Sono figlio unico, mio padre per parecchi mesi all’anno lavora all’estero, mia mamma non è una donna appariscente ma ha una sensualità innata, anche quando è impegnata nelle faccende domestiche ogni suo movimento è sensuale. se da ragazzino mi piaceva quando mi accarezzava o mi teneva stretto al suo corpo gustavo e mi godevo le sue coccole, crescendo, negli anni dell’adolescenza, non so quante seghe le ho dedicato. ha un seno prosperoso, due belle gambe ed un gran bel culo. si muove con naturalezza e quando cammina… poveri i miei occhi. lo sa che mi piace e più di qualche volta le ho detto
“mamma spero di sposare una donna bella come te“ il suo viso arrossiva, mi baciava sul viso dicendomi “anche le mamme invecchiano“. normalmente i suoi abiti sono sempre castigati, ma in questa estate torrida in casa indossa reggiseno mutandine e scamiciati. quando cammina sembra stia sfilando. più di qualche volta l’ho abbracciata appoggiandole il cazzo sul culo e palpando le tette. le prime volte mi sgridava dicendo che era la mamma e non “una delle mie ragazzine“ - “mamma sei bella mi piaci ti vorrei..” ed ogni volta mi tappava la bocca con una mano. Quando papà torna a casa fanno l’amore come due affamati e li capisco, dopo tanti mesi di digiuno... al mattino mamma si alza abbastanza presto . mio padre va in cucina per fare colazione si mette alle spalle di mamma sbaciucchiandola e palpandola tutta. mia madre le dice sorridendo “quello che abbiamo fatto stanotte non ti è bastato?“ la stringe, la bacia sul collo “non mi basti mai se penso a quanti mesi devo stare lontano da te“. mamma lo abbraccia, si baciano e poi spariscono in camera.
papà doveva rientrare a fine giugno per le ferie in luglio ma ha dovuto rimandare il rientro. immaginate la delusione di mamma, erano mesi che l’attendeva e che non faceva l’amore. cercavo di essere il più affettuoso del solito. la baciavo sulle guance, sul collo “smettila enzo ho voglia senza che tu me la faccia aumentare“
Una sera ero rientrato tardi . mamma era già a letto e dopo essermi rinfrescato andai in verso la mia cameretta. Passando davanti alla sua la sentii piangere.. che pena. sono entrato inginocchiandomi sul pavimento accanto a lei.
al buio le accarezzavo il viso e con il lenzuolo le asciugavo le lacrime “enzo mi manca tanto papà“ l’accarezzavo parlandole dolcemente, baciandole il viso, le guance. misi una mano sotto le lenzuola era nuda e calda. quel contatto mi fece impennare il cazzo tolsi il pigiama m’infilai sotto le lenzuola. avevo il cazzo duro mamma mi toccò
e se lo trovò in mano pulsante e piangendo “vai via, vai lontano da me sono la tua mamma vai nel tuo letto e dormi“ avevo il cazzo in tiro allungai una mano e le accarezzai la vagina “vorrei solo farti compagnia, stare un po’ vicino a te“ le baciai il viso, accarezzai il suo corpo. mamma era immobile ma la mia voglia di lei esplose. le accarezzai un seno , baciai un capezzolo .il suo respiro divenne affannoso . accesi l’abatjour sul comodino “mamma cosa c’è ti faccio male?“ –“no cucciolo mio no, ma se fai così... ho una voglia pazzesca vorrei tanto che papà fosse qui per fare l’amore e godere come sa farmi godere solo lui“. avevo il cuore in subbuglio quante volte l’avevo spiata nuda in bagno o l’avevo sentita godere quando faceva l’amore con papà. una mia mano scese sulla figa e l’appoggiai. mamma scostò le gambe “figlio mio prova a baciarmela“.
Non osavo, allora le infilai un dito nella figa e mentre la sditalinavo ci baciammo a lingua in bocca. che piacere, sentivo la sua figa fremere ad ogni mia penetrazione e senza sfilare il dito le baciavo i seni, presi in bocca un capezzolo succhiando come un bimbo. le aprii la vagina introducendo il cazzo . ero emozionato come la prima volta; “mammina ti faccio male?“ – “no amore della mamma no mi stai facendo godere ohh figlio mio“. mi muovevo in lei timoroso ma cominciava ad eccitarsi e dimenarsi continuavo a succhiarle le tette il tepore della figa me la faceva penetrare sempre più velocemente . il suo corpo iniziò a muoversi a scatti, la sentivo sussultare, dimenarsi la penetravo velocemente, spalancò le gambe facendo entrare il cazzo fino a sbattere i coglioni contro il suo ventre. mi prese tra le mani i fianchi quasi volesse aiutarmi a penetrarla urlò “fermati lasciami respirare non sono più abituata a questo piacere”. si stese supina il suo respiro affannato faceva sobbalzare le tette. l’accarezzavo le baciavo il viso, gli occhi sprizzavano felicità. mi stesi accanto a lei. mamma cercò il cazzo lo strinse e lo scappellò
"è bello come quello di papà“. la desideravo con tutte le mie forze, mi misi in ginocchio davanti a lei “mamma continuiamo?“. senza attendere risposta mi abbassai baciandole la figa il calore della sua intimità me la fece desiderare ancora di più . puntai la cappella tra le grandi labbra. come la sentì contro la figa spalancò le gambe. questa volta volevo arrivare fino a sborrarle dentro. mi misi a braccia tese pompando come un ossesso, mamma rispondeva colpo su colpo, il mio povero cazzo nuotava nei suoi umori. mamma mi parlava con dolcezza “figlio mio cosa stiamo facendo ma mi piace, mi stai spedendo in paradiso“. le sue mani mi muovevano il corpo quasi volesse aiutarmi a chiavarla , non so quanto per tempo la chiavai, sentivo mamma respirare affannata, godeva con gridolini sommessi e m’incitava a continuare “mamma vengoo, vengooo“; con le sue gambe imprigionò le mie accogliendo tutto il mio piacere. eravamo esausti e soddisfati, mamma accese l’abatjour, ci baciammo sulla bocca, poi si alzò e corse in bagno. io mi ero steso sul letto e quando tornò si fermò ammirandomi “enzo tesoro mio come sei bello -mi accarezzò il cazzo- come sei sudato! adesso mamma ti asciuga bene“ e con il lenzuolo mi asciugava il viso. mi misi su un gomito a guardarla “mamma hai il viso felice ti è piaciuto?“. mi fece stendere e mi venne a cavalcioni, strusciava la figa su di me le misi una falange nella figa stimolandola. la scosse un breve fremito: “ho goduto come non mi succedeva da tanto tempo ma sono stanca e non riuscirei a farne un’altra“. mi stesi appoggiando una mia gamba tra le sue e mi addormentai.
Mi svegliò la luce mattutina che filtrava dalle tapparelle, la mia gamba era ancora tra quelle di mamma. dovevo alzarmi e pian piano mi sfilai. svuotare la vescica mi diede sollievo. tornai a letto e lasciai stare mamma che però allungò una mano toccandomi; “dove sei andato“ le baciai il viso e le accarezzai il culo “in bagno“; mentre mi baciava il viso cercò il cazzo “ieri sera sei stato fantastico” e me lo strizzò “adesso però devo alzarmi io“. la vidi allontanarsi nuda sculettando, quel culo era semplicemente fantastico e quando tornò “lo sai mamma che hai un gran bel culo?“ finse di fare l’offesa
“sono cose da dire alla tua mamma?“.
l’abbracciai baciandola a lingua in bocca, eravamo già eccitati e quel bacio sensuale non fece altro che aumentare il mio desiderio
“mamma hai un culo fantastico“ mi fulminò con un’occhiata “non l’ho mai dato a tuo padre perchè dovrei darlo a te“ mi rassegnai però le dissi che avrei dormito con lei nel letto matrimoniale fino al ritorno di papà . dopo essermi rinfrescato andai a letto. si coricò anche mamma .la desideravo ,volevo il suo bel culo ma non volevo forzarla, le accarezzai la figa: “buonanotte mamma“.
quando mi svegliai si era già alzata, era in cucina, le andai alle spalle baciandola sul collo e stringendo i seni. si abbandonò sul mio corpo lasciandosi baciare e palpare. le piaceva e si strusciava contro me come una gattina in calore. ”come sei bella mamma, hai il viso riposato però ti desidero vorrei fare l’amore con te ma vorrei il tuo bel culetto“ la palpavo tutta le facevo dei succhiotti sul collo, le accarezzavo i seni. il cazzo duro le finì tra le chiappe, allargò le gambe per sentirselo contro la figa. “mamma non potremmo fare la doccia insieme?“ si girò sorridente prese in cazzo in mano “lo sai che sei uno sporcaccione?“ e mi abbracciò baciandomi a lingua in bocca senza mai mollare il cazzo; “così approfitteresti per incularmi“ – “lo farò solo se tu lo vorrai“.
in doccia l’insaponai bene e la lavai tra le chiappe mettendo un dito nel buco del culo …strinse le chiappe “rilassati non voglio farti male voglio solo lavartelo bene“. lo volevo quel culo; le misi dentro due dita lavorandole lo sfintere girandole dentro e forzando il buco …appoggiò le mani ad una parete “sei un porco ma mi hai fatto venire una gran voglia“ arretrò il culo aprendo le gambe gliele allargai si piegò arretrando ancora “ti voglio mamma, voglio il tuo culo“. le spennellai la cappella sul buco del culo e spinsi il più lentamente possibile
“lo senti mammina? ti faccio male?“; per tutta risposta si abbassò e forzando un po’ la cappella sparì nel culo “ti ho fatto male mammina?“ – “ohhh enzo che bello , chissà perché avevo paura“. sentivo il cazzo pulsare freneticamente in quello stretto budello , pulsava da solo le strinsi i seni le baciavo la schiena e pian piano il cazzo sparì nel culo…” mammina è tutto dentro“. i nostri corpi si muovevano come se fossero un corpo solo , sentivo mamma godere con gridolini soffocati le strizzavo le tette sode turgide. mi sembrava di essere in paradiso “spingi amore della mamma spingi, spingi ohh è bellissimo“. mamma si piegò ancora un po’…era proprio a 90 ed il mio cazzo navigava in quel paradiso caldo e fremente . per quanto cercassi di trattenere la sborrata esplose nel suo intestino. la tenni stretta per spararle tutta la sborra e lasciai che il cazzo si sfilasse da solo. il corpo di mamma era tutto un sussulto, le accarezzavo la schiena ,gliela baciavo. mamma appoggiò la schiena sulle piastrelle. il suo volto era stravolto dal piacere e sorridendo mi baciò sulla bocca: “è stato bellissimo enzo, sei stato delicato ho goduto in tutto il corpo“.
ci abbracciammo baciandoci come due amanti e mentre mamma mi baciava cercò il cazzo;
“non sono a tiro rapido, se hai un po’ di pazienza ti accontento ancora“.
da quella sera i nostri rapporti cambiarono radicalmente . un sabato sera la portai a cena in un ristorante in collina . era situato in mezzo al verde e la brezza ci rinfrescava . la cena andò per le lunghe - c’erano molte persone –in attesa della cena parlammo. mamma era molto elegante e ben truccata. ”mamma stasera sei bellissima“; quelle mie parole la fecero arrossire “mi sono truccata per non far sfigurare mio figlio“ e sotto il tavolo mi fece piedino. dopo cena andando verso il parcheggio le misi un braccio dietro la schiena attirandola contro me. lei fece altrettanto, sentivo i suo seni floridi, nella penombra le davo dei bacetti sul viso. Mamma si fermò mi guardò in viso dicendomi sorridendo “sono la tua mamma non la tua amante“ e mi tappò la bocca con la sua. la sua lingua saettò a cercare la mia, la strinsi in un abbraccio baciandola con passione, le nostre lingue si gustavano, le palpavo i seni, la schiena, poi infilai una sotto l’abito palpandole il culo bello sodo, i nostri corpi erano un corpo solo le accarezzai la figa trattenne il respiro un momento; “no figlio mio no“, ignorai le sue parole e le feci un lento ditalino, le nostre lingue erano instancabili, la figa era ormai piena di umori e più la sgrillettavo più godeva.
andammo tra gli alberi le sfilai lo slippino “ ti voglio mamma adesso subito“ si piegò dicendo
“se ci vedono?“ le infilai il cazzo con un colpo deciso “sì enzo sìì così“
credo sia stata la chiavata più bella della mia vita. a pecorina tenevo strette le chiappe di mamma e la pompavo con tutte le mie forze, mamma arretrava sospirando, gemendo, godendolo, povera mamma quanto ha goduto; “ti piace mamma?“
vidi solo la sua testa fare “sì“. la mia scorribanda nella sua figa era indiavolata, forse in quel posto una chiavata rubata era ancor più bella. ero allo stremo delle forze e sussurrai: “mamma vengo, vengoo“ – “sìì riempimi tutta vieni ,vieni sfogati con la tua mamma“
le sparai fino all’ultima goccia. il corpo di mamma era scosso da fremiti violenti, si staccò dall’albero e l’aiutai a girarsi. aveva il viso sudato ma il sorriso…non me lo dimenticherò mai
“che bello enzo, mi hai fatto l’amore come se fossi una ragazzina al primo amplesso“ abbracciati come due amanti andammo verso la macchina. “enzo sono senza mutandine ti sporcherò la macchina“ dal baule presi una coperta la ripiegai “così non sporcherai niente e ti terrà il culo caldo“
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