Natale era passato e con lui era finita la mia licenza, dovevo rientrare al comando a brindisi e essere in caserma per il 31 alle ore 17, questo significava partire la sera prima con il treno Torino Lecce, in quel periodo, potete immaginare pieno zeppo sempre di persone che tornano a casa.
Mi aspettavo un viaggio pesante e senza sonno, infatti, quando il treno arriva ho difficoltà a salire, scompartimenti pieni, corridoi zeppi di persone e di bagagli.
Riesco a trovare un angolo vicino alla porta dove posso appoggiarmi, quando arriviamo a Bologna, è notte, la gente dorme o sonnecchia come può, appoggiati ai bagagli o ciondoloni, oppure facendo mucchio sostenendosi l’uno con l’altro. Un ragazzo seduto in uno sgabello si alza e scende, finalmente mi siedo, il mio posto è subito preso da una ragazza appena salita, che mi guarda con un po’ di invidia.
Dopo che ho riposato le chiedo se vuole sedersi per riposarsi che avremmo potuto alternarci cosi per la nottata che ci aspettava, ovviamente mi ha sorriso e mi ha ringraziato, ci siamo presentati, lei studiava a Bologna e tornava a bari a casa per un periodo in famiglia, il tempo passava raccontandoci le nostre storie, più la guardavo più scoprivo che era molto bella, una bellezza nascosta, discreta, ma con due occhi neri profondi che attraevano, due labbra piene senza rossetto, insomma bisognava guardare con attenzione per scoprire la sua bellezza.
All’una il sonno cominciava a farsi sentire, le luci del treno ormai erano ridotte solo all’emergenza.
Ero seduto io, lei mi ha detto, senti ho un po’ sonno, non ti dispiace se mi siedo in braccio a te e cerco di dormire?
Figurarsi se dicevo di no, non avevo una ragazza, la mia licenza era passata con i parenti, e la prospettiva era di passare altri tre mesi prima di tornare a casa.
Si è seduta di lato sulle mie gambe e mi ha messo un braccio intorno al collo, ha appoggiato la sua testa sulla mia spalla, e mi ha detto se cado tienimi. Le ho messo il mio braccio in vita e la ho stretta a me, cosi ti devo tenere? Sì cosi va bene.
Sentivo il suo respiro sul mio collo, la mia mano sui suoi fianchi aveva voglia di accarezzare, quando ho pensato che fosse addormentata non ho più resistito e ho iniziato ad accarezzarla, delicatamente, pensando di nascondere le carezze con il dondolio del treno…
L’altra mano appoggiata sulla gamba, scorreva dolcemente dal ginocchio fino alla coscia, ero ormai eccitato e il desiderio saliva dentro di me.
Ho sentito le sue labbra sul mio collo, una scossa lungo la schiena, poi la sua bocca vicino all’orecchio,
…… sei dolcissimo, mi piace, continua.
Ho spostato il mio viso e la ho guardata negli occhi, poi come se mi chiamasse le mie labbra si sono unite alle sue, da prima un contatto leggero per sentire la consistenza, poi la lingua ha tracciato i contorni della sua bocca e finalmente le sue labbra si sono dischiuse per farmi entrare, la sua lingua ha subito cominciato a giocare con la mia, man mano il bacio era sempre più appassionato, non mi bastava mai volevo sentire la sua lingua nella mia bocca, prendermela succhiarla era impossibile staccarmi da quella bocca.
Le sue braccia mi hanno stretto ancora di più, la sentivo attaccata al mio corpo sentivo il suo seno premere sul mio petto e la voglia di denudarlo, accarezzarlo, baciarlo era fortissima.
La mano che prima scorreva sulla coscia fuori della gonna ora saliva fra le cosce dentro la gonna.
Saliva verso il suo pube, sentivo il calore che emanava.
Fino a che le dita non hanno toccato le sue mutandine, erano zuppe dei suoi umori, il dito ha cominciato a scorrere sull’avvallamento delle sue grandi labbra, sentivo che si stava bagnando sempre di più, ho spostato le mutandine e ho iniziato a farle un ditalino prima lentamente poi sempre più velocemente, lei si stringeva forte e la ho sentita improvvisamente irrigidirsi, stringere le sue gambe imprigionando la mia mano sulla sua figa, ha appoggiato la sua bocca sul mio collo trattenendo il godimento che aveva in gola, ma i suoi mugolii erano musica per me, una sconosciuta che godeva con me.
La mia eccitazione era fortissima, il mio cazzo era durissimo e cominciava a farmi male, dovevo in qualche modo sfogarmi.
Le dissi devo andare in bagno mi fa troppo male, mi alzai anche se a malincuore e scavalcando alcune valige e due ragazzi che dormivano mi infilai nella toeletta.
Appena dentro sbottonai i pantaloni, e il mio cazzo finalmente libero usci dalle mutande, la mia mano comincio a scorrere avanti e indietro cercando di darmi quel piacere che tanto desideravo. Mentre mi masturbavo ho sentito bussare leggermente, aprimi fammi entrare, le ho aperto e lei si è infilata dentro chiudendo la porta dietro di se.
Mi ha guardato un attimo e poi ha allungato la mano, lascialo a me……….
E dolcemente ha cominciato a masturbarmi, e la sua mano scorreva sul mio cazzo con lo stesso ritmo del treno……… non è passato molto tempo che ho cominciato a godere, lei si è accorta di ciò e ha accelerato il ritmo fino a che la mia sborra è schizzata fuori con alcuni getti successivi, sulla sua maglietta, sul braccio sui miei pantaloni, un disastro, ma lei si è messa a ridere, mi ha detto accidenti, ma quanto era che non godevi?
Troppo le ho risposto………. Dopo essersi pulita un po’, mi ha detto vedo che non ti è bastato… infatti, il mio cazzo non era neppure diventato mollo, avevo ancora voglia, si è chinata e mi ha preso dolcemente in bocca, mi ha succhiato per alcuni secondi, poi si è tirata la gonna in vita, mi è venuta a cavallo, spostando le mutandine di lato e si è letteralmente seduta su di me, la penetrazione è stata lenta e delicata, mentre si impalava il suo viso era concentrato nel sentire il suo corpo ricevermi, un attimo ferma con il mio cazzo completamente dentro di lei, poi, mentre la sua bocca cercava la mia abbiamo cominciato a muoverci, sentivo il calore della sua figa che mi avvolgeva come una carezza.
Piano i nostri movimenti sono diventati più rapidi lei mi stringeva sempre di più, la ho sentita irrigidirsi, bloccata su di me, la sua bocca aperta, un gemito lungo e profondo saliva dalla sua gola basso sforzato lungo oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo e subito la sua figa comincia a pulsare e contrarsi, era la prima volta che sentivo una cosa del genere, mentre il suo orgasmo continuava la sua testa appoggiata alla mia spalla, il suo bacino che si muoveva lentamente alla ricerca del prolungamento di quel piacere, poi un sussurro, vieni anche tu, dammi la tua sborra, restami dentro ti prego.
Lentamente ho ricominciato a muovermi dentro di lei, mi stringeva sempre di più, mi abbracciava, sussurrava tienimi, non lasciarmi, tienimi stretta, siiiii cosi stretta, il mondo gira come una giostra, giraaaaaaaaaaaa, e in quel momento anche io raggiunsi l’orgasmo e il mio sperma di nuovo schizzo ma questa volta inondo la sua figa. Dopo alcuni minuti in cui non si sapeva neppure dove si era, il respiro si fece più regolare e noi tornammo a capire dove eravamo, la prima cosa fu guardarci negli occhi, un bacio lungo e dolce, poi lei si alzo sfilandosi dal mio cazzo e con una carezza lo saluto.
Piano apri la porta e sgattaiolo fuori, io rimasi ancora un attimo per riprendermi da quella fantastica scopata, poi anche io uscii, era seduta sullo sgabello, e quando mi vide mi allungo la mano e mi tiro vicino a lei, si appoggio con la testa a me e cinse con una mano la mia gamba.
Il treno continuava a correre e noi eravamo sempre più vicini al momento in cui lei sarebbe dovuta scendere.
Era triste pensare che dovevamo lasciarci, ogni tanto un bacio furtivo, una carezza.
Infine la periferia di bari, il treno che riduceva la velocità e infine la stazione……….
Un ultimo bacio e un grazie sussurrato in un’orecchio fu il suo saluto. La vidi scendere, avviarsi lungo la banchina, solo, quando fu in fondo si girò e mi salutò con la mano, poi più nulla….