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Genere tradimenti Ho fatto cornuto mio marito (parte 2)di Paola28 scritto il 14-11-2008
Inutile dire che la mattina del venerdì sono stata in fibrillazione. Guardavo continuamente l’orologio. Le ore non passavano mai. Ero distratta e riuscivo a stento a servire le clienti. Inutile dire che la mia fica era in ebollizione. Dovetti cambiare le mutandine però, subito dopo, pure il ricambio diventò zuppo. Il mio viso doveva tradire il mio stato perché una cliente di vecchia data mi chiese: Paola mi sembri distratta, c’è qualcosa che non và? La tranquillizzai dicendo: tutto bene Chiara! Solamente aspetto una comunicazione importante. Una menzogna per non dire che era ansiosa di andarlo a prendere nel culo e contemporaneamente nella fica. Questo, non glielo potevo dire.
Finalmente chiuso il negozio alle 13,15 ero già a casa di Adele. Mi ricevette come al solito con grande calore. Aveva preparato di già il pranzo. In cucina c’erano Andrea e Carlo. Dopo averli salutati baciandoli ci siamo seduti a tavola. Per fortuna Adele aveva preparato un pranzo leggero. Ebbi la sensazione che non ero solo io in tensione. Sia Carlo che Andrea avevano il viso tirato, solamente Adele era decisamente tranquilla. Dopo il caffé fu lei che ci diede la scossa. Si alzò e disse: non mi pare che siamo qui per fare le statuine. Dai maschi! Datevi da fare! Io ebbi la prontezza di dire: mi vado a preparare. In bagno mi segui Adele. Non ero rientrata a casa per cui avevo i vestiti indossati la mattina. Dopo avere fatta pipì feci una doccia veloce e Adele mi aiutò ad asciugarmi. Stavo per rimettere i vestiti, lei, facendo col dito cenno di no, disse: che cazzo li metti a fare! … tra poco li devi togliere tutti! Pure lei dopo avere pisciato si spogliò e mano nella mano ci presentammo nella camera da letto. Carlo e Andrea ci aspettavano ed erano già pronti, cioè, completamente nudi. Il cazzo di Andrea era in bella mostra e si presentava imperiosamente eretto. Carlo l’aveva ancora un poco moscio. L’abbraccio di Adele ad Andrea fu l’inizio. Carlo mi si avvicinò ed iniziò a palparmi il culo. La mia amica li aveva edotti su quello che mi dovevano fare. Mi strinse a se deliziandosi a palparmi tutta. Neppure un centimetro del mio corpo tralasciò dal carezzare. Poi poggiò la bocca sulle tette ed iniziò a succhiarmi i capezzoli con vigore. Al contatto con la mia carne il cazzo gli diventò durissimo. Mentre lui mi deliziava i capezzoli glielo presi in mano ed iniziai a menarglielo lentamente. Restammo a smanettarci per un poco mentre lo stesso faceva Adele con Andrea. Le mani di Carlo ora scorrevano nuovamente sul mio corpo indugiando nei punti vitali. Mentre la sua bocca mi succhiava i capezzoli con le mani mi stuzzicava fica e culo. Le sue dita scorrevano lungo tutto il solco percorrendolo dall’osso sacro al pube dove c’era ad attendere le sue dita la clitoride palpitante e che si ergeva tesa simile ad un piccolo cazzo. La sentivo veramente dura e Carlo me la crogiolava titillandola e stringendola tra dita. Questo gioco mi faceva mugolare per il piacere che provavo. Stavo ansando alle carezze di lui quando Adele avvicinandosi a me e baciandomi in bocca disse: dai Paola! Andrea ti aspetta! Era sdraiato sul letto a pancia in su e con il cazzo grossissimo tutto teso. La leggera spinta di Adele mi fece distogliere dall’ammirazione di osservare quel meraviglioso arnese che non aspettava altro che entrare nella mia fica. Questa, del resto, con i sui palpiti mi faceva capire di desiderarlo tutto dentro. Mi posizionai in ginocchio con le cosce aperte sopra il corpo di Carlo. La mia fica toccava la punta del cazzo che mi bramava. Lo presi con una mano e lo guidai nella fenditura delle labbra che al contatto del cazzo mi trasmisero un lungo brivido. Ora ero libera di impalarmi come e quando volevo. Lentamente abbassai il bacino facendomi penetrare dentro quasi la metta del membro. Lo ritrassi come a farlo uscire. Di nuovo affondai e ne feci andare dentro più della prima volta. Continuai a fare su e giù per un bel po’ fino a quando percepii i coglioni con sfioravano il mio culo. Allora decisamente affondai con il ventre. Il cazzo s’impennò dentro la mia vulva e sembrava volesse perforarmi l’utero. Lui si muoveva dal basso verso l’alto per farmi arrivare il membro sempre più dentro. In quel momento, mentre le mie membra tremavano per l’estasi, percepii due mani che mi facevano arcuare il tronco. Adesso le mie tette poggiavano sul petto di Andrea. Io gemevo ma pure lui faceva altrettanto. Una mano iniziò a percorrere il solco del culo. Raccoglieva i succhi che fuoriuscivano dalla mia fica e li spargeva lungo il solc. Le dita ora indugiavano nell’ano. Uno tentò di entrare. Si ritrasse quasi subito. Intuii che mi si stava cospargendo il buco di vaselina. Subito dopo il dito penetrò dentro il mio ano senza ricevere resistenza. Poi fu la volta di due dita. Quindi percepii il cazzo di Carlo poggiarsi sul mio buchetto. Respirai profondamente mentre il pene duro si faceva strada dentro il mio retto. La sensazione che provavo era di intenso godimento. Lui affondò ancora di più, un gemito usci dalla mia bocca. Il leggerissimo fastidio scomparve subito. Mi sentivo completamente piena. Mai avrei creduto che avere dentro due cazzi mi avrebbero procurato tanto piacere. Quello di Carlo ora era tutto dentro il mio culo e i suoi coglioni mi deliziavano sbattendo nel solco che conduce alla fica. I movimenti di Andrea cosi come i miei, a causa della posizione che avevamo assunta, erano limitati. Sentivo il suo pube sbattere sul mio e compresi che il suo gingillo era tutto dentro la mia fica. Il cazzo vibrava ritmicamente dentro la mia vagina che a sua volta, ad intervalli brevi, si contraeva per il godimento provato. I due movimenti combinati mi fecero provare sensazioni mai provate. Ancora oggi ripensandoci i brividi mi percorrono tutto il corpo. Il piacere mi invase. Iniziai a emettere suoni indistinti. Gemevo … ansimavo … gridavo … vibravo tutta per l’intensità del godimento. Mai brividi sono stati tanto portatori di voluttà e piacere. Andrea, dopo essersi leggermente mosso, incominciò a dare, nei limiti del possibile, colpi col pube sul mio monte di venere. Il movimento sincrono dei due mi trasmetteva sensazioni che mi stavano facendo sciogliere tutta. In quel momento iniziai a gridare: aaaaah! … cosiiii! … ancoraaaaa! … di piùùùù! ….. ancoraaaa! … ancoraaaaa! … cazzo come è bellooooo! … non fermateviiiii! … mi piaceeeeee! … ancoraaaaa! Il sandwich che mi stavano facendo mi portava verso l’estasi del piacere che mai avevo goduto. Ancora una volta Adele fu l’ago della bilancia. Stavo gridando con quanto fiato avevo in gola tutto il mio godimento e lei mi mette la fica con i peli, anche se molto corti, umidi a contatto della bocca. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Iniziai a leccarla con un vigore tale che il movimento del mio corpo si trasmise ai due che mi stavano trapanando fica e culo. Ancora un poco e poi il mio corpo ruppe in un tremore dovuto all’immenso godimento. Simultaneamente mi sentii inondare il retto e la vulva dal caldo seme che i due mi fecero zampillare dentro. A questo si aggiunsero i succhi che la fica di Adele mi spruzzò sul viso. Il tutto fece aumentare il tremore del mio corpo ed io gemendo mi abbandonai sopra di Andrea. Andando nel bagno per darmi una pulita traballavo tutta. Mentre stavo pisciando mi raggiunse Adele. Mi guardo sorridendo e disse: E brava Paoletta! … minchia come hai goduto! … Sai che non pensavo che ti saresti sollazzata in questo modo! … Brava! … Mi sei veramente piaciuta! Questo diceva mentre le sue mani, con la scusa di aiutarmi nelle abluzioni mi scandagliavano la fica e mi strizzavano le tette. Dopo avermi dato un bacio sulla bocca a lingue intrecciate disse: ora amica mia devi osservarmi mentre pure io mi faccio un sandwich, devi però darmi, come ho fatto io, la tua fica quando sono sul punto di estremo godimento. Inutile descrivere il godimento di Adele. Fu pari al mio ma la sua esperienza mandò ancora di più in estasi i due maschietti. Pure io feci la mia parte donando, al momento opportuno, la mia calda e bagnata fica alla sua bocca avida. La serata non finì cosi. dopo un riposino per ritemprarci i due maschi ci fecero capire che pure loro volevano qualcosa da noi. Anche se l’avete intuito ve lo dico: ci richiesero dei pompini. Personalmente non potevo negare loro questa gioia considerato il piacere che mi avevano dato. Iniziai con il cazzo di Carlo. Lo presi tra le mani ancora moscio e impazzii di desiderio nel sentirlo ingrossarsi prima nelle mani e poi dentro la mia bocca. Lo leccai in tutta la sua lunghezza senza trascurare i coglioni che avevano prodotto i dolci succhi che mi avevano deliziosamente inondata. Feci ruotare la lingua sul glande e stuzzicai a lungo con la punta il filetto e il buchino. Lui gemeva per il piacere che gli procuravo. Con calma iniziai a succhiarglielo e a pomparlo. Ora l’avevo tutto dentro la mia bocca. Lo succhiavo avidamente come a volerlo ringraziare per il piacere che mi aveva dato, penetrandomi nel culo. Percepii che stava arrivando. Allora iniziai a succhiarlo con più forza e nello stesso tempo gli stringevo i coglioni che era diventati nuovamente pieni. La mia bocca non mollava neppure un centimetro del suo cazzo duro. Le cosce venivano continuamente innaffiate dai succhi che uscivano dalla mia fica. Lo circuii per le natiche e cosi feci entrare ancora di più il cazzo dentro la mia bocca vorace. Appena un mio dito medio cercò di entrare nel suo ano lui emise un rantolo e la produzione dei sui coglioni iniziò a schizzarmi dentro la gola. Lo ingoiai tutto e rimossi, con la lingua, i residui di sperma e saliva che erano colati sulla sua verga e sul pube. Mi stavo dedicando a quello di Andrea. L’avevo appena preso tra le labbra ed iniziavo a succhiarlo quando il mio cellulare incominciò a suonare. Con fatica lascia quel meraviglioso arnese e andai a rispondere. Era mia sorella Giulia, mi informava che Marco era andato a cercarmi nel negozio. Guardai l’orologio. Erano le 19,45. Pensai che poteva continuare ad aspettarmi. Non poteva levarmi il desiderio di spompinare il mio amichetto. Ritornai da Andrea, meglio sarebbe dire al suo cazzo, e iniziai a fargli un maestoso pompino che non solo fece gridare lui di piacere ma diede a me la gioia di godere ancora una volta. Inutile scrivere che pure di Andrea mi sono bevuto e gustato tutto lo spacchio che il suo cazzo mi ha generosamente elargito nella gola e nella bocca. Dopo una sommaria ripulita indossai la gonna e la camicetta. Le mutandine, il reggiseno e le autoreggenti li misi nella borsetta unitamente al nuovo DVD che Adele mi diede. Non pulii la bocca perché volevo portare a casa il sapore dello spacchio di Carlo e Andrea. Volevo che Marco ne sentisse l’odore. Quando arrivai a casa erano le 21 passate. Lo trovai sprofondato in una poltroncina del soggiorno. Come se niente fosse successo mi abbassai e lo bacia. Lui non si aspettava questa mia mossa. Cercò la mia bocca ed io gliela diedi. Il sapore del seme che i due uomini mi avevano abbondantemente elargito lo percepì. Leccandosi le labbra disse:la tua bocca ha sapore di spacchio, hai fatto un pompino? Nel dire mi osservava tutta come mai più aveva fatto negli ultimi periodi. La mia risposta: Sì! Lo lascio inebetito. Allora … mi hai messo le corna? Disse con voce fioca. Sì! risposi ancora una volta con decisione. Lui mi guardò e disse: sai che non ci credo! Allora andai ad aprire un cassetto e presi il primo DVD, poi aprii la borsetta ed oltre alle mutandine, reggiseno e autoreggenti che faci cadere ai suoi piedi tirai fuori il secondo DVD. Porgendoglieli dissi: mentre io mi faccio la doccia e mi pulisco la bocca tu guardati questi e poi ne parliamo. Incamminandomi verso il bagno feci scivolare la gonna e tolsi la camicetta per fargli vedere che sotto non avevo nulla. Comportamento da gran troia … sicuramente pensate … ma non ritenete che se lo meritasse? Sotto il getto dell’acqua indugiai a lungo. Alternavo acqua calda a fredda e mi strofinavo con un guanto di crine. Quando mi sentii veramente rilassata indossai l’accappatoio e mi recai nel soggiorno. Tutto mi sarei aspettata: rimproveri, grida, strepiti, parolacce, … quello che si presentò ai miei occhi mi lasciò senza fiato. Marco si era levati pantaloni, mutande, camicia e … tutto nudo si menava il cazzo mentre guardava nella TV le immagini di Andrea che mi stava scopando. Al mio colpo di tosse non si distrasse, semplicemente mi fece cenno di sedermi accanto a lui. Mentre guardava la sua mano cercò la mia fica. Osservava con attenzione le immagini mentre con le dita incominciò a farmi un ditalino. Finalmente il DVD fini. Lui si alzò, si rivolse verso di me con il cazzo sempre tra le mani e che palpitava e con voce tremula (questo veramente non me l’aspettavo) mi disse: glieli dai gli ultimi colpi e mi fai venire? Che dovevo fare? Presi in mano il bel cazzo che mi porgeva, mi accorsi che in fondo mica era tanto più piccolo di quello di Andrea, anzi decisamente era più robusto, non solo iniziai a segarlo ma gli feci pure un signor pompino. Lui gemette ma non durò a lungo. Venne inondandomi la bocca e ancora una volta ingoiai la dolce produzione dei coglioni. Questa volta era quella del mio maritino. Non avendo voglia di cucinare per la cena ordinammo due pizze. Nell’attesa del fattorino che portasse la cena iniziò a guardare il secondo DVD. Mi disse di togliere l’accappatoio e di sedermi accanto a lui. Osservava lo scorrere delle immagini con moltissima attenzione ma nello stesso tempo le sue mani mi palpavano come se fosse la prima volta e non fossimo sposati da quasi quattro anni. In particolare mi stuzzicava tette e fica. Il suono del citofono mi fece alzare. Quando il ragazzo suono alla porta avevo avuto solamente il tempo d’indossare una vestaglietta. Dall’espressione del ragazzo mi resi conto che avevo messo quella molto trasparente. Con indifferenza presi i soldi della borsetta e pagai il dovuto. Il ragazzo balbettando mi ringraziò per la mancia che gli avevo data ma forse ancora di più per lo spettacolo che si era goduto per un breve attimo. Dovette interrompere la visione che era arrivata al punto in cui stavo cavalcando Andrea e Carlo mi carezzava il culo. Era veramente eccitato. Lo guardai e arrivai alla conclusione che mai l’avevo visto con il cazzo cosi arrapato. Mangiò velocemente la pizza innaffiandola con un bicchiere di vino. Poi mi venne dietro, io non avevo terminata la mia, e iniziò a smanettarmi il seno. Percepivo che aveva voglia di me. Mi diede il tempo di bere pure io un bicchierino di vino e subito dopo mi sollevò e mi portò nella stanza da letto. Camminando disse: il resto me lo godrò domani ora ti voglio ... grandissima troia. Mi strinse tra le sue braccia e mi possedette con una foga che non mi aveva mai dimostrata. Alla fine, erano quasi le due di notte, spossati ci abbattemmo sfiniti sul letto. Appena rilassato disse: l’hai detto l’hai fatto, quindi siamo pari, pure tu mi hai tradito. Gli risposi: no amore! Io ti ho fatto cornuto ma non ti ho tradito! Tradire significa sbattersene della fiducia del partner. Io invece ti ho detto che mi sarei fatta scopare da in altro. Lui allora disse: non uno ma ben due te ne sei fatti! E tu quante puttanelle ti sei scopate a mia insaputa? Rispose: diverse! E continuò: da oggi, però, la mia unica puttana sarai tu! E poi aggiunse: minchia! … non mi aspettavo che saresti stata capace di fare quello che ho visto! La tua cara amica Adele ti ha fatto certamente un corso accelerato di “puttanaggine”! Sorridendo gli dissi: aspetta a parlare, prima guardati tutto il secondo DVD. Il secondo DVD se lo guardò, sicuramente con molta attenzione, l’indomani. Infatti appena rientrata a casa mi afferrò e mi sbatte sul letto. Mi prese davanti e dietro con un desiderio che mai aveva dimostrato. Io godetti da vera maiala e non mi tirai indietro su nulla. Non ebbi il tempo di pranzare ma in compenso mi rimpinzai con lo sperma che il mio maritino mi elargì senza risparmio. Da quel giorno Marco è cambiato completamente. Veramente siamo cambiati entrambi. Ora siamo una coppia aperta, se desideriamo qualcosa ne parliamo insieme e, in perfetta sintonia, ci togliamo tutti gli sfizi senza prefissarci alcun limite. Abbiamo scoperto le molteplici e varie sfaccettature del sesso e ce li godiamo pienamente. Il nostro rapporto si è di gran lunga rinforzato e viviamo la vita con la stessa tensione del primo giorno che ci siamo conosciuti. Superpaola28@yahoo.it racconti erotici, scrittori, scrivere online, scrittori emergenti
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