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Genere tradimenti Butterflydi Milly scritto il 27-06-2008
Sono trascorse da poco le 18,00 quando arrivo in hotel. È un buon hotel con alcune stanze che hanno la vista sul meraviglioso mare. La fortuna è con me: mi tocca una stanza di queste stanze.
Appena scesa dal taxi mi viene incontro un addetto che prende in consegna il mio unico bagaglio. Sicuramente l’inserviente è colpito dal mio abbigliamento. La giornata caldissima mi ha consigliato di partire con un leggero abitino di lino color avena. Le due sottili bratelline e la generosa scollatura più che celare mettono in risalto le mie forme, in trasparenza, specialmente, si può notare che sono senza reggiseno. Infatti sotto il vestito ho solamente un minuscolo perizoma. Sbrigate le formalità e dati gli accrediti fornitemi dalla mia azienda vengo accompagnata in camera sempre dallo stesso addetto che non mi molla gli occhi da dosso. Rifiuta la mancia e con un ossequioso inchino chiude la porta. Ho appena il tempo di disfare la valigia e fare una velocissima doccia che suona il telefono. Dalla portineria mi avvertono che i rappresentanti dell’azienda organizzatrice del workshop desiderano incontrarmi. Indosso un pantalone bianco ed una camicetta turchese e scendo nella hall. Mi viene incontro una ragazza giapponese che si presenta come segretaria del workshop e mi accompagna in una stanza dove incontro il responsabile dell’incontro. È pure l’amministratore delegato dell’azienda organizzatrice. Costui è alto non più di 160 centimetri. Carnagione tipica dei giapponesi. All’incirca ha un’età tra i 40 e 50 anni. Molto distinto e ben vestito. Ha uno sguardo penetrante e sembra, guardandomi, che voglia mettermi a nudo tale è l’intensità con la quale mi osserva. Vengo a sapere che è una ditta giapponese entrata da poco nel mercato e che cerca di fare conoscere i propri prodotti. Grazie alla segretaria, il cui nome si pronunzia Hann ma non so come si scrive, che fa la traduzione simultanea riesco a capire quello che dice l’Amministratore che parla giapponese. Conosce pure un poco di inglese e pochissimo italiano ma è la segretaria che ci permette di scambiare le idee. Ho la sensazione che lui annuisca sulle mie idee e noto un certo sorriso di consenso sia in lui che in Hann. Questa è veramente graziosa. Non giovanissima, sicuramente ha superato la trentina. Alta all’incirca sui 165 centimetri, indossa un top giallo corto alla vita ed un pantalone molto aderente che fa risaltare la figura. Il corpo è snello, il seno piccolo, il sedere come l’hanno le giapponesi: liscio senza rotondità evidente. Il davanti invece è da osservare. Il pube è ben disegnato dall’aderenza del pantalone e quasi si riesce a vedere la fessura che noi donne abbiamo tra le cosce. Gli occhi sono bellissimi: a mandorla, di un castano scuro, hanno qualcosa di speciale e sembra sprizzino un calore di donna. I capelli sono pure di un bel castano, penso: forse c’è l’intervento della parrucchiera. Parla benissimo l’italiano ed ai miei complimenti risponde che ha studiato a Firenze e conosce pure Roma, Milano e qualche altra città. È la prima volta che viene in Sicilia ed è affascinata dal mare. Mi dice che sono venuti lei e l’ingegnere Hydukuikhi (perdonatemi ma non sono sicura se si scrive in questo modo) per un giro in Italia a presentare i loro prodotti e ricevere eventuali commesse. Mi dice pure che a questo workshop parteciperanno 29 aziende provenienti da Puglia, Calabria e Sicilia. In serata siamo solamente 9 quelli arrivati, gli altri arriveranno domani. Gli incontri, dapprima singoli, inizieranno nella mattinata di martedì. Dopo avverrà la presentazione dei prodotti, i relativi interventi e riflessioni dei partecipanti. La chiusura del workshop è prevista per giovedì sera. Essendo al momento l’unica donna sono al centro delle attenzioni. Non solo dei partecipanti ma anche del giapponese e, cosa molto interessante, anche della segretaria. Parlando con loro e guardandoli mi chiedo: come ce l’hanno in cazzo i giapponesi? E le giapponesi come l’hanno la figa? Mi potete giudicare male ma sono questi i pensieri che mi vengono osservandoli. Avendo in serata del tempo libero mi chiedono se sono disposta ad anticipare il colloquio personale e cosi avere l’indomani la giornata completamente libera. Accetto di buon grado. Dopo avere illustrato la mia azienda e i prodotti usati passo al dettaglio di quello che a noi potrebbe servire. Loro mi ascoltano con attenzione. Hann traduce istantaneamente quello che dico per poi riferirmi i pareri del responsabile. Finita la parte aderente il lavoro, l’ingegnere, leccandosi le labbra, mi chiede se sono sposata e se ho figli. Rispondo senza esitare di non avere figli e di essere sposata. Questa è una bugia ma non mi va di spiegare la mia situazione di convivenza. Il tutto avviene sempre tramite Hann che si sobbarca le traduzioni. Lo sguardo dell’ingegnere si fa sempre più penetrante nei miei riguardi. Sarà per la camicetta, che poco abbottonata, lascia intravedere il seno sodo e senza costrizioni, sarà per il mio modo schietto di rispondere fatto è che mi fissa con intensità e poi scambia qualche occhiata con Hann. Questa traducendo le mie risposte spesso le accompagna con un sorriso. Ormai siamo entrati in sintonia e mi invitano a cenare con loro. Gli altri partecipanti occupano 2 tavoli da 4. Con Hann non ho nessuna difficoltà a parlare mentre con l’ingegnere riesco a scambiare opinioni sempre con l’ausilio della donna. Terminata la cena gli altri partecipanti, sono tutti pugliesi, vanno in giro per la città. Io decido di rimanere in hotel. Mi ritrovo insieme ad Hann e all’ingegnere. Sediamo in un divano e sorbendo un gelato iniziamo a chiacchierare. Chiedo ad Hann qualcosa di lei e vengo a sapere che non è sposata e che non intende farlo visto che è quasi sempre in giro per il mondo. E poi c’è l’ingegnere … insomma …mi comprendi? Annuisco avendo intuito da subito che tra loro due c’è un certo feeling. Ad un tratto lui, sorridendo ed intromettendosi nei nostri discorsi, mi dice, in uno italiano stentato: sei una “biella dona”. Lo guardo e sorridendo prima ringrazio per il complimento e poi quasi ad adularlo aggiungo, non so per quale motivo perché in quel momento non lo pensavo, che pure lui è un bell’uomo. Non appena Hann fa la traduzione lui inizia a ridere e quasi a schermirsi agita la mano dicendo no! No! Considerando che si è fatto tardi chiedo di ritirarmi. Pure loro si alzano ed insieme ci dirigiamo verso l’ascensore. Io ed Hann scendiamo al quarto piano lui prosegue per il quinto. Fermandoci davanti alle porte delle camere notiamo che abbiamo le stanze di fronte. Io sono alla 413 e Hann alla 414. Ci diamo la buona notte e chiudiamo le porte. Finalmente posso telefonare al mio tesoruccio. Con Sergio parlo a lungo e gli racconto l’incontro. Gli dico pure che Hann mi piace e lui ridendo mi fa: ho l’impressione che ti vuoi fare la giapponesina! Ma vaffa…n …culo! Gli rispondo. Ma nel mio io penso che ci ha visto bene ed ha ragione sul mio proposito. Ormai è da 10 anni che viviamo insieme e quindi mi conosce bene. Lui poi mi chiede: e il giapponese come lo trovi? Boh! … È la mia risposta. Ed è la verità anche se un pensiero mi frulla in testa: “chissà come l’hanno i giapponesi”. Ma per il momento preferisco non dire niente al mio amore. Faccio le pulizie di rito e sto per andare a letto quando sento bussare alla porta. Prima di aprire domando: chi è? Sentendo che è Hann. Apro cosi come sono, cioè completamente nuda. Lei vedendomi dice: scusami, vedo che ti sto disturbando. Entra! Le dico in modo amichevole. Indossa un corto kimono. Mi guarda e sorridendo dice: sei fantastica! Fin da quando ti ho vista mi sei piaciuta! Mi piacerebbe toccarti! Che aspetti! Le rispondo. Si avvicina e mi tocca le tette. I capezzoli al contatto si induriscono e sembra vogliano scoppiare. Pure io le sorrido e le sciolgo la cintura del kimono. Il suo corpo sguscia fuori e si offre alla mia vista estasiata. Il seno piccolo ma sodo è dominato dai capezzoli molto scuri ed irti. Il pube ricco di pelo castano, lo stesso colore dei capelli, quindi niente tintura da parrucchiera, ha sotto una spacca che lascia vedere una figa carnosa e pronunciata. Insomma uno sticchio tutto da gustare. Mentre lei continua stuzzicarmi le tette io le metto una mano sulla figa e contemporaneamente la mia bocca cerca le sue tette. Ho la riprova della durezza sia delle tette che dei capezzoli. Succhio quei meravigliosi bottoncini mentre lei continua a massaggiare le mie. Sono tutta bagnata. La figa sembra una fontana per quanti succhi emana. Ho desiderio del suo sapore. La conduco sul letto, la faccio distendere e mi metto sopra di lei offrendole la figa tutta bagnata e oscenamente aperta. Pure lei l’ha tutta aperta. Probabilmente è molto più aperta della mia. Insinuo la lingua e percepisco il sapore asprigno ma fruttato dei suoi succhi. Faccio scorrere la lingua lungo tutta la fenditura dal basso verso l’alto fino a trovare la clitoride bella irta e vogliosa. Pure lei mi riserva lo stesso trattamento e lo fa mettendoci molto ardore. Miagoliamo e ansimiamo come due gatte in calore. La sua clitoride ora è tutta di fuori e la posso titillare sia con la lingua che con le dita. Ad ogni strofinamento lei emette gridolini. Pure io però sono trastullata in maniera egregia ed emetto ansimi e grida di gran piacere. Le nostre mani hanno preso possesso delle rispettive vagine e non hanno nessuna difficoltà ad entrare tutte dentro. Percepisco le membra che mi vibrano per la goduria. Pure lei ansima e trema. Veniamo entrambe emettendo copiosi succhi che le rispettive bocche ingordamente si bevono. Solamente allora ci abbracciamo ed iniziamo a scambiarci caldissimi baci sulla bocca mentre le lingue si intrecciano in un ballo armoniosamente eccitante. Quella notte la trascorriamo assieme e quando stanche smettiamo di trastullarci il sonno ci coglie con i corpi ben stretti e avvinghiati. La mattina seguente quando mi sveglio Hann è già alzata e baciandomi nella bocca esce recandosi nella sua camera. Poiché sono libera e la giornata si dimostra benevola, indosso il costume e vado in spiaggia. Il mare è tranquillo ed allora ne approfitto per una bella nuotata. Alle 13,00 puntualissima mi presento in sala da pranzo. Hann vedendomi mi chiama e mi fa sedere al suo tavolo insieme a Hydukuikhi e ad un’altra partecipante. Si parla del più e del meno ma noto che il giapponese non perde occasione per sbirciare dentro la mia scollatura. Dopo il pranzo e prima di andare in camera per il riposino, proprio davanti alla mia camera, Hann mi dice: io non posso venire in camera con te perché debbo stare con l’ingegnere. Dobbiamo preparare altro materiale per i colloqui. Poi appressandosi di più mi scocca un bacio sulla bocca e mi dice: “lui vuole giacere con te”. La guardo, lei comprende che forse non ho capito bene ed allora mi ripete: Hydukuikhi vuole fare sesso con te! … Tu che dici? … Le rispondo: tu ci sei? … Non lo so! … È lui che decide! Il suo sguardo è come se mi chiedesse una risposta. Allora le dico: debbo prima parlare con il mio compagno. Questa sera prima della cena ti darò una risposta. Lei mi guarda con i suoi occhi penetranti e contemporaneamente dice: “ cerca di farlo contento, è un uomo gentile ed è veramente entusiasta di te. Penso che non te ne pentirai. Poi aggiunge: a me piace farlo con lui”. La telefonata a Sergio è lunga. Gli narro tutto. Sia quanto fatto con Hann la notte precedente che quello che vuole fare l’ingegnere con me. Lui mi dice: “amore sei tu a decidere”, poi continua: “conoscendoti penso che accetterai perché hai voglia di vedere come è fatto il cazzo dei giapponesi”. … “Se ti va di farlo, fallo! Ma se lo fai, fallo bene! Poi quando ci ritroviamo mi racconti tutto e ci delizieremo insieme”. Mentre l’ascolto mi viene un pensiero e gli dico: “amore … lo sai che mai l’ho fatto senza di te … sarebbe la prima volta … mi vieni a trovare mercoledì?”. Vengo io? … Mi chiede. Verrei con piacere ma lo sai che in questo periodo non mi posso muovere. Sai benissimo che non è possibile! … Sì! lo so che non puoi ma mi sarebbe piaciuto averti vicino! Gli rispondo. Sento che è dispiaciuto per non potermi accontentare ma capisco che per lui è veramente assurdo trascurare il suo lavoro in questo periodo strapieno di impegni. Non sentendomi parlare mi dice: Milly! Fai come se io fossi vicino a te! Stai tranquilla! Nella vita c’è sempre la prima volta e tu lo sai bene! Scopati il giapponese e poi mi racconti tutto. Sei cosi eccitante che glielo hai fatto agitare ed ora giustamente lui vuole essere calmato da te. Dicendo queste cose ride di cuore contagiandomi il suo umore. Queste parole ancora una volta mi fanno capire il perché l’amo tanto. O. K. Gli dico. ti farò sapere qualcosa questa sera tardi. Dei lavori del pomeriggio a me non frega niente. Prima di uscire Hann mi rincorre e mi avvisa che la cena viene anticipata alle 19,00 perché tutti hanno voglia di vedere la partita dell’Italia contro la Francia. Hann mi domanda cosa deve rispondere a Hydukuikhi. Gli faccio cenno affermativo e gli chiedo nuovamente se lei sarà presente. La risposta è: vuole incontrarti da sola. Hann vedendo la smorfia del mio viso mi dice: stai tranquilla! È un buono e vedrai che ti piacerà! … Ha tendenze particolari? Le chiedo. No! mi risponde. Vuole solamente fare del buon sesso con te perché gli piaci tanto. Fin dalla prima volta che ti ha vista ti ha desiderata. A cena mangio poco. Sono agitata. Mi sento come una verginella al suo primo incontro. Mentre tutti si sistemano davanti al televisore io vado in camera e mi preparo per andare da Hydukuikhi. Faccio una doccia fresca e metto qualche goccia del mio profumo. Mi guardo allo specchio e mi chiedo: come vestirmi? Dopo varie riflessioni arrivo alla conclusione di non indossare intimo considerato quello che debbo andare a fare nella camera con l’ingegnere. Pertanto opto per una camicetta rosa ed una gonna bianca aderentissima di jersey. La gonna mi arriva appena sotto il ginocchio e non ha spacchi, la camicetta è abbottonata con un solo bottone. Praticamente la gonna aderendo al corpo ne accentua le forme e la camicetta mostra generosamente il seno. Busso lievemente alla stanza 503. Subito lui mi viene ad aprire. Indossa una vestaglia di seta legata alla vita con una cintura della stessa stoffa. Sembra ancora più piccolo di quello che è. Vedendomi mi tende le mani. Mi bacia la destra e poi mi osserva intensamente. “Biella!! Esclama ed inizia a leccarsi le labbra. Da un cenno che mi fa intuisco che vuole che mi tolgo la camicetta. Lentamente sfibbio l’unico bottone e la lascio cadere a terra. Lui la solleva e la mette su una poltrona. Mentre mi guarda estasiato il seno si fa scorrere la lingua sulle labbra evidenziando una certa soddisfazione. Poi mi fa un cenno verso il frigorifero e dice: vuoi “biere qualcosa”? Accenno di si e lui apre il frigo. Mi prendo un Campari mentre egli si serve un cognac. La scena è boccaccesca. Io col le tette al vento che bevo il bitter. Lui che mi osserva attentamente mentre si ciuccia il cognac e continua a leccarsi le labbra. Appena poso il bicchiere lui mi fa cenno di levare la gonna. Apro la lampo e la lascio scivolare a terra. Ancora una volta lui si abbassa, la prende e la poggia sulla poltrona vicino alla camicetta. Si avvicina a me e sembra estasiato nell’osservare il mio pube depilato con la piccola strisciolina di peli sopra la fenditura. Mette la mano proprio sui peli ed inizia a muoverla con un lento su e giù. Poi, fattosi coraggio, insinua le dita dentro la fenditura della femminilità trovandola già pronta e piena di umore. Presa di curiosità le sciolgo la cinta della vestaglia che aprendosi mostra il suo sesso che è in buona erezione. Ora posso finalmente osservare quello che desideravo vedere. Il cazzo eretto è ben visibile ma quello che più mi colpisce il suo scroto. È grosso! Veramente grosso! Ha il volume di una grossa mela. Lui fa scivolare la vestaglia che poggia su una sedia. Si avvicina e inizia a toccarmi. Prima si delizia dedicandosi alle tette, poi scende verso il ventre e strofinando le dita sulla piccola striscia di peli scende fino alla spacca che trova umida per l’eccitazione. Mi guarda e sorride. Pure io gli faccio un sorriso. Lui come incoraggiato inizia a smanettarmi la figa ed il culo. Mi è vicino ed allora gli prendo i coglioni nelle mani. Sentendone la possanza non riesco a frenarmi ed esclamo: minchia quanto sono grossi! Lui non capisce e mi guarda interrogativo. Bene! gli dico. Lui allora sorride e mi conduce verso il letto. Mi invita a distendermi. Io eseguo e dopo essermi sdraiata allargo al massimo le cosce mettendogli sotto il naso la prugna tutta bagnata e che è in continuo fremito. Lui si lecca le labbra e s’inginocchia tra le mie cosce. Il suo cazzo ora è tutto teso ed ha voglia di penetrarmi. Lo punta nella figa che non aspetta altro che riceverlo ed appena dentro inizia un gioco di entra esce. Al secondo entra si sente un boato. Penso: avrà segnato l’Italia, Sergio sarà contento. È un attimo ma lui nota la mia distrazione. Ritorno in me e percepisco nuovamente il suo cazzo che continua ad entrare dentro la mia figa che lo riceve comodamente. Il giapponese ci sa fare perché, in breve, mi porta alla soglia del godimento. Nel fare entra – esce sento i suoi grossi coglioni che sbattono sul mio culo e questo mi eccita ancora di più. Lui continua imperterrito il suo movimento ed inizia a suggermi pure i capezzoli. Impazzisco di piacere e gemo senza alcun ritegno. Pure lui, sempre muovendosi dentro di m,e inizia a gemere. Il suo ansimare aumenta sempre più fino a farmi comprendere che è sul punto di scoppiare. Mi preparo mentalmente a percepire il suo caldo fiotto dentro la figa. Sono tesa nell’attesa mai lui, repentinamente, tira fuori il suo cazzo dalla mia vulva. Dalla bocca mi scappa: nooooo! Lui, allora, infila tutta la mano sinistra tutta dentro la mia vagina iniziando un movimento rotatorio che mi fa impazzire di piacere e mentre con la destra si masturba velocemente il cazzo. Emette un sonoro lamento e subito i suoi caldi fiotti iniziano a schizzarmi sulle cosce, sul pube, sulla pancia, sulle tette e qualche goccia raggiunge pure il mio viso. In contemporanea pure io grido e dalla mia femminilità tutta aperta escono schizzi mielosi del mio umore. Esco dal bagno dopo essermi pulita. Pure lui si è pulito in un altro bagno. Osservo che il cazzo è ancora teso ed allora mettendo da parte la raccomandazione fattami da Hann: “lascia fare a lui” l’invito a distendersi. Il suo cazzo è perpendicolare al pube. Mi avvicino a lui e piegandomi sul busto gli prendo il cazzo in mano e inizio a fargli un pompino. Dedico una particolare attenzione ai coglioni che non riesco a mettere tutti in bocca. Poi inizio ad andare su e giù con la lingua lungo tutta l’asta. Stringo il glande con le labbra e gli lecco il frenulo. Lui ansima e comprende la mia maestria. Lo sento gemere come un cane. Più geme e più la mia lingua e la bocca non gli danno tregua. Mi diletto succhiandogli i grossi coglioni e la cosa mi eccita tanto. Venendomi il desiderio di averla leccata gli monto sopra nel classica posizione del 69. La sua lingua sa come giocare con la mia prugnetta. Io lecco e pompo il suo cazzo e lui mi manda in estasi succhiandomi clitoride e piccole labbra. I nostri corpi eccitati vibrano d’intenso piacere. Con un sussulto viene riempiendomi la bocca di calda sborra che ingordamente cerco d’ingoiare tutta senza riuscirci. Il cazzo ne riversa tanta che la maggior parte si perde tra il mio viso, le tette, il cuscino e le lenzuola. A quel punto la mia figa non potendone più si rilassa spruzzandogli in bocca il mio dolce nettare di donna. Il suo sperma, come detto, non riesco ad ingoiarlo tutto poiché quei grossi coglioni ne hanno prodotto in quantità industriale. Ritorno nella mia camera dopo essermi fatta una doccia. Sono ancora agitata mentre telefono a Sergio. Gli racconto tutto. Lui mi ascolta e poi dice: vedi che tutto è andato bene! Divertiti e se ti capita fattela un’altra ficcata con il giapponese! Da quello che mi dici è uno che ci sa fare! È quasi mezzanotte quando chiudo il telefono. Contemporaneamente Hann bussa alla porta. Mi chiede notizie di come è andata. Le racconto tutto ed allora mi rendo conto che la mia giornata di sesso non è ancora finita. Con Hann faccio di tutto. Riesce a ficcarmi la lingua nel buco del culo mentre la mia mano è tutta dentro la sua meravigliosa figa. Gliela ruoto dentro e lei inizia a riversarmi nella mano i suoi succhi copiosi. Pure lei mi ficca la mano tutta dentro la fica riservandomi lo stesso piacere che prova lei. Pure io vengo a lungo riempiendola con i miei succhi. Ci trastulliamo fino al limite per poi sfinite giacere e dormire, come la notte prima, l’una nelle braccia dell’altra. Mercoledì sera al ritorno dal teatro Hann mi viene a trovare e mi dice che all’ingegnere gli piacerebbe se io l’andassi nuovamente a trovare in camera. Dopo un breve silenzio aggiunge: le sei piaciuta tanto e vuole rifarlo. Poi arrossendo continua: mi ha detto che con te ha goduto come mai, specialmente quando l’ha lavorato con la bocca. fa una pausa e dice: ci andrai? Sì! le rispondo. Pure a me è piaciuto come l’ingegnere mi fa sfottuta! Allora vai, io ti aspetto e … poi ci divertiamo … tra noi … mi piace moltissimo stare con te. La bacio sulla bocca ed inizio a prepararmi. Questa volta non indosso abiti ma solamente una vestaglia sul corpo nudo. Appena dentro gli faccio capire che questa volta pretendo di farlo a modo mio. Lo faccio sdraiare ed inizio a cavalcarlo io. Inizio una smorza candela che lo manda e mi manda in estasi. Vado giù di botto per poi risalire facendo leva sulle mie ginocchia. Il suo cazzo da tutto dentro lo faccio quasi uscire dalla mia figa per poi rificcarmelo di nuovo tutto dentro. Il su – giù continua per un bel pò mentre lui ansima e geme come un cane. Pure io mi sollazzo e godo di piacere immenso. Alla fine esausti sborriamo contemporaneamente e questa volta percepisco il suo abbondante seme che invade la mia calda vulva che è tutta una brodaglia. Mi sto rivestendo per andare ma lui mi fa capire che vuole tirato un pompino. Mi metto di buona lena e … lo cucino a puntino. Mi diletto con il suo buco del culo mentre lui mi lecca la figa e mi sgrilletta la clitoride. Non appena gli ficco due dita dentro l’ano emette un grido e mi fa scoppiare in faccia tutta la sua sborra. È come se una pompa mi spruzzasse sul viso acqua calda. Lui, al contrario di me, riesce a leccarsi e ciucciare tutti i dolci sughetti che il mio sticchio ha abbondantemente prodotto. Con Hann la nottata è andata avanti come le altre due volte. Il culmine l’abbiamo raggiunto quando abbiamo messo a contatto le fighe che abbiamo strofinato a lungo sentendone la pienezza e il calore. Siamo venute immischiando i nostri umori che poi abbiamo leccati ed ingoiati. Giovedì sera sono io a volere l’incontro. Voglio festeggiare essendo l’ultimo giorno. Pretendo, però, di farlo in tre. È un incontro veramente eccitante e sessualmente appagante. Hann sdraiata nel letto con i piedi verso la testiera. Io sopra di lei che inizio a leccarle lo sticchio. Per l’occasione, sapendo che mi sarebbe piaciuto vederglielo depilato, aveva proceduto ad una bella rasatura. La figa bella liscia e tremendamente carnosa mi fa impazzire. Inizio a baciarla, a leccarla e smanettarle a mio piacimento. Con la bocca le lavoro grandi e piccole labbra e la meravigliosa clitoride che si erge a sentinella dell’umido, caldo ed odoroso antro. Hann che mi riserva lo stesso trattamento che al solo ripensarci, lo sticchio mi diventa molle per gli umori. Lui che non potendo fare altro me lo ficca nel culo. La mia eccitazione è alle stelle nel sentire il cazzo che mi lavora il buco del culo mentre Hann mi fa impazzire leccandomi la figa. Pure lei geme mentre la lecco e le strizzo ancora una volta piccole labbra e clitoride. È il finale entusiasmante di un gioco d’artificio. Vengo una miriade di volte. Il culmine lo raggiungo quando Hydukuikhi si svuota i coglioni nel mio retto. Il cazzo palpitando s’ingrossa talmente che sento dilatarmi le pareti del culo. Esausta mi abbatto sopra Hann che mi sprizza nella faccia il suo dolce nettare che bevo e succhio con vera ingordigia. La mattina dopo ci salutiamo ed è con soddisfazione che me ne ritorno a casa, Mentre sono sul pullman riflettendo su quanto fatto arrivo alla conclusione che sono stati veramente quattro giorni di fantastico sesso. Milly racconti erotici, scrittori, scrivere online, scrittori emergenti
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