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Prime Esperienze


Scherzi di carnevale -1 parte

           di Mexdue

 Scritto il 03.07.2012    |    Visualizzazioni: 7.700  |    Votazione 8.7:

Ho deciso di rivelare un segreto che mi tengo da poco meno di un 30ennio. Il ricordo di un’avventura che non ho mai dimenticato e che oggi riemerge portandomi a ricercare esperienze simili a quelle di allora.
Avevo poco più di 20anni. In quel periodo frequentavo Loredana, 30enne separata, affamata di cazzo ma soprattutto di situazioni trasgressive e per certi versi, depravate. Grazie a lei, avevo scoperto l’esistenza di club privè, parcheggi o luoghi adibiti ad incontri esclusivamente sessuali. Ospite tante volte nella sua casa, mi aveva, durante le svariate scopate, mi aveva mostrato la sua fornitissima videoteca porno, nonché la sua collezione di cazzi finti e vibratori d’ogni genere e dimensione, confidandomi che oltre ad usarli su se stessa, in alcune occasioni, li aveva usati con qualche amica con tendenze (come lei) bisessuali.
A volte, questi membri erano entrati a far parte dei nostri giochi di coppia. Spesso utilizzandoli su di lei per doppie penetrazioni o leccata di fica con paletto nel culo. Ma a volte, su di me perche lei amava stuzzicare il mio buchetto con dita o vibratori mentre mi spampinava. Cosa che ovviamente, a me non dispiaceva affatto. Una sera nel periodo di carnevale mi disse: “Domani sera andiamo ad una festa in maschera da alcuni miei amici, ma vorrei che tu ti vestissi da donna”. Essendo carnevale non ci vedevo nulla di strano, quindi accettai, assegnando a lei il compito di trovarmi gli indumenti adatti ……..io non avrei saputo ne dove ne cosa cercare e vista la mia stazza (1,87x85kg circa) non era neanche molto facile.
La sera successiva prima di andare alla festa, passai a casa sua per la mascherata. Devo ammettere che fu efficientissima. Sul suo letto c’erano autoreggenti nere, una mutandina a tanga e un abito anch’esso nero, un paio di sandali con tacco, che sicuramente gli aveva prestato qualche amica perche erano quasi della mia misura (porto il 44) mentre lei al massimo aveva un 38. Prima passo ai capelli (allora li avevo lunghi col codino, tipo Baggio). Gli basto scioglierli, coccolarli un po’ con la sua arriccia capelli elettrica, per ritrovarmi una chioma vaporosa e femminile. Poi passo al trucco. Non eccessivo, non volgare. Un po’ di matita sugli occhi e rossetto. Poi passammo alla vestizione. Indossare le calze fu facile, erano elastiche e mi arrivarono tranquillamente più su di meta coscia, si intravedevano i peli delle gambe schiacciati dal tessuto, ma poco male. In fin dei conti era solo un travestimento goliardico. I problemi si presentarono al momento di indossare il tanga. Era stretto ed il triangolo di stoffa anteriore era talmente limitato che sia le palle che meta cazzo (anche se a riposo) uscivano fuori dai bordi.
Proposi di lasciare sotto i miei box, ma lei decise era meglio senza mutande che dei box (oltretutto bianchi) che avrebbero potuto vedersi (poi capii) dalla trasparenza del vestito. Quindi, venne il momento di indossare il vestito. Una specie di abitino elastico (a tubo) che a malapena copriva il bordo ricamato delle autoreggenti, chiuso sul davanti e con una scollatura da capogiro sul didietro, naturalmente ne finto seno, ne tantomeno il reggiseno. Poi salii sui tacchi ….. provai a fare qualche passo di prova, traballando arrivai fino allo specchio dell’armadio e ammetto che vidi un pezzo di fica da paura. Altissima, gambe lunghe e con un culetto all’in su (merito dei tacchi) veramente invitante. Unico problema, il vestito camminando, vista la sua elasticità, tendeva a salire superando anche l’orlo ricamato delle calze. Quelle calze, il pisello dondolante tra le gambe, l’aria fresca che mi saliva tra le cosce, quell’aspetto da gran fica …….. un’insieme di sensazioni che mi mettevano a disagio ma allo stesso tempo mi davano una certa eccitazione. Lei, indossava una tuta da meccanico con tanto di chiazze d’olio sopra, ma sotto (conoscendo le sue debolezze) sapevo che indossava il meglio della sua collezione di indumenti intimi. Conciati in quel modo partimmo per il luogo della festa anche se in macchina, fui costretto a togliere i sandali perche non riuscivo a guidare.
Per tutto il viaggio tentai di avere ulteriori informazioni in merito alla festa (chi erano gli amici che l’avevano organizzata, chi erano i partecipanti, che tipo di ambiente avremmo trovato, ecc.), ma lei, escluso l’indirizzo, volle tenere per se tutte le informazioni dicendomi che era una sorpresa.
Dopo circa mezz’ora. Era una villa isolata nella vegetazione. Dall’aspetto della villa, dal tipo di auto che erano già parcheggiate e dal numero, ebbi l’impressione che gli invitati erano molti e di alto ceto sociale.
Ci accolse, una bella donna di mezza età, poi ci raggiunse un lui sui 50anni ma di bell’aspetto (i padroni di casa) entrambi salutarono Lory, molto affettuosamente a dimostrazione che erano “molto” amici (poi seppi che più volte, lei li aveva incontrati per giochi sessuali). Erano vestiti “si fa per dire” come Adamo ed Eva (questi sono i nomi con cui, per ovvi motivi, li chiamerò per il resto del racconto). Eva, con una foglia di fico che gli copriva solo l’inguine tenuta su da un filetto interdentale che gli passava sui fianchi fin dietro e poi giù tra le natiche completamente nude, altre due foglie tenute allo stesso modo che a malapena gli coprivano i capezzoli mostrando un’abbondante seno. Adamo, allo stesso modo ma senza foglie sul seno, naturalmente. Quello mi bastò per capire che non ero finito in una festa noiosa e pudica.
Ci guidarono nella direzione da cui veniva il vocio, io ero distratto perche i miei occhi si erano piantati sul culo di Eva che camminando davanti a me, metteva bene in mostra. Appena raggiunta la sala non potei fare a meno di restare paralizzato da ciò che vidi. Due donne già seminude che ballavano tra di loro in mezzo alla sala. In realtà più che ballare, stavano offrendo un’eccitantissima pomiciata lesbo agli occhi dei presenti tutt’intorno; uomini e donne, che seduti sui divani e poltrone o in piedi si godevano lo spettacolo. Molti di loro erano in costume: sultano e odalisca, pirati, moschettieri, nazisti (parliamo sempre di maschere), veneziani del 600, preti e suore, infermiera e paziente, centurione e patrizia romana e non mancavano altri maschietti vestiti da donna …. ma a detta di Lory, meno attraenti di me. Insomma, ce n’era per tutti i gusti..
Adamo, ci invito a bere un drink. Idea stupenda, se non fosse stato per il fatto che il banco bar si trovava all’opposto della stanza in cui eravamo noi quindi, dovevamo attraversare la sala davanti a tutta quella gente. Loredana non si fece pregare ed io a malincuore li seguii, traballante sui miei tacchi, continuando ad abbassare la gonna che ad ogni passo saliva sempre più su. Durante la traversata infinita ebbi la sensazione che tutti guardassero me, un imbarazzo indescrivibile. Dopo il primo drink, mi feci forza e tentai di prendere un atteggiamento più disinvolto. Mentre le ragazze in centro, ormai nude e messe a 69, erano passate dalla pomiciata ad una vera lesbicata, notai che nei vari divani e/o angoli della stanza, coppie o gruppetti, cominciavano a darsi da fare tra pomiciate, succhiate di tette di fiche e di cazzi. La mia Lory, si era soffermata a parlare con Adamo ed Eva e con una donna molto attraente che stranamente indossava abiti normali (seppur succinti e provocanti). Io restai vicino al bar per un po’ a gustarmi il secondo drink guardando le lesbiche centrali che ora erano contorniate da altri uomini e donne che, con carezze e baci, si stavano unendo a loro per un gioco di gruppo. A dir il vero, mi stavo eccitando e la punta del mio cazzo che già si faceva sentire tra le cosce, cominciava a fare capolino da sotto la gonna.
Mentre ero distratto a godermi il mucchio selvaggio, eccoti Lory che prendendomi per mano, mi invita a seguirla. Uscimmo dalla grande sala, salimmo una rampa di scale e lei (ovvio che già conosceva benissimo la casa) aprì una porta e ci ritrovammo in una camera da letto con luci soffuse. In piedi, sul bordo del letto, c’era Adamo che, perduta la foglia di fico, sta infilando il suo cazzo in bocca alla donna non in maschera, seduta sul bordo a gambe larghe e con la testa di Eva tra le sue gambe, in ginocchio davanti a lei. Ora il suo culo a pecorina era ancora più bello ed invitante di quando mi ancheggiava camminando davanti. Il filetto di stoffa che aveva tra le natiche non riusciva neanche a coprire il suo buchetto di culo e scendendo andava a scomparire tra le grandi labbra della sua fica. Lory, in un istante, si tolse la tuta che mascherava il suo corpo e, come avevo immaginato, mise in mostra il suo corpo stupendo coperto solo da un corpetto rosso da cui emergevano le sue stupende tette con i capezzoli già duri e rigidi ed un mini tanga rosso e nero che copriva a malapena la sua fica, mettendo comunque in evidenza le sue splendide chiappe. Mi rifilò un bacio con la lingua che frugava nella mia bocca mentre con una mano alzo la mia gonna sul davanti e prese in mano il mio cazzo che ormai pressava sul tessuto. Mi smanetto per qualche istante mentre io gli palpeggiavo il culo, poi si stacco dicendomi “andiamoci a divertire anche noi”. Andò dritta a succhiarsi il cazzo di Adamo condividendo con la donna baci e leccate. Io mi dedicai alla schiena della mia bella Eva, prima con carezze e poi con baci, spostando le carezze sulle sue natiche. Con la mano seguii il solco di esse soffermandomi sul buchino lievemente per poi scendere fino alle grandi labbra. Le mie dita s’intrufolarono in quella stupenda apertura, imbrattandosi subito di liquido vaginale che usciva a fiotti da quella fica eccitata. Mentre giocavo con la sua fica, con le labbra andai a cercare il suo collo. Lei gradendo il mio trattamento si stacco da quella che era la sua attività orale per baciarmi sulla bocca e solo allora capii che in realtà, non stava leccando una fica ma succhiando un cazzo eretto e nodoso di notevoli dimensioni. La donna in realtà era un tranz, un bellissimo tranz che tra l’altro aveva un cazzo da far invidia a chiunque.
Il suo bacio appassionato, durò qualche istante dopodiché torno a spampinare quel palo che comunque non aveva mai mollato con le mani. Tentai di tirarmi indietro, perché il mio intento era quello di andare a succhiare gli umori che uscivano dalla sua fica sbrodolante, ma lei non me lo permise. Stacco di nuovo la sua bocca dal cazzone per darmi un altro bacio, ma questa volta anziché venire lei con la bocca verso di me, mi prese da dietro la nuca e mi porto a se, cosi mi ritrovai a baciarla, con il cazzone del tranz che mi strusciava sulle guance. Poi, il bacio fini di nuovo, ma questa volta lei mantenne la presa dietro la mia nuca e continuando ad impugnare il cazzo del tranz lo diresse verso la mia bocca. Era che voleva condividere quel pompino con me. Lory a volte mi aveva chiesto di lubrificare i suoi vibratori con la mia bocca prima di piantarglieli in fica o nel culo, quindi pensai tra me e me: “che c’è di strano, è come leccare un vibratore” in’oltre, Eva mi piaceva moltissimo e l’avrei assecondata in tutto pur di scoparmela. Cominciare a leccarlo lentamente sulla punta, poi aprendo bene la bocca, me lo affondai in cola. Cazzo quanto era lungo e grosso. Cominciai a pompare, con la mano di Eva dietro la nuca che mi dava il ritmo giusto. Ogni tanto lo mettevo tutto in gola e poi mi fermavo continuando a leccarlo dall’interno con la lingua. Non era come leccare i vibratori di Lory, quel cazzo caldo e pulsante mi stava mettendo una strana eccitazione addosso. A volte lo sfilavo per condividerlo con Eva e mentre lei lo sbocchinava, io andavo a succhiargli la sacca delle palle, ma appena potevo me lo riprendevo in bocca per gustarmelo per bene. Durante queste godute di gola, Eva mi aveva sollevato la gonna fino alla vita e ora maneggiava con una mano il mio cazzo mentre con l’altra continuava a tenere quello del tranz. Travolto da queste nuove emozioni, non mi curai di Lory e Adamo che nel frattempo, avevano lasciato la loro postazione per mettersi dietro di noi. Me ne resi conto solo quando le mani di qualcuno (Lory o Adamo) cominciarono a palpeggiarmi le chiappe. Non mi girai neanche a controllare chi fosse, la cosa mi piaceva ed il piacere aumentò quando alle mani aggiunsero labbra e lingua. Baci che partendo dalla parte alta del mio fondoschiena, scesero attraverso il solco delle natiche fino a lambire il mio buchetto ormai sensibile e palpeggiante. Una lingua esperta mi stava umidificando e deflorando il culo. Intanto alla mano di Eva dietro la nuca, si era sostituita quella del tranz che ora mi faceva sbocchinare come solo le grandi troie sanno fare. Mi stavo godendo quelle molteplici sensazioni con mani e lingue che mi palpavano il luco in lungo e largo, certo che presto il tranz sarebbe esploso con il suo piacere nella mia bocca, quando d’improvviso sentii un dolore lancinante ed irresistibile provenire dal mio deretano. Con un balzo, mi tolsi da quella posizione sbraitando come un forsennato e vidi Adamo in ginocchio, con il suo cazzo tra le mani che mi guardava sbalordito. Lory, era con la testa nel culo di Eva, ma anche lei si blocco col mio urlo. Gli dissi: “ ma sei scemo” adamo con voce quasi spezzata rispose: “ scusami, non pensavo di farti male” ……..e di nuovo io: “MI farmi il culo per la prima volta e non pensi di farmi male?” …….e lui, guardando Lory, disse: “Loredana mi aveva detto che per te non era la prima volta”. A quel punto, mi venne un diavolo per capello. Capii che si erano accordati a mia insaputa per farmi la festa. Guardai Lory come a chiedermi chiarimenti, ma lei non ebbe neanche il coraggio di guardarmi negli occhi. Incazzato e dolorante, abbassai la gonna, recuperai i sandali e me ne andai lasciandoli li tutti e quattro imbambolati usando come saluto un bel ……Vaffanculo….

* Seguirà il resto del racconto nei prossimi giorni. Nel frattempo, eros.alexander@yahoo.it per chi si sente interessato e vuole contattarmi. Un bacio a tutti......dove piu vi piace. Alex



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