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Genere prime La confessione parte primadi luca_ricercatore scritto il 10-03-2010
Ogni uomo ha nel suo passato dei segreti grandi o piccoli che continuano a raffiorare e che ha bisogno di dover confessare; perciò ho deciso di rendere pubblico il mio, omettendo nomi e particolari che possano ricondurre alle persone coinvolte.
I miei genitori si erano separati da diversi anni e mia madre viveva con me e con mia sorella, mentre mio padre conviveva con la sua nuova compagna, una signora di qualche anno più giovane di lui. Ovviamente vivendo con mia madre conoscevo solo la su versione sulla separazione e cioè che mio padre ci aveva lasciato per una “troia” che era la definizione più carina con la quale mia madre chiamava la nuova compagna di mio padre. Nonostante questo i rapporti con mio padre erano comunque buoni e capitava spesso che passavo dei periodi a casa sua, senza che questo creasse dei disagi. E fu durante uno di questi periodi che maturò il mio segreto; avevo poco più di sedici anni e come tutti gli adolescenti mi massacravo di seghe. Per me era impossibile non pensare a qualsiasi cosa che avesse a che vedere col sesso che il mio uccello diventava duro e per forza di cose dovevo menarmelo. Inoltre a casa di mio padre avevo maggiore intimità, non solo in quanto non avevo la presenza continua di mia sorella o di mia madre ma essendo sia lui che la sua compagna fuori casa per lavoro passavo gran parte del giorno, potevo godere in solitudine col mio corpo. Infatti tornato da scuola ed avendo avuto cura che in casa non ci fosse nessuno, mi spogliavo completamente nudo e giravo per casa guardando qualche giornale porno che mi ero procurato e mi masturbavo. Ricordo che una volta trovai in casa delle mutandine usate di Nadia (la compagna di mio padre) e gliele rubai: diventarono l'oggetto di culto per le mie fantasie. Ero così ingenuo che pensai che nessuno si sarebbe accorto di tale furto e del fatto che le utilizzavo per le mie seghe, ma mi sbagliavo. Mio padre si dovette assentare da casa per diversi giorni e così rimasi solo in casa con Nadia. Non era una donna bellissima, secondo me era più bella mia madre, ma era molto intelligente e distinta ed aveva un modo di comportarsi molto raffinato e forse per questo si era invaghito di lei mio padre. Ricordo che era una sera non c’era nulla di particolare in televisione e cosi cominciammo a parlare come non aveva mai fatto con mia madre e la sua gentilezza e disponibilità caccio via la diffidenza che mi era stata imposta per dar posto ad una confidenza sempre maggiore. Quando mi chiese se avevo la ragazza, io risposi, mentendo, di si e lei mi sorprese dicendomi “E allora per questo ti fai di seghe con le mie mutandine?” In quel momento il mondo mi crollo addosso e non sapevo cosa rispondere. Improvvisamente pensai che quella conversazione era stata tutta un tranello e che avrebbe raccontato a mio padre di avere un figlio pervertito ed alle conseguenze una volta arrivato la notizia a mia madre. Ma lei per nulla disturbata dal mio silenzio mi disse “Tranquillizzati dai, che non hai mica ucciso nessuno. Sono cresciuta con due fratelli e so cosa fate voi maschi a questa età.“ Mi rasserenai anche se non avevo ancora coraggio di parlare ma fu lei a farlo per me “Guarda che è normale avere gli ormoni a mille alla tua età, anzi sarebbe strano che tu non facessi certe cose. Eppoi insomma può far anche piacere essere nelle fantasie erotiche di un adolescente .No? Però adesso facciamo un patto. Io non dico nulla a tuo padre di questa storia, tu smetti con le seghe sulle mie mutande ed io come premio ti faccio vedere come è fatta una donna”. Dissi di si anche se non capivo nulla di quello che mi aveva detto. Frastornato andai a letto e rimasi lì al buio, quando Nadia entro in camera mia e si sedette sul letto. Era in vestaglia e sotto in biancheria di pizzo nero e mi guardò dicendomi. “Sono qui per la promessa” e mi alzo le coperte e con la mano andò subito sulla zona inguinale. “Allora è qui che si cela tutto. Perché non me lo fai vedere” Come in uno stato di trans io mi denudai e rimasi lì col mio cazzo che era diventato già duro. “Oh – disse lei- sei già pronto all’uso“ e cominciò a masturbarmi delicatamente. Vedendo la mia eccitazione, le dicendomi parole dolci avvicino la sua bocca al mio cazzo che era sul punto di esplodere e cominciò a baciarlo e leccarlo con la punta della lingua. Quando poi prese il cazzo in bocca, io venni subito e lei lasciò che la mia sborra entrasse dentro di lei per poi fare uscire mio uccello dalla sua cavità orale e guardandomi disse. “Che bello sperma caldo e giovane. Ma hai già finito. Che peccato. Dovrò rimandare gli insegnamenti ad un'altra volta". Ed infatti la sera dopo gli insegnamenti continuarono… racconti erotici, scrittori, scrivere online, scrittori emergenti
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