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Genere scambio

La segretaria


di dolphin35
scritto il 17-02-2008

Marco, direttore di una multinazionale, con tanti anni di esperienza alle spalle, era stato da poco nominato responsabile della filiale di una piccola città dove era necessaria la sua esperienza per poter risanare il bilancio. Immediatamente la proposta non lo aveva allettato più di tanto, poi però pensandoci bene l’aumento di stipendio, i numerosi benefici che gli venivano riconosciuti tra cui un appartamento vista mare e soprattutto quella che lui considerava una ventata d’aria nuova, lo avevano fatto propendere per accettare l’offerta.
La prima cosa che fece una volta insediatosi, fu la conoscenza del personale tra cui la segretaria storica dell’ex responsabile, una signora ormai ultrasessantenne, la classica segretaria vecchio stampo.
Decise immediatamente di portare una ventata di innovazione, quindi studiati i curriculum di ognuno decise di cambiare le mansioni a molti che forse si erano adagiati troppo sui propri allori.
Tra le altri cambiò anche le mansioni alla segretaria che fu dirottata all’ufficio archiviazione anche se per pochi mese dato che era ormai prossima alla pensione, per se voleva una segretaria giovane, brillante e perché no carina e magari disponibile.
Così iniziò una serie di colloqui, la sua scelta si soffermò subito su una ragazza di venticinque anni, sposata con un figlio e un marito attualmente in cassa-integrazione, una che aveva veramente bisogno di quel lavoro e che magari avrebbe fatto qualsiasi cosa per ottenerlo.
Inoltre era soprattutto una bellissima ragazza, alta, mora due occhi da cerbiatta, una bocca dalle labbra esili, un seno non troppo pronunciato ma sicuramente sodo, e soprattutto un sedere da favola, al dottor Marco non era proprio sfuggito nulla di quella bellezza.
Dopo qualche giorno Carla, questo era il nome della ragazza, fu assunta per un periodo di prova e durante il colloquio iniziale Marco non mancò di farle notare che per quel lavoro era richiesta la massima fiducia, senso di responsabilità e soprattutto disponibilità perché spesso si sarebbe dovuta trattenere oltre i normali orari di lavoro, il tutto naturalmente regolarmente retribuito.
Carla accettò subito con entusiasmo, anche perché qualche entrata in più sicuramente era ben accetta, quel lavoro l’affascinava e poi quel dottor Marco che per l’età poteva benissimo essere suo padre, l’ispirava una notevole fiducia.
I primi giorni Carla fu istruita dalla vecchia segretaria, poi piano piano iniziò a prendere possesso del suo lavoro, che svolgeva con molta abilità. Spesso il dottore la chiamava nel suo ufficio con qualche pretesto, perché voleva deliziare i suoi occhi con quella bellezza, alcune volte la faceva sedere a prendere gli appunti sul divano di fianco alla scrivania per poter meglio sbirciare tra le sue coscie.
Quando arrivarono a metà del periodo di prova Marco decise di “saggiare” la bella Carla, così con il
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pretesto che non si sentiva molto bene una mattina rimase a lavorare nel suo appartamento dicendo a Carla di raggiungerlo a metà mattinata perché aveva alcune lettere da dettargli e alcune pratiche da fargli sbrigare.
L’estate era ormai alle porte e Carla quella mattina decise di mettersi una gonna sopra il ginocchio, una camicetta bianca, un reggiseno a balconcino che mettesse un po’ più in mostra il suo seno non abbondante, e delle mutandine abbinate.
Prima di suonare all’appartamento, si fece una rapida rivista per vedere che tutto fosse in ordine dato che il direttore era uno che badava molto anche a come si vestivano i suoi dipendenti, si tirò leggermente più giù la gonna, si abbottonò un altro bottone della camicia e poi suonò.
Marco la accolse con un ampio sorriso e poi la fece sedere alla sua scrivania davanti al computer mentre lui camminando avanti e indietro nella stanza riordinava le sue idee nel tentativo di dettargli una lettera. Ad un certo punto smise di camminare avanti e indietro e prese una seggiola per sedersi vicino a Carla per poter rileggere al computer quello che aveva appena dettato. Lesse i primi righi poi inebriato dal profumo che emanava Carla che era a pochi cm da lui le disse “Ma lo sai che hai delle bellissime gambe” e così dicendo le mise una mano sulla coscia cercando di far risalire il bordo della gonna. Subito Carla mise le mani sopra a quello di Marco cercando far ridiscendere il bordo della gonna. “Ma che fa… dottore…la prego la smetta…”
Marco lasciò da parte il suo perbenismo e arrivò subito al nocciolo della questione.
“Senti bellezza, forse non hai capito bene la situazione, ma se tu vuoi veramente questo posto…… “ e lasciò la frase in sospeso…. poi proseguì.. “Ci siamo capiti…?”
Non senza imbarazzo Carla lasciò la presa e Marco ne approfittò per infilare la mano sotto la gonna.
“Brava, così va bene … senti che gambe lisce e morbide che hai…”
“Ma cosa mi fa fare dottore….?”
“Rilassati e allarga bene queste coscie….. e fammi sentire bene cosa c’e’ quassù’..
La mano si era soffermata sulla fighetta di Alessia ancora coperta dalle mutandine.
“Che bella patatina che hai…. e scommetto che non è del tutto insensibile..”
Alessia completamente rossa, sia per la vergogna che per l’eccitazione aveva iniziato a cambiare il ritmo del respiro, infatti non era del tutto insensibile a quei toccamenti.
“Chissà se è bagnata…. cosa dici proviamo a sentire” Mentre le scostava le mutandine ed infilava un dito nella fighetta di Alessia con la lingua aveva iniziato a leccargli e a baciargli il lobo dell’orecchio…. mentre lei aveva allargato ancora di più le gambe per favorire l’introduzione.
“Senti come sei bagnata… lo sapevo che ti sarebbe piaciuto…”
“si… ahh… non smetta per favore….”
Marco a quel punto aveva smesso di baciargli il lobo e aveva cercato la sua bocca, subito le lingue si erano avvinghiate insieme, mentre un altro dito si era aggiunto al medio dentro la fighetta e il ritmo si era fatto più frenetico, tanto che Alessia aveva già raggiunto un orgasmo.
“Alzati che ti voglio vedere completamente nuda…”
Si era alzata e lentamente, non senza vergogna, aveva iniziato a spogliarsi fino a rimanere in reggiseno e mutande… “
“Togli tutto e vieni qui…”
Si tolse anche gli ultimi indumenti e così come ordinatele si avvicinò e si avvicinò a Marco che era rimasto seduto sulla sedia.
“Lo sapevo sei una gran figa… girati… e hai anche un gran bel culo…” disse facendo scorrere un dito fra le chiappe sode e soffermadosi un pochino sul forellino posteriore.
Un brivido percorse la schiena di Alessia, mai nemmeno suo marito aveva osato tanto.
“Adesso vieni qui ed inginocchiati…… e tirami fuori il cazzo…..”
Alessia obbedì e una volta tirato fuori il cazzo sottostando alla pressione della mano di Marco sulla sua testa si chinò per prenderlo in bocca. Non era certo un’esperta nell’arte del pompino, comunque cercò di metterci il massimo impegno…
“Ahhh si.. così brava succhiamelo bene…. Fammi sentire anche la lingua……succhialo tutto”
Quando fu prossimo a godere, Marco le prese la testa spingendole per quanto possibile il cazzo in gola…, voleva che ingoiasse tutto. Alessia dal canto suo non aveva mai fatto un pompino con l’ingoio, quando capì quello che stava per succedere, tentò di divincolarsi…ma….
“Tutto… devi ingoiare tutto fino all’ultima goccia…..”
I primi spruzzi le colpirono direttamente il palato, mentre i successivi in parte scesero direttamente in gola, in parte le riempirono la bocca, avrebbe voluto sputare tutto, ma la mano era sempre ben salda sopra la sua testa e quindi per non soffocare, ingoiò tutto.
“Brava così mi piaci… adesso leccalo tutto e puliscilo per bene”
Marco aveva capito che non era molto esperta a livello sessuale.
“Ma con tuo marito lo fai sesso?”
Diventando tutta rossa Alessia rispose …
“Mahh.. insomma…. beh…. Sa da quanto abbiamo fatto il figlio… e poi con tutti i problemi che abbiamo ….”
”Allora….?”
“Beh … non lo facciamo molto spesso….”
“E invece tu mi sai che ne hai una gran voglia …. eh bella porcellina…. Vieni qui”
Alessia si riavvicinò a lui che le prese il seno in mano e iniziò a strusciargli e pizzicargli i capezzoli…
“Senti che capezzoli duri e ritti che hai…. mi sa che ne hai ancora voglia…..”
“Ahhh.. .. non me li strizzi troppo che mi fa male…”
“Vieni con me….”
La prese per mano e si avviò verso la camera da letto. Mentre stavano camminando la cinse per la vita e poi come aveva fatto prime lasciò che le dita le percorressero il solco dei glutei fino a soffermarsi sul buchetto, era letteralmente affascinato da quel sedere.
Una volta giunti in camera da letto la fece sdraiare sul letto e poi con un tono perentorio:
“Adesso masturbati….”
“Ma io… veramente ..non l’ho mai fatto davanti a qualcuno…..”
”Proprio per questo è più eccitante….”
Alessia non senza imbarazzo, iniziò a masturbarsi, poi lentamente si sciolse e iniziò anche ad ansimare, stava godendo, il dito aveva accelerato il ritmo, mentre Marco già con il cazzo scappellato si stava avvicinando a lei. Le tolse la mano le puntò la cappella all’entrata della fighetta e senza alcuno sforzo penetrò in essa.
“Ahhhh sii…. dai…fammi godere….”
“Quanto tempo era che non prendevi un vero cazzo tra le coscie…. ehhh…?”
“Si dammelo tutto…. lo voglio sentire dentro….dai…”
I colpi di Marco si fecero più incessanti, sprofondava completamente dentro di lei che lo accoglieva allargando il più possibile le gambe. Poi le fece passare una mano sotto la schiena e andò a palpargli il sedere, gli piaceva troppo quel bel culo, fece scivolare il medio dentro il solco umido dei glutei e poi le inserì la prima falange nel forellino.
Immediatamente lei si irrigidì.
“No questo no… dai ti prego…. nel culo..non voglio…”
“Non mi dirai mica che nel culo non ce lo hai mai preso…?” continuando a far andare avanti e indietro il dito dentro il culo.
“si…. Ahh… daii… continua a scoparmi ma levami il dito da dietro….”
Ormai Marco era prossimo all’orgasmo, le tolse il dito dal buchetto, ma non perché lo voleva lei, solo perché vicino a godere, voleva sborrargli sul seno e sul viso.
I fiotti di sperma le arrivarono addosso dopodiché il cazzo sparì nuovamente nella bocca di lei che prontamente lo pulì da ogni residuo si sborra.
Orami esausti entrambi si distesero sul letto, in attesa di recuperare un minimo di forze.
“Lo sai che era tanto che nessuna mi faceva godere così”
“Anche io era tanto che non godevo così”
“Ma con tuo marito quanto tempo era che non lo facevi….”
”Parecchio…..”
“E cosa fai… ti masturbi allora….”
Non senza imbarazzo… “Beh si… ogni tanto…..”
“Ogni tanto o spesso…..?”
“emm… spesso”
“Ora ci sono io ti farò scopare quanto vorrai….ma … dimmi un’altra cosa…. Davvero il tuo culetto è ancora vergine…?”
“Si…”
“E perché?”
“Perché ho paura del dolore e poi perché e contronatura e non mi piace….”
“Adesso te lo faccio piacere io….”
La prese, la fece mettere prona e poi dopo essersi insalivato il medio, lo reintrodusse nel culetto
“No dai… ti ho detto che non voglio….levami quel dito….” Agitando il culo in modo da cercare di farsi togliere quel dito dal sedere.
“Te stai buona e non ti agitare tanto…” ma dato che Alessia non smetteva, con l’altra mano le mollò tre sonore sculacciate che le lasciarono altrettante impronte rossastre.
“Vediamo se trattandoti come si trattano le bambine cattive stai buona…”
Con il sedere che le frizzava, smise di agitarsi e così il dito riprese a frugare nei sui intestini.
“Ahh.. piano…mi brucia… fai piano….”
“Senti come è bello stretto questo culetto… pensa a quando ti ci infilerò il cazzo…”
“No…. il cazzo no… mi farai male…. Quello no…”
“Zitta…. E rilassati che è arrivato il momento…”
Le infilò il cuscino sotto la pancia in modo da alzargli il più possibile il culetto e poi tenendola ferma con il peso del corpo, dato che stava cercando di divincolarsi per sfuggire a quella profanazione, le punto la cappella al forellino posteriore.
“Ecco… ci siamo…. Adesso sto per infilartelo nel culo… lo senti…”
“No…no… non lo fare…. farò tutto quello che vuoi, ma nel culo no…”
“Voglio questo io….. “ e con un colpo secco penetrò dentro.
“Agghhhhhhh ahhiiii piano piano….” Due lacrime fuoriuscivano dagli occhi.
“Lo senti….adesso ce lo hai tutto dentro…. Senti che bel culetto stretto che hai….”
“Ahhh.. .. no…. piano… piano…..”
L’aveva afferrata per i fianchi e la stava inculando selvaggiamente… il cazzo usciva completamente per poi penetrare nuovamente fino alle palle.
Dopo i primi attimi di dolore intenso e nonostante il bruciore, lentamente Alessia sentiva montare dentro di se l’eccitazione e con questa anche il godimento….e dopo aver subito passivamente l’assalto, adesso cercava di muovere indietro il culetto in modo da accogliere per quanto possibile il cazzo.
Marco era nuovamente prossimo all’orgasmo dette ancora qualche spinta in quel meraviglioso culetto, poi la fece girare e volle sborrargli direttamente in gola.
“Si ….. bella porcellina… lecca tutto…. Sei una vera maialina… succiami tutto il cazzo…”
Alessia si rese conto di essere nell’animo una vera maiala, e adesso aveva finalmente trovato colui che era riuscito a tirare fuori questo suo aspetto, una persona che pensandoci bene poteva quasi essere suo padre.

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