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Genere trans

Finalmente è arrivato l'uomo nero


di patrizia69
scritto il 23-02-2010

Fin da bambino mi sono sentito obbligato a fare quele cose di cui non ne avevo voglia, sempre con la solita minaccia "altrimenti viene l'uomo nero!".
Ma c'è stato un giorno di primavera, dove i miei erano andati da dei parenti ed io dato che no lavoravo ero rimasto solo in casa....
Ovviamente la prima cosa che feci fù di trasformarmi in Patrizia; dopo essermi per bene truccata ed aver indossato un vestitino leggero di quelli da casa sopra ad un reggiseno ed un perizoma, mi dedicai a riparare un gonna alla quale mi si era scucito un pezzo di orlo. Me ne stavo tranquillamente seduta sulla panca che è fuori al patio di casa, quando sento una voce maschile che fà "buon giorno bella signora, vuoi comprare qualcosa?". alzai gli occhi e viddi di fronte a me ad una decina di metri un favoloso ragazzo nero, sui trenta, alto un metro e novanta circa. Indossava un magliettina bianca con su una scritta in cinese, era talmente attillata che lasciava trasparire un fisico atletico e muscoloso, poi un paio di pantaloni simil militari ed un paio di sandali. Portava un trolley pieno dei soliti articoli, canavacci da cucina, calze sportive, tovaglie, eccetera. Dato che prevalentemente non mi espongo in pubblico quando sono Patrizia, fui colta da uno strano senso di sorpresa, ma dato che quando sono donna il mio eccitamento è alto, riuscii a sopprimere il primo istinto di fuggire in casa e con la massima disinvoltura poggiai il mio lavoro di cucito sulla panca e alzandomi mi avvicinai alla balaustra (il patio rimane otto gadini supra il giardino). gli dissi di salire per mostrarmmi la sua merce, già la mia anima di puttana stava elaborando progetti molto erotici, anche perchè non avevo mai provato il tanto decantato cazzo nero. Lui prese il borsone e salì da me. Vedendo che mi rimirava con un certo cipiglio, gli chiesi se aveva qualche problema nei miei confronti, lui sorridendo mi rispose che era rimasto incantato dal mio aspetto di vera donna e mi fece i complimenti perchè ero molto bella. Io tronfia di vanità femminile finsi di rimanere normale ma dentro ero tutta un turbinio di volgie. Iniziò a mostrarmi i vari artcoli che vendeva, nel frattemo il mio sguardo fu attirato da delle mutandine in pizzo nero all'interno del borsone, così mi chinai per prenderle ma il mio già corto vestitino non riuscì a coprirmi il culo, il quale è già bello grosso e tondo di suo; poi la carnaggione bianca, resa ancor più sensuale dal pizzo del perizoma... il tutto fù un vero spettacolo erotico per il povero venditore. Da vera puttana finsi di non accorgermi ne del fatto che
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avevo messo in bella mostra il culo, ne che lui era lì a rimirarmelo. Gli domandai il prezzo di quelle mutandine più volte e non ricevendo risposta senza alzarmi mi voltai e gli chiesi "ehi ti piace proprio così tanto da non sentirmi?". lui accarezzandomelo mi disse che era bellissimo, poi vinte le ultime sue inibizioni, spronato dalla mia domanda se lo voleva, si accucciò e tenendomelo con le mani prese a baciarmelo.
Fui investita da una scossa che mi attraversò tutto il corpo mandandomi la testa in tilt. Nel mentre lui si faceva sempre più audace, ora aveva spostato di lato il filo del perizoma ed aveva preso ad inilarmi la lingua dentro il mio buco del culo, allora voltandomi rimasi accucciata col viso a pochi centimtri dalla patta dei suoi pantaloni, lui senza proferir parola scese la lampo e con un guizzo gli uscì fuori il cazzo già bene in tiro. Rimasi per qualche istante estasiata da queella favolosa visione, fino a quel momento non mi era mai capitato di vederne un dal vero e devo riconoscere che era meraviglioso, lungo ben oltre i venticinque centimetri,
grosso di circonferenza e con una cappella enorme essendo circonciso. Notai subito che era molto pulito, emanava un profumo di sandalo e tabacco. Lo presi avidamente in bocca ed iniziai a ciucciarlo con vera ingordigia mentre con la mano gli accarezzavo le enormi palle rese simpatiche da dei piccoli ricciolini di peli neri. Tale era la mia foga nel succhiargli il cazzo che lui prese ad ansimare e con l'ecccitazione in crescendo mi prese la testa con le mani ed iniziò a scoparmi in bocca facendomi arivare quell'enorme palo di ebano giù per la gola. Poi si abbassò ed abbracciandomi mi fece alzare,una volta ritta in piedi mi baciò infilandomi la sua lingua saettante in bocca, nel frattempo sbottonatomi il vestitino aveva preso ad accarezzarmi il culo mentre il suo cazzo dritto e duro lo sentivo palpitare contro la mia pancia. Rimanendo avvinghiati in quel caldo bacio roteammo su noi stessi fin quando non mi ritrovai addosso alla balausra, lui eccitatissimo mi spinse sulle spalle col fine di farmi chinare, quasi stessi affacciandomi, e spostando il perizoma mi infilò
quel palo enorme nel culo. Benchè non fossi una verginella i primi istanti furono abbastanza dolorosi, anche se devo riconoscere che lui era molto delicato, era il suo cazzo ad essere enorme. Ma una volta che o ebbi tutto dentro il bruciore si trsformò in paradisiaco piacere. Era una sensazione fantastica, mi sentivo totalmente piena, avevo il ventre che scoppiava. Cambiammo più volte posizione perche la mia ingordigia mi spingeva ad assaggiarlo in tutti i modi possibili. Ad un certo punto ero sdariata sulla panca con le gambe sulle sue spalle,lui smise di pompare e tirandolo fuori se lo menò pochi istanti e mi schizzò tutta la sua calda sborra addosso, fù un vero fiume che mi arrivò fino in faccia. ovviamente, un pò per curiosità, un pò per troiaggine, mi leccai quegli schizzi prima di prenderglielo di nuovo in bocca. Dato che si era fatta ora di pranzo ed io avrei avuta casa a mia disposizione fino a sera ne approfittai per invitarlo a pranzo, lui accettò ben volentieri. Ero al settimo cielo mi ero appena fatta scopare da un meraviglioso cazzo nero ed ora stavo lì isieme al suo maschio, questo mi rendeva orgogliosamente felice del mio essere donna. Mentre mangiavamo parlammo un pò, lui mi disse di chiamarsi Andree, aveva trentuno anni, era del Ghana,f aceva qel lavoro del porta a pota per pagarsi la fine degli studi in ingegneria. Mi confidò che aveva vissuto a Milano e lì aveva avuto un'esperienza con una trav come me ma mi disse non c'era nessun paragone, io a suo dire ero molto più femmina e queto, precisò, non solo nel fare sesso, ma nel comportamento e soprattutto nel fisico; disse che il mio essere morbida e sinuosa, quel pò di pancia, il culo tondo e morbido mi rendevano veramente eccitante e sexy. Poi mi diede la brutta notizia, cioè che tra una decina di giorni si sarebbe trasferito sulla riviera ligure dove c'erano dei suoi compagni di ateneo e fatta lì la stagione sarebbe tornato a Milano e dopo gli ultimi esami sarebbe partito per il suo paese. Un nodo in gola mi strozzò la voce ma riuscii comunqe a chiedergli come potevamo fare per rivederci; lui sorridendo mi disse che quel fine settimana era da solo nell'appartamento che condivideva con due suoi amici e quini avrei potuto raggiungerlo lì e poi mi avrebbe comunque dato il suo numero di cellulare per sentirci e magari poter organizzare qualcosa. Così è stato, abbiamo passato una domenica intera a letto e per mio immenso piacere l'ho rivisto per altre due volte prima che se ne tornasse nel suo paese.
Comunque devo dire in tutta sincerità che i nostri maschi sono assolutamente formidabili ma devo anche confermare che ho un certo rimpianto all'essermi nei tempi indietro comportata bene per non far venire l'uomo nero, ora so cosa mi sono persa.

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Chi è patrizia69?

Patrizia,43anni prevalentemente passiva,totalmente donna sia dentro che fuori.Adoro tutto ciò che è sesso purche fatto col reciproco rispetto,per godere far godere.Credo nell'amicizia quella con la A maiuscola,odio lo sporco e la falsità.Nel maschio non mi interessa l'età o la bellezza,ma la sincerità e che mi consideri per quella che sono,una donna.
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