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Genere trans

Ho fatto il pieno di maschi


di patrizia69
scritto il 06-03-2010

Essere donna è la mia ragione di vita, comportarmi da tale è un vero piacere, esservi trattata è un immenso piacere, ma la vera libidine lo raggiunta quel giorno che dopo essermi svegliata al mattino tutta eccitata per via di un sogno assolutamente realistico dove mi
trovavo in vacanza al mare e su una barca venivo scopata ininterrottamente da quattro maschi semplicemente favolosi. Mi sentivo la pancia e il buco del culo palpitanti, avevo una tal voglia di maschio che decisi di non andare a scuola (facevo le superiori) e di andarmene a caccia di qualche bel cazzo,così me ne andai al solito posto vicino ciampino, dove sapevo ne avrei trovato.
Avevo già fatta la parte della marchettara lì ma questa volta ero decisa a fare proprio la troia, tantaera la mia eccitazione.Arrivai che erano da poco passate le nove,e un pò per l'ora un pò per il fatto che era un giorno feriale sembrava non ci fosse nessuno tranne le solite tre, quattro vecchie checche mentre dall'altro lato c'erano le solite due puttane.
Mi truccai di tutto punto e dato che era maggio e già faceva caldo,ne approfittai per un abbigliamento sensuale e sexy, così indossai un toppino di cotone che mi arrivava di poco sopra l'ombelico, una mini di jeans che mi copriva appena le mie belle chiappe tonde e sode, sotto un perizoma e poi un bel paio di zoccoli di legno col tacco alto. Mi misi una parrucca lunga riccia rossa che mi dava proprio un'aria sexy e sbarazzina soprattutto dopo aver accennato una coda di cavallo. Mi sedetti su un grosso masso proprio a bordo della stradina e con le gambe belle lisce prive del minimo pelo, accavallate mi fumai una sigheretta in attesa di qualche bel maschio. Passarono pochi minuti che arrivò un furgone, alla guida c'era un tizio
sui cinquanta, fermandosi lì vicino mi salutò e mi chiese quanto volevo, mi avvicinai e gli risposi che lo volevo tutto, questi evidentemente sorpreso mi chiese "ma non sei una donna?" io sorridendogli risposi che ero meglio e poi aggiunsi se voleva provare. Dopo avermi rimirata dai riccioli rossi fino
alle unghie dei piedi ben laccate acconsentì. Una volta salita si parcheggiò poco distante in una rientranza di una siepe così eravamo fuori da sguardi indiscreti. Mentre mi diceva che stentava ancora a non scambiarmi per una donna, io presi a tirarli fuori il cazzo dai pantaloni, lo trovai già bello in tiro, gli chiesi se voleva il preservativo ma mi rispose mostrandomi la tessera di donatore del sangue, che non c'era bisogno; così iniziai a succhiarglielo ma il pompino durò poco perche fermandomi mi disse che voleva saggiare quel bel culo che avevo.
Adv
non mi diede neanche il tempo di sfilarmi il perizoma, me lo spostò di lato e fattammmi mettere di sponda sul lungo sedile prese a chiavarmi mentre con una mano mi palpava tutta. Quand'ebbe goduto nel mio culo, mentre si rivestiva mi chiese se davvero non mmi doveva nulla e rinnovandomi i suoi complimenti per il mio aspetto di donna andò via. Rimasi dietro il cespuglio accucciata per evacuare la sborrata appena ricevuta che mi viddi apparire un tipo sui quaranta che mi si fermò di fronte e col cazzo quasi duro in mano mi chiese se volevo giocarci un pò,così senza alzarmi rimasi accucciata e me lo presi in bocca. la prima cosa che avvertii fù che nonostante mezzo moscio aveva una cappella veramente enorme che quasi non mi entrava in bocca; me lo lavorai a dovere fin quando non fù bello duro, a quel punto mi fece alzare e passatomi alle spalle mi fece chinare in avanti facendomi appoggiare addosso ad un vecchio muro,accucciadosi mi fece allargare le gambe e aprendomi le chiappe prese a leccarmmi il buco del culo mentre mi diceva "che bel culo aperto che hai, sei proprio una troia,dì l'hai appena preso vero?" annuii gemendo tanta era la mia eccitazione e lui dicendomi "sei proprio una puttanella ora ti faccio sentire io com'è fatto un cazzo,ti sfondo tutto il culo", così alzandosi me lo mise tutto dentro d'un sol colpo facendomi sobbalzare.
Nonostante avevo il culo ancora aperto per la precedente scopata, questo era talmente grosso che inizialmente mi fece provare del bruciore ma tanta era la mia eccitazione di quel trattamento animalesco che si trasformò subito in vero piacere al punto che iniziai ad incitarlo a darmelo tutto a farmi sentire uuna vera troia sfondata dal suo meraviglioso cazzo. Il
mio turpiloquio aveva un benefico effetto infatti aumentò le sue vigorose spinte quasi a farmi perdere l'equilibrio, poi ad un certo punto me lo sfilò dal culo e facendomi girare e accucciare mentre che con una mano mi teneva la testa con l'altra prese a menarselo fin quando non mi inondò la faccia con il getto della sua sborra, nel mentre io me ne stavo lì in attsa con la bocca aperta e la lingua fuori, finito di sborrare me lo infilò tutto in bocca dicendomi di
pulirglielo tutto e se mi piaceva la sua sborra. Stavo godendo come una matta, avevo il culo totalmente aperto e palpitante, quel cazzo giù per la gola, che lo sentivo iniziare ad ammosciarsi contro la mia lingua che lo massaggiava tutto in cerca di un'ultima goccia di quel caldo nettare. Si rimise il cazzo nei pantaloni e aiutandommi ad alzarmi mi si tirò a se e mi baciò appassionatamente in bocca, poi mi disse che ero proprio una vera puttana.Era proprio così pensai mentre mi rivestivo,ero proprio una puttana, bastava considerare che nel giro di due ore mi ero già goduta tre bei cazzi ma non è finita quì mi dissi, ne voglio ancora e così tornai a sedermi in bella mostra, qualche decina di minuti ed ecco il quarto.
Questa volta era un bel giovanottone di circa trent'anni, veramente ben messo,alto otre l'uno e novanta, anche lui a bordo di un furgone da lavoro; mi salutò dicendomi se mi andava di fare qualcosa con lui ma di fare in fretta perchè era andato a prendere del materiale e doveva tornare al lavoro. Si accostò dov'ero io e aprendo lo sportello mi mostrò il suo stupendo cazzo già in tiro e brandendolo con la mano mi disse: "fai tu, fammi godere ma fai presto"; così senza neanche farlo scendere iniziai a fargli un succoso bocchino,nel mentre si fermò una macchina ed il tizio dentro si mise a guardare,il giovane mi avvisò,ed io di tutta risposta gli dissi che non mi interessava,e che se non dava fastidio a lui poteva anche restare,e proseguii a succhiare. Il tizio in macchina dopo averci visto proseguire scese e si avvicinò,quando mi fù accanto prese a palpeggiarmi il culo, io mi voltai e lui tirò fuori il cazzo e mostrandomelo mi chiese se ce n'era anche per lui, era un poco più che quarant'enne, dall'aria furbetta e anche lui ben fornito; così mentre che con la mano proseguivo a massaggiare il cazzo del giovane diedi una ciucciatina all'altro ma questi mi fece alzare e mi girò verso il cazzo del giovane incitandomi riprendere il pompino, lui nel frattempo mi alzò la gonna,spostò di lato il perizoma e mettendomi una mano sotto la pancia mi fece alzare un pò il culo e senza tanti comlimenti me lo riempì di cazzo.Dentro di me ci fù una vera esplosione di goduria,con i colpi che mi dava il tizio nel culo ritmavo il pompino all'altro,e questi eccitatissimo dalla scena che gli si stava presentando poco dopo se ne venne inondandomi la gola,ebbi giusto il tempo di leccargli le ultime goccie che l'altro mi sfilò dal culo il cazzo e tenendoselo con la mano mi esortò a prenderglielo in bocca perche stava venendo,così mi voltai e parai la bocca aperta con un pò di lingua fuori davanti al suo cazzo che mi schizzò tutto il suo caldo sperma in faccia. Il giovane dopo aver rimesso a posto il suo cazzo mi disse che doveva proprio scappare ma aggiunse se fossi stata lì per le tredici anzichè andarsene a pranzo sarebbe venuto lì e con un'ora di tempo a disposizione mi avrebbe fatto il culo a dovere, gli risposi che l'avrei aspettato a chippe aperte; l'altro col cazzo ancora gocciolante si mise a ridere e mi disse che ero veramente una vacca che non mi bastava mai,poi aggiunse che se volevo aveva lui un paio di amici che insieme a lui mi avrebbero veramente fatta fare la vacca ma su di un comodo letto,alla sua richiesta di cosa ne pensassi, gli risposi che l'idea di fare la porca a letto con tre maschi mi solleticava la mia libido, così mi segnò sul pacchetto di sigherette un numero di telefono e mi disse quando fossi stata disponibile di avvisarlo che avrebbe organizzato, mi diede un bacio con tanto di lingua e mi salutò dicendomi a presto puttanella.
Passai quasi un'ora in piena solitudine,di rado passava qualche vecchia checca per vedere chi ci fosse;uno di questi si fermò con la scusa di chiedermi di farlo accendere e una volta accesa la sigaretta mi fece una miriade di domande,se ero nuova del posto, se ci venivo tutti i giorni, cosa facevo, se ero solo passiva; insomma un vero e proprio terzo grado, al quale risposi con la massima naturalezza ed alla fine aggiunsi che non si doveva preoccupare perche non stavo togliendo nulla a nessuno, perche quelli che venivano giù da me erano prima passati da lui e se non si erano fermati era solo perche avevano preferito me che come poteva ben vedere ero tutt'altra cosa. Sorridendo mi disse che oltre ad essere molto bella ero anche molto furba, peccato che con le donne proprio non ci faceva nulla altrimenti mi avrebbe scopata,mi lanciò un bacio e andò via. Pochi minuti ed ecco fermarsi un'auto, all'interno c'era un signore ben distinto sui cinquanta che mi disse "ciao piccola ti và di divertirti un pò con me?" e mi offrì del denaro. mi avvicinai e gli dissi che primo dipendeva dal tipo di gioco che voleva fare,e per quanto riguardava i soldi io non glieli avevo assolutamente chiesti. Sorrise e mi disse che ero proprio il suo tipo, bella formosetta, con due belle coscie ed un culo tutto da baciare; mi spiegò che il suo giocare era semplicemente il fare sesso,ma non nell'auto perche troppo scomoda per i suoi gusti ed aggiunse che a lui piaceva farlo all'aria aperta su un bel prato. guardai l'orologio e viddi che non era ancora mezzogiorno,così pensai che mi sarei fatta questa esperienza sull'erba nel frattempo si sarebbero fatte le tredici orario che avevo per l'appuntamento col giovane operaio,così accettai e salii in macchina. Ci allontanammo di qualche centinaio di metri,entrò in un prato e si fermò a ridosso di una siepe, posteggiò l'auto in modo che dalla strada non fossimo stati visibili e preso un plaid dal bagagliaio lo stese in terra. Non appena ci sedemmo lui presse a baciarmi con una certa foga intrecciando la sua lingua alla mia, io nel frattempo gli tirai fuori il cazzo dalla patta ed iniziai ad accarezzarlo. Ad un certo punto si sdraiò e sfilatisi i pantaloni e lo slip mi invitò dapprima a denudarmi, poi rimasta con solo il reggiseno volle che gli fossi salita sopra per un sessantanove, lo assecondai e mentre gli succhiavo il cazzo lui mi baciava e mordicchiava le chiappe poi, iniziò a farmi un ditalino nel culo dapprima con un dito per poi metterne due,e li altenava alla lingua. Una volta che fù ben arrapato mi fece sdraiare e mettendomisi in ginocchio di fianco prese a baciarmi su tutto il corpo fino ad arrivare ai piedi, lì prese a succhiarmeli dicendomi che avevo un corpo da vera femmina che gli piacevo tutta e che se avesse potuto mi avrebbe mangiata. Dopo avermi succhiato i piedi me li prese in mano e avicinandoli ci mise il suo cazzo nel mezzo e accennò a farcisi una sega,e proseguiva con i complimenti per i miei piedi morbidi e per le unghie laccate rosse proprio come piaceva a lui. Dopo qualche minuto tornò a sdraiarsi e mi invitò a salirgli sopra stavolta per scoparmi. Mentre mi dondolavo sul suo duro cazzo lui mi carezzava la pancia e mi diceva che la mia pelle liscia e vellutata lo faceva impazzire. Volle poi scoparmi di fianco,infine mi fece mettere alla pecorina e dopo avermi leccato ancora un pò il buco del culo tornò a riempirmelo di cazzo, mi afferrò per i fianche ed iniziò ad alternare le sue spinte ora leggere ora con tutta la sua foga quasi volesse mettermi dentro anche le palle, io stavo veramente godendo come una vacca quando la mia attenzione fù attirata da dei vocii; guardai attravero la siepe e viddi che dall'altro lato c'erano delle donne intente a lavorare in una vigna.
la prima cosa che pensai che come le avevo sentite io ci potevno sentire loro, dato che ambedue gemevamo e ci incitavamo a vicenda; io gli chiedevo di darmelo tutto dentro e lui mi chiedeva se mi fosse piaciuto come mi stava scopando da vera vacca, stavo per avvisarlo ma poi mi resi conto che quell'alea di pericolo era molto eccitante, anzi pensai che mi avrebbe fatto piacere il farmi vedere come mi facevo chiavare e non dissi nulla. Non aveva un cazzo di enormi dimensioni, era poco meno di venti centimetri ma devo riconoscere che lo sapeva proprio usare bene, era veramente instancabile, quella inculata durò oltre un quarto d'ora,periodo dove io godetti ripetutamente svariate volte, poi quando fù in procinto di venire mi fece sdraiare e presomi i piedi con una mano se li portò vicino al cazzo che nel frattempo aveva preso con l'altra mano e dopo aver dato qualche colpo mi sborrò tutto sui piedi,godeva ed ansimava come un toro, finito di sborrare si sdraiò ed io da vera puttana gli presi il cazzo in bocca per leccarmi le ultime goccie e poi perche mi piace tenerlo in bocca e sentirlo ammosciarsi contro la mia lingua:una volta ammosciatosi del tutto presi a baciarlo dalla cappella, alle palle, poi pian piano su tutto il corpo soffermandomi solo a mordicchiargli i capezzoli per poi finire a mettergli la mia lingua in bocca in cerca della sua,lui ansimante mi disse che ero proprio quella che aveva sempre cercata,aggiunse che gli sarebbe piaciuto scoparmi su un bel lettone,e mi disse che prima di andar via mi avrebbe dato il suo numero di telefono perche assolutamente non voleva perdermi,mentre ci rivestivamo lo viddi che mi rimirava i piedi e quando calzai gi zoccoli mi prese un piede e me lo baciò ripetendomi che avevo dei piedi veramente eccitanti. Mi riaccompagnò e dopo avermi dato il suo numero di telefono dove aveva scritto sia il nome, Claudio e l'orario in cui potevo chiamare, mi schioccò un bacio e andò via, giusto in tempo per l'arrivo del giovane operaio, il quale stavolta era venuto con la macchina anzichè col furgone. Mi invitò a salire e mi chiese se mi stava bene di allontanarci da lì perche temeva che potesse passare qualcuno che lo avrebbe riconosciuto; non ebbi nulla da obiettare, l'importante che poi mi evrebbe riaccompagnata. Mi portò non molto distante in uhn'altra stradina secondaria e si fermò vicino ad una baracca fatta di legno e bandoni,mi disse che era il posto dove fino a qualche tempo prima ci lavorava una puttana ma che ora era libero e tranquillo.
All'interno c'erano due balle di fieno affiancate con sopra un telo di plastica,lui ci mise una coperta che prese dalla macchina e dopo esserci denudati ci si sdraiammo sopra. A differenza di Claudio, Daniele mi disse di chiamarsi, era meno irruento, mi trattava con una certa delicatezza, in compenso aveva un cazzo da urlo, lungo ben ventitre centimetri era anche grosso, molto nerboruto, veramente ben fatto, il classico cazzo che ognuna di noi donne sogna di avere a disposizione. Dato che lo viddi un pò impacciato, per via mi disse che era la sua prima volta con una come me, presi io la situazione in mano, o meglio presi il suo favoloso cazzo ed iniziai a ciucciarlo per bene;
lui intanto mi carezzava il culo, allora io per farlo arrapare gli misi la mia mano sulla sua e quando fù all'altezza del mio buco del culo gli ci spinsi dentro due sue dita facendogli così capire che cosa doveva fare, e così mentre mi gustavo quel fantastico palo di dura carne in bocca, lui si divertiva ad allargarmi il buco del culo arrivando a mettermici ben quattro dita insieme. Ad un certo punto gli chiesi se non fosse stato il caso che al posto delle dita ci avesse messo il cazzo, che lo vedevo più adatto, lui arrapatissimo scattò e messosi in piedi mi prese alla pecorina; devo riconoscere che era veramente fantastico come sapeva farmi sentire la pancia piena quando me lo affondava tutto dentro, stavo veramente godendo come una cagna in calore, sbrodolavo come una fontana. Alternò la pecorina, prima con uno smorza candela durante il quale gemevo come una porca perche ero io a dare il ritmo ed ogni volta che mi calavo su quella pertica me lo spingevo tutto dentro fino alle palle.Tornammo a scopare alla pecorina,ma questa volta lui anziche mettersi in piedi mi si accovacciò sopra e fù bellissimo perche oltre al darmelo tutto iniziò a darmelo con una certa foga che mi faceva ansimare e gridare di vero piacere. Fù una vera chiavata super che durò quasi un'ora,sì oltre cinquanta fantastici minuti di gustosissime pompate dento al mio vogliosissimo culo. Quando lo sentii prosimo a godere gli vietai di farlo dentro la mia pancia,lui sorrise chiedendomi se temevo di rimanere incinta,gli risposi che non volevo che il nettare di quel cazzo fantastico andasse perso dentro il culo ma lo volevo tutto in bocca, la mia richiesta lo eccitò molto e quando sentii che era prossimo a sborrare da dietro mi si mise davanti porgendomi con una mano il cazzo fremente, io aprii solo la bocca e lui fece tutto il resto, mi prese la testa con le mani e iniziò a scoparmi in bocca fin quando non lo sentii rantolare, si irrigidì e diede un colpo di reni che mi fece arrivare il suo cazzo giù per la gola inondandomela di sborra bollente.Bevvi tutto avidamente,ero felice del mio essere femmina e soprattutto porca. Avevo il culo totalmente aperto ed ancora in fiamme, in bocca l'acre sapore delle sborrate prese, mentre me ne tornavo a casa,felice e pienamente soddisfatta di quella memorabile giornata di sesso dove mi ero goduta ben otto favolosi cazzi in una mattinata, senza contare che la sera, dopo cena avevo appuntamento con Alessio un neo laureato di Imperia che si trovava e Roma per degli esami di specializzazione, l'avevo conosciuto tramite inserzione ed erano già un paio di settimane che mi si scopava tutte le sere.
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Chi è patrizia69?

Patrizia,43anni prevalentemente passiva,totalmente donna sia dentro che fuori.Adoro tutto ciò che è sesso purche fatto col reciproco rispetto,per godere far godere.Credo nell'amicizia quella con la A maiuscola,odio lo sporco e la falsità.Nel maschio non mi interessa l'età o la bellezza,ma la sincerità e che mi consideri per quella che sono,una donna.
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