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incesto


la nipote

           di gheps45

 Scritto il 16.02.2010    |    Visualizzazioni: 27.500  |    Votazione 7.3:

Quando voglio fare incazzare mia moglie , le dico che è una terrunziella. ”smettila guarda che non te la do più“ fingo di chiederle perdono, le do da succhiare il gingillo e quando me l’ha tirato bello duro …… il bello è il dopo, quando riesce a riprendersi da un orgasmo intenso e prolungato che la soddisfa e la fa godere, si struscia addosso come una gattina in calore, mi bacia, le accarezzo il culo “se non avessi la mia bella terrunziella, chi mi farebbe godere così bene“ ridiamo felici e ci addormentiamo.
Tutto iniziò quando frequentavamo l’università. i suoi genitori la mandarono a studiare a milano ospite di una zia. frequentavamo corsi diversi e ci conoscemmo casualmente. o meglio avevo visto quella bella ragazza , capelli neri, un bel viso, un corpo armonioso, la classica donna mediterranea. il culo era una vera attrazione, oltre ad essere ben fatto lo sbatteva naturalmente e quando camminava. che sbattimento di chiappe… in una festa di carnevale fu eletta a furor di studenti “il più bel culo dell’università“. un pomeriggio uscendo dall’università si scatenò un temporale con tuoni e fulmini. tutti corremmo sotto un porticato e m’investì facendomi cadere. ci siamo sposati, siamo felici e ci facciamo delle gran belle scopate quando voglio farla arrabbiare le dico “sei la mia bella terrunziella“ e lei alzando la gonna “questa è la figa della tua terrunziella, non te la do più e non te la faccio neanche più vedere“ poi andiamo a letto e con mille moine la bacio l’accarezzo, le accarezzo la figa, allunga una mano, sente il cazzo in tiro “come faccio a non volerlo“ e fa sempre a finire con una bella e goduriosa scopata. la sua famiglia è originaria della puglia; nei primi anni di nozze, per le ferie, andavamo in macchina.. che palle, caldo, traffico, un caldo soffocante… ma da parecchi anni andiamo in aereo, pochi bagagli, tanto là troviamo tutto. la loro casa è vicina al mare e …non costa niente…abbiamo seguito la crescita dell’ultima nipotina marisa. negli anni è cresciuta eccome; è diventata una gran bella ragazzina. per vari motivi e per diversi anni non ci siamo visti ma l’anno scorso… che sorpresa.. il suo corpo era quello di una splendida ragazza con tutte le curve al posto giusto. l’ho ammirata a bocca aperta e lei “ma zio sono io, sono marisa non mi riconosci più?“ – “come ti sei fatta bella!!“ una mattina mi ha detto “zio vieni che ti faccio vedere come abbiamo ampliato le coltivazioni“ l’ammiravo camminare, sculettava.. che figa. indossava un mini calzoncino ed un top che tratteneva
a stento le tette.. vi lascio immaginare il mio uccello, si notava bene sotto i calzoncini e quella porcellina se n’è accorta, ha fatto un sorrisetto ma senza commentare. poi si è avvicinata ad un gabbiotto per gli attrezzi , mi ha preso per mano tirandomi dentro.. ha palpato il mio pacco e “zio com’è bello“ ha infilato una mano, scappellandolo ha spalancato gli occhioni leccandosi le labbra “e com’è bello duro“ ha continuato a scappellarlo menandolo piano “smettila marisa sei mia nipote non sta bene e se poi ci vedono?“ si è inginocchiata prendendolo in bocca. l’ho alzata a fatica ma il giorno dopo è tornata alla carica e questa volta l’ho lasciata fare, facendomi un pompino da vera bocchinara… se cominciava così da ragazza.

Aveva frequentato il liceo e consigliandosi con mia moglie aveva deciso di venire a frequentare l’università nella nostra città. abbiamo una casa abbastanza grande ed una camera è sempre libera. ero andato a prenderla all’aeroporto. era un po’ che non ci vedevamo e se possibile era ancora più figa. baci, abbracci e poi siamo andati a casa. mentre sistemava le sue cose in camera e mi aveva detto “zio vado a rinfrescarmi“

ho preparato il pranzo. aveva indossato un vestitino corto da far paura, ha fatto una giravolta “ti piaccio così zio?“ si è seduta in braccio baciandomi, accarezzandomi. come fa un povero diavolo a stare tranquillo con una bella figa in braccio…le nostre bocche si sono appiccicate, le lingue gustate. con una mano sono andato sotto l’abito era nuda!
“marisa, sei nuda vai a vestirti e subito“ il mio povero fratello era teso. ha abbassato una manina e con un sorrisetto malizioso “zio siamo soli fammi divertire“ ha fatto volare l’abito
“dimmi che non ti piaccio“ ho allargato le braccia e si è tuffata baciandomi “ti ricordi zio nel capanno degli attrezzi qualche anno fa? siamo soli e ho tanta voglia di godere“. l’ho presa in braccio, che piacere il suo corpo caldo, morbido e fremente. l’ho adagiata in poltrona ha messo le gambe sui braccioli…aprendo il suo forziere. le ho baciato e leccato la passerina…si muoveva come un’indemoniata farcendosela leccare tutta. ho aperto le grandi labbra e la mia lingua si è divertita con il clito, lo facevo saltellare, lo succhiavo. l’ho ispezionata che delizia: morbida, rosea, calda. alternavo baci e succhiate , ha iniziato a muoversi sempre più velocemente per poi esplodere in un “vengooo“ che sembrava un ululato. le ho succhiato e strapazzato il clito. non riusciva a controllarsi e mi offriva la vagina che al colmo del piacere ha spruzzato tutto il suo miele, s’ è accasciata sulla poltrona scossa da fremiti violenti. le accarezzavo il viso dolcemente “ti ho fatto male marisa“ e con occhi dolci e sorridenti “nooo zio sei stato magico mi hai fatto venire non so quante volte” ma io ero sempre con il cazzo duro e pulsante. quando se n’è accorta “poverino e lui non merita niente?“ ci siamo scambiati il posto. povero uccello, cosa ha dovuto sopportare e godere e quanta bella sborra si è gustata marisa. eravamo stremati ma felici “marisa io sono sfinito faccio un sonnellino“ ha messo una gamba tra le mie “ti faccio compagnia, anch’io sono stanca, stamattina mi sono svegliata prestissimo“. dopo un po’ mi ha baciato su una guancia “questo non per aver fatto l’amore ma per il servizio taxi“

Quando mi sono svegliato eravamo coperti forse avevamo freddo. l’ho svegliata con baci e carezze…”zio ho dormito bene, vado a fare la doccia“. È uscita dal bagno solo con un asciugamani per asciugarsi i capelli. ad ogni passo la latteria sobbalzava; come facevo a controllare la mia eccitazione evidente sotto i calzoni…la vide e rise sorniona. mi chiese se mi vergognavo di quello che avevamo fatto, ma la mia risposta non si fece attendere e con un rapido movimento l’abbracciai deponendola sul letto… il suo viso era felice e radioso .cominciammo a baciarci con passione. le lingue si cercavano, si gustavano vicendevolmente. Le leccai e baciai i seni
“zio mi fai il solletico“ ma desideravo la sua figa , mi girai per laccargliela. si trovò il cazzo davanti alla bocca e ci donammo uno splendido 69, che ci portò al settimo cielo. Il sapore del suo caldo miele mi inebriò così tanto che non resistetti piu’ di cinque minuti e spruzzai sul suo bel faccino il mio liquido vizioso, come spesso capita le donne sono insaziabili ed infatti senza neanche riprendere fiato, cominciò a strusciarsi, chiedendomi di farla sua “zio e la fighetta non merita niente?“

per stimolare il cazzo a fare il suo dovere le leccai la figa entrando a stimolarle il clito… “sì zio sìì dai ancora, ancoraa“ continuai respirando a fatica ma una bella figa va sempre gustata e soddisfatta…con tutto quell’eccitamento la mia asta era tesa e dura , l’appoggiai all’entrata delle grandi labbra, ci muovevamo insieme lentamente, più entravo e più il suo respiro diveniva rapido e molto dolcemente entrai tutto in lei. la sua conchiglietta era molto stretta e questo aumentava il mio piacere e la mia eccitazione.
anche lei doveva godere molto perché sotto l’influsso delle mie penetrazioni rantolava ,si dimenava , m’incitava a continuare fino all’infinito….ma non sono una macchina e dopo qualche minuto . quando s’accorse che stavo per venire “la voglio ancora in bocca, tutta in bocca“ stavo scaricando il mio seme sul suo faccino, e dopo esserselo leccato con golosità. mi mostrò la bocca piena…“sei contenta marisa ti ho saziato?“ ci coccolammo come due amanti… andò a sciacquarsi la bocca e tornò tenendo in mano reggiseno e tanga…”zio mi aiuti a vestirmi?“ le allacciai i gancetti del reggiseno, poi le andai davanti sistemando le tette nelle coppe. sorrideva felice “come sei bravo zio a sistemare i seni nelle coppe, lo fai anche alla zia?“ ( mia moglie ) si vestì…che bella figa. uscimmo per cenare, quanti occhi la spogliarono e quanti uomini la desiderarono … avevamo avuto una giornata lunga e faticosa almeno per me…ed il letto ci accolse per un meritato riposo ma prima di addormentarsi mi abbracciò baciandomi, accarezzandomi “graze zio sei stato magico, grazie“ non riuscivo ad addormentarmi e pensavo a mia moglie che stravedeva per la sua cara nipotina. per cara era cara, ma era anche un po’…troooo…
la mattina dopo l’accompagnai in università. aveva già tutte le scartoffie pronte. non conosceva la nostra regione e le proposi di andare a pranzo sul lago di garda. la portai a visitare le località piè belle e note. passando le feci vedere il vittoriale. era la dimora dove d’annunzio, il sommo poeta, era stato esiliato. le raccontai che in quello splendido castello, che ora era pieno dei suoi cimeli. si dice che quando passando per i paesi in macchina vedeva una bella ragazza, la invitava nel suo palazzo; era un chiavatore instancabile, conosceva tutti i modi per far godere una donna e quando la malcapitata tornava a casa era letteralmente distrutta da tanto l’aveva chiavata e fatta godere sfondandole tutti i buchi. marisa mi ascoltava incredula “zio sei il solito esagerato non sarà stato un toro da monta“ - “ti ho solo raccontato quello che dice la gente“ un mio amico del posto mi aveva detto che conosceva una ragazza - a suo tempo mi aveva detto il cognome – ed aveva sentito dalla sua voce le prodezze sessuali del vate. le faceva correre su delle lunghissime e ripide scalinate e quando le raggiungeva era festa grande per lui ma non per le povere ragazze. tornando verso casa ci siamo fermati a mangiare sul lago, tutto a base di pesce annaffiato dal vino bianco del garda.
quella sera eravamo stanchi, temevo che marisa volesse qualcosa. invece entrò in camera mia nuda ”zio sono stanca, mi lasci dormire con te?“.
il chiarore mattutino ed un'urgenza fisiologica mi svegliarono ma poi tornai a letto. marisa..dormiva come un angioletto e ripresi sonno. mi svegliò il suo corpo caldo che si strusciava contro me ”ciao zio ho dormito divinamente era proprio stanca“ mi venne addosso, il cazzo ben riposato s’inalberò, se lo sentì contro “zio che bello com’è duro, per smollarlo ci vorrebbe una bella doccia.” la facciamo insieme più ammiravo quello splendido corpo più la desideravo, si fece lavare tutta. che palpate, che spettacolo il suo corpo…”ohh zio che bello sentirsi palpare, sei delicato mi piace, mi fai venire voglia di fare l’amore“ sotto il getto caldo la strinsi a me baciandola s’impossessò del cazzo. poverino come lo strapazzò ma il suo culo mi attirava e con la scusa di lavarle il condotto anale infilai un dito. strinse le chiappe e “zio ma cosa fai vorresti anche lui?“ mentre l’accarezzavo e la palpavo tutta “marisa l’ospite è sacro, ma se ti giri completo il servizio“. rise allegramente, si girò “appoggia bene le mani sulle piastrelle e allarga le gambe “ le accarezzai la figa infilai dito nel culetto girandolo dentro “ti faccio male gioia mia“ scosse la testa e con un filo d voce “non farmi male, esci se te lo dico“ le allargai bene le gambe puntai il cazzo sull’orifizio anale spingendo, spingendo “ti faccio male gioia mia?“ arretrò piano da sola… la cappella era tutta dentro… tenendola dolcemente per i fianchi feci sparire il cazzo nel suo splendido culo.
Ci muovevamo insieme, iniziò a dimenarsi,e rantolare per poi esplodere in un urletto di piacere “ ohhh zio che bello che piaceree dai spingi, spingi, è troppo bello!“ le scaricai una bella sborrata. il suo corpo barcollava , l’aiutai ad uscire dalla doccia , l’avvolsi nell’accappatoio, la presi in braccio deponendola sul letto. arrivò anche il giorno della partenza ”zio grazie di tutto“ e lo disse stringendomi il cazzo … poverino come aveva sofferto.



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