangue, quindi pensai che era mestruata, le leccai e infine misi la parte sporca di sangue nella bocca e la succhiai con avidità. Guardai nel cestino in bagno e trovai un suo pannolino che aveva poco prima avvolto con della carta igienica, lo aprii e lo avvicinai alla bocca, era ancora tiepido, passai la lingua sopra al sangue e il cazzo divenne immediatamente duro, stavo eccitandomi da morire, leccai e succhiai il sangue della fighetta di mia sorella mentre mi masturbavo furiosamente e venni con degli schizzi che raggiunsero il muro. Ero infoiato e disperato volevo fortissimamente possedere la mia dolce amata sorellina.

Pensai che dovevo assolutamente prendere qualche iniziativa, dovevo avere il coraggio di farle capire i miei reali sentimenti. Mi prefissai di osare di più, di comportarmi gradatamente con più spregiudicatezza.
Nostra madre se ne andava il mattino alle 8 tornava alle 13 e dopo un’ora se ne andava nuovamente per fare ritorno alle 20, quindi per moltissime ore eravamo soli io e lei, in più ogni sabato avevamo tutta la giornata per noi.
La cosa che mi indusse finalmente a osare e prendere un iniziativa fu che un pomeriggio mentre eravamo in casa da soli e studiavamo la seguii quando andò in bagno, guardai dal buco della serratura e la vidi seduta sul water che faceva pipì, quando ebbe terminato abbassò la testa per guardare la sua fighetta, allargò le gambe e con un dito cominciò a masturbarsi. Impazzivo dal desiderio e a mia volta estrassi il cazzo e cominciai a masturbarmi come un disperato, la guardavo e notavo le sue espressioni di piacere mentre sempre più freneticamente faceva scorrere il suo dito che vedevo immerso lungo la sua meravigliosa fighetta, in breve tempo e prima di lei venni nella mia mano e quando vidi che aveva a sua volta terminato mi allontanai precipitosamente. Quella fu l’unica volta che la scoprii in un atteggiamento del genere e fu la goccia che mi spinse a prendere una decisa iniziativa.
La sera stessa nella nostra camera quando mi spogliai tolsi anche le mutande per indossare i pantaloni del pigiama facendo in modo che vedesse il mio cazzo. Notai che lo guardava e a sua volta mi diede modo di vedere il suo tanto desiderato seno. Indossò una camicia da notte e rivolgendomi a lei le dissi che senza mutande si dorme meglio, ci si sente molto più liberi senza essere avvolti da altri indumenti. Fece una espressione dubbiosa al che le dissi di provare tanto non le costava nulla, si girò di spalle alzò la camicia da notte e tolse le mutandine. Si girò verso me e esclamò che forse avevo ragione, effettivamente si sentiva più libera senza.
Mi sdraiai sopra il letto e le lanciai il mio cuscino che la colpì sul viso, reagì rimandandolo indietro facendolo cadere tra i nostri letti, mi alzai per prenderlo e lei immediatamente mi colpì ripetutamente con il suo ingaggiando così una piacevole lotta. Mi alzai e cercai di contrastarla per fermare le sue braccia ed inevitabilmente finii addosso a lei che si dimenava per liberare le braccia dalla mia stretta, quando le lasciai libero un braccio iniziò a farmi il solletico e a mia volta lo facevo a lei che nel dimenarsi con le gambe fece salire la camicia da notte mettendo a nudo la fighetta che per la prima volta vidi a pochi centimetri da me. Presi le sue gambe le alzai portandole alla sue spalle, ora vedevo perfettamente ed interamente la sua bella fighetta semi dischiusa, rimasi abbagliato e mi fermai ad osservarla come ipnotizzato e attratto irresistibilmente, allentai la presa dalle sue gambe e mentre lei rimaneva in quella posizione a gambe alzate e aperte abbassai lentamente la mia bocca fino a sfiorarla e poi la abbassai e cominciai a leccarla mentre mia sorella diceva cosa stavo facendole iniziando a cercare di impedirmi di proseguire, la presi per i fianchi e la mia lingua saettava in quella stupenda fighetta profumata mentre mia sorella diminuiva progressivamente la sua resistenza fino a che allargò completamente le gambe dandomi modo di leccarla e baciarla con intensità. Come iniziai a sollecitare il clitoride la sentii ansimare pose le mani sui miei capelli e prese a muovere il bacino ritmicamente fino a che raggiunse l’orgasmo che mi fece assaporare il suo dolcissimo umore che leccavo con voracità e infinito trasporto mentre il mio cazzo scoppiava e per lo spaventoso eccitamento, ero prossimo a venire. Monica raggiunse un secondo orgasmo e non ce la feci più venni a mia volta cercando di trattenere lo sperma nella mano.
Mi alzai e cercai di ripulirmi alla meglio con dei fazzoletti di carta, Monica era immobile ad occhi chiusi supina sul suo letto, mi avvicinai al suo viso la baciai vicino alla bocca, mi spostai sulla sua e cercai di introdurle la lingua, dopo un attimo dischiuse le labbra e ci baciammo con una certa incertezza che poi si trasformò progressivamente in impetuoso trasporto reciproco. Le accarezzavo il seno e sentivo i capezzoli turgidi, abbassai la bocca su quel seno tanto desiderato e presi a baciarlo a leccarlo, a succhiare i capezzoli mentre lei accarezzava i miei capelli, tornai nuovamente sulla sua bocca e un bacio infuocato non ebbe mai termine durò tantissimo e ci staccammo solo dopo che le nostre lingue erano esauste.
Ci guardammo a lungo in viso senza proferire parola, attendavamo entrambi che fosse l’altro ad iniziare e rompere il silenzio assordante. Presi coraggio e le dissi “ Tesoro sono due anni che aspettavo questo momento, tu non puoi immaginare quanto ho sofferto, quanto ti ho desiderata, tu non sai quanto ti amo. Ora posso dirtelo, due anni fa quando al mare mi chiedesti se ero interessato ad una donna ti risposi che era un amore senza speranza, la donna che amavo e che desideravo più di ogni altra eri tu.”
Mi strinse forte e rispose “ Qualche cosa l’avevo intuita ma credevo di sbagliarmi, poi nel tempo ho a mia volta iniziato a pensarti e desiderarti ma ho sempre avuto una tremenda paura, il fatto che sei mio fratello mi ha sempre inibita, bloccata. Spesse volte speravo in una tua iniziativa, ma poi il timore mi ha sempre portato a pensare che era meglio non succedesse nulla tra noi e di indirizzare il mio interesse a qualche altro ragazzo, però dopo il primo incontro con un altro era più forte di me e pensavo più intensamente solo a te.”
Le sue parole mi confortarono immensamente, la baciai e dissi “ Tu sei il mio vero grande amore, ho provato a distoglierti dalla mia mente, ho provato a dimenticarti frequentando alcune ragazze con le quali ho anche fatto all’amore completo, ma le ho tutte lasciate in breve tempo, volevo solo te, volevo solo il tuo amore e nessun altro. Sapessi quante volte mi sono masturbato pensandoti, quante volte ti ho spiato nel bagno per guardare il tuo corpo favoloso, quante volte ti ho sognato, ora però il sogno è diventato realtà.”
Abbassai il la bocca sul suo collo e lo baciai, con la lingua le procurai dei brividi di piacere, scesi sul seno che bacia e leccai a lungo, lentamente scesi sul suo stomaco e sempre più giù fino a sfiorare la morbida peluria del pube e a lambire le grandi labbra della fighetta, feci scorrere la lingua longitudinalmente sfiorando il clitoride per poi soffermarmi su di lui con delicate leccate e lo sentii inturgidirsi, cercai di introdurle un dito nella fighetta ma subito dopo percepii l’imene che sbarrava la strada, quindi con grande piacere realizzai che era ancora vergine. Guardai la sua fighetta strettissima e pensai che io avrei avuto il piacere di sverginarla, il pensiero di poter affondare il mio cazzo dentro di lei mi faceva impazzire dalla gioia, ma non dovevo precipitare le cose, dovevo essere paziente, aspettare che fosse lei a volerlo.
Continuai a leccare quel profumato fiorellino procurandole continui orgasmi che la bagnavano e permettendomi di bere i suoi deliziosi umori che mi eccitavano da morire portandomi più volte al punto che mi dovevo sforzare per non venire nuovamente.
Mi alzai e mi misi sopra di lei facendo scivolare il mio cazzo tra le grandi labbra della fighetta che percepivo calda e invitante, i miei movimenti stimolavano il suo clitoride e nel contempo stimolavano anche il mio cazzo che era duro in un modo impressionante.
Le dissi che avevo appurato la sua verginità con immensa gioia ma da un lato anche con dispiacere perché questo mi impediva di possederla. Rispose immediatamente con decisione che voleva essere mia e quindi potevo possederla anche subito perché a sua volta lo desiderava tantissimo.
Non mi feci pregare, arretrai lievemente il cazzo che andava oltre la sua fighetta e posai il glande all’ingresso della vagina, spinsi lievemente e con un poco di sforzo feci entrare il glande che provocò una sua reazione di dolore, mi fermai e le chiesi come si sentiva. Rispose che le faceva un poco male ma che stava passando, spinsi nuovamente e raggiunsi l’imene, ora dovevo superare l’ostacolo più doloroso per la mia amata sorellina.
Le dissi di tapparsi la bocca perché avrebbe sentito un poco di dolore ma che sarebbe scomparso in breve tempo, mise la mano sulla sua bocca ed io spinsi con maggiore forza e finalmente dopo un leggero dolore che percepivo sul glande il mio cazzo entrò per oltre la metà mentre mia sorella fece un leggero urlo strozzato dalla sua mano. Rimasi fermo
per oltre un minuto in modo che il dolore si attenuasse e le chiesi come si sentiva, rispose che si sentiva come riempita ma che il dolore stava piano, piano scomparendo.
La presi per i fianchi e lo spinsi maggiormente dentro fino a che toccai l’utero, guardai e vidi che il mio cazzo era scomparso nella fighetta della mia adorata sorellina, non credevo ai miei occhi ma era realtà finalmente lo avevo immerso nella sua morbida e calda fighetta. Cominciai lentamente a indietreggiare e a spingerlo nuovamente dentro in profondità, ad ogni movimento aumentavo l’escursione fino a che quasi uscisse il glande, continuai ritmicamente a farlo scivolare dentro la fighetta che nel frattempo stava procurando a Monica un progressivo e costante aumento di piacere, infatti poco dopo la sentii ansimare ed iniziò a muovere il bacino per fare combaciare dentro di lei il mio cazzo con le parti della vagina più erogene e sensibili e raggiunse un orgasmo che la scosse e mi invitò a baciarla, si dimenava sussultava e godeva in continuazione al punto che si mise ad aspirarla mia lingua quasi volesse strapparmela, raggiunse non so quanti orgasmi ma nonostante cercassi di non venire dovetti arrendermi e con uno sforzo estrassi precipitosamente il cazzo dalla su calda fighetta e le riempii il pancino i sperma.
Restammo abbracciati stretti, stretti per lungo tempo mentre la coprivo di baci ovunque mormorandole che era il mio amore, la mia vita, lei rispondeva che ero il suo unico amore vero, che era felice di avermi donato la sua verginità.
Disse che era stato bellissimo, finalmente aveva scoperto con me il piacere dell’amore completo, aggiunse che a sua volta si era spesso masturbata pensando a me, che mai nessuno l’aveva toccata oltre al seno, e che ora potevamo farlo quando lo volevamo.

Mi alzai e la ripulii con dei fazzolettini di carta dello sperma che aveva sul pancino, mentre facevo questo seduto sul suo letto prese con una mano il mio cazzo e lo strinse un poco facendone uscire il rimasuglio di sperma, disse che voleva fare quello che avevo fatto io con lei e avvicinò le labbra al mio cazzo e lo prese in bocca succhiando lo sperma rimasto e leccandomelo per intero. Le dissi che potevamo fare una cosa più piacevole e mi misi supino indicandole di mettersi sopra di me in modo che potessi leccarle la fighetta mentre lei succhiava il mio cazzo in un grandioso sessantanove.
Improvvisamente quella sera si erano finalmente realizzati i miei sogni, i miei desideri che da tempo avevo tristemente pensato irrealizzabili. Avevo leccato la sua fighetta le sue tette stupende, e cosa miracolosa avevo affondato tutto il mio cazzo nella sua fantastica fighetta vergine, ora stavamo facendo un sessantanove e chissà che tra qualche giorno io no possa anche avere il suo magnifico culetto.
Il nostro sessantanove procedeva nel migliore dei modi, nonostante la sua inesperienza mia sorella e dato che era proprio lei a farlo stava procurandomi un piacere infinito, percepivo la sua bocca e la sua lingua che accarezzavano il mio cazzo con immenso amore e dedizione, a mia volta facevo la stessa cosa con la sua stupenda fighetta facendole raggiungere orgasmi in continuazione finche scoprì il punto che maggiormente mi procurava piacere e mentre aveva praticamente tutto il mio cazzo nella bocca roteava la lingua in modo così piacevole che raggiunsi l’orgasmo con una eiaculazione che si riversò nella sua bocca, non si fermò e lo succhiò e deglutì interamente come se fosse un balsamo introvabile. Aspirava come se volesse prosciugarmi ed in fine disse che era soddisfatta e felice di avere dentro di lei parte di me mentre a mia volta avevo provveduto a ripulirla di tutto ciò che usciva dalla sua santa fighetta, gli umori mescolati anche ad un poco di sangue dovuto alla sverginamento.

Ci rilassammo per 15 minuti parlando del nostro nuovo rapporto e facendo programmi futuri che prevedevano almeno un incontro d’amore ogni sera.
Trascorso questo tempo come mi alzai e la vidi nuda non seppi resistere a quello splendore, l’immagine che si presentava ai miei occhi era di un corpo meraviglioso, in ogni suo dettaglio rappresentava la perfezione assoluta, era irresistibilmente attraente e iniziai a baciarla dai piedini fino alla sua bocca, ridiscesi fino alla fighetta e poco dopo il suo primo orgasmo la penetrai in profondità con il mio cazzo che desiderava nuovamente esplorarla in ogni piega interna della sua paradisiaca fighetta che stirai amorevolmente.
Quando stavo raggiungendo l’orgasmo mi alzai e le posi il cazzo tra le labbra e venni copiosamente nella sua bocca che lo accolse con infinito amore.
Entrambi esausti ma paghi decidemmo di dormire abbracciati nel suo letto perché essendo un venerdì notte nostra madre non ci avrebbe svegliati il sabato mattina.

Da quella notte paradisiaca è trascorso un anno, immancabilmente facciamo all’amore ogni sera fino a che non siamo paghi, ormai la mia favolosa sorellina ha sedici anni e mi ha donato anche il suo bel sederino vergine, ci amiamo sempre più e cerchiamo in ogni modo di celare a nostra madre il nostro grande amore.
Concludendo devo dire che siamo entrambi felicissimi, altre donne o altri uomini non sfiorano minimamente il nostro interesse, l’unico nostro problema è quello di non poter rendere pubblico il nostro amore, dovrà essere sempre celato e nascosto dentro di noi.




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