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Genere trio

Da amica a mia gran puttana (Prima Parte)


di CorsaroSolitario
scritto il 31-05-2008

Da amica a mia gran puttana (Prima Parte)

Da quando mi sono separato, ho incominciato a frequentare con maggiore assiduità una coppia di miei vecchi amici.
Lidia (lei si chiama in altro modo) e Marco (anche lui si chiama in altro modo).
Si erano sposati giovanissimi e avevano due figli, Francesca ( nome falso) di 10 anni e Alessandro (nome falso) di 15 anni.
Io ero sempre stato molto legato a loro, ma soprattutto a Lidia, in quanto ci conoscevamo fin da ragazzini e con lei avevo sempre avuto una grandissima confidenza e tra le altre cose Lidia da ragazzi era innamorata di me, ma come spesso accade, io mi misi con una sua amica.
Loro sapevano tutto di me, come io di loro e mi erano stati molto vicini, durante la separazione con mia moglie.
Per essere sincero, anche se eravamo molto amici e non cera mai stato niente tra di noi, Lidia a me piaceva molto.
Lidia era una donna alta, con un bel viso e con un corpo asciutto, con una quarta abbondante di seno e un bel culetto, non molto grosso, ma ben fatto.
Fra lei e Marco, le cose non andavano molto bene da tempo e pur volendosi molto bene, avevano avuto spesso dei contrasti.
Quel giorno, io ero stato invitato a cena da loro, come spesso accadeva in quel periodo.
Mi recai da loro, nel tardo pomeriggio, come facevo quando potevo, per dare una mano a Lidia, o a Marco, nei vari lavoretti di casa o soltanto per far compagnia ai loro figli, per poter permettere a Lidia e Marco, di muoversi più tranquillamente.
Ma quel giorno cera qualcosa di diverso dal solito, Marco non era in casa, i loro figli erano dalla nonna e Lidia era più curata del solito.
Infatti, invece della solita tuta che usava per casa, Lidia mi accolse vestita con una gonna, abbastanza stretta che le arrivava poco sopra le ginocchia, un maglioncino leggero, anch’esso molto aderente, con calze color pelle e con delle belle ciabatte, un poco più alte di quelle che indossava di solito.
Lidia mi spigò, che era stata lei ad organizzare di poter stare sola con me, perché voleva parlarmi e sfogarsi.
Mi sedetti in cucina, mentre Lidia preparava la macchinetta del caffè ed incominciò a parlarmi.
Lei confidava molto sulla mia amicizia, ma soprattutto sulla mia proverbiale riservatezza.
Mi comincio a dire che le cose fra lei ed il marito non andavano affatto bene, come tra l’altro io sapevo, ma che in quel periodo, pur volendosi molto bene ed essendo legati molto ai loro due figli, le cose andavano sempre peggio.
Lidia, dopo aver messo su il caffè,
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si sedette anch’essa su una sedia della cucina, da l’altra parte del tavolo dove mi trovavo io e continuò.
Incominciò a dirmi che erano molti mesi che non facevano più l’amore, con l’eccezione di due sere precedenti e che lei non riusciva a vivere bene con un uomo, che nonostante le volesse molto bene, non la desiderava.
Io le argomentai, che poteva essere normale che due persone potessero avere dei problemi, soprattutto se si conoscevano fin da ragazzini e che spesso bisognava trovare insieme delle forme nuove di comunicazione, anche se spesso poteva risultare difficile.
Le chiesi inoltre, per capire e per poterla aiutare in qualche modo, cosa era successo due sere prima per poter far scattare in Marco il desiderio di lei.
Lidia, si alzò dalla sedia per andare a versare il caffè e con molta tranquillità, mi continuo a spiegare che Marco, da parecchio tempo si eccitava solo se mentre facevano l’amore, lei pensava ad un altro o che lei desiderasse di essere una puttana disponibile e servile ai desideri di altri.
Ma a lei, questo non riusciva di farlo, anche se solo doveva usare la fantasia e Marco non le aveva mai chiesto di farlo veramente, anche perché lui era molto geloso.
Mentre bevevo il caffè e Lidia si era seduta di nuovo dove era, le chiesi, se voleva dirmelo, cosa era successo all’ora quelle due sere precedenti, che avevano permesso al marito di scoparla.
Usai quel termine, visto la nostra grande confidenza e amicizia.
E lei sorridendomi mi disse candidamente, che aveva pensato di essere scopata da me.
Il caffè mi andò quasi per traverso e dopo un attimo Lidia continuò, dicendomi se mi dispiaceva essere stato usato, anche se solo con la fantasia, da lei e suo marito.
Aggiunse anche con molta dolcezza, che io, ero l’unica persona a cui lei poteva riuscire a pensare.
Io le risposi, anche se non con un certo imbarazzo, che non mi dispiaceva, anche se non avevo mai pensato di poter essere usato sessualmente in quel modo da loro e che anzi mi faceva piacere che lei riuscisse a pensare solo a me, nella parte di una puttana disponibile e servile, come lei aveva detto.
Ma aggiunsi anche, perché mi stava dicendo tutto quello e cosa voleva veramente da me per essere aiutata.
Lidia, sempre dolcemente, mi rispose, che io, intanto ero un grande amico, che ero riservato e che lei, dopo varie insistenze di Marco, lo aveva minacciato che lo avrebbe fatto sul serio e che Marco invece di essere geloso, quale era, ed invece di dissuaderla, l’aveva spronata a farlo, quasi sfidandola.
Ed avendo lei, accettato la sfida, di fare sul serio quelle cose, io potevo essere l’unica persona con cui lei poteva farlo, senza essere poi essere giudicata e senza dover poi cambiare la sua vita.
Io, la guardavo mentre parlava e non nascondo, che anche se mi sentivo usato, mi stavo eccitando, ed il mio affare era già bello duro e lo sentivo spingere con forza nelle mie mutande.
Sempre guardando Lidia teneramente, le dissi..”Ma tu!... veramente vuoi che io ti tratti da puttana?...veramente vuoi che ti faccia ciò che voglio?.... veramente, poi, non ti pentiresti di ciò che hai fatto?... Ed io con Marco, eventualmente come mi dovrei comportare?..”.
Lidia, sempre con dolcezza, ma con una certa decisione, mi rispose..”Vedi!.. Io non avrei mai pensato di arrivare a questo… Come non avrei mai pensato di dover salvare il mio matrimonio facendo questo… ma non aveva altre soluzioni..” e sempre con aria dolce, ma sempre più birichina, prosegui.. “ E poi!.. E poi!.. a me sinceramente, la cosa comincia ad eccitarmi.. e con Marco, devi continuare a comportarti come sempre…lui è d’accordo!...devi far finta che non sia successo niente…. E poi scusa!.. se lui si ecciterà, quando gli racconterò quello che mi hai fatto… Ed è contento… Facciamolo contento!... Sempre se tu vuoi.. ovviamente… e te la senti..”
Io, le risposi, che pur sentendomi usato e non sapendo, se poi, avrei saputo far finta di niente, mi sentivo molto eccitato e che lei oltre ad essere la mia migliore amica era molto desiderabile e le ribadii… “ Sei sicura Lidia?...Guarda che poi a me dispiacerebbe se tu ti sentissi male ad essere trattata da puttana!...” e subito lei… “No!.. non ti preoccupare!.. non mi sentirò male!... ma tu trattami da vera zoccola!..”.
La decisione e la dolcezza di Lidia, mi convinsero e subito le chiesi di mettersi in piedi davanti a me, mentre io restai seduto, chiedendole, di cominciarsi a togliere il maglioncino.
Lidia, lo fece, senza nessun tentennamento e questo mi incoraggio nel proseguire.
Mi eccitava l’idea di poter usare Lidia come meglio credevo.
Gli chiesi poi di togliersi il reggiseno e lei lo fece, lasciando cadere fuori da esso, quel grosso seno, con due grossi capezzoli contornati da una grossa aureola scura e se che se anche era un po’ calante per le due gravidanze, era proprio bello da vedere.
Lidia mi era sempre piaciuta e mi eccitava molto scoprirla nelle parti che non conoscevo e che magari avevo solo immaginato, ma mi eccitava sempre di più il mio poter disporre a mio piacimento di Lidia e di come lei era disponibile e faceva tutto senza vergogna o imbarazzo.
Le feci, poi alzare, la gonna fino ad i fianchi.
La gonna era stretta e rimase su, mentre io intravedevo sotto quei collant color pelle, le sue piccole mutandine di colore azzurro, che lasciavano fuoriuscire una folta peluria.
Le feci abbassare lentamente i collante, sino a metà delle sue belle cosce e poi le ordinai di avvicinarsi ancora di più a me e le feci abbassare lentamente le mutandine.
Lidia era uno spettacolo, ed io non pensavo che lei avesse una fica così pelosa e non rasata.
Avevo il cazzo che stava per scoppiarmi e ordinai a Lidia di inginocchiarsi fra le mie gambe e di sbottonarmi i pantaloni e di tirarmi un po’ giù le mutande.
Lidia ubbidì, ed io subito le dissi.. “Dai Lidia!... Baciami le palle!... e poi mettitelo in bocca!... fammi vedere quanto sei puttana!...fammi un pompino come non ne hai fatto fino ad ora!...”.
“Vedrai!... Vedrai!.. che gran puttana sò diventare!....Vedrà!... il cornuto!... come so essere zoccola!..”.. Mi rispose con voce, sempre decisa e dolce, ma rotta un poco, dalla sua chiara eccitazione nell’interpretazione di quel ruolo.
Lidia mi bacio e mi lecco con ardore le palle, per passando subito dopo a baciare e leccare ogni centimetro del mio cazzo.
Prese poi in bocca il mio cazzo e iniziò a spompinarmi in maniera divina, ed io vedendo lei, così fra le mie gambe, con quel gran seno che sballottava ad ogni suo movimento, la suo bocca che scivolava e si sagomava, così bene, sul mio cazzo, ma soprattutto il suo ardore, non potetti trattenermi dal non venire.
“Sto per venirti in bocca Lidia!.... Lidia!... Lidia.. bevi tutto!....bevi tuttooooo…. hoooooo..”.
Le venni copiosamente in bocca e Lidia sembrava una assatanata, nel voler bere ed ingoiare ogni mia più piccola goccia di sborra.
Dopo aver finito, restando fra inginocchio fra le mie gambe, disse con aria dolce, ma ancora più eccitata di quando aveva cominciato…”Sono sta brava?.... Posso essere la tua puttana?....Sai!.. E’ la prima volta che bevo la sborra!...Marco mi è venuto in bocca parecchie volte…Quando gli tiravo e gli si rizzava… ma poi la sputavo…Non sei contento della tua puttana?...”.
Ed io, ancora che non mi riprendevo da quello splendido pompino e da quella copiosa e violenta sborrata…”Si!...Si!.. Si, Lidia!...Mi fa piacere e sono contento della mia puttana!....Mi hai fatto proprio un gran bel bocchino!...non immaginavo che la mia amichetta fosse così vacca!..”.
E lei, subito…”Te lo detto!...Vedrete che gran puttana so diventare!...Ma ora cosa vuoi che faccia?..”.
Io dovevo ancora riprendermi, ed il mio cazzo, per quanto ero ancora eccitato, non si sgonfiava completamente e rimaneva semiduro.
Le dissi di alzarsi e di girarsi, sempre restando davanti a me e dopo aver ammirato per un po’ quel bel culetto le ordinai di piegarsi.
Lidia aveva veramente una gran fica pelosa, come non ne avevo visto mai nella realtà, e vedere tutto quel pelo che risaliva folto fra le sue belle natiche e che circondava e coprivano quasi il suo ano, era da far rizzare il cazzo anche agli inpotenti.
Non potetti trattenermi, dal non baciare il suo ano, allargando con le mani le sue chiappe sode.
Baciai quel buchetto, con passione e a lungo, come fosse una piccola bocca e sentire tutti quei suoi peli nella mia bocca era eccitantissimo.
Staccai la mia bocca da quel delizioso buchino e sempre facendo stare Lidia piegata le cominciai a far scorrere un dito in quella bella ficona pelosa.
La sua fica era fradicia e ed il cazzo mi era ridiventato duro all’inverosimile.
Le ordinai di mettersi a novanta sul tavolo e vedere Lidia a novanta, sul tavolo della cucina, con i collant e le mutandine abbassare sulle cosce, il suo grosso seno trasbordate sul tavolino, la sua gonna sui fianchi, era uno spettacolo fantastico.
Mi misi dietro di lei e prendendola per i fianchi gli poggiai il cazzo sulla fica allargando un poco, con la mia cappella le sue grandi labbra fradice dei suoi umori e le dissi spingendo subito dopo, con decisione, il mio cazzo dentro di lei… “Tieni!...Prendi tutto il cazzo dentro!..Ti monto Lidia!...Ti monto come una vacca!...Voglio sentirti urlare di essere la mia vacca!....”
Il mio affare entrò in un attimo dentro di lei, favorito anche dalla gran quantità degli umori di lei.
“Hoooooo!...Hoooooooooo!....Siiiiiiiiiiiii Sono la tua vaccaaaa….Sono la tua vaccaaaaaaa!......Siiiiii!....Montamiiiiiiii!......Sfondami la fregnaaa!”.
Comincia a sfotterla con vigore, con colpi molto forti ed era bellissimo vederla muoversi ad ogni mio colpo, era bellissimo sentirle urlare di essere la mia vacca.
La fottei a lungo e volevo continuare a fotterla per ore, ma non ce la feci a trattenermi di più, soprattutto avendo sentito Lidia godere più di una volta.
Le sfilai il cazzo dalla fica e prendendola per la testa la feci rialzare ed inginocchiare velocemente ai mie piedi, infilandole in bocca il mio affare, che subito le eruttò in bocca una gran quantità di liquido.
Lidia, anche questa volta ingoiò tutto e non perse neanche una goccia del mio seme, afferrandomi saldamente le chiappe con le sue mani.
Dopo la feci rialzare e guardandola negli occhi la baciai a lungo con passione.
Nella foga di trattarla da puttana non l’avevo mai baciata sulla bocca.
Lei gradì molto e mi disse, subito dopo che le nostre labbra si staccarono, che se io ero d’accordo, quello era soltanto l’inizio.
Io le dissi che ero d’accordo e la baciai di nuovo, ma si era fatto tardi e Lidia ed io ci rivestimmo e ci sistemammo.
Subito dopo arrivo Marco che mi salutò calorosamente e anche durante la cena fù molto naturale con me, ed io con lui, anche se non senza una mia qualche difficoltà.
Io, non gradivo molto il ruolo di oggetto, come nello stesso tempo pensare a Lidia che raccontava tutto a Marco e veniva scopata da lui, mi dava un po’ fastidio, ma nello stesso tempo la situazione era molto eccitante e nuova e sentivo che l’avrei vissuta fino in fondo.

Corsaro Solitario
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